LA CRISI SI FA SENTIRE: LE FORZE DELL'ORDINE SI VENDONO PER UNA COSCIA DI PROSCIUTTO E UN'IMPASTATRICE - A VERONA, UN PUSHER MAROCCHINO E SUA MOGLIE HANNO CORROTTO CINQUE AGENTI DELLE FORZE DELL'ORDINE - LA COPPIA SI È "COMPRATA" UN SOTTUFFICIALE DELLA GUARDIA DI FINANZA OFFRENDOGLI UN TRAPIANTO DI CAPELLI (DAL VALORE DI 3 MILA EURO) - DAL 2013 AL 2025, LO SPACCIATORE, PER NON AVERE ROGNE CON LA GIUSTIZIA, HA ELARGITO REGALI PER UN VALORE COMPLESSIVO DI 90 MILA EURO: TRA I DONI RICEVUTI DAGLI AGENTI ANCHE DELLE MAGLIETTE DEL REAL MADRID, VESTITI, BORSE E CINTURE GRIFFATE, IPHONE, PROFUMI, BICICLETTE ELETTRICHE E QUATTRO STATUINE DI AVORIO...
Estratto dell'articolo di Giampaolo Chavan per www.corriere.it
Il pusher e la moglie, entrambi marocchini, accontentavano sempre i cinque uomini in divisa, sostiene l’accusa, per aver campo libero nella loro attività di spaccio. Erano disposti a tutto. In un caso, avrebbero corrotto un sottufficiale della Guardia di Finanza pagandogli il trapianto di capelli, per una spesa di tremila euro.
Un luogotenente dei carabinieri, invece, si sarebbe fatto pagare 2.000 euro per un soggiorno di tre giorni in Marocco. E poi, sempre a parere della procura, a tutti i cinque indagati giungevano soldi come se piovesse fino ad arrivare a 90.000 euro complessivi oltre a una serie infinita di favori e regali tra i quali due magliette del Real Madrid, un'impastatrice, e, in un caso, addirittura una coscia di prosciutto.
Questi sono solo le punte dell’iceberg di una serie di episodi di presunte corruzione e spaccio che coinvolge cinque appartenenti alle forze dell’ordine, difesi da Nicola Avanzi, Giampaolo Cazzola, Guido Beghini, Marco Pezzotti, Massimo Leva e Zeno Domaschio.
Sono vicende descritte nelle accuse formulate dai pm Stefano Aresu e Alberto Sergi nella richiesta di incidente probatorio presentato ai primi di febbraio dopo due anni di indagine svolte dai carabinieri. La sequenza di episodi sarebbe durata dal 2013 fino al 30 maggio 2024. In quel giorno, il pusher F.J., e la moglie K.G. sono stati arrestati per spaccio di stupefacenti e ora lui si trova in carcere a Vicenza mentre lei è agli arresti domiciliari nella loro casa a Verona.
Due giorni fa, toccava proprio a loro rivelare episodi, circostanze e motivi di questa inchiesta al gip Luciano Gorra, ai difensori e ai sostituti procuratori, nell’incidente probatorio chiesto dalla Procura. I difensori, però, hanno eccepito che non erano stati depositati i video degli interrogatori della coppia, svolti durante le indagini e hanno chiesto un rinvio, accolto dal giudice. L’incidente probatorio, fissato per evitare il silenzio della coppia nell’eventuale dibattimento, è stato rinviato tra una decina d giorni. [...]
La tecnica usata da F.J. condivisa con gli uomini in divisa era sempre la stessa: si incontrava con lo spacciatore, prelevava solo una percentuale della quantità di stupefacente concordata, scappava e lasciava l’ignaro spacciatore in possesso di una parte della droga.
Pochi attimi dopo intervenivano poliziotti, carabinieri o agenti della finanza o polizia municipale, a seconda dei casi, che puntualmente arrestava il fornitore del nordafricano. Gli stessi operatori delle Forze dell’ordine potevano poi ottenere prestigio dall’operazione antidroga, sostiene l’accusa. [...]
In alcuni casi, poi, c’era anche la divisione a metà tra F.J. e uomini in divisa degli incassi. E poi per completare il quadro della corruzione si dava spazio alla consegna di danaro e ai regali come vestiti, borse e cinture griffate, iPhone di ultima generazione, profumi di marca e addirittura biciclette elettriche provento di furto per finire con quattro statuine di avorio.



