baby squillo roma infernetto

BABY SQUILLO, BABY PAPPONE – È STATO CONDANNATO A DUE ANNI DI CARCERE IL 20ENNE ROMANO CHE FACEVA PROSTITUIRE TRE COMPAGNE DI CLASSE POCO PIÙ CHE MAGGIORENNI, PROCURANDO LORO CLIENTI FACOLTOSI – LE RAGAZZINE, COME LE LORO "COLLEGHE" PIÙ FAMOSE DEI PARIOLI, ERANO DI BUONA FAMIGLIA E SI “VENDEVANO” PER COMPRARE BORSETTE E SCARPE GRIFFATE – IL RAGAZZO, CHE ERA ANCHE IL FIDANZATO DI UNA DELLE TRE, SI INTASCAVA LA METÀ DELL'INCASSO – IL RACCONTO DI UNA DELLE ESCORT: "GUADAGNAVO…”

1 – FA PROSTITUIRE LE COMPAGNE DI CLASSE CONDANNATO A DUE ANNI DI CARCERE

Estratto dell’articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

BABY SQUILLO

Un gioco dove si guadagnano tanti soldi in poco tempo. È iniziato così. Poi è diventato un lavoro clandestino, da tenere nascosto ai genitori. Prostituirsi appena maggiorenni grazie all’aiuto dell’amico. A scoprirlo però sono stati pm e finanzieri che in poco tempo hanno smantellato un giro di baby escort figlie della Roma bene. L’epilogo è stata la condanna a 2 anni di carcere, pena patteggiata, del 20enne Edoardo B..

 

L’obiettivo delle tre ragazze era semplice: prostituirsi per comprare borsette griffate, scarpe di marca, abbigliamento delle più blasonate maison e cellulari di ultima generazione. A casa il denaro non manca, ma non basta quando si tratta di concedersi accessori di lusso. Il gioco va in scena sul litorale, siamo all’Infernetto e a Ostia.

 

chat baby squillo - infernetto - roma

[…] tre ragazze […] hanno deciso di mettere in piedi un giro d’affari sotterraneo con un loro amico, ex compagno di classe e fidanzato di una di loro. Il patto è chiaro: le giovani ci mettono il corpo, lui le amicizie, la pubblicità nei posti che contano e, quindi, una clientela selezionata: professionisti, imprenditori e boss della mala bussano alla porta. Il “gioco” funziona. In appena 12 mesi, lungo tutto il 2022, il business messo in piedi vola.

 

Ma qualcosa va storto, gli investigatori sulle tracce di un potente narcos albanese incappano nel giro della baby escort. In questo modo l’amico “ manager” delle tre finisce nei guai. Per lui, l’accusa formulata dai pm Pietro Pollidori e Carlo Villani, è sfruttamento della prostituzione. Anche se non ricopre il classico ruolo del protettore, il ventenne (difeso dall’avvocato Carlo Sartini) si serviva delle amiche. Nessun obbligo o violenza sulle giovani. Semplicemente incassava la metà dei soldi a patto che chi le incontrasse fosse una persona di fiducia.

Tuttavia agevolare la prostituzione è un reato anche se le ragazze sono consenzienti.

 

baby squillo

Ma chi sono le ragazze? Sono tutte giovanissime, tutte italiane, tutte romane, tutte tra i 18 e i 20 anni. Una delle tre, da ripetente, frequentava l’ultimo anno delle superiori, un corso serale. Sono figlie di facoltosi commercianti, funzionari con redditi più che dignitosi.

 

[…] In alcuni casi il ventenne metteva a disposizione il suo appartamento all’Infernetto. Chi chiede di incontrarle è generalmente un uomo, ben sopra i 40 anni. Pronto a pagare partendo da un minimo di 250 euro. Un grande giro di affari. Il grande gioco, però, adesso è finito.

 

2 – IL RACCONTO DI PAOLA: “PENSAVO CHE VOLESSE FARMI LA CORTE INVECE MI PROPOSE DI ENTRARE NEL GIRO”

Estratto dell'articolo di Giuseppe Scarpa per “la Repubblica - Edizione Roma”

 

BABY SQUILLO

«Pensavo che volesse farmi la corte, invece mi propose di entrare nel giro», spiega Paola (la chiameremo così) agli investigatori. Edoardo è il ventenne che la convince a prostituirsi per guadagnare qualche extra. Paola accetta anche se non ha bisogno di soldi ma solo perché «è curiosa», sottolinea e poi «Edoardo è un amico».

 

In poco tempo la voce si sparge e Luca (anche questo è un nome di fantasia) ex fidanzato di Paola scopre cosa sta facendo la sua ex. Il ragazzo è disperato. Luca non avrebbe mai potuto immaginare che Paola, fino a poco tempo prima i due erano una coppia fissa, avesse iniziato a fare la escort. Nella telefonata intercettata dalla finanza Luca le chiede di smettere.

 

BABY SQUILLO

[…]  Questo è ciò che è contenuto nell’informativa finale e che ha permesso alla procura di incastrare il ventenne. Ma ecco la prima testimonianza, quella di Paola: «Edoardo è un mio amico, c’eravamo persi di vista. Poi lui un giorno mi ha ricontattato via Instagram dopo che mi ero lasciata con il mio fidanzato — racconta a dicembre del 2022 alla guardia di finanza — pensavo che volesse provarci con me. Invece ci siamo visti al centro commerciale Columbia e mi ha detto che aveva un giro di ragazze e mi ha chiesto se volessi entrarne a far parte.

 

BABY SQUILLO

All’inizio ho preso tempo per pensarci perché ero indecisa, mi piaceva l’idea della novità e chiesi alle mie amiche un consiglio. A Edoardo poi chiesi ulteriori dettagli, in particolare se entrando in un giro del genere avrei avuto la possibilità di uscire e se le mie foto sarebbero potute circolare. Mi rassicurò in tal senso e mi disse, inoltre, che avrei guadagnato 300 euro da dividere con lui. […] Da quel momento abbiamo scattato alcune foto in intimo senza faccia, in un appartamento a Prati che poi venivano caricate sempre da lui su diversi siti, il mio nickname era “ Asia”.

Edoardo per me è sempre stato come una figura protettiva».

 

BABY SQUILLO

Il 20 luglio del 2022 la finanza perquisisce l’abitazione di Edoardo. Per lui è una doccia fredda. Ecco cosa dice agli investigatori: «L’iphone 7 plus che vi ho consegnato è in uso prevalentemente a me e lo utilizzo per la gestione delle ragazze. Preciso che l’attività di prostituzione è iniziata circa un anno fa con Veronica. Dopo quattro mesi, lei si è stancata e da quattro mesi continua con Paola. Con le ragazze dividevamo i costi e incassi al 50%. Inizialmente si faceva carsex poi siamo passati a utilizzare hotel e case. Preciso, inoltre, che non ho fatto pressioni di alcun tipo. Tutto si è svolto di comune accordo» […]

giovane prostituta

 

Ultimi Dagoreport

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO