donald trump ali khamenei

IL “MARTELLO DI MEZZANOTTE”? È UN PIEDE DI PORCO PER SCARDINARE IL POTERE DI KHAMENEI – DONALD TRUMP PER LA PRIMA VOLTA APRE AL “CAMBIO DI REGIME” IN IRAN: NON È POLITICAMENTE CORRETTO, MA SE L’ATTUALE REGIME NON È IN GRADO DI RENDERE L’IRAN DI NUOVO GRANDE, PERCHÉ NON DOVREBBE ESSERCI UN CAMBIO DI REGIME? MAKE IRAN GREAT AGAIN” – POI RIPETE LA SOLFA (INDIMOSTRABILE) DELLA DISTRUZIONE DEL PROGRAMMA NUCLEARE IRANIANO: “HANNO SUBITO DANNI MONUMENTALI, ANNIENTAMENTO È IL TERMINE ESATTO”. MA CI SONO MOLTI DUBBI: L'IRAN POTREBBE AVER SPOSTATO PER TEMPO L'URANIO ARRICCHITO DAL SITO DI FORDOW, E I DANNI SAREBBERO LIMITATI... - KHAMENEI: "LA PUNIZIONE CONTRO ISRAELE CONTINUERÀ"

KHAMENEI, 'LA PUNIZIONE CONTRO ISRAELE CONTINUERÀ' 
(ANSA) - La Guida Suprema iraniana, l'Ayatollah Ali Khamenei, ha promesso che la "punizione continuerà" contro Israele. Lo riporta Al Jazeera. Nella sua prima dichiarazione sui social media dopo gli attacchi statunitensi ai siti nucleari del Paese, Khamenei ha affermato su X: ""Il nemico sionista ha commesso un grave errore, un grave crimine; deve essere punito e lo stiamo facendo, lo stiamo facendo ora". Il post è accompagnato dall'immagine di un teschio in fiamme con la Stella di David sullo sfondo di edifici in fiamme.

 

donald trump

'TRUMP RINVIA A MARTEDÌ LA PARTENZA PER IL VERTICE NATO'

(ANSA) - Donald Trump rinvia la partenza per il vertice Nato di Amsterdam, probabilmente per la situazione in Iran.

 

La Casa Bianca aveva annunciato la sua partenza per oggi ma nel programma di lunedì risulta solo una riunione con il Consiglio per la sicurezza nazionale, alle 13 locali (le 19 in Italia). Citando fonti della West Wing, alcuni media, tra cui NewsNation, hanno riferito che il tycoon partirà martedì per il summit dell'Alleanza, in programma il 24 e il 25 giugno.

 

 

sito nucleare di fordow prima dei bombardamenti americani

TRUMP, 'ANNIENTATI' I SITI NUCLEARI IN IRAN

(ANSA) - "Tutti i siti nucleari in Iran hanno subito danni monumentali, come mostrato dalle immagini satellitari. Annientamento è un termine esatto!

 

La struttura bianca mostrata è incastonata profondamente nella roccia, con il tetto ben al di sotto del livello del terreno, e completamente protetto dal fuoco. I danni maggiori si sono verificati ben al di sotto del livello del suolo. Centro!!!". Così il presidente Usa, Donald Trump, su Truth.

 

TRUMP ATTACCA L'IRAN E APRE AL CAMBIO DI REGIME

Claudio Salvalaggio per l’ANSA

 

le bombe gbu 57 usate dall'america per attaccare i siti nucleari iraniani

Con una mossa a sorpresa senza precedenti da parte dei suoi predecessori, Donald Trump ha sferrato un attacco all'Iran, mirando a tre siti nucleari chiave (Fordow, Natanz ed Esfahan), solo due giorni dopo aver dato un ultimatum di due settimane a Teheran per negoziare.

 

Ed ora per la prima volta apre anche ad un cambio di regime, dopo averlo sempre escluso: "non è politicamente corretto usare il termine 'cambio di regime', ma se l'attuale regime iraniano non è in grado di rendere l'Iran di nuovo grande, perché non dovrebbe esserci un cambio di regime??? Miga!!!", ha scritto su Truth parafrasando Maga (Make America great again) in Miga per adattarlo all'Iran.

