fegato covid

IL COVID SE MAGNA ANCHE IL FEGATO: "RISCHIO DI RIGETTO NEI TRAPIANTATI" – L’ESPERTO: LA GHIANDOLA PIÙ GRANDE DEL NOSTRO CORPO A CAUSA DEL VIRUS PUÒ ANDARE INCONTRO A COMPLICANZE SOPRATTUTTO NEI CASI DI CHI HA SUBÌTO UN TRAPIANTO ANCHE SE L'ORGANO NON VIENE ATTACCATO "DIRETTAMENTE". E SUI FARMACI…

 

Alessandro Ferro per www.ilgiornale.it

 

Covid è un virus multiorgano, ormai lo sappiamo bene. È per questo motivo che attacca anche il fegato, la più grossa ghiandola del corpo umano, situata nella parte alta e destra dell'addome subito sotto il diaframma. In esclusiva, ci ha rilasciato un'intervista il Prof.

fegato covid

Massimo Colombo, Direttore del Centro Humanitas di Rozzano per la Ricerca Traslazionale in Epatologia e presidente della Fondazione Internazionale del Fegato con sede a Ginevra.

 

Professore, quali sono i sintomi?

"Il 14-53% di tutti i pazienti con Covid-19 presentano alterazioni epatiche segnalate da incrementi nel siero di transaminasi, gamma Gt e spesso di bilirubina. Nei casi più lievi, le alterazioni sono spesso transitorie e non richiedono specifico trattamento. I casi severi, invece, sviluppano una riduzione della albumina sierica che spesso riflette un alterato metabolismo ed uno stato generale di infiammazione".

 

C'è una categoria di persone che colpisce maggiormente?

fegato covid

"Di regola, il danno epatico è maggiore nei casi di severa Covid-19 che, come è noto, è più frequente negli over 65, nei pazienti con insufficienza respiratoria, cardiopatie, diabete, obesità, ipertensione, insufficienza renale e immunodepressione. Le limitazioni imposte dalla pandemia all’uso di manovre invasive come biopsia epatica ed esame necroscopico, hanno limitato le nostre conoscenze sul danno istologico del fegato causato da Covid-19".

 

Chi è più esposto a danni al fegato?

"I pazienti con malattie croniche di fegato sono dunque fragili e sensibili a Covid-19. Il danno epatico è certamente multifattoriale, in gran parte legato alla sepsi, ai farmaci utilizzati ed alla polmonite. In uno studio multicentrico europeo sponsorizzato da Easl (Società Europea del Fegato, ndr), il tasso di accesso all'unità di cura intensiva è stato pari al 17% per pazienti con epatite cronica, di poco superiore (25%) per quelli con cirrosi, ma il tasso di mortalità è stato rispettivamente del 7% e 36%".

 

Come si può individuare la presenza di Covid?

"Non sono state identificate particelle virali nel fegato di infetti Covid-19, si pensa che i recettori Ace2 utilizzati dal virus per aggredire i pazienti siano espressi su cellule endoteliali del fegato e forse su cellule epatiche e biliari. Studi nel ratto dimostrano sovraespressione di Ace2, recettori in corso di danno epatico sperimentalmente indotto".

fegato covid

 

È vero che il virus lascia il segno? Se sì, in che modo?

"I danni istologici del fegato riconosciuti sono la microsteatosi ed una modesta infiammazione portale e lobulare, i quali però lasciano il dubbio di un danno da farmaco piuttosto che da infezione virale".

 

I danni che può provocare il virus sono simili ad altre patologie che colpiscono il fegato? Se sì, quali?

"Casi severi di epatopatia Covid possono nascere su una preesistente malattia epatica con il risultato di causare decompensazione clinica (ittero ed ascite) per riduzione della già compromessa riserva funzionale del fegato. Covid può anche causare riacutizzazione di epatopatie croniche di ogni natura (alcol, virus,sindrome metabolica) mentre non è chiaro se incrementa il rischio di rigetto nel trapiantato di fegato, come abbiamo visto accadere in corso di Sars nel 2003. Nell’epatopatico cronico virale, Covid-19 causa immunosoppressione, che a sua volta può determinare riaccensione della epatite (in Cina il 10% della popolazione è cronicamente infettata da epatite B)".

 

Esistono farmaci mirati?

