investire in arte

L’ARTE DI SAPERE INVESTIRE – IL COVID HA MODIFICATO ANCHE IL MERCATO DELL’ARTE E CHI VUOLE PUÒ TROVARE OCCASIONI IMPENSABILI FINO A QUALCHE ANNO FA: BASTANO 5MILA EURO A UN NOVELLO COLLEZIONISTA PER DIFFERENZIARE IL PORTAFOGLIO, MA OCCHIO ALLE FREGATURE DIFFICILI DA LIQUIDARE - LA SCULTURA DELL'OTTOCENTO PUÒ PRESENTARE OTTIME OCCASIONI, COSÌ COME UNA STAMPA DI CANALETTO O DI REMBRANDT. MENTRE SUL MERCATO DEGLI NFT…

Paolo Stefanato per "Il Giornale"

 

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Il Covid ha graffiato, con la sua zampata aggressiva, anche il mercato mondiale dell'arte, spingendolo verso una trasformazione che è in atto e che sta attirando l'attenzione di acquirenti e investitori. Si sta manifestando sempre di più la differenza d'interesse e di valori tra l'arte contemporanea e l'arte antica: la prima è travolta da ondate speculative e finanziarie, la seconda soffre per una domanda che si è rarefatta a tutti i livelli (salvo i lotti top, naturalmente).

 

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SU CHE COSA INVESTIRE Chi oggi vuole investire in pittura, scultura, grafica dei secoli passati, può trovare occasioni impensabili fino a qualche anno fa. Gli acquisti sono lenti e selettivi. L'approccio è a lungo termine e la differenza è culturale: l'arte contemporanea è più speculativa, tende a fare degli strappi dettati anche dalle mode. L'arte antica dà soddisfazioni economiche soprattutto sul lungo periodo: è un bond che alla scadenza ripaga sempre il capitale, al contrario di un'opera di un giovane autore di grido, che può salire e scendere (e persino volatilizzarsi) come un'azione in Borsa.

 

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LA SOGLIA D'INGRESSO «Oggi la soglia d'ingresso per un piccolo investitore che voglia differenziare il suo portafoglio si può stimare in 5-6mila euro - osserva Giancarlo Graziani, fondatore di Cestart, centro studi sull'economia dell'arte -. Importante è essere ben consigliati, anche perché una scelta sbagliata è poi difficile da liquidare. Con quella cifra si può comprare già qualcosa d'interessante, naturalmente compatibile con il nostro gusto. La scultura dell'Ottocento vive un momento di stasi che può presentare ottime occasioni, così come, andando più indietro, una stampa di Canaletto o di Rembrandt. L'opera contemporanea rischia di essere acquistata a livelli già elevati».

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CONTEMPORANEA INARRESTABILE Nel mondo, il mercato è costituito da tre quarti di transazioni in opere contemporanee, ed è dominato da tre case d'asta internazionali - Christie' s, Sotheby' s e Phillips - che da sole concentrano i due terzi degli scambi. «Un oligopolio che espone a rischi, perché se costoro si accordano per spingere un artista, il mercato viene artificialmente influenzato», osserva Graziani che annuncia un nuovo servizio Cestart: il rating sulle opere più importanti che appaiono sui cataloghi d'asta, ovvero una certificazione indipendente che ne attesti l'affidabilità.

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LE INCOGNITE DEGLI NFT L'arte contemporanea nel 2021 ha totalizzato a livello mondiale transazioni pari a circa 2,7 miliardi di dollari, per un complesso di oltre 100mila opere. Interessante l'andamento impresso dal Covid: nel 2020 il mercato è calato del 34% rispetto al 2019, ma nel 2021 si è registrata una ripresa impetuosa (+117%). Il Covid ha spinto verso il digitale e sul mercato si sono affacciati gli Nft (non fungible token), una nuova forma d'arte che ricorda i bitcoin, installata su dispositivi elettronici che ne garantiscono l'unicità.

 

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«La spinta degli Nft nell'ultimo anno è stata enorme, cavalcata dalla comunicazione e da chi scommette su un futuro - osserva Graziani - che è difficile da prevedere: se si tratti di una forma d'arte che resista al tempo o se si tratti di una grande bolla è difficile da dire. Fa comunque sensazione che un enorme jpeg di Beeple sia stato venduto per 69 milioni di dollari». Di recente è stato inoltre aggiudicato per 107mila euro il primo sms della storia (3 dicembre 1992). E Melania Trump ha messo in vendita un'immagine digitale dei suoi occhi; un multiplo offerto a circa 150 dollari, cifra che può valere una scommessa. Ma nell'Olimpo delle maggiori aggiudicazioni dello scorso anno va segnalato Banksy che ha totalizzato 23,3 milioni di dollari per un graffito strappato.

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