LA PACCHIA E' FINITA - LA 'GESTIONE BERGOGLIO' HA IMPOSTO L’AUSTERITY A TUTTE LE PORPORELLE, COSTRETTE A RINUNCIARE AD AUTO BLU, RISTORANTI DI LUSSO E VESTI COSTOSE - I POCHI CHE FANNO LA BELLA VITA NEI SALOTTI ROMANI SONO COSTRETTI A FARLO DI NASCOSTO…

Fabrizio Caccia per il “Corriere della Sera”

papa bergoglio a torino  9papa bergoglio a torino 9

 

«Io conosco bene il vescovo di Santo Domingo, lui in guardaroba ha delle mitrie pazzesche. Ma mi ha detto che adesso si vergogna e quei copricapo sontuosi non li indossa più. È chiaro no? Se Francesco va in giro con una “casuletta” che costa come una camicia, 65-70 euro al massimo, è naturale che tutto, intorno a lui, si fa più sobrio. Vescovi e cardinali hanno paura che il Papa li sorprenda...».

 

selfie con papa francesco bergoglioselfie con papa francesco bergoglio

Luciano Ghezzi da più di mezzo secolo ha il negozio in via dei Cestari, la strada famosa degli arredi sacri e della sartoria ecclesiastica accanto al Largo di Torre Argentina. La Chiesa — dice — si rifà il look e adesso è tempo di saldi anche per loro, gli alti prelati: una casula bianca, una rossa, una verde e una viola (la casula è la veste liturgica colorata indossata dal celebrante) Ghezzi le vende in blocco a 140 euro. L’offerta campeggia in vetrina: Vaticano low cost.

 

NIENTE RISTORANTE

Anche ieri Bergoglio, all’ Angelus in piazza San Pietro, è stato chiaro: «Gesù invita ad aprirsi ad una prospettiva che non è soltanto quella delle preoccupazioni quotidiane del mangiare, del vestire, del successo, della carriera. Gesù parla di un altro cibo, parla di un cibo che non è corruttibile, il cibo che rimane per la vita eterna...».

BERGOGLIO IN PREGHIERA AD ARICCIABERGOGLIO IN PREGHIERA AD ARICCIA

 

Già, sarà per questo — aggiunge Filippo Di Giacomo, 63 anni, prete-giornalista e fine conoscitore delle storie di Curia — che sempre meno cardinali si fanno vedere volentieri attovagliati nei ristoranti dove prima li andavano a fotografare i «paparazzi», tra Borgo Santo Spirito e via Traspontina. Al mitico «L’Eau Vive» del Pantheon. Oppure ancora al «Velando» a Borgo Vittorio.

 

Sembra finito il tempo dei banchetti: «Gli stessi parenti dei religiosi ormai si guardano bene dal fare loro regali di lusso, perché sanno che il Papa non li apprezza...», sospira mogia Giovanna Salustri, da 70 anni in via dei Cestari, col suo negozio quasi di fronte a quello di Ghezzi.

 

Ed ecco allora, da lei, un’infilata di croci, anelli, corone, reliquiari e ostensori, calici, pissidi e incensieri, una nuvola d’oro che riempie di luce il negozio ma resta là invenduta. «Guardi le croci dei cardinali negli astucci, guardi che belle, sono in argento, tempestate di ametiste e lapislazzuli, costano ognuna dai 200 ai 500 euro, ma non le comprano più perché Francesco non le vuole e non darebbe mai la sua benedizione a questi oggetti. Lui dice sempre: i soldi dateli ai poveri...».

VATICANO I CARDINALI A RACCOLTA VATICANO I CARDINALI A RACCOLTA

 

LE VESTI DI TERITAL

«E certo! — conferma Di Giacomo, allievo del cardinale Tarcisio Bertone alla Pontificia Università Lateranense e compagno di studi dell’attuale Segretario di Stato, il cardinale Pietro Parolin — Voi lo sapete, no?, che la croce pettorale di papa Francesco è una croce in argentone che lui pagò 56 euro alla Libreria Ancora di via della Conciliazione...». Fine del Carnevale, inizio della Quaresima.

 

LARRIVO DEI CARDINALI PER IL CONCLAVE LARRIVO DEI CARDINALI PER IL CONCLAVE

«La ricordate la storia — continua don Filippo — di quando fu eletto e il cerimoniere gli disse: Santità, adesso andiamo dal sarto. E lui ribattè: No, scusi, adesso andiamo dalla Madonna! E poi scelse la sua veste talare dal catalogo Serpone di Napoli. E il sarto di Roma rimase a bocca asciutta. Lui è fatto così, la sua tonaca è di terital e cotone e vale al massimo 120 euro, mica di seta e mohair come invece è quella dei cardinali. Che infatti costa molto di più: dai 600 agli 800 euro.

 

La fascia di Francesco è bianca e di cotone, il suo prezzo è sì e no 80 euro e non ha nemmeno su inciso lo stemma araldico. Mica come quella rossa dei cardinali, che costa 10 volte di più!». Al Papa non sfugge niente, dicono a Santa Marta, la residenza-seminario dove ha scelto di vivere. C’è chi giura di averlo visto seduto fuori dalla sua stanza, la 201, al secondo piano, col rosario in mano, alle quattro del pomeriggio. Attento a cogliere i comportamenti dei «suoi preti».

