rosso valentino

COME NASCE IL ROSSO VALENTINO? L’INTUIZIONE ARRIVA DURANTE UNA SERA ALL'OPERA DI BARCELLONA, OSSERVANDO GLI ABITI A BALZE DELLE DAME: AVEVA 17 ANNI, MA AVEVA NOTATO CHE QUEL COLORE STAVA BENE A TUTTE – E COSÌ, NEL 1959, VALENTINO PRESENTA AL MONDO “FIESTA”, UN ABITO AL GINOCCHIO COMPOSTO DA ROSE ROSSE DI TULLE – MA COME È COMPOSTO IL COLORE ICONICO DELLA MAISON? È UN ROSSO PURISSIMO, UNA SINTESI DI LACCA, CREMISI E GERANIO. PRIVO DI GIALLO O BLU DOMINANTI, MA CON…

1. ROSSO E BIANCO: LA LEZIONE DEI COLORI CHE ESALTANO LE DONNE

Estratto dell’articolo di Serena Tibaldi per “la Repubblica”

 

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C'è il rosso, certo. Ma ci sono anche il bianco e il nero. I pois, i fiocchi, le balze di tulle, i plissé fittissimi. Le cineserie, l'animalier. Le ruches, su cui lui è disposto a litigare per ore, come si vede nel bellissimo documentario Valentino: l'ultimo imperatore del 2008: i suoi collaboratori vogliono toglierne due da un meraviglioso abito a vita impero; lui no, perché sa che il movimento del tessuto cambierebbe. Ha ragione, ovviamente.

Lo stile di Valentino Garavani non si può riassumere in un solo simbolo, perché è troppo ricco e articolato.

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Meglio una frase che era solito ripetere: «Io so cosa vogliono le donne.

Essere belle». […] La sua missione non era fare moda, ma bellezza.

 

Vero è che il suo mondo inizia proprio con quel rosso profondo, il "rosso Valentino" che aveva scoperto una sera all'Opera di Barcellona, osservando gli abiti a balze delle dame. Aveva solo 17 anni, ma aveva notato come quel colore donasse a tutte. E se devi fare belle le donne, una tinta così torna utile. Non l'ha mai dimenticata, quella lezione: uno dei primi abiti realizzati per la sua maison nel 1959 è tutto rosso. Si chiama Fiesta, arriva al ginocchio ed è composto da rose rosse di tulle. È femminile, aggraziato, giocoso: tutto quello che sarà il suo stile negli anni a venire.

 

Ma sarebbe sciocco ridurre il suo lavoro a questo. Basti pensare che a renderlo una star non è il rosso, ma una collezione tutta bianca, presentata in un periodo, il '68, in cui i colori psichedelici dominavano.

ABITO FIESTA ROSSO VALENTINO

 

Quell'infilata di abiti minimali presentati a Palazzo Pitti a Firenze provoca un putiferio, con i compratori che si litigano gli ordini. Ci si mette anche Jackie Kennedy, che indossa una di quelle tuniche candide per il suo matrimonio con Aristotele Onassis.

 

[…]

Gli anni Settanta sono il momento dei fiorellini, delle trasparenze, del romanticismo, unito però alla sfrontatezza di allora. Valentino e Giancarlo Giammetti sono giovani e ricercatissimi, fanno festa allo Studio 54 a New York, e lui traduce tutto ciò nel suo immaginario.

 

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È allora che decide di fare anche prêt-à-porter, sfilando a Parigi.

 

Gli anni Ottanta lo vedono continuare a macinare successi, vendite, boutique. Ogni show si chiude con un abito rosso, ed è un trionfo.

 

[…] Il marchio va talmente bene che all'inizio degli anni Novanta fonda Oliver, linea "giovane" che ha come logo uno dei suoi adorati carlini. […]

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E poi ci sono le star a volersi vestire da lui. Un flusso praticamente infinito che passa da una decade all'altra: Liz Taylor, Jessica Lange, Sophia Loren, Gwyneth Paltrow, Anne Hathaway. Nel 1993 a chiudere la sfilata, tra tante super-modelle di rosso vestite (Claudia Schiffer, Christy Turlington, Yasmeen Ghauri e così via) arriva Sharon Stone in miniabito bianco da sposa, velo e calze di pizzo. L'apoteosi. Gli anni Novanta gli piacciono, e si vede: ne ama la modernità, che gli permette di alleggerire e assottigliare di nuovo, giocando con epoche e stili: gli anni Venti e i Quaranta, le tenute marinare e il camouflage (per l'alta moda!)

 

Il Duemila si apre con l'ennesimo momento che passa alla storia della moda. Nel 2001 Julia Roberts vince l'Oscar come migliore attrice, e lo fa indossando un abito Valentino bianco e nero del 1993: di fatto, è la prima star a optare per un pezzo di vintage.

 

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[…] Nel 2007, dopo la vendita del brand, lo stilista sceglie di ritirarsi: celebra il suo addio con un'enorme festa nella sua Roma, e con una collezione d'alta moda sontuosa. Il cui finale però non è rosso, come tutti si aspettavano, ma rosa. Più delicato, più giusto per un addio.

 

Ma la sua lezione non viene dimenticata: la raccoglie, per poco, Alessandra Facchinetti. Poi le subentrano quelli che per Valentino erano i suoi eredi, Maria Grazia Chiuri e Pierpaolo Piccioli. Dal 2016 Piccioli prosegue da solo. Dal 2024 c'è un altro romano, Alessandro Michele. E Valentino, intanto, resta l'emblema della bellezza assoluta. […]

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2. LA STORIA DEL ROSSO VALENTINO: COSÌ È NATO IL COLORE CHE HA CAMBIATO PER SEMPRE LA MODA

Estratto dell’articolo di Ilaria Mauri per www.ilfattoquotidiano.it

 

[…] Ma cosa rende il Rosso Valentino diverso da ogni altra sfumatura? Non è la polpa violacea della ciliegia, né la porosità solare del corallo o l’oscurità bruciata del carminio che truccava le labbra di Cleopatra. È un rosso purissimo, una sintesi magistrale di lacca, cremisi e geranio. È un colore che non accetta interferenze: privo di giallo o blu dominanti, sprigiona una brillantezza vicina a quella cardinalizia ma con una morbidezza tattile che avvolge il corpo come un’armatura di seta. […]

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Non è un caso che nell’archivio dell’atelier si contino oltre 550 sfumature di rosso diverse, solo nell’alta moda. Una ricerca quasi ossessiva, che racconta quanto per Valentino il colore fosse materia viva, da calibrare in base al tessuto, al movimento, alla luce. Il rosso non è mai uguale a se stesso, eppure resta sempre riconoscibile. È questo il paradosso che lo rende eterno.

 

Se nel 1967 la “Collezione Bianca” lo incoronò re della discrezione, il rosso rimase il sangue che scorreva nelle vene del suo atelier. […]  Veste il potere e la grazia, il rigore e la seduzione. Ha vestito il dolore composto di Jacqueline Kennedy, esorcizzando i suoi ricordi legati al sangue dell’attentato al marito e trasformando il suo conflitto interiore in un’eleganza ieratica; ha acceso il magnetismo di Liz Taylor e ha accompagnato il passo trionfale di Julia Roberts verso l’Oscar.

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È scelto da donne diversissime tra loro, unite da una stessa consapevolezza: Audrey Hepburn, Monica Vitti, fino alle icone contemporanee come Anne Hathaway e Naomi Campbell. Su ognuna di loro, quel rosso non impone un’immagine, ma la amplifica.[…]

 

Oggi, quella folgorazione nata nel teatro di Barcellona è codificata nel Pantone 2035 UP. È il colore dei trionfatori, la toga triumphalis di un Cesare della moda che ha saputo rendere il rosso un costrutto sociale, un simbolo di potere e buona fortuna.

 

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Dai recenti Fashion Awards di Londra all’intitolazione del teatro di Voghera, il Rosso Valentino continua a scorrere nelle creazioni della Maison, oggi affidata al genio di Alessandro Michele. Perché, come insegna la storia di Garavani, il rosso non è solo un colore: è l’unica luce capace di isolare una donna nel suo splendore, rendendola, per sempre, una dea.

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