 

donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

La 'Midnight Hammer', 'Martello di mezzanotte' come è stata battezzata la missione, rappresenta un vero azzardo che può definire la sua presidenza: positivamente se l'Iran accetterà di trattare, negativamente se sceglierà di rispondere colpendo il personale civile e i 40 mila soldati americani nella regione, trascinando gli Usa in una nuova guerra che Trump aveva promesso di evitare in nome dell'America First.

 

Massima allerta anche negli Stati Uniti, dove, nel timore di attentati, sono state rafforzate le misure di sicurezza nelle città principali, dalla capitale a New York e Los Angeles, mentre l'opinione pubblica e il Congresso si spaccano.

 

donald trump, susie wiles, il generale dan caine e jd vance nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

Tutto dipenderà dalla reazione di Teheran nelle 24-48 ore successive ai raid. Trump, che ha seguito l'operazione nella situation room insieme ai suoi più stretti collaboratori prima di annunciare il blitz su Truth e parlare alla nazione, ha detto di voler ora la pace dopo i danni "monumentali" ai siti nucleari ma ha messo in guardia che gli Usa risponderanno con ancora maggior forza se Teheran colpirà gli Usa.

 

E ha ribadito, in "un lavoro di squadra", l'asse con Bibi che ha pregato per lui al Muro del Pianto. Per ora la Repubblica islamica lancia messaggi minacciosi, con la piazza che grida "vendetta", mentre proseguono gli attacchi reciproci tra Israele (che registra decine di feriti tra Tel Aviv e Haifa) e Iran.

 

Il Paese degli ayatollah ha accusato Washington di aver fatto "saltare la diplomazia" e di aver "varcato la linea rossa", minacciando rappresaglie senza limiti se colpirà la guida suprema Ali Khamenei, "la più rossa delle linee rosse".

 

BENJAMIN NETANYAHU AL MURO DEL PIANTO PREGA PER TRUMP DOPO L ATTACCO AMERICANO ALL IRAN

"Attacchi oltraggiosi, ci saranno conseguenze eterne", ha tuonato il ministro degli Esteri iraniano, Abbas Araghchi, che lunedì vola a Mosca da Vladimir Putin in cerca di sostegno.

 

Teheran ha chiesto intanto una riunione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'Onu, dove e' andato in scena lo scontro tra Usa-Israele da un lato e Russia-Cina-Iran-Pakistan dall'altro.

 

Preoccupa anche la minaccia ventilata dal Parlamento iraniano di chiudere lo Stretto di Hormuz, dove passa un quarto del traffico globale di petrolio e circa un terzo di quello di gas naturale: il prezzo dell'energia schizzerebbe alle stelle.

 

"Sarebbe un suicidio", ha replicato il vicepresidente Usa JD Vance, avvisando che gli Stati Uniti "non sono in guerra con l'Iran, ma con il programma nucleare iraniano".

 

jd vance e donald trump nella situation room durante i bombardamenti americani sull'iran

Mano tesa anche dal segretario di Stato Marco Rubio, il quale ha ribadito che "è ancora valida" l'offerta di discutere con l'Iran, permettendogli il nucleare civile ma senza l'arricchimento del proprio uranio. Ramoscello d'ulivo dal capo del Pentagono Pete Hegseth: "L'operazione non mirava al cambio di regime, Trump vuole la pace e l'Iran dovrebbe seguirlo".

 

Poche ore dopo pero' il presidente non lo ha escluso. Gli alleati europei non condannano i raid americani ma premono per la ripresa dei negoziati, dalla Ue alle capitali principali, come Parigi, Londra, Berlino e Roma. "È giunto il momento che l'Iran si impegni per una soluzione diplomatica credibile. Il tavolo dei negoziati è l'unico luogo in cui porre fine a questa crisi", è il monito della presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen.

 

vladimir putin ali khamenei

L'Iran sarà domani anche sul tavolo dei ministri degli Esteri Ue.