 

CARDINALI IN VATICANO CARDINALI IN VATICANO

SALOTTI E AUTO BLU

Sobrietà, misura, rigore: per i 46 cardinali e gli 80 vescovi residenti a Roma, fuori e dentro le Mura, dal 13 marzo 2013, la sera della fumata bianca, la pacchia forse è finita? Macché. Secondo Sandra Carraro — moglie di Franco, l’ex presidente di Coni e Federcalcio, ex sindaco socialista di Roma e oggi senatore di Forza Italia — una delle regine dei salotti romani «i cardinali continuano come un tempo a frequentare le case dei nobili, ma sono cene che non finiscono sui giornali...».

 

Ecco, diciamo allora che usano solo un po’ più di discrezione, tra Villa Chiara e certe terrazze di via della Conciliazione, per evitar di finire sul sito Dagospia come capitava al cardinale Giovanbattista Re ai tempi del salotto di Maria Angiolillo.

 

BERGOGLIO E GLI ESERCIZI SPIRITUALI INSIEME AI CARDINALIBERGOGLIO E GLI ESERCIZI SPIRITUALI INSIEME AI CARDINALI

Filippo Di Giacomo Filippo Di Giacomo

Di certo, però, è finita «la manfrina delle auto blu», come la chiama Filippo Di Giacomo, quel minuetto che prima dell’avvento di Francesco iniziava tutte le mattine alle 7.45, quando almeno 40 macchine uscivano dal garage pontificio (che ne conta 70) per andare a prendere gli alti prelati diretti in ufficio: «Ce n’era uno che abitava al terzo piano del Sant’Uffizio ma aveva l’ufficio al piano terra, eppure pretendeva lo stesso di trovare una Bmw sotto casa. Bergoglio ovviamente l’ha cacciato». Le due ammiraglie del parco-auto, una Bmw e una Mercedes, dei tempi di papa Ratzinger sono tornate in Germania «per riparazioni». Francesco, come si sa, viaggia in Ford Focus. E oggi i cardinali vanno a piedi.

 

ZUCCHETTI CARDINALIZZI ZUCCHETTI CARDINALIZZI

cur04 anna fendi giovanbattista re daniela traldicur04 anna fendi giovanbattista re daniela traldizet 39 duchessa torlonia card giovanbattista rezet 39 duchessa torlonia card giovanbattista recur26 giovanbattista re rosanna lambertuccicur26 giovanbattista re rosanna lambertucciGIOVANBATTISTA RE ANDREA MONORCHIO GIOVANBATTISTA RE ANDREA MONORCHIO GIOVANBATTISTA RE E SUORE GIOVANBATTISTA RE E SUORE GIOVANBATTISTA RE FRANCO MARINI GIOVANBATTISTA RE FRANCO MARINI MARIO STIRPE E GIOVANBATTISTA RE MARISA STIRPEMARIO STIRPE E GIOVANBATTISTA RE MARISA STIRPEGIOVANBATTISTA RE VALERIA LICASTROGIOVANBATTISTA RE VALERIA LICASTROcur25 giovanbattista recur25 giovanbattista re

 

Ultimi Dagoreport

sondaggi pagnoncelli meloni salvini vannacci trump

DAGOREPORT - DISGREGARE L’UNIONE EUROPEA, ALIMENTANDO FINANZIARIAMENTE LE FORZE SOVRANISTE EUROPEE, È L’OBIETTIVO DI TRUMP - NEL 2019, ALLA VIGILIA DELLE ELEZIONI EUROPEE, BANNON RISPONDE A UNA MAIL DI EPSTEIN: “SONO CONCENTRATO SOLO SUL RACCOGLIERE FONDI PER LE PEN E SALVINI IN MODO CHE POSSANO CANDIDARSI CON LISTE COMPLETE” - MEZZO MILIARDO DI CONTRIBUTI NON PUBBLICI DI CUI NON SI HA TRACCIA HANNO ARRICCHITO LE CASSE DEL BRITANNICO FARAGE ALLO SPAGNOLO VOX, FINO AI NAZI-TEDESCHI AFD – FINITO A “VAFFA” IL RAPPORTO TRA TRUMP E MELONI, SGRETOLATASI LA LEGA, ENTRA IN CAMPO, CARICO DI MUNIZIONI, IL GENERALE ROBERTINO VANNACCI. E SUBITO IL SUO PARTITO FA IL BOTTO  - “L’AFD ALLEATO CON FUTURO NAZIONALE È LA SCOMMESSA DI BANNON. I PUNTI NEL PROGRAMMA SONO GLI STESSI: REMIGRAZIONE, FINE DEL SOSTEGNO ALL’UCRAINA. PIÙ IN GENERALE: IMPLOSIONE DELL’UNIONE EUROPEA” – E RICICCIA LA DOMANDINA: CHI FINANZIA L’EX PARA’ DELLA FOLGORE?

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…