firenze clandestini

CLANDESTINI DA INCUBO – A FIRENZE UN MIGRANTE SENZA PERMESSO DI SOGGIORNO RUBA LA PISTOLA A UN VIGILE E SPARA: I COLPI FINISCONO IN TERRA, L’UOMO VIENE BLOCCATO E ARRESTATO - QUALCHE GIORNO FA IL CASO DELL'IVORIANO CHE A MONTERIGGIONI HA ACCOLTELLATO L'AUTISTA DI UN PULLMAN - VIDEO

 

Marco Gemelli per il Giornale

FIRENZE CLANDESTINIFIRENZE CLANDESTINI

 

S e non gli avesse piegato il braccio all'ultimo istante e deviato i colpi sull'asfalto, quella pistola avrebbe colpito ad altezza d'uomo.

 

E il giovane nordafricano che ieri mattina a Firenze ha sfilato la pistola dalla fondina di un vigile urbano, puntandogliela alla testa, avrebbe con tutta probabilità ucciso l'agente di polizia municipale che aveva di fronte. È stata solo la prontezza di riflessi dell'uomo in divisa a evitare una tragedia: i colpi sparati dall'extracomunitario nella colluttazione sono finiti sull'asfalto.

 

Tutto è accaduto in una manciata di secondi, intorno alle 8,30 di ieri mattina in via Marconi, nella zona di Campo di Marte: l'agente era intervenuto chiamato da alcuni passanti, che avevano visto un giovane di colore uscire dal portone di un palazzo, rubare una piccola mountain bike da bambini e con quella iniziare a zigzagare pericolosamente in strada, rischiando di farsi investire.

 

Quando la pattuglia è arrivata sul posto, il sudanese 18 anni, senza fissa dimora e senza permesso di soggiorno ha tentato di lanciarsi contro l'auto, in evidente stato di alterazione: i vigili urbani sono scesi dalla vettura e l'hanno affrontato, cercando di calmarlo. A quel punto il giovane ha sfilato la pistola di uno di essi dalla fondina, e gliel'ha puntata alla testa.

 

FIRENZE CLANDESTINIFIRENZE CLANDESTINI

In un primo momento l'agente non si è accorto dell'accaduto, ma è bastato che alcuni passanti che assistevano alla scena se ne rendessero conto e gridassero per mettere l'uomo in allarme. È un attimo: il clandestino ha alzato l'arma mirando alla testa dell'uomo in divisa, che è riuscito a reagire e ad abbassare il braccio dell'aggressore, modificando la traiettoria dei proiettili. A quel punto sono partiti i colpi di pistola e i due vigili urbani rimasti lievemente feriti nella colluttazione sono riusciti ad ammanettare il sudanese e a consegnarlo alla giustizia prima di recarsi al pronto soccorso per farsi medicare.

 

Non è stata un'impresa semplice, però: per fermare l'uomo è stato necessario l'intervento di un ufficiale della Dia (Direzione investigativa antimafia) e di un altro immigrato che passavano in quel momento da via Marconi. I quattro sono riusciti a buttare a terra l'uomo e a renderlo inoffensivo. Adesso l'extracomunitario è in carcere con l'accusa di tentato omicidio. Al momento dell'aggressione non aveva documenti con sé, ed è stato quindi portato al comando della polizia municipale per le procedure di identificazione: dalle verifiche è emerso che il 18enne era già stato arrestato ad aprile, sempre a Firenze, con l'accusa di rapina. Il video realizzato col cellulare da un passante ha ripreso tutta la scena, che ora sarà messa agli atti nel processo.

 

Nel pomeriggio l'assessore fiorentino alla sicurezza e polizia municipale Federico Gianassi ha telefonato agli agenti esprimendogli la solidarietà e il ringraziamento per il loro pronto intervento che ha consentito di evitare danni gravissimi e di neutralizzare l'uomo.

 

FIRENZE CLANDESTINIFIRENZE CLANDESTINI

La polemica tuttavia non si ferma, anche considerando che si tratta del secondo atto violento provocato da giovani clandestini con precedenti penali in Toscana, dopo il caso dell'ivoriano che a Monteriggioni ha accoltellato l'autista di un pullman perché trovato senza biglietto. «Un'altra strage in strada rischiata per colpa di un immigrato» ha detto il senatore della Lega Nord Roberto Calderoli.

