davide lacerenza

"COCA, MAZZETTE E SPIONI: GLI ABISSI DELLA MILANO PERDUTA" - PIERO COLAPRICO SUONA IL "DE PROFUNDIS" A MILANO "MISERA, SPOCCHIOSA E SENZA ELEGANZA": "È SEMPRE PIÙ SPIETATA CON I POVERI E I DEBOLI E SEMPRE PIÙ ASSERVITA AI RICCHI, VERI E PRESUNTI TALI, COME GLI SPOCCHIOSI CLIENTI DELLE SERATE CAFONE DI LACERENZA" - "SCOPRIRE OGGI CHE IL RISARCIMENTO A UNA DELLE PROSTITUTE DELLA GINTONERIA, CHE SI ERA SENTITA MALE DOPO UNA 'BOTTA' DI COCA, CONSISTE IN UN PACCO DI PANNOLINI PER BAMBINI, MOSTRA L’ABISSO"  

Estratto dell'articolo di Piero Colaprico per “Domani”

 

davide lacerenza 1

Milano è scivolata e non si rialza. Ha il fiatone e qualcosa, se non di rotto, di ammaccato. Correva molto, ai bei tempi dell’Expo, e anche dopo il 2015, quando si era riempita di vita, di progetti, di nuovi negozi. E ha corso a testa alta sino all’ottobre del 2021, quando il sindaco Beppe Sala è stato rieletto al primo turno, senza ballottaggio:

 

«Vista da vicino, questa destra si può battere», assicurava. Dopo poco più di tre anni, possiamo dire che, vista da vicino, quella Milano non esiste più? E che questa che attraversiamo è diventata involontariamente tragicomica?

 

L’inchiesta sulla Gintoneria di via Ferrante Aporti non sarà il fatto principale della città, ma è uno di quelli che sta facendo parlare di più. Nel senso che il trinomio cocaina, prostitute e denaro non rappresenta certo una novità per i milanesi. La cocaina rosa, che circolava sotto la gestione di Davide Lacerenza, che oggi viene interrogato, si ritrovava già nelle mani di Angelo Epaminonda, detto il Tebano, boss della Milano fine anni Settanta. E di ragazze in vendita Milano ne conosce migliaia e migliaia.

 

milano maranza

Per esempio, nelle stesse via Napo Torriani e via Antonio da Recanate nel 1996 la polizia scoprì numerose squillo che dalle finestre, manco fossimo nel quartiere a luci rosse di Amburgo, invitavano e incitavano i possibili clienti. Ma scoprire oggi che il risarcimento a una delle prostitute della Gintoneria, che si era sentita male dopo una “botta” di coca, consiste in un pacco di pannolini per bambini, mostra l’abisso.

 

È una Milano sempre più spietata con i poveri e i deboli e sempre più asservita ai ricchi, veri e presunti tali, come gli spocchiosi clienti delle serate cafone di Lacerenza. Macerie e preziosi Il concetto di gin annacquato e costoso può purtroppo essere trasferito pari pari al mercato immobiliare: in viale Jenner, circonvallazione esterna, quella dei filobus 90, carichi a ogni ora del giorno e della notte soprattutto di lavoratori immigrati, il “nuovo” si vende ormai a 7mila euro al metro quadro. Uno chiama e si sente rispondere: «Praticamente è zona centro». Zona centro? Ma se sino a pochi anni fa la destra qui in Jenner manifestava contro la prima moschea di Milano?

 

davide lacerenza

Sia consentito di esprimere anche un laico “Staremo a vedere come finisce” sia sull’inchiesta che la magistratura ha avviato sul mercato immobiliare sia sulle polemiche nate sul cosiddetto “Salva-Milano”, la legge che avrebbe dovuto aggiustare le linee guida dei costruttori e delle amministrazioni pubbliche. Con i cantieri edili bloccati e con gli affitti che salgono a una velocità ben maggiore degli stipendi, la tempesta è però diventata inevitabile: al Politecnico, dove il sindaco Sala regalava borracce in nome dell’ecologia, si attendano gli studenti che non ce la fanno a campare.

 

E, ciliegina sulla torta di questo scenario, le luci dello stadio di San Siro: mai, ma proprio mai, s’era visto a Milano un simile baraccone di sì, no, ni, non so, vedremo. Ieri ancora l’ultimo degli ultimi ultimatum del sindaco alle squadre. Davvero inconcepibile, se pensiamo al “decisionismo” milanese. [...]