"I farmaci utilizzati nei pazienti con Covid-19 sono spesso epatolesivi. Non esistono trattamenti antivirali licenziati da Fda (Food and Drug Administration, ndr) o Ema (Agenzia Europea per i Medicinali, nrd), sono oggetto di studi controllati. I pazienti con alterazioni epatiche non richiedono trattamento specifico, ricordo che i danni al fegato sono transitori e spesso legati a comorbidità o farmaci. Dal momento che si materializzano durante la fase di infezione acuta in regime di ricovero ospedaliero o domiciliare, vengono monitorati e gestiti nel contesto della malattia Covid-19".

 

Quali sono i danni "indiretti" del virus?

fegato covid

"Covid ha causato anche pesanti danni indiretti ai pazienti epatopatici, in particolare i pazienti con tumori del fegato e quelli in lista per il trapianto del fegato. La necessità di espandere l'assistenza basata sulla ventilazione ha, infatti, sottratto la disponibilità degli anestesisti alle procedure invasive di cura del paziente epatopatico. Da un'indagine multicentrica italiana emerge una riduzione del 76% dei letti dedicati ad attività chirurgica ed un raddoppio dei tempi decisionali per intraprendere cure oncologiche. In aggiunta, medici ed infermieri sono stati cooptati alla cura dei pazienti Covid-19 e, di fatto, sottratti alle attività cliniche specialistiche. In pratica, sono stati cancellati tutti i servizi di assistenza elettiva non urgenti, lasciando i servizi di endoscopia e biopsia epatica per i casi urgenti, quali ad esempio il rigetto d'organo, cancro del fegato in progressione o emorragie digestive del cirrotico, mentre ai pazienti non urgenti è stato fornito il servizio di telemedicina. Sono stati differiti i programmi di screening per tumore del fegato e trapianti di fegato non urgenti, in particolare quelli basati su donazioni da vivente".

 

Sono stati riscontrati danni al fegato anche sui bambini?

trapianto di fegato 3

"Covid-19 è rara nell’infanzia (in Cina 2,4% su oltre 50 mila casi accertati) e nell’82% dei casi acquisita da contatti intrafamigliari. I bambini sono suscettibili quanto gli adulti all'infezione, hanno meno sintomi ed esordiscono più frequentemente con sintomi intestinali (diarrea e vomito). Tendono a fare una malattia meno severa e con minore tasso di mortalità. Tuttavia, i bambini con comorbidità acquisite o congenite sviluppano più spesso forme severe di Covid-19".

 

Al di là del Covid, che passi in avanti si stanno facendo con la ricerca?

"Un nostro fondamentale programma di ricerca riguarda la produzione di fegato umano a partire da cellule staminali. Il programma è svolto da un consorzio di 11 centri di ricerca leader nel settore(10 in Europa, uno a Yale) ed è attualmente coordinato dal Prof. Massimo Pinzani, Direttore del Dipartimento di Medicina del Royal Free Hospital di Londra. Il programma prevede tre fasi: nella prima, si vogliono produrre piastre di fegato per testare i farmaci; nella seconda, piccoli bioreattori da utilizzare per tenere in vita neonati con patologia epatica sino al momento ideale del trapianto di fegato e, nella terza, fegato umano per sopperire alla carenza di donazioni d’organo che è pressoché assoluta nel Golfo, in Asia, nell'Europa dell'Est ed in Africa".

trapianto di fegato 2

 

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni giustizia referendum magistrati

