COME SONO STATE AVVELENATE ANTONELLA DI IELSI E SARA DI VITA? – PER GLI INQUIRENTI CHE INDAGANO SUL CASO DI MADRE E FIGLIA MORTE AVVELENATE IN PROVINCIA DI CAMPOBASSO, LA RICINA POTREBBE ESSERE STATA SCIOLTA NELL’ACQUA – SE FOSSE FINITA NEL CIBO, LA COTTURA NE AVREBBE CANCELLATO GLI EFFETTI LETALI. ESCLUSA ANCHE L’INALAZIONE, PERCHÉ I SINTOMI DI TOSSE NON SONO COMPATIBILI CON QUELLI MOSTRATI DALLE DUE, E QUELLA DELLE FLEBO, PRATICATE DA UN INFERMIERE AMICO DI GIANNI DI VITA QUANDO SI SOSPETTAVA CHE LE DUE AVESSERO UN’INTOSSICAZIONE ALIMENTARE…
LEstratto dell’articolo di Alessandro Fulloni per il "Corriere della Sera"
La ricina, inodore, incolore e insapore, sciolta nell’acqua. Antonella Di Vita, 50 anni, sua figlia Sara, 15, e forse anche Gianni, 55, marito e padre, che sorseggiano dai bicchieri, quasi certamente la sera del 23 dicembre. Loro a cena assieme, sulla tavola cozze, insalata giardiniera e affettati. Alice, la primogenita 19enne, fuori con gli amici, per una pizza.
Uno scenario — quello della letale sostanza versata proprio nell’acqua da bere — ipotizzato dagli specialisti dell’ospedale Cardarelli e girato agli inquirenti che indagano, per duplice omicidio premeditato, sulla morte delle due donne, poco dopo Natale.
Un sospetto, non ancora una certezza. Che però viene da evidenze scientifiche, le stesse per cui — con una specie di blitz — la procuratrice di Larino Elvira Antonelli e il capo della Mobile Marco Graziano sono andati al Centro antiveleni di Pavia, il polo d’eccellenza della Fondazione Maugeri che, con un lavoro di un paio di mesi e dopo aver scartato 1240 «agenti tossici», ha individuato la positività alla ricina di madre e figlia e la negatività, a seguito delle analisi del sangue, di Gianni.
[…] Per i medici di Campobasso per i quali, hanno spiegato agli inquirenti, si è trattato di «una morte on-off». L’effetto dell’avvelenamento della ricina è infatti questo, «un interruttore che d’improvviso si spegne» e che toglie la vita, annientando, le «centrali energetiche» delle cellule.
Tutto ciò tra le 48 e 72 ore dopo l’ingerimento. Ma perché l’acqua? Se fosse finita negli alimenti, la probabilità di una sua istantanea volatilizzazione, già da una cottura sugli 80°, sarebbe stata altissima. […] Esclusa infine l’inalazione, i sintomi di tosse non sono compatibili con quelli mostrati da Sara e Antonella, tra cui ripetuti conati.
Gli investigatori non pensano che il veleno fosse sciolto nelle flebo praticate da un infermiere, un «amico intimo» di Gianni che lo ha chiamato a casa, a Pietracatella, per le infusioni. Contattato dal Corriere, l’uomo ha chiarito che «tutto ciò che dovevo dire l’ho depositato in questura subito dopo l’accaduto». E poi con Pietro Terminiello e Graziella De Rio, gli avvocati di uno dei 5 medici indagati per omicidio colposo, si è detto disponibile a essere sentito in sede di indagine difensiva il 4 maggio.
Il nome dell’infermiere, che lavora in ospedale, così come quello di sua moglie, insegnante, è tra le 11 persone che avrebbero potuto scambiare messaggi telefonici con Alice, il cui iPhone 12 ieri è stato sottoposto agli «accertamenti irripetibili» finalizzati alla «copia forense». Gli inquirenti ripetono che lei è «parte offesa», i dati estratti riguardano chat familiari, i contatti con i medici, scambi social con amici, pasti consumati, geolocalizzazione e cronologie online. […]
ricina
semi di ricina
semi da cui estrarre la ricina
la ricina viene usata anche nella serie breaking bad
antonella di ielsi con il marito gianni di vita e le figlie
tossina ricina
ricina
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antonella di ielsi e sara di vita
sara di vita



