“IL PONTE SULLO STRETTO? UN CANTIERE IMMAGINARIO CHE VA DAI TEMPI DEI BORBONE ALLA NOSTRA REPUBBLICA DEL TIKTOK” – PINO CORRIAS: “ALL’ENIGMA ARCHITETTONICO, AL SECOLO DI ANNUNCI, AI CENTO DUBBI SULLE FAGLIE SISMICHE, SUI RISCHI DI INUTILITÀ DELL’OPERA, SUI 13,5 MILIARDI DI SPESA PREVISTA, MANCAVA ANCORA LA VARIABILE DELLO SCANDALO. È ARRIVATO OR ORA CON L’INCHIESTA DELLA MAGISTRATURA APERTA SULLE PRESUNTE IPOTESI DI CORRUZIONE DEI FUNZIONARI, LE PROMESSE DI INCARICHI, LE PRESSIONI SULLA CORTE DEI CONTI, LE INTERCETTAZIONI. E INTANTO LE PRIME DIMISSIONI DEGLI INDAGATI IN ATTESA DEI PROSSIMI SVILUPPI - IL PONTE LO IMMAGINAVANO GIÀ I SAVOIA E HA AVUTO UNA SEQUENZA COSÌ FITTA DI INAUGURAZIONI PREVENTIVE E DI POLEMICHE PER I CONTESTATI CONTROLLI AMBIENTALI, DELLE SCARSE VERIFICHE ANTIMAFIA, DEI PROGETTI SEMPRE PIÙ VECCHI E DEI COSTI SEMPRE MAGGIORI…”
Estratto dell’articolo di Pino Corrias per https://www.vanityfair.it
Finalmente un primato. Non nella ricerca scientifica, nei salari, nella puntualità dei treni. L’Italia può vantare la più grande opera mai costruita senza che sia mai stata costruita: il Ponte sullo Stretto di Messina. Una tela di Penelope finanziata a rate. Un cantiere immaginario che va dai tempi dei Borbone alla nostra repubblica del TikTok.
PROTESTE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO A MESSINA
All’enigma architettonico, al secolo di annunci, ai cento dubbi sulle faglie sismiche, sui rischi di inutilità dell’opera, sui 13,5 miliardi di spesa prevista, mancava ancora la variabile dello scandalo. È arrivato or ora con l’inchiesta della magistratura aperta sulle presunte ipotesi di corruzione dei funzionari, le promesse di incarichi, le pressioni sulla Corte dei Conti, le intercettazioni. E intanto le prime dimissioni degli indagati in attesa dei prossimi sviluppi. Chi l’avrebbe mai detto?
Il Ponte lo immaginavano già i Savoia. Lo accarezzava Mussolini. Lo prometteva Berlusconi. Lo cancellava Prodi. Lo riesumò Renzi. E oggi lo custodisce Matteo Salvini, ministro dei Trasporti, come suo cimelio personale […] Il plastico esibito a Porta a Porta. Una sequenza così fitta di inaugurazioni preventive […] E naturalmente di polemiche per colpa dei contestati controlli ambientali, delle scarse verifiche antimafia, dei progetti sempre più vecchi e dei costi sempre maggiori.
PROTESTE CONTRO IL PONTE SULLO STRETTO A MESSINA
A parte l’idea lisergica del ministro degli Esteri Antonio Tajani – «in caso di guerra servirà all’evacuazione dei siciliani dal Fronte Sud della Nato» – nessun calcolo economico, ingegneristico, sociale, ne ha validato i vantaggi. Al punto che da gran tempo il Ponte ha smesso di sfidare la modernità, diventando il simbolo del nostro presente, dove la politica galleggia sulla eterna propaganda, e la Sicilia sprofonda nel passato che non passa: manca l’acqua nelle sue città, nei paesi, nei campi, la mafia governa le autobotti, scuole e sanità arrancano, i rifiuti sono un’emergenza, le strade restano scassate, i treni ancora viaggiano in bianco e nero: 10 ore tra Trapani e Ragusa. […] L’inchiesta è il lampadario appeso anche se il tetto dell’opera ancora manca. Illumina il grande romanzo dell’incompiuto […]
CORTE DEI PONTI
ponte sullo stretto
BISCOTTI I SALVINY – MEME SUL PONTE SULLO STRETTO
