circe redoli

“CIRCE” A CHI? - LA MAGA DELLA VERSILIA TORNA LIBERA: “NON SONO UNA STREGA: NON HO MAI IRRETITO UOMINI CON DEI SECONDI FINI - L’AMAREZZA PIU’ GRANDE? SAPERE CHE I MIEI FIGLI A SUO TEMPO NON CHIESERO LA GRAZIA"

maria luigia redoli circe della versiliamaria luigia redoli circe della versilia

Paolo Berizzi per “la Repubblica”

 

«La maga Circe irretiva gli uomini, io questo non l’ho mai fatto». Maria Luigia Redoli è la prova vivente di come l’oleografia criminale è inscindibile dal soggetto anche dopo la completa espiazione della pena.

 

A 76 anni, gli ultimi 24 in carcere, la Circe della Versilia sembra identica ad allora: capelli biondo platino, trucco, occhiali scuri. «Sempre tenuto al mio aspetto. Ma della magia e dell’occulto non mi importa niente» dice a Repubblica nella sua prima intervista.

 

Se guardi le foto dell’arresto a Forte dei Marmi — era l’89, assolta in primo grado, poi condannata all’ergastolo insieme al giovane amante carabiniere Carlo Cappelletti per l’omicidio del marito Luciano Iacopi — pensi che un quarto di secolo dietro le sbarre l’abbiano sfibrata solo dentro.

maria luigia redolimaria luigia redoli

 

Magari non è così ma certo del ricordo di quella notte — era il 17 luglio 1989, diciassette come i fendenti che lasciarono in un lago di sangue nel garage di casa al “Forte” il facoltoso agente immobiliare, e fu la stessa moglie a dare l’allarme quando rientrò coi figli Tamara e Diego, all’epoca di 18 e 14 anni — di quel ricordo, dice, «non riesco ancora a parlare».

 

Scarcerata il 1° aprile Redoli adesso vive in libertà vigilata (per 5 anni) con il secondo marito Alberto Andena in un piccolo paese in provincia di Pavia. Il suo avvocato, Alessandro Maneffa, chiede di omettere, per la privacy, il nome e la descrizione del luogo.

maria luigia redolimaria luigia redoli

 

Libera dopo 24 anni di carcere. Come sta?

«Solo ora comincio a rendermi conto della mia nuova condizione. A rilassarmi, ma anche a fare i conti con la vita di tutti i giorni. Appena entrata in casa la prima cosa che ho trovato è stata una cartella esattoriale per tributi arretrati sulla pensione sociale».

 

«Contenta ma anche molto tesa all’idea di lasciare il carcere», ha detto il suo legale. Perché?

«Ho passato 20 anni in carcere, con le limitazioni, gli orari rigidi, gli obblighi. E poi 7 anni in semilibertà, tra la cella e la cooperativa dove ancora svolgo il volontariato. Ora devo vivere in un piccolo comune senza potermi allontanare. Penso anche ai tre anni di continui rinvii della mia richiesta di liberazione condizionaro le: ho pensato che mi volessero far morire in carcere».

redoli e l'ex amanteredoli e l'ex amante

 

La giustizia ha stabilito che lei (mandante) e Cappelletti (esecutore) avete firmato l’omicidio di suo marito per goderne l’eredità, 7 miliardi di vecchie lire. Perché si è sempre detta innocente?

«Io sono stata abituata, fin da piccola, a lottare per avere ciò che volevo, a non arrendermi mai e a dire sempre la verità. Non ho mai mandato a dire le cose, se le devo dire le dico in faccia. Forse, se avessi recitato una parte, non avrei patito tutte queste pene».

 

Attraverso i suoi legali disse: «Spero che un giorno il vero colpevole, magari in punto di morte, confessi ». Chi sarebbe, scusi, il «vero» colpevole?

«Dopo tanto tempo e tanta sofferenza, non solo mia, non credo abbia ancora senso pensare a chi e al perché. Io ho pagato tutto senza mai lamentarmi. Ormai è troppo tardi, o forse è troppo presto. Bisogna avere tanta forza dentro per ripensare a certe cose e io ora non ce l’ho».