 

«Rimpatriare subito gli immigrati irregolari. Per lungo tempo siamo stati tacciati di razzismo chiedendo un freno all'illegalità: adesso che le scellerate politiche di immigrazione incontrollata stanno provocando le gravi conseguenze sulle quali più volte avevamo messo in guardia, non c'è più un minuto da aspettare. Queste persone devono essere espulse dall'Italia prima che queste situazioni si ripetano ancora: occorre fermare quella che sta diventando una pericolosa escalation di criminalità» ha affermato invece Giovanni Donzelli, capogruppo regionale di FdI.

 

Ultimi Dagoreport

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)

marina pier silvio berlusconi paolo del debbio giorgia meloni

FLASH – HA FATTO MOLTO RUMORE IL SILENZIO DI MEDIASET SUL CASO DEL DEBBIO: DAL BISCIONE HANNO LASCIATO CHE FOSSE IL CONDUTTORE, CARO A GIORGIA MELONI, A SMENTIRE I RETROSCENA SUL SUO ADDIO A RETE4 – IL MOTIVO? SEMBRA CHE A COLOGNO NON ABBIANO VOLUTO REPLICARE PERCHÉ AVREBBERO DECISO DI TAGLIARE LA TESTA AL TORO. NON ESSENDOCI UN CONTRATTO DA NON RINNOVARE (DEL DEBBIO È UN DIPENDENTE A TEMPO INDETERMINATO), AL MASSIMO C'È DA ATTENDERE LA PENSIONE - E INTANTO BIANCA BERLINGUER NON CI PENSA PROPRIO A SCUSARSI CON CARLO NORDIO PER LE PAROLE DI SIGFRIDO RANUCCI…

putin orban zelensky

DAGOREPORT – A PUTIN È BASTATO PERDERE IL CAVALLO DI TROIA IN UE, VIKTOR ORBAN, PER VEDER CROLLARE OGNI CERTEZZA: L’UCRAINA È NEL MOMENTO MIGLIORE DA QUATTRO ANNI A QUESTA PARTE ED È IN GRADO DI COLPIRE LA RUSSIA QUANDO E COME VUOLE – LA PARATA DIMESSA DEL 9 MAGGIO È LA PROVA CHE “MAD VLAD” VIVE A CHIAPPE STRETTE: CON LO SBLOCCO DEI 90 MILIARDI EUROPEI A KIEV (CHE ORBAN BLOCCAVA) E LA FORMIDABILE INDUSTRIA MILITARE UCRAINA, ORA È LA RUSSIA A ESSERE IN GROSSA DIFFICOLTÀ – IL “TROLLAGGIO” DI ZELENSKY, LA NOMINA FARLOCCA DI SCHROEDER (DIPENDENTE DEL CREMLINO) COME NEGOZIATORE E IL DISIMPEGNO DI TRUMP CHE ORMAI NON È PIÙ DECISIVO: GLI USA FORNISCONO SOLO AIUTI DI INTELLIGENCE, MA POSSONO ESSERE SOSTITUITI DAGLI 007 EUROPEI (SOPRATTUTTO BRITANNICI)

donald trump benjamin netanyahu attacchi iran

DAGOREPORT - IL PIÙ GRANDE OSTACOLO ALLA PACE IN MEDIO ORIENTE È BENJAMIN NETANYAHU -  TRUMP ERA PRONTO A CHIUDERE L’ACCORDO CON L’IRAN: AVEVA DATO IL SUO VIA LIBERA ALL’INVIATO STEVE WITKOFF PER METTERE UNA PAROLA FINE AL NEGOZIATO CON IL REGIME DI TEHERAN. A QUEL PUNTO, S’È MESSO DI TRAVERSO IL SOLITO “BIBI”: “LA GUERRA NON È FINITA, C’È ANCORA L’URANIO DA PORTARE VIA” - IL TYCOON E IL SUO ALLEATO ISRAELIANO HANNO UN “PROBLEMA” ELETTORALE: A OTTOBRE SI VOTA IN ISRAELE E A NOVEMBRE NEGLI USA PER LE MIDTERM. MA GLI OBIETTIVI SONO OPPOSTI: NETANYAHU PER VINCERE HA BISOGNO DELLA GUERRA PERMANENTE, TRUMP DELLA PACE A TUTTI I COSTI