DAGOREPORT -  ARIANNA MELONI E I CAPOCCIONI DI FRATELLI D’ITALIA POSSONO RIPETERE A PAPPAGALLO CHE IL REFERENDUM SULLA RIFORMA DELLA GIUSTIZIA "NON È UN VOTO SU GIORGIA", MA MENTONO SAPENDO DI MENTIRE. IL VOTO DEL 23 MARZO SARÀ INEVITABILMENTE UN PLEBISCITO POLITICO SULLA STATISTA DELLA SGARBATELLA - CON LA CRESCENTE RIMONTA DEL "NO", NON BASTA PIU' ATTACCARE I MAGISTRATI (DAGLI SCONTRI DI TORINO AL FATTACCIO DI ROGOREDO), ORA LA MELONI SA CHE NON POTRA' FARE A MENO DI METTERCI LA FACCIA - UNA PERSONALIZZAZIONE CHE FINO A IERI HA TENTATO IN OGNI MODO DI EVITARE RICORDANDOSI CHE FU UNA SCONFITTA REFERENDARIA A TRASCINARE IL GOVERNO DI MATTEONZO RENZI DALL’ALTARE ALLA POLVERE) - MA ORA LA RIMONTA DEL"NO" METTE PAURA E NON PUO' PIU' NASCONDERSI ALZANDO I SOLITI POLVERONI DI PROPAGANDA: SOLO LEI HA LA LEADERSHIP PER TRASCINARE LA GALASSIA DEGLI ASTENUTI A VOTARE ''SI'" (SONDAGGI RISERVATI VALUTANO IL BRAND GIORGIA MELONI 2/3 DEI CONSENSI DI FDI) - MA TUTTI PARTITI SONO APPESI ALL'ESITO DEL REFERENDUM: DALLA RESA DEI CONTI DELLA LEGA CON SALVINI ALLA SFIDA IN FORZA ITALIA TRA TAJANI E I FIGLI DI BERLUSCONI - UNA VITTORIA DEL "NO" POTREBBE INVECE RINGALLUZZIRE UN’OPPOSIZIONE DILANIATA DALL'EGOLATRIA DI ELLY SCHLEIN E GIUSEPPE CONTE, UN DUELLO DI POTERE CHE HA SEMPRE IMPEDITO DI PROPORRE ALL'ELETTORATO UNA VERA ALTERNATIVA AL MELONISMO...

salvini vannacci zaia fedriga fontana

DAGOREPORT – CHE FINE FARA' MATTEO SALVINI? QUANTE CHANCE HA IL SEGRETARIO DELLA LEGA DI SOPRAVVIVERE AL TRADIMENTO DEL FASCIO-GENERALISSIMO VANNACCI? - TUTTI ASPETTANO L’OFFENSIVA DI ATTILIO FONTANA, MASSIMILIANO FEDRIGA E LUCA ZAIA (MA IL REGISTA È MASSIMILIANO ROMEO, POTENTE SEGRETARIO DELLA LEGA LOMBARDA) - LA DECISIONE SULLO SFANCULAMENTO DEL CAPITONE RUOTA, COME IN FORZA ITALIA PER IL CASO TAJANI-BARELLI-GASPARRI, SULL'ESITO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA DEL 23 MARZO, CHE SI È TRASFORMATO, COM'ERA INEVITABILE, IN UN VOTO POLITICO SULL'ARMATA BRANCA-MELONI - SE DALLE URNE USCISSE LA VITTORIA DEL "SÌ", SALVINI RESTERÀ AL SUO POSTO E AL TRIO FEDRIGA-FONTANA-ZAIA NON RESTERÀ ALTRO CHE PROVARE A FAR RINSAVIRE L’EX “TRUCE DEL PAPEETE” E RIPOSIZIONARE IL PARTITO SUI BINARI DEL PRAGMATISMO NORDISTA. BASTA CON LA LEGA NAZIONALE: CHISSENEFREGA DEL PONTE SULLO STRETTO, PIÙ FEDERALISMO E PADANIA. VICEVERSA, PER MATTEO SALVINI SCOCCHEREBBE L'ORA FATALE DEL DE PROFUNDIS...

francesco lollobrigida vino

DAGOREPORT - UNO DEI MISTERI PIÙ INDECIFRABILI DELLE CRONACHE POLITICHE DEGLI ULTIMI GIORNI HA UN NOME, UN COGNOME E UN "RAFFORZINO" IN TESTA: FRANCESCO LOLLOBRIGIDA. L’EX COGNATO D’ITALIA, È TORNATO IN PISTA AL TAVOLO DELLE NOMINE, E MOLTI OSSERVATORI POLITICI SONO RIMASTI SGOMENTI. È PROPRIO “LOLLO”, CHE ERA STATO RELEGATO A MACCHIETTA DI SE STESSO DALLE SORELLE MELONI? QUELLO DELLA “SOSTITUZIONE ETNICA”, DI “GESÙ CHE MOLTIPLICA IL VINO” E CHE FA FERMARE IL FRECCIAROSSA A CIAMPINO? GAFFE A PARTE, LO “STALLONE DI SUBIACO” HA UNA COSA CHE ARIANNA, DONZELLI E RAMPELLI SI SOGNANO: I VOTI – I RAPPORTI CON LA COLDIRETTI E GLI ANNI DI “GAVETTA” TRA VIA DELLA SCROFA E MONTECITORIO

steve bannon giuseppe conte matteo salvini davide casaleggio, gennaro vecchione jeffrey epstein - pietro dettori