 

I suoi figli hanno deciso da anni di non avere più rapporti con lei. Che cosa pensa della loro scelta?

la circe della versilia 2la circe della versilia 2

«Sono due persone adulte. Sanno quello che è meglio per loro. Mi aveva molto amareggiato sapere a suo tempo che avevano espresso contrarietà ad una mia ipotesi di grazia. Ma per me rimarranno sempre i miei figli».

 

Sua figlia Tamara fu arrestata il 4 agosto e subito rilasciata dopo le intercettazioni telefoniche che inchiodavano lei e Cappelletti. Nel libro “Nel buio una notte di luglio” di Mario Spezi si sostiene che lei l’avrebbe accusata per la telefonata al cartomante viareggino Marco Portigati, pagato inutilmente per ingaggiare gli assassini di suo marito. E dunque, implicitamente, che l’avrebbe accusata dell’omicidio. È vero?

«Non ho la forza di parlarne, ripeto. Forse un giorno ci ripenserò ma non ora. In 24 anni chi ha scritto su di me forse non sempre l’ha fatto in buona fede. Ma ognuno fa il proprio mestiere».

 

«Circe» per via del suo amore per la magia e per l’occulto. È così?

«Ma secondo lei? Come ho detto io dico sempre la verità, a costo di farmi del male da sola. La maga Circe irretiva gli uomini per secondi fini. Io questo non l’ho mai fatto».

circe versilia 4circe versilia 4

Chi è oggi Maria Luigia Redoli?

«Una donna che ha una seconda piccola vita. Ho conosciuto in carcere persone di grande umanità che mi hanno aiutato. E altri che hanno cercato invece di rendermi peggiore la pena. Ma questi ultimi non voglio nemmeno ricordarli».

 

Ha assistito disabili psichici in un centro di Cesano Boscone. A che cosa le è servita questa esperienza?

«Quando vengo alla Cooperativa mi sento come in famiglia. Per sette anni è stato, insieme a mio marito, il mio unico contatto con il mondo esterno e adesso non intendo abbandonare questo posto, anche se è un impegno pesante».

 

Quando tra 5 anni sarà completamente libera tornerà a Forte dei Marmi?

«Io e mio marito Alberto viviamo con la pensione. Non credo ci potremo permettere Forte dei Marmi. Comunque non credo ci tornerò, non ho bei ricordi. Adesso voglio solo un po’ di pace».

CIRCE DELLA VERSILIACIRCE DELLA VERSILIA

 

È andata a pregare sulla tomba di suo marito.

«Il nostro rapporto, nonostante quello che pensa la gente, era un rapporto onesto. I miei pensieri li tengo per me».

CIRCE DELLA VERSILIACIRCE DELLA VERSILIACIRCE DELLA VERSILIA CIRCE DELLA VERSILIA

 

Ultimi Dagoreport

meloni la russa

IL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA E SECONDA CARICA DELLO STATO, IL POCO PALUDATO PRESIDENTE DEL SENATO IGNAZIO LA RUSSA, LEGGE DAGOSPIA E NON SI TROVA PER NULLA D’ACCORDO SU QUANTO SCRIVIAMO SUL SUO RAPPORTO NON IDILLIACO (EUFEMISMO) CON GIORGIA MELONI (DALLE DIMISSIONI DELLA PITONESSA SANTANCHE’ AL CANDIDATO ALLE PROSSIME COMUNALI DI MILANO, CASINI IN SICILIA COMPRESI) E CI SCRIVE UNA ZUCCHEROSA, A RISCHIO DIABETE, LETTERINA: ‘’CARO D'AGOSTINO, POSSIBILE CHE QUANDO (SPESSO) TI OCCUPI DI ME NON NE AZZECCHI UNA? FANTASCIENZA ALLO STATO PURO UN ANCORCHÉ MINIMO DISSENSO CON GIORGIA MELONI CHE PER ME È E RESTERÀ SEMPRE, UNA SORELLA MINORE SUL PIANO AFFETTIVO E UNA LEADER INIMITABILE SUL PIANO POLITICO - SE VUOI SONO SEMPRE PRONTO A DARTI NOTIZIE CHE RIGUARDANO ME, CORRETTE E DI PRIMA MANO. MA FORSE NON TI INTERESSANO” (CIAO CORE...)