 

L'attacco Usa è stato invece condannato dai Paesi del Golfo e dalla Lega araba, i più esposti nel caso di una ritorsione e di una escalation. Ma anche da Russia e Cina, che hanno denunciato "fermamente" la violazione del diritto internazionale e del trattato di non proliferazione nucleare.

 

L'Aiea ha reso noto che al momento non sono stati segnalati aumenti dei livelli di radiazioni all'esterno dei siti colpiti.

 

Anche i "diversi feriti" nei raid, ha riferito Teheran, non mostravano segni di "contaminazione radioattiva". Secondo il Pentagono, i raid sono stati "efficaci" e tutti e tre i siti hanno subito "danni e distruzione estremamente gravi".

 

Ma il direttore generale dell'Agenzia, Rafael Grossi, ha riferito che, mentre Natanz è stata "completamente distrutta" e il sito di Isfahan ha subito "danni molto gravi", la situazione nei sotterranei nel sito di Fordow è poco chiara.

 

Alcuni dirigenti iraniani assicurano che Fordow non ha sostenuto danni gravi e che la maggior parte dell'uranio altamente arricchito immagazzinato presso l'impianto era stato trasferito prima dei raid Usa in una località segreta, come lascerebbero intendere anche delle immagini che mostrano un convoglio in movimento pochi giorni fa.

le bombe gbu 57 usate dall'america per attaccare i siti nucleari iraniani

 

 

Di certo lo strike è stato devastante, come ha illustrato il capo dello Stato maggiore congiunto Dan Caine, secondo cui si è trattato del "più grande attacco operativo mai effettuato da bombardieri stealth B-2, e la seconda più lunga operazione B-2 mai condotta dopo l'11/9".

 

I bombardieri B-2 hanno sganciato su Fordow 14 bombe GBU-57 Massive Ordnance Penetrator, capaci di sfondare bunker, ciascuna del peso di 30.000 libbre. L'operazione ha coinvolto oltre 125 aerei e un sottomarino della Marina Usa nel Golfo Persico.

le bombe gbu 57 usate dall'america per attaccare i siti nucleari iraniani le bombe gbu 57 usate dall'america per attaccare i siti nucleari iranianiDONALD TRUMP AL G7 IN CANADA

Ultimi Dagoreport

zelensky beltrame meloni putin

FLASH – CHI E PERCHÉ HA FATTO USCIRE IL DISPACCIO DELL’AMBASCIATORE “LEGHISTA” A MOSCA, STEFANO BELTRAME, RISERVATO AI DIPLOMATICI, IN CUI SI ESPRIMEVANO LE PERPLESSITÀ ITALIANE SULLE NUOVE SANZIONI ALLA RUSSIA, CON TANTO DI STAFFILATA ALL’ALTO RAPPRESENTANTE UE, KAJA KALLAS (“IL CREMLINO NON LA RICONOSCE COME INTERLOCUTRICE”)? NON SONO STATI I RUSSI, MA QUALCUNO DALL'ITALIA. EBBENE: CHI HA VOLUTO FARE UN DISPETTUCCIO A GIORGIA MELONI, CHE CI TIENE TANTO A MOSTRARSI TRA LE PIÙ STRENUE ALLEATE DI KIEV? -  PICCOLO REMINDER: BELTRAME, EX CONSIGLIERE DIPLOMATICO DI SALVINI AI TEMPI DEL VIMINALE, NELL’OTTOBRE DEL 2018 ORGANIZZÒ IL VIAGGIO DI SALVINI A MOSCA, AI TEMPI DELL’HOTEL METROPOL…

giorgia meloni carlo calenda

FLASH – CARLO CALENDA UN GIORNO PENDE DI QUA, L’ALTRO DI LÀ. MA COSA PENSANO GLI ELETTORI DI “AZIONE” DI UN’EVENTUALE ALLEANZA CON LA MELONI? TUTTO IL MALE POSSIBILE: IL “TERMOMETRO” TRA GLI “AZIONISTI” NON APPREZZA L'IPOTESI. ANCHE PER QUESTO CARLETTO, ALL’EVENTO DI FORZA ITALIA DI DOMENICA, È ANDATO ALL’ATTACCO DI SALVINI: “NON POSSO STARE CON CHI RICEVE NAZISTI E COCAINOMANI” (RIFERIMENTO ALL’ESTREMISTA INGLESE TOMMY ROBINSON) – IL PRECEDENTE DELLE MARCHE: ALLE REGIONALI DI SETTEMBRE, CALENDA APRÌ A UN ACCORDO CON IL MAL-DESTRO ACQUAROLI, PER POI LASCIARE LIBERTÀ “D’AZIONE” AI SUOI CHE NON NE VOLEVANO SAPERE...

 donald trump ursula von der leyen xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP SCHIFA L'EUROPA? E QUEL VOLPONE DI XI JINPING VUOLE USARLA PER FAR ZOMPARE L'ECONOMIA AMERICANA - IL PRESIDENTE CINESE HA FATTO UNA PROPOSTA “INDECENTE” ALLA COMMISSIONE EUROPEA DI URSULA VON DER LEYEN: “COMINCIAMO AD AVERE RAPPORTI ECONOMICI IN EURO”. TRADOTTO: LASCIATE PERDERE IL VECCHIO DOLLARO COME VALUTA DI RISERVA MONDIALE – XI SOFFIA SUL FUOCO: L’UE È IL PRIMO DETENTORE DEL DEBITO AMERICANO, PERTANTO HA IN MANO LE SORTI DELLA VALUTA USA (E QUINDI DELLA SUA ECONOMIA)

grande fratello vip pier silvio berlusconi alfonso signorini fabrizio corona ilary blasi

FERMI TUTTI: IL “GRANDE FRATELLO VIP” 2026 SÌ FARÀ - PIER SILVIO BERLUSCONI NON HA ALCUNA INTENZIONE DI DARLA VINTA A FABRIZIO CORONA NÉ TANTOMENO DI SCENDERE A COMPROMESSI: IL REALITY TORNERÀ IN ONDA, CON OGNI PROBABILITÀ, CON LA CONDUZIONE DI ILARY BLASI. IN RISERVA, RESTA IL NOME DI VERONICA GENTILI CHE, NELLA PASSATA STAGIONE, HA CONDOTTO CON MEDIOCRE FORTUNA L’“ISOLA DEI FAMOSI” – IN ENDEMOL, CASA DI PRODUZIONE DEL REALITY, C’È STATO UN AUDIT INTERNO PER FARE CHIAREZZA SUL TANTO VAGHEGGIATO "CASO SIGNORINI", E SUI METODI DI SELEZIONE DEI VARI CAST DELLE PASSATE EDIZIONI, NON RILEVANDO ALCUNA "CRITICITÀ" - RESTA IN PIEDI IL PIANO GIUDIZIARIO: LO STOP IMPOSTO ALLA PUNTATA DI OGGI DI “FALSISSIMO” SUL CASO SIGNORINI È UNA SBERLA PER CORONA CHE…

antonino salerno un genocidio chiamato olocausto

FLASH – IL CASO DEL LIBRO “UN GENOCIDIO CHIAMATO OLOCAUSTO” È RISOLTO! L’AUTORE, TAL ANTONINO SALERNO, NON SAREBBE UN DIRIGENTE DEL MINISTERO DELLA CULTURA, MA UN COMPOSITORE E DIRETTORE D’ORCHESTRA CHE COLLABORA CON LA RIVISTA “HISTORIA MAGISTRA” DI TORINO, DIRETTA DAL PROFESSORE FILO-PUTINIANO ANGELO D’ORSI, CHE AVREBBE DOVUTO PRESENTARE VENERDÌ, ALL’UNIVERSITÀ DELL’INSUBRIA, IL VOLUME, CHE PERÒ NON È STATO ANCORA PUBBLICATO (NÉ LO SARÀ MAI, SU DECISIONE DALLA CASA EDITRICE “MIMESIS”)