simonetta cesaroni pietrino vanacore

UN DELITTO E 34 ANNI DI DOMANDE SENZA RISPOSTA – TUTTI I MISTERI DEL CASO DI SIMONETTA CESARONI, LA CONTABILE UCCISA CON 29 COLTELLATE NELL’UFFICIO DELL’AIAG IN VIA POMA: LA VERSIONE DELLA FAMIGLIA VANACORE, CUSTODE DELL’EDIFICIO IN CUI AVVENNE L’OMICIDIO, CHE ALL’INIZIO SI MOSTRÒ RETICENTE A COLLABORARE – LE ATTIVITÀ POCO CHIARE DEL PRESIDENTE DELL’AIAG, IL FURTO NEL CAVEAU DI PIAZZALE CLODIO E LA STRANA SOSTITUZIONE DELLA SERRATURA DELL’APPARTAMENTO…

Estratto dell'articolo di Ilaria Sacchettoni per www.corriere.it

SIMONETTA CESARONI

 

La ricerca della verità sulla morte di Simonetta Cesaroni, la contabile dell’Associazione italiana alberghi della gioventù (Aiag) uccisa con 29 coltellate è stata segnata dai depistaggi e dalle (molteplici) menzogne che hanno accompagnato le varie inchieste giudiziarie. Nulla, nel giallo di via Poma, funziona davvero. Tutti, protagonisti e comprimari, hanno finito per raccontare falsità.

 

Le reticenze

Oggi, in vetta alle tante incongruenze, la gip Giulia Arcieri, colloca quelle che riguardano la posizione della famiglia Vanacore, custode dell’edificio in cui avvenne l’omicidio. Nel disporre di riascoltare Giuseppa De Luca, moglie di Pietrino — suicida nel 2010 — il magistrato sottolinea: «È del tutto sospetto — se estranea a qualunque comportamento di favoreggiamento — il suo rifiuto, all’arrivo delle forze dell’ordine, dopo la scoperta del cadavere da parte della sorella della vittima, di consegnare ai poliziotti le chiavi con cui pochi minuti prima aveva aperto la porta dall’interno 7, dove giaceva la vittima, ai familiari di Simonetta. È stato un evidente segno di ritrosia istintiva a collaborare». Gli agenti intervenuti «dovettero strapparle... dall’altra mano che nascondeva dietro la schiena le chiavi dell’appartamento dove giaceva la ragazza assassinata».

IL PALAZZO DI VIA POMA 2 DOVE E MORTA SIMONETTA CESARONI

 

Il corpo massacrato di Simonetta spinge i Vanacore a un arcigno riserbo più che a una sincera collaborazione. C’è di mezzo l’inquinamento della scena del delitto? Il sangue ripulito con stracci bagnati?

 

Il personaggio

Non torna, poi, la frenetica e scomposta attività di Francesco Caracciolo di Sarno, che dell’Aiag era il presidente, all’indomani dei fatti. Secondo un ipotetico collegamento investigativo De Luca lo avrebbe protetto. […] deceduto nel 2016, avrebbe mentito sul proprio alibi e importunato la figlia del fattore, Giuseppe Macinati, mettendole le mani sotto la maglietta e «minacciando di licenziare i miei genitori se glielo avessi detto» racconta lei. Tendente al satiro ma soprattutto reticente: la gip dispone ora di ascoltarne la figlia Giulia per fare luce su più aspetti.

simonetta cesaroni

 

In particolare sul furto della sua cassetta di sicurezza al caveau di piazzale Clodio avvenuto nel 1999 ad opera dell’ex Nar Massimo Carminati (che per quell’operazione criminale sconterà meno di 4 anni di carcere). Cosa conteneva allora quella cassetta di sicurezza? Domanda alla quale Carminati, se non Caracciolo di Sarno, può ancora rispondere.

 

[…] le presunte bugie di Salvatore Volponi, il capo ufficio della ragazza che, all’epoca, mise le mani avanti sostenendo di non essere mai capitato nell’appartamento prima del famigerato 7 agosto, salvo essere smentito da più parti […] Ci sono ombre nella testimonianza di Salvatore Sibilia, funzionario regionale dell’Aiag probabilmente «presente» negli uffici di via Poma il giorno dell’omicidio. E «perplessità» sulla deposizione di Luciano Menicocci, tutor di Simonetta la cui moglie ne ridimensiona l’alibi di quel giorno.

 

La frase

pietro vanacore 1

Sfuggono, secondo il giudice, le ragioni per le quali il poliziotto dell’epoca Nicola Cavaliere si sarebbe lasciato andare, a proposito dell’arresto di Pietrino Vanacore, a una frase che ha il sapore di una decisione pilotata («Non vorrei trovarmi costretto a prendere un provvedimento di cui non sono convinto»).