meloni la russa manlio messina cannella dell'utri

DAGOREPORT - IL PROBLEMA PIÙ OSTICO PER LA MELONA AZZOPPATA NON È CONTE NÉ SCHLEIN: SI CHIAMA FRATELLI D'ITALIA, A PARTIRE DA LA RUSSA – IL PRESIDENTE DEL SENATO BRIGA, METTE BOCCA, PRETENDE LA SCELTA DEL SINDACO DI MILANO: LA PROVA SI È AVUTA OGGI CON LA NOMINA DEI SICILIANI GIAMPIERO CANNELLA E MASSIMO DELL’UTRI A SOTTOSEGRETARI - ‘GNAZIO VOLEVA UNA “COMPENSAZIONE” PER IL TRASLOCO DEL "SUO" GIANMARCO MAZZI AL TURISMO, PER NON LASCIARE AL SOLO EMANUELE MERLINO (UOMO DI FAZZOLARI) IL COMPITO DI ''BADANTE'' DEL MINISTRO GIULI-VO – IL CAOS IN SICILIA, TRA INCHIESTE SULLA GIUNTA, I SEGRETI “SCOTTANTI” MINACCIATI E MAI RIVELATI DA MANLIO MESSINA E LA DEBOLEZZA DEL TAJANEO SCHIFANI CHE SENTE IL FIATO SUL COLLO DI GIORGIO MULE' (CARO AI BERLUSCONI), CHE PUNTA A PRENDERE IL SUO POSTO E CHIEDE DI COMMISSARIARE FORZA ITALIA IN SICILIA, DOPO IL PESSIMO RISULTATO AL REFERENDUM...

marina berlusconi antonio tajani fulvio martusciello

DAGOREPORT - LA PRESA DI TAJANI SU FORZA ITALIA SI È RIDOTTA DOPO IL SILURAMENTO DEI SUOI "DIOSCURI", BARELLI E GASPARRI. IL PARTITO ORA È IN EBOLLIZIONE: VOGLIONO RIMUOVERE FULVIO MARTUSCIELLO DA CAPOGRUPPO DI FORZA ITALIA A BRUXELLES. AL SUO POSTO, SI FANNO AVANTI LETIZIA MORATTI E MASSIMILIANO SALINI - E IL "MAGGIORDOMO CIOCIARO" DI CASA MELONI, CHE FA? RESTA IN TRINCEA BLOCCANDO LA NOMINA DI FEDERICO FRENI ALLA CONSOB PER FORZARE IL GOVERNO A TROVARE UNA SISTEMAZIONE AL SUO CONSUOCERO BARELLI E ALLA SUA FEDELISSIMA CHIARA TENERINI, LANCIATA CONTRO LA DEBORA BERGAMINI DI MARINA…

giuseppina di foggia giorgia meloni arianna claudio descalzi terna eni

CHE FIGURA DI TERNA PER GIORGIA! – NELL’APRILE 2023 MELONI SI VANTAVA DELLA NOMINA DI GIUSEPPINA DI FOGGIA ALLA GUIDA DI TERNA: “È LA PRIMA DONNA AD DI UNA GRANADE PARTECIPATA PUBBLICA” – CHISSA COME SI SARÀ PENTITA DI QUELLA SCELTA, SPONSORIZZATA DALLA SORELLA ARIANNA, ORA CHE LA MANAGER HA DECISO DI INCASSARE FINO ALL’ULTIMO EURO DELLA SUA BUONUSCITA DA 7,3 MILIONI, ALLA FACCIA DELLA CRISI ENERGETICA, ED È PRONTA A RINUNCIARE ALLA PRESIDENZA DI ENI CHE LE È STATA OFFERTA COME “PARACADUTE”, PUR DI TENERE IL PUNTO – DI FOGGIA PRETENDEVA DI ESSERE CONFERMATA IN TERNA O DI AVERE COMUNQUE UN RUOLO OPERATIVO IN UN ALTRO COLOSSO STATALE: SA BENE CHE LA POLTRONA DA PRESIDENTE DEL CANE A SEI ZAMPE È DI RAPPRESENTANZA, DAL MOMENTO CHE IN CASA ENI TUTTO PASSA PER L’AD CLAUDIO DESCALZI – IL VERBALE DI TERNA CHE INGUAIA PALAZZO CHIGI