 

L’unica grande certezza che oggi hanno i milanesi è che bisogna stare molto più attenti adesso che in passato quando si va a prendere il treno, si sale in metrò, si gira in alcuni centri commerciali. La destra, negli anni scorsi, ha molto puntato sulla “politica della paura”, mentre la sinistra ha messo la testa sotto la sabbia. Errore. Certissimi di non rischiare chissà quale galera, ragazzini riuniti in bande – decine di bande – si sono dati alle rapine ai passanti e ai coetanei. Hanno occupato spazi. E le varie retate non hanno cambiato granché. [...]

 

chiara ferragni fedez

D’altra parte, quali esempi arrivano dall’alto? Più profondo di quello che appare è il solco creato dai cosiddetti Ferragnez. Avevano conquistato Milano con il lavoro e con i clic, dall’appartamento a Citylife hanno messo in mostra il successo e pure guadagnato l’Ambrogino d’oro per la beneficenza durante il Covid. E poi? Lei, mito di ragazzine, attraverso la pubblicità di un pandoro ha fatto più beneficenza a se stessa che ai bambini malati.

 

Lui, faro delle periferie, è stato beccato a “bulleggiare” per interposto ultras. E, tra moglie e marito e le loro dinamiche, è rispuntato Fabrizio Corona, altro prodotto – come Lacerenza della Gintoneria – di una Milano sotterranea ed esibizionista, misera e spocchiosa, e senza la minima eleganza. Lo “stile” a Milano è sempre stato importante, eppure in questo periodo è come se la solida borghesia si fosse trasformata nel Drogo del Deserto dei Tartari di Dino Buzzati: tace e sta a guardare l’orizzonte, nell’attesa di qualcosa che non arriva mai.

 

lacerenza gintoneria

Se negli anni Ottanta, dopo il terrorismo e le sue paure, arrivò la Milano da bere; se dopo gli eccessi di quella città rampante e dopo l’ubriacatura politica delle tangenti spuntò Mani Pulite, l’inchiesta che azzerò la Prima Repubblica, poi comparve Silvio Berlusconi, primo imprenditore a farsi politico e leader nazionale e internazionale; se poi esplose il contrappasso di Ruby Rubacuori a raccontarci quanto “il re è nudo”; e se nel frattempo Beppe Sala è rimasto tra i pochi sindaci delle grandi città espressi dal centrosinistra, va detto che oggi a Milano non c’è una sola pedina al posto giusto sulla scacchiera.

 

Caos nelle notti alcoliche, caos nell’edilizia, caos nella politica, caos nella sicurezza e nell’identità. In questo caos, la destra ha gioco facile nell’additare il sindaco come il capro espiatorio perfetto: è tutta colpa dei suoi tentennamenti, del suo starsene chiuso dentro Palazzo Marino e ben lontano dalle periferie. Non a caso, è la mediaticamente abile Giorgia Meloni, presidente del Consiglio, che va in ospedale a trovare un poliziotto ferito, e non Sala.

notti milano con l'incubo maranza

 

E mentre a sinistra si continua a praticare il cannibalismo, con Pd, Verdi e sinistre varie impegnati a scontrarsi su vari argomenti, ecco Geronimo La Russa, figlio di cotanto Ignazio, entrare al Piccolo Teatro come consigliere d’amministrazione, nonostante pare che i teatranti non l’abbiano mai visto a seguire un Pirandello o un D’Annunzio. E, per restare a destra, non scordiamo l’inchiesta – anche qui sia consentito uno “Staremo a vedere” – che ha travolto Enrico Pazzali, manager della Fiera con il sogno di poter diventare, appoggiato da FdI, sindaco o presidente della regione. Domenica mattina è morto il suo socio in Equalize, società d’investigazione, Carmine Gallo.

DAVIDE LACERENZA PARLA CON FABRIZIO CORONA

 

Il superpoliziotto in pensione era agli arresti domiciliari, accusato di spionaggio, e gli si è spezzato il cuore. Infarto, e sembra davvero una morte simbolica: aveva risolto omicidi importanti (Maurizio Gucci), portato a casa ostaggi (Alessandra Sgarella), gestito collaboratori di giustizia (Saverio Morabito), raccolto informazioni per il Viminale. Nella Milano 2025, conta solo il nostro presente impantanato. E non si vede chi abbia una corda abbastanza forte per tirarci fuori da tutto il fango che, come nelle piene del fiume Seveso, c’invade. Periodicamente. Inesorabilmente

DAVIDE LACERENZA - 1milano maranzathe ferragnez la seriethe ferragnez 2 DAVIDE LACERENZA IN FERRARI

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