guido crosetto raffaele cantone antonio laudati

IL CASO STRIANO? ERA UNA VICENDA DESTINATA A CHIUDERSI SENZA TROPPI DANNI (INDAGATO COMPRESO) ED È DIVENTATA UNO SCANDALO NAZIONALE – A FAR SCOPPIARE LA BOMBA E’ STATO LO STESSO TENENTE DELLA GUARDIA DI FINANZA PASQUALE STRIANO: UNA VOLTA CONVOCATO DAI PM DI ROMA, SE SI FOSSE AVVALSO DELLA FACOLTÀ DI NON RISPONDERE, COME SUO DIRITTO, O SI FOSSE LIMITATO A FORNIRE UNA QUALUNQUE GIUSTIFICAZIONE PER LE RICERCHE SUL CONTO DI CROSETTO, LA VICENDA SI SAREBBE CHIUSA CON RINVIO A GIUDIZIO E UNA PROBABILE CONDANNA LIMITATA AGLI ACCESSI ABUSI RELATIVI AL MINISTRO - INVECE L’UFFICIALE RISPONDE DICENDO CHE DA ANNI FA INTERROGAZIONI “AD AMPIO RAGGIO” ALLE BANCHE DATI SU ORDINE DEL PM LAUDATI, DEPOSITANDO UNA SORTA DI “DIARIO”, CON L’ELENCO DI TUTTI GLI ACCESSI...

Estratto dell’articolo di Giovanni Bianconi per il “Corriere della Sera”

 

RAFFAELE CANTONE

Oggi il «caso Striano» compie un anno. Risale infatti al 10 marzo 2023 la perquisizione a carico del tenente della Guardia di finanza Pasquale Striano, già in servizio al «Gruppo Sos» della Direzione nazionale antimafia. Sono state le perizie sui telefoni e i computer del finanziere sequestrati in quell’occasione a svelare le migliaia di Segnalazioni di operazioni sospette e interrogazioni alle banche dati riservate […]

 

Ma appena un paio di mesi prima di quella perquisizione, a inizio 2023, il «caso Striano» è stato sul punto di morire, senza nemmeno nascere; confinato nel riserbo di un’indagine della Procura di Roma pronta per essere chiusa in poche settimane […]

GUIDO CROSETTO

 

Se non è successo, è stato solo per decisione dello stesso ufficiale della Guardia di finanza. E allora, oltre a interrogarsi su eventuali complici o regie occulte, c’è da chiedersi: perché il tenente Pasquale Striano ha voluto scoperchiare il «verminaio» denunciato dal procuratore di Perugia Raffaele Cantone?

 

Una domanda alla quale solo l’interessato può rispondere, ma finora ha preferito non farlo. Lasciando aperta ogni ipotesi. Tutte fondate su date e fatti all’origine del caso.

Dopo l’esposto del neoministro della Difesa Guido Crosetto del 31 ottobre 2022, a seguito di tre articoli del quotidiano Domani con informazioni «precise e dettagliate» sui suoi patrimoni, la Procura di Roma impiega tre settimane a individuare nel finanziere l’autore degli accessi alla banca dati dell’Agenzia delle Entrate sull’esponente del governo.

ANTONIO LAUDATI

 

Il 21 novembre la pm titolare del fascicolo, Antonia Giammaria, chiede al sostituto procuratore della Dna Antonio Laudati, responsabile del «Gruppo Sos», informazioni sul ruolo di Striano, e nel giro di un mese […] gli accertamenti sono terminati.

 

L’inchiesta ha risposto alla richiesta del ministro di trovare i responsabili della «fuga di notizie» che lo riguardava, e la pm Giammaria propone al procuratore aggiunto con delega ai reati informatici di notificare a Striano l’avviso di conclusione delle indagini, che anticipa la richiesta di rinvio a giudizio. L’aggiunto però suggerisce di convocare prima l’indagato, per acquisire la sua versione dei fatti.

 

raffaele cantone foto di bacco

Il finanziere, informato dell’inchiesta a suo carico comunicatagli il 12 gennaio 2023 con l’invito a eleggere domicilio presso un avvocato, viene convocato per il 1° marzo, con un invito a presentarsi notificatogli il 27 febbraio.

È il momento della svolta.

 

Se Striano (che aveva già avuto quasi due mesi di preavviso dell’inchiesta a suo carico, e dunque tutto il tempo per eventuali contromosse) si fosse avvalso della facoltà di non rispondere, come suo diritto, o si fosse limitato a fornire una qualunque giustificazione per le ricerche sul conto di Crosetto, la vicenda si sarebbe chiusa con il pressoché inevitabile rinvio a giudizio e una probabile condanna. Ma limitata agli accessi abusi relativi al ministro, con la ragionevole prospettiva di evitare la pubblicità della notizia e ulteriori approfondimenti.