borsa italiana dario scannapieco fabrizio testa cdp cassa depositi e prestiti

DAGOREPORT - PERCHE' ALLA BORSA ITALIANA COMANDANO I FRANCESI? – INFURIA LA BATTAGLIA SULLA CONFERMA DI FABRIZIO TESTA ALLA GUIDA DI BORSA ITALIA, IMPOSTA DALLA FRANCESE EURONEXT E CONTESTATA DA CDP (ENTRAMBI AZIONISTI ALL’’8,08%). SECONDO LA CASSA, NON SAREBBE STATO RISPETTATO IL PATTO PARASOCIALE – EPPURE LA CONSOB, NEL SUO “ACCERTAMENTO” SU BORSA ITALIANA DELLO SCORSO NOVEMBRE, ERA STATA CHIARA: HA RILEVATO UNA “RIPETUTA VIOLAZIONE DELLE REGOLE DEL GOVERNO SOCIETARIO”, HA ACCERTATO CHE “TESTA NON HA DATO LA NECESSARIA INFORMATIVA AL CDA DI BORSA ITALIANA SUI PROGETTI O LE MODIFICHE ALLA STRUTTURA COMMISSIONALE”, “MORTIFICANDO IL RUOLO DEL CDA” – L’ASSEMBLEA DEI SOCI DI BORSA ITALIANA È CONVOCATA PER IL 29 APRILE PER RINNOVARE CDA E VERTICI MA LA GUERRA LEGALE POTREBBE ESSERE MOLTO PIU’ LUNGA...

procuratore milano viola procura milano luigi lovaglio - francesco gaetano caltagirone - giancarlo giorgetti - milleri - alberto nagel - philippe donnet mediobanca mps giorgia meloni

DAGOREPORT - SDENG! ANCHE IL ‘’SOVRANISMO BANCARIO’’ È FINITO NEL CESTINO DELLE CAZZATE DELL’ARMATA BRANCA-MELONI – A CANCELLARE IL DISEGNO DEL ‘GRANDE POLO DEL RISPARMIO TRICOLORE', A CAVALLO DI CALTAGIRONE & C., OBIETTIVO GLI 800 MILIARDI DI GENERALI, CI HANNO PENSATO IN TANTI: DALLE PERPLESSITÀ DI BCE ALLA CONTRARIETÀ DEI FONDI INTERNAZIONALI PER LA LEGGE CAPITALI (RIVELATASI UN BOOMERANG PER CALTA CHE L’AVEVA ISPIRATA) - MA IL RIBALTONE NON SAREBBE AVVENUTO SENZA L’ENTRATA IN CAMPO DELLA PROCURA DI MILANO - L’ISCRIZIONE NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI DI CALTA-MILLERI-LOVAGLIO PER PRESUNTO “CONCERTO OCCULTO” SULLA SCALATA DI MEDIOBANCA, IN DUPLEX CON LA BIZZARRA VENDITA “OVERNIGHT” DEL 15% DI MPS DA PARTE DEL TESORO DI GIORGETTI, E' STATO IL PRIMO SEGNALE DI ALLARME PER I GENI DI PALAZZO CHIGI PER I POSSIBILI (E AMARI) STRASCICHI GIUDIZIARI - MA LA GOCCIA CHE HA FATTO INFINE TRABOCCARE IL VASO, SPINGENDO MELONI, DELFIN E BPM AD ABBANDONARE AL SUO DESTINO L’EX ALLEATO CALTARICCONE, È STATA LA VITTORIA DEL “NO” AL REFERENDUM, SENZA LA QUALE L’INCHIESTA DELLA PROCURA DI MILANO CHISSA' IN QUALE CASSETTO SAREBBE FINITA...