DAGOREPORT - FANNO BENISSIMO QUEI SINISTRELLI DI BONELLI E FRATOIANNI A CHIEDERE CONTO A SALVINI DEI SUOI RAPPORTI CON STEVE BANNON. MA PERCHÉ NON FANNO LA STESSA DOMANDA AL LORO ALLEATO, GIUSEPPE CONTE? NEL 2018, IN PIENA EUFORIA GIALLO-VERDE, BANNON CALÒ SU ROMA PER INCONTRARE DAVIDE CASALEGGIO, A CUI SEMBRA ABBIA PROVATO A VENDERE UN SOFTWARE DI PROFILAZIONE – ERANO GLI ANNI FOLLI IN CUI TRUMP CHIAMAVA CONTE “GIUSEPPI”, E A ROMA ARRIVAVA IL MINISTRO DELLA GIUSTIZIA AMERICANO, PER INCONTRARE IL CAPO DEI SERVIZI, GENNARO VECCHIONE – I LEGAMI CON LA LINK UNIVERSITY, IL RUOLO DI PIETRO DETTORI, EX GURU DELLA COMUNICAZIONE GRILLINA ORA RICICLATOSI MELONIANO - TUTTI I MISTERI E LE INQUIETANTI COINCIDENZE CHE NEL 2018 PORTARONO IL SOVRANISMO DELLA LEGA E IL POPULISMO M5S A PALAZZO CHIGI, GOVERNO CONTE-SALVINI...

andrea pucci bocelli giorgia meloni carlo conti sanremo laura pausini

DAGOREPORT – BENVENUTI AL FESTIVAL DI ATREJU! “CI SIAMO PRESI FINALMENTE SANREMO”, GHIGNANO SODDISFATTI I CAPOCCIONI MELONIANI IN RAI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI OCCUPAZIONE FAMELICA DI POSTI DI POTERE, MANCAVA SOLO ESPUGNARE DEL TUTTO QUEL BARACCONE CANTERINO DIVENTATO UN DISTURBO MENTALE DI MASSA – IL CASO PUCCI? L’ENNESIMA ARMA DI DISTRAZIONE DI MASSA: IL COMICO “MARTIRE” SERVE PER COPRIRE LE DERILANTI DISAVVENTURE DEL FRATELLINO D’ITALIA, PATACCA PETRECCA - FINITO L’EFFETTO AMADEUS, CONTI SI RITROVA A SCODELLARE SUL PALCO DELL’ARISTON UN CAST DEBOLE, PIENO ZEPPO DI RELITTI E DI SCONOSCIUTI. BASTERÀ A RISOLLEVARE LO SHARE, MESSO A RISCHIO DA GERRY SCOTTI E DALLE PARTITE DI CHAMPIONS? – AI POVERI TELE-MORENTI SARÀ RIFILATO (DI NUOVO) ANCHE IL “VINCERÒ” DI BOCELLI…

john elkann theodore kyriakou repubblica

DAGOREPORT - COME MAI LA TRATTATIVA TRA JOHN ELKANN E IL MAGNATE GRECO THEO KYRIAKOU PER LA VENDITA DEL GRUPPO GEDI, SI È ARENATA? IL MOTIVO DELL’IMPASSE, CHE HA SPINTO I GIORNALISTI DI “REPUBBLICA” A DUE GIORNI DI SCIOPERO, GIRA PROSAICAMENTE INTORNO AL VALORE DELL'OPERAZIONE, STIMATA INTORNO A 140 MILIONI DI EURO - DOPO OLTRE 6 MESI IN CUI UN PLOTONE DI AVVOCATI E CONTABILI HA ROVESCIATO COME UN CALZINO CONTI, CONTRATTI E PENDENZE LEGALI DEL GRUPPO, IL GRECO ANTENNATO AVREBBE FATTO UN'OFFERTA DI 90 MILIONI - UNA “MISERIA” CHE SAREBBE STATA RIFIUTATA DA ELKANN CHE HA AVREBBE STIMATO SOLO IL POLO RADIOFONICO TRA GLI 86 E I 100 MILIONI, CON RADIO DEEJAY DA SOLA VALUTATA OLTRE I 40 MILIONI - RIUSCIRANNO ELKANN E KYRIAKOU A NEGOZIARE UN ACCORDO? AH, SAPERLO…