 

GUIDO CROSETTO A QUARTA REPUBBLICA

Invece l’ufficiale […] decide di rispondere. E di dire che lui da anni fa interrogazioni «ad ampio raggio» a banche dati di ogni genere su ordine del pm responsabile del suo ufficio, perché è così che si lavorava alla Dna, in cerca di Sos e altri indizi informatici di possibili infiltrazioni criminali nell’economia e altri settori.

 

Depositando una sorta di «diario», con l’elenco di tutti gli accessi. Il «caso Striano» diventa così «Striano-Laudati»; i pm romani chiedono chiarimenti al procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo, e il 10 marzo scatta la perquisizione al finanziere. Dopo altri dieci giorni in cui può avere cancellato eventuali tracce, informatiche e non solo, come paventato da Cantone.

antonio laudati 5

 

A quel punto il ruolo attribuito da Striano a Laudati diventa il presupposto per trasferire il fascicolo da Roma a Perugia. Lì il magistrato, sentito come testimone, nega la versione di Striano. Nel frattempo arrivano gli esiti della perizia sugli strumenti di lavoro sequestrati al finanziere, e le successive indagini confermano le migliaia di accessi considerati «abusivi». Alcuni dei quali con la ipotetica complicità dello stesso Laudati.

 

Quando i pm di Perugia lo convocano per il nuovo interrogatorio, il 28 febbraio scorso, Striano decide di non presentarsi. Stavolta preferisce attendere la conclusione dell’inchiesta, tralasciando di spiegare — per ora — il motivo per cui una vicenda destinata a chiudersi senza troppi danni per nessuno (indagato compreso) è diventata una specie di scandalo nazionale dalle conseguenze al momento imprevedibili.

Ultimi Dagoreport

tilman fertitta yacht boardwalk

FERTITTA, CARO CI COSTI! – L’AMBASCIATORE DI TRUMP IN ITALIA CONTINUA IL SUO GIRO DEL MEDITERRANEO IN YACHT, CHE COSTEREBBE ALLO STATO ITALIANO LA SOMMETTA DI 115MILA EURO AL GIORNO, PER SCORTA E SICUREZZA, PER UN TOTALE DI OLTRE 5 MILIONI (IL TOUR INIZIATO IL 13 GIUGNO A CIVITAVECCHIA SI CONCLUDERA’ IN SARDEGNA A META’ AGOSTO) – NELLE SCORSE SETTIMANE IL FIGLIO DELL'AMBASCIATORE, PATRICK FERTITTA, AVREBBE INIZIATO A STUDIARE IL "DOSSIER LAZIO" IN VISTA DI UNA PROPOSTA DI ACQUISIZIONE DEL CLUB DI LOTITO - L'EMISSARIO DI TRUMP, TEXANO CON ANTENATI SICILIANI, È TRA I BUSINESSMEN PIÙ RICCHI D'AMERICA: 11 MILIARDI DI PATRIMONIO, CONTROLLA UN COLOSSO DELLA RISTORAZIONE E CASINÒ, È PROPRIETARIO DEGLI HOUSTON ROCKETS, FRANCHIGIA DI BASKET NBA, ACQUISITI PER 2,2 MILIARDI....

sara soldati leonardo maria del vecchio

DAGOREPORT - A LEONARDINO DEL VECCHIO NON BASTAVANO GLI INFINITI SCAZZI FAMILIARI, NÉ IL RINVIO A GIUDIZIO PER IL DOSSIERAGGIO DEI CYBER-SPIONI DI ‘’EQUALIZE’’. ORA, PER LA SERIE “ANCHE I RICCHI PIANGONO”, SI RITROVA SULLA CAPOCCIA UNA QUERELA PER ‘’VIOLENZA PRIVATA’’ E UNA DENUNCIA PER ‘’SOTTRAZIONE DI MINORE’’, PRESENTATA DALLA MODELLA E INFLUENCER SARA SOLDATI, MADRE DI BIANCA, LA BAMBINA DI UN ANNO NATA DALLA LORO RELAZIONE - MALGRADO UN DOVIZIOSO ASSEGNO MENSILE (50MILA EURO?) ALLA SOLDATI, CHE LA TRISTE ISTORIA SAREBBE FINITA A PESCI IN FACCIA ERA FACILMENTE PREVEDIBILE, ALMENO DA UN MESE, DA QUANDO LEONARDINO GLI AVEVA BLOCCATO LE CARTE DI CREDITO - ESSENDO LE DISGRAZIE COME LE CILIEGIE, UNA TIRA L’ALTRA, IL LEGALE DELLA MODELLA E’ L’IMMANCABILE ANNAMARIA BERNARDINI DE PACE, UN “MASTINO CON LA TOGA” CHE DI SICURO FARÀ VEDERE I SORCI VERDI A LEONARDINO…

roberto vannacci giorgia meloni

DAGOREPORT - L’ESPLOSIVA DISCESA IN CAMPO DI ROBERTO VANNACCI STA FOTTENDO L’ARMATA BRANCA-MELONI – SENZA FUTURO NAZIONALE, IL CENTRODESTRA NON SOLO RISCHIA DI PERDERE PALAZZO CHIGI MA DEVE DIRE ADDIO AL SOGNO DI ESPUGNARE ROMA E MILANO ALLE COMUNALI DELLA PRIMAVERA 2027 - I DATI DEGLI ULTIMI SONDAGGI RISERVATI REGISTRANO QUANTO VANNACCI STIA PRENDENDO PIEDE, A SPESE DI FDI, A MILANO (7/8%) E A ROMA (6,8%) – SENTITA PUZZA DI SCONFITTA, LA RUSSA, DA QUEL POLITICO SCALTRO ED ESPERTO CHE È, HA SCARICATO LUPI E BALILLA, MOLLANDO LA PATATA BOLLENTE DELLA SCELTA DEL CANDIDATO NELLE MANINE DELLE SORELLE MELONI – A ROMA LA SCELTA DELLO SFIDANTE DI GUALTIERI SARÀ SVELATA SOLO ALL’INDOMANI DEL RITIRO DELL’INDIGESTA AUTO-CANDIDATURA DI FABIO RAMPELLI. L’ARDUO INCARICO DI FAR TORNARE SUI SUOI PASSI L’INGOMBRANTE EX TUTOR DI GRAN PARTE DEI MELONIANI OGGI AL POTERE, È STATO AFFIDATO A FRANCESCO LOLLOBRIGIDA, TORNATO IN GRAN SPOLVERO…

giorgia meloni marina berlusconi antonio tajani

DAGOREPORT – A PALAZZO CHIGI ALEGGIA DAVVERO UN CLIMA DA FINE IMPERO - AL VERTICE DI MARTEDÌ SCORSO IL NERVOSISMO DI GIORGIA MELONI HA SUPERATO LA SOGLIA DI GUARDIA, ACCUSANDO PESANTEMENTE SALVINI E TAJANI DI “TRADIMENTO” SULLE PREFERENZE (SE L’EMENDAMENTO VENISSE BOCCIATO ANCHE AL SENATO, LA “SFI-DUCETTA” DELLA CAMERA DIVENTEREBBE UNA CATASTROFICA "SFI-DUCIONA") - IL LEGHISTA HA SUBITO SMOLLATO LA PATATONA BOLLENTE SU FORZA ITALIA. L’EX MONARCHICO DI FERENTINO, FINO A IERI FEDELE ‘’CAMERIERE’’ DELLA DUCETTA, HA RIFILATO IL SOLITO BLA BLA DI SUPERCAZZOLE CON SCAPPELLAMENTO AI “VALORI DEL BERLUSCONISMO DA DIFENDERE'' – LA VERITÀ È CHE NÉ SALVINI NÉ TAJANI RIESCONO A CONTROLLARE I LORO PARLAMENTARI, AL PUNTO CHE LA MELONI, DISPERATA, AVREBBE CHIAMATO MARINA BERLUSCONI - LIQUIDATA DALLA ''CAVALIERA'' CON “NON HO AUTORITÀ SULLE SCELTE DEL PARTITO”, “IO SO’ GIORGIA” AVREBBE CHIUSO CON UN MINACCIOSO: “ME LO RICORDERÒ…”

ministero della giustizia giusi bartolozzi

FLASH – LA “ZARINA” È SEMPRE DI CASA A VIA ARENULA! PARE CHE QUESTA MATTINA GIUSI BARTOLOZZI, EX CAPO DI GABINETTO DI CARLO NORDIO, GIUBILATA DA MELONI DOPO LA SCONFITTA AL REFERENDUM, SIA TORNATA A FAR VISITA AI SUOI EX COLLEGHI AL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA. E NON SAREBBE LA PRIMA VOLTA, NELLE ULTIME SETTIMANE – LA BARTOLOZZI, A QUANTO SPIFFERANO GLI “ADDETTI AI LIVORI”, SI SAREBBE INTRATTENUTA CON IL VICE-CAPO DI GABINETTO DEL MINISTERO DELLA GIUSTIZIA, VITTORINO CORASANITI, E CON LA RESPONSABILE DEL DIPARTIMENTO DELL’ORGANIZZAZIONE GIUDIZIARIA, LINA DI DOMENICO. DI COSA DOVEVANO PARLARE I DUE FUNZIONARI CON L'EX CAPETTA DI VIA ARENULA?