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SONO CAZZI DI SCHROEDER! NEL MIRINO DI BRUXELLES CI SONO GLI EUROPEI CHE SIEDONO NEI CDA DELLE PRINCIPALI SOCIETA’ RUSSE E I POLITICI CHE RICEVONO ANCORA SOLDI DA MOSCA COME L'EX CANCELLIERE TEDESCO GERHARD SCHRÖDER, MOLTO VICINO A PUTIN, NEL BOARD DELLA COMPAGNIA PETROLIFERA ROSNEFT - STOP A 5 AEREI DELLA SUPERJET – IN ITALIA CONGELATI AGLI OLIGARCHI RUSSI BENI PER CIRCA 1 MILIARDO E 750 MLN €...

VALERIA DI CORRADO per il Messaggero

 

Schroeder con Putin

Dopo gli yacht, le ville e i conti correnti congelati agli oligarchi russi inseriti nella black-list dell'Unione europea, il Comitato di sicurezza finanziaria del ministero dell'Economia ha congelato beni per circa 150 milioni di euro, tra i quali 5 aerei, alla Superjet International Spa, una joint venture tra Leonardo e Sukoi con sede a Venezia. Il provvedimento è stato eseguito dal nucleo speciale di polizia valutaria della Guardia di Finanza nei confronti della Pjsc United Aircraft Corporation, società aerea russa inserita nell'elenco dei sanzionati, alla quale sono riconducibili i beni della Superjet International. Le quote aziendali di Leonardo sono invece libere.

 

 Finora i finanzieri, su disposizione del Mef, hanno congelato in totale agli oligarchi russi beni per circa un miliardo e 750 milioni di euro.

 

Secondo alcune indiscrezioni, il Governo avrebbe pensato di stanziare un capitolo di spesa ad hoc nel bilancio dello Stato - pari a circa 400 milioni di euro - per gestire la manutenzione di queste proprietà.

Ecco l'elenco: a Oleg Savchenko è stata congelata la seicentesca Villa Lazzareschi, in provincia di Lucca, del valore di 3 milioni di euro. A Vladimir Soloviev immobili sul lago di Como per 8 milioni. A Gennady Timchenko lo yacht Lena, ormeggiato a Sanremo, del valore di 50 milioni.

SCHROEDER PUTIN

 

Ad Alexey Mordaschov il panfilo Lady M localizzato a Imperia che vale 65 milioni e un complesso immobiliare in località Portisco (a Olbia) da 105 milioni. Ad Alisher Usmanov una villa sul Golfo del Pevero ad Arzachena del valore di 17 milioni. Ad Andrey Melichenko il mega yacht a vela SY A in rimessaggio al porto di Trieste da 530 milioni di euro. A Petr Aven una porzione di una villa a Punta Sardegna da 4 milioni. Ad Alisher Usmanov sei veicoli societari, italiani ed esteri, per un valore totale di 66 milioni. A Dmitry e Nikita Mazepin una villa ad Arzachena di circa 105 milioni. A Eduard Khudainatov (ma il suo nome non è ancora nella black list) è stato congelato lo Scheherazade, il super yacht di 140 metri ormeggiato a Marina di Massa che varrebbe 650 milioni di euro. A questi si sommano i 5 aerei congelati ieri.

«I lavoratori dell'azienda non hanno percepito alcuno stipendio a partire dallo scorso mese di aprile.

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Nonostante le azioni intraprese nei confronti delle banche, tuttora in corso, i conti correnti della società sono ancora bloccati a seguito delle sanzioni Ue nei confronti della Federazione Russa», spiega la società Superjet.

 

LA STRETTA DI BRUXELLES Intanto il Parlamento Ue vuole sanzionare gli europei che siedono nei consigli d'amministrazione delle principali società russe. In una risoluzione di indirizzo sostenuta da tutti i principali gruppi dell'emiciclo (popolari, socialdemocratici, liberali e verdi), approvata ieri per alzata di mano, gli eurodeputati premono perché l'Unione europea ampli la black-list di individui colpiti dalle restrizioni, e insieme a oligarchi e membri dell'élite vicina al Cremlino «ricomprenda anche quei cittadini Ue che continuano a far parte dei board delle compagnie russe e quei politici che ricevono ancora soldi da Mosca».

 

Un riferimento non casuale: è lo stesso paragrafo del testo a fare nomi e cognomi. Uno su tutti, quello dell'ex cancelliere tedesco Gerhard Schröder, al potere tra il 1998 e il 2005, fino all'avvento di Angela Merkel, quando cambiò cappello e si trasformò in lobbista per le società energetiche di Mosca, da cui incassa circa un milione di euro l'anno.

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Una personalità ingombrante per i suoi stessi compagni di partito della Spd, tornati alla guida del governo sei mesi fa con Olaf Scholz, e che adesso chiedono restituisca la tessera. Ieri intanto è stato il Bundestag a decidere di togliergli l'ufficio che gli spetta come ex capo dell'esecutivo.

 

A differenza di altri politici europei di primo piano, tra cui l'ex premier francese François Fillon o l'ex cancelliere austriaco Wolfgang Schüssel, che si sono fatti da parte e hanno abbandonato gli incarichi, Schröder, molto vicino a Vladimir Putin, è ancora oggi nel board della compagnia petrolifera Rosneft e ha da poco ricevuto l'offerta di entrare nel consiglio di amministrazione della monopolista di Stato del gas Gazprom. Insieme a Schröder, l'Eurocamera mette di fronte al bivio «dimissioni o sanzioni» anche l'ex ministra degli Esteri austriaca Karin Kneissl, esponente dell'ultradestra, ricordata per i passi di danza con Putin il giorno del suo matrimonio.

 

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