 

Ma sfuggono — o meglio si spiegano solo alla luce di un tentativo di depistaggio — anche alcune vistose anomalie nelle procedure. «Risulta dagli atti — scrive la gip — che rispetto al momento del delitto e a sequestro in corso era avvenuta la sostituzione della serratura della porta dell’appartamento in questione: serratura e chiavi di marca Kassel erano state sostituite con serratura e chiavi di marca Mottura». Neanche a dirlo Caracciolo di Sarno, curiosamente, ne era in possesso. […]

simonetta cesaronisimonetta cesaroniil corpo di simonetta cesaroni 2simonetta cesaroni 2simonetta cesaroni 1simonetta cesaroni 3simonetta cesaroni

Ultimi Dagoreport

julianne moore tilman fertitta

FLASH – L’AMBASCIATORE AMERICANO IN ITALIA, TILMAN FERTITTA, HA SCAPOCCIATO CON I VERTICI DELLA FESTA DEL CINEMA DI ROMA: IL MILIARDARIO, AMICO PERSONALE E FINANZIATORE DI TRUMP, SOGNAVA DI INCONTRARE LA DIVA JULIANNE MOORE, NELLA CAPITALE PER PARTECIPARE AL FESTIVAL. LA GRANDE ATTRICE SI È RIFIUTATA, ESSENDO UN’ANTI-TRUMPIANA DI FERRO – FERTITTA SE LA SAREBBE PRESA DIRETTAMENTE CON L’INCOLPEVOLE SALVO NASTASI, PRESIDENTE DELLA FONDAZIONE CINEMA PER ROMA, CHE AVREBBE DOVUTO ORGANIZZARE, SECONDO FERTITTA, UN’IMBOSCATA ALL'ATTRICE PREMIO OSCAR…

elly schlein franceschini, zingaretti, orlando, speranza decaro, de pascale); gualtieri beppe sala veltroni, bersani, gentiloni

DAGOREPORT – SE ELLY SCHLEIN SPADRONEGGIA NEL PD E’ ANCHE PERCHE’ CHI POTREBBE CONTRASTARLA, PERCHE’ NON CONDIVIDE LE SUE IDEE, EVITA DI ESPORSI (PER PARACULISMO O CONVENIENZA) – DAI MAGGIORENTI DEM (FRANCESCHINI, ZINGARETTI, ORLANDO, SPERANZA) AI GOVERNATORI FURBACCHIONI (DECARO, DE PASCALE); DAI SINDACI CACADUBBI (GUALTIERI) A QUELLI CHE SI SONO ALLINEATI BEPPE SALA) FINO AI “PADRI NOBILI” (VELTRONI, BERSANI, GENTILONI) CHE SOGNANO IL QUIRINALE, IN CASO DI VITTORIA DEL “CAMPO LARGO” – IL RUOLO DI STEFANO BONACCINI CHE DA RIVALE DI ELLY SI E' TRASFORMATO NEL SUO CAVALIER SERVENTE ED E' STATO ABBANDONATO DAI SUOI - EPPURE, PER I SONDAGGI, SI PROFILA UNA SOLENNE BATOSTA PER ELLY - E SE COSI’ FOSSE, GLI ELETTORI DEL CENTROSINISTRA SAPREBBERO CON QUALI “IMBOSCATI” PRENDERSELA…

leonardo maria del vecchio marco travaglio il fatto quotidiano

DAGOREPORT - L’ULTIMA SMARGIASSATA MANICOMIALE DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO DI LANCIARE UN’OPA SULLA "SEIF", SOCIETA EDITORIALE DEL "FATTO QUOTIDIANO", REO DI SQUADERNARE CON I SUOI ARTICOLI FATTI E MISFATTI DELLA SUA AGITATISSIMA ATTIVITÀ PRIVATA E PROFESSIONALE, FINO A IERI POTEVA RIENTRARE IN UNA CATEGORIA BEN NOTA IN ITALIA CON IL TERMINE: "CI SEI O CI FAI?", "SEI SCEMO O MI STAI PRENDENDO PER IL CULO?" - NEL CASO DI LMDV, ORMAI, L’INTERROGATIVO NON HA PIÙ SENSO: IL SIGNORINO È PROPRIO FUORI DI TESTA, FUORI ORARIO, FUORI BINARIO - ANZICHÉ OCCUPARSI DI SBLOCCARE LA RISSA IN CASA DEL VECCHIO CHE OCCUPA LE CRONACHE FINANZIARIE ITALIANE DA BEN QUATTRO ANNI, NONCHÉ PREOCCUPARSI DI UN DEBITO PERSONALE CRESCIUTO A VELOCITÀ IMPRESSIONANTE, IL RISULTATO OTTENUTO DALL’ULTIMA SPACCONATA DA FEDEZ PICCHIATELLO DI LEONARDINO, DETTO LENNY, È CHE OGGI IN BORSA È RIUSCITO A FAR BALZARE IN POSITIVO IL TITOLO DELLA SOCIETÀ EDITORIALE IL FATTO: + 18,18%. BENE, BRAVO, CONTINUA COSÌ…

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…