david enrique bye obando ciro grillo

IL DRAMMATICO RACCONTO DELL’ALTRO STUPRO SUBÌTO (IN NORVEGIA) DALLA RAGAZZA CHE ACCUSA CIRO GRILLO E I SUOI AMICI DI VIOLENZA SESSUALE DI GRUPPO – COME MAI NON  DENUNCIO' LO STUPRO? LEI DICE CHE A VIOLENTARLA NEL SONNO FU QUELLO CHE RITENEVA IL SUO MIGLIORE AMICO, FIGLIO DI UN GIORNALISTA ED EX PARLAMENTARE NORVEGESE. “AL TEMPO NON SAPEVO NEMMENO COME DEFINIRE IL TUTTO” - IL CONFRONTO CON IL PRESUNTO STUPRO AL CENTRO DEL PROCESSO È INEVITABILE: “PER ME SONO DUE COSE COMPLETAMENTE DIVERSE, IN UNA STAVO DORMENDO, L’ALTRA L’HO VISSUTA CON GLI OCCHI APERTI” - I PROBLEMI COL CIBO E CON LA...

Giacomo Amadori per “La Verità” - Estratti

vittorio lauria ciro grillo

 

La giovinezza di Silvia, la ragazza che accusa di stupro Ciro Grillo e tre suoi amici, è costellata di episodi dolorosi. In aula, a Tempio Pausania, pochi giorni fa, la ventitreenne ha raccontato del suo rapporto tormentato con il proprio corpo e con il cibo, ingurgitato e vomitato, o dei digiuni prolungati.

 

Dell’uso di droghe come la cocaina, che sarebbe stata assunta, però, solo dopo l’esperienza traumatica con i quattro imputati. Poi, incalzata dalle domande (legittime) delle difese ha dovuto scavare nel suo passato, ripescando avvenimenti che forse avrebbe preferito dimenticare. Dalle brume dei fiordi della Scandinavia è riemerso il drammatico ricordo di un precedente (presunto) stupro, mai denunciato.

 

 

Il fatto sarebbe avvenuto mentre la ragazza si trovava in Norvegia con il padre, nativo di Oslo, per completare le scuole superiori, dopo aver lasciato Milano e il liceo classico alla fine del terzo anno per problemi con una materia a lei particolarmente ostica.

 

Noi siamo stati i primi a svelare questa storia e adesso gli avvocati delle difese, approfondendo l’episodio, vogliono probabilmente mettere in discussione l’attendibilità della testimone a causa delle reiterate e, per certi versi, contraddittorie accuse di violenza.

ciro grillo

 

A Oslo la giovane sarebbe stata tradita dal suo migliore amico, il coetaneo di origine nicaraguense David Enrique Bye Obando, figlio di un giornalista ed ex parlamentare norvegese. Il resoconto della vicenda, considerando anche la giovane età della presunta vittima, non può che colpire.

 

Il 7 novembre scorso Silvia ha giustificato così la mancata querela: «Io ero comunque più piccola (aveva 17 anni e mezzo come David, ndr), in Norvegia avevo solo mio padre e in piu non l’avevo nