bataclan

CONDANNATA LA SCIACALLA DEL BATACLAN – SEI MESI PER “TRUFFA” E “FALSA TESTIMONIANZA” ALEXANDRA DAMIEN, LA 32ENNE CHE SI ERA INVENTATA DI ESSERE UNA DELLE SOPRAVVISSUTE DELL’ATTENTATO PER BECCARSI IL RISARCIMENTO – DOPO AVER OTTENUTO 20MILA EURO AVEVA BENEFICIATO DI UNO STAGE TERAPEUTICO IN NORMANDIA: TUTTA LA SUA STORIA

Mauro Zanon per “Libero Quotidiano”

 

ALEXANDRA D., FALSA VITTIMA DEL BATACLAN

Sul braccio sinistro, si era addirittura fatta tatuare "Fluctuat nec mergitur", il motto di resilienza dei parigini contro gli attacchi terroristici che il 13 novembre 2015 hanno segnato per sempre la storia della capitale francese. Poi aveva posato per l' Afp indossando una corona di fiori e dicendo che quel tatuaggio che si era fatta incidere il giorno dopo gli attentati copriva la cicatrice di sei centimetri che le aveva provocato un proiettile di kalashnikov.

 

Ma in realtà, Alexandra Damien, parigina di 32 anni, era soltanto una delle false vittime che hanno approfittato della tragedia del 13 novembre di tre anni fa per truffare il fondo incaricato di risarcire le persone che quella notte maledetta sono state realmente colpite dai jihadisti.«Questo dossier è segnato dalla cupidigia», aveva riassunto a luglio il procuratore al termine del processo, chiedendo diciotto mesi di prigione per la ragazza.

 

bataclan

RAGGIRI SENZA PIETÀ

Il tribunale, tre giorni fa, ha deciso invece di condannarla a sei mesi, per «truffa» e «falsa testimonianza». Nel dettaglio, la Damien ha truffato il Fondo di garanzia delle vittime del terrorismo e altre infrazioni penali (Fgti) ottenendo 20mila euro, ma ha raggirato anche l' Associazione francese delle vittime del terrorismo (Afvt), grazie alla quale aveva beneficiato di uno stage terapeutico di una settimana in un hotel in Normandia nel giugno 2016. Con lei, sono 15 le false vittime condannate per aver truffato o aver provato a truffare il fondo di garanzia negli ultimi due anni, ma il suo caso è il più eclatante, proprio perché aveva organizzato tutto nei minimi particolari fin dal 14 novembre, ossia il giorno dopo la mattanza del Bataclan.

 

bataclan 3

Come riportato dal Figaro, pochi mesi dopo gli attentati che hanno causato 130 morti e 354 feriti, Alexandra Damien ha iniziato a presentarsi in diversi palcoscenici televisivi, spiegando di essere stata colpita da una pallottola di kalashnikov mentre era seduta nel dehors del bar Le Carillon, nel Decimo arrondissement di Parigi, uno dei luoghi in cui il commando di Salah Abdeslam ha colpito.

 

Nelle interviste, mostrando un volto sofferente, diceva che il tatuaggio che si era fatta era un «simbolo di resilienza» e per rendere più mediatica la sua testimonianza raccontava che un uomo morto era «caduto su di lei» e che due dei suoi amici avevano perso la vita.

 

nuovo bataclan

Peccato che fosse tutto inventato. I primi a dubitare sono stati i membri di "Life for Paris", associazione dedicata alle vittime di cui la 32enne faceva parte. Ma dopo i dubbi, trasmessi alla procura con conseguente apertura di un fascicolo, è arrivata la conferma: un video, girato dalla Cnn, in cui la Damien dichiara piangendo di essere una cliente fissa del Carillon, ma di non esserci andata, per miracolo, il 13 novembre 2015.

 

«Sono qui per dirvi che sono colpevole», ha ammesso in lacrime davanti ai giudici, prima di aggiungere: «È la più grande deriva della mia vita». Durante l' udienza, è emerso che la foto della cicatrice che aveva diffuso sui social network, e di cui si era servita per chiedere un risarcimento al Fgti, era in realtà legata a un incidente avvenuto mentre praticava kitesurfing.

 

BATACLAN

Una storia molto simile a quella di Laura El Louizi, 24 anni, condannata il 21 novembre 2016 a sei mesi di prigione.

 

BUGIE E PRETESE

Un mese dopo la strage del Bataclan, si era presentata al commissariato con un braccio bendato. Agli inquirenti, inventandosi tutto, aveva descritto l' orrore vissuto al Carillon, i corpi morenti dei suoi amici, la ferita sul braccio che la faceva soffrire tremendamente.

 

un ferito dell attacco al bataclan

Poi, per ottenere un risarcimento da parte del Fgti, aveva creato un dossier con dei falsi certificati medici e trasmesso una serie di foto delle "sue" ferite che in realtà aveva trovato su internet. «Quello che ho fatto è inammissibile», ha detto ai giudici, evocando il figlio appena nato e il suo bisogno di soldi.

 

jeff hughes e gli eagles of death metal

Florence Monjault, l' altra falsa vittima di cui si è molto parlato sulla stampa francese, ha truffato «tutti gli organismi» legati al 13 novembre 2015, ha dichiarato il responsabile di "Life for Paris". Facendo leva sul suo statuto di vittima, aveva anche provato a ottenere una casa popolare dal comune di Parigi. La stessa, che dovrà ora scontare 4 anni e mezzo di carcere, era già stata condannata tre volte per truffa.

 

«Sono dei comportamenti scandalosi che rappresentano un' ulteriore sofferenza per le vere vittime», ha attaccato Julien Rencki, direttore generale del Fgti. E non è finita, perché altri tre dossier sono in attesa di giudizio.

BATACLANAGENTI FUORI DAL BATACLAN EVACUAZIONE DAL BATACLAN 91MORTI FUORI DAL BATACLAN 02FUORI DLA BATACLAN 90il momento in cui il batterista si nasconde dietro la batteriacontrolli della polizia a strasbugoBATACLAN

130 vittime nel bilancio del bataclanferiti davanti al Bataclanla band statunitense torna al bataclanCesar Lardon, sopravvissuto al Bataclan, e le sue scarpe macchiate di sangue uomo arrestato al BataclnBataclanbataclan eagles of death metal al bataclan

Ultimi Dagoreport

vladimir putin donald trump volodymyr zelensky

FLASH! – QUANDO LE COSE GIRANO SUL PEGGIO, INTERVENGONO I SERVIZI SEGRETI - IL BENINFORMATO CAPO DELLA CIA, JOHN RATCLIFFE, SAREBBE VOLATO A MOSCA, SECONDO RUMORS DI WASHINGTON, PER CONSEGNARE UN DURO AVVERTIMENTO ALLA CRICCA DI PUTIN, FINITA IN UN CUL DE SAC NEL CONFLITTO UCRAINO – CARO VLADIMIR, UN'EVENTUALE ESCALATION CON USO DI ARMI NUCLEARI TATTICHE, CAPACI DI DISTRUGGERE KM DI TERRITORIO UCRAINO, È UNA LINEA ASSOLUTAMENTE DA NON OLTREPASSARE: GLI STATI UNITI NON STAREBBERO CON LE MANI IN MANO… 

kyriakou pier silvio berlusconi enrico mentana crippa fedele confalonieri mediaset urbano cairo marina

DAGOREPORT - RITORNA A CASA, LESSO! SI ACCAVALLANO LE VOCI CHE LA PROSSIMA DESTINAZIONE DI ENRICO MENTANA SIA QUELLA DI PADRONE SUPREMO DI TUTTA L’INFORMAZIONE MEDIASET - RUOLO CHE DAL 1998 RICOPRE IL FEDELISSIMO “FELDMARESCIALLO” DI FEDELE CONFALONIERI, MAURO CRIPPA, ARTEFICE MAGICO DEL “RETEQUATTRISMO” DEI DEL DEBBIO-PORRO-GIORDANO-SALLUSTI CHE HA APPARECCHIATO L’AVANZATA POPULISTA DI SALVINI E POI IL MELONISMO SENZA LIMITISMO - CHE PIER SILVIO (E LA SORELLA SUPERIORE MARINA) ABBIA LE PALLE IN SATURAZIONE DEL “CRIPPISMO ALLA FIAMMA” SI ERA BEN CAPITO DALLO SBARCO SU RETE4 DI BIANCA BERLINGUER, POI DI TOMMASO LABATE E INFINE DI MILO INFANTE CHE, OLTRE A CONDURRE DUE PROGRAMMI, E' NOMINATO CONDIRETTORE DELLA “STANZA DEI BOTTONI” DEL CRIPPA-PENSIERO, VIDEONEWS - L’IPOTESI MENTANA È STATA ACCOLTA DALLA CRICCA DI CRIPPA OVVIAMENTE MALE, MALISSIMO, CONOSCENDO ALTRESÌ BENE IL CARATTERINO DI CHICCO. E GIRANO A MEZZA VOCE BATTUTINE DEL TIPO: ‘’PIER SILVIO MANDA IN PENSIONE IL 67ENNE CRIPPA PER SOSTITUIRLO CON MENTANA, PENSIONATO DI 71 ANNI...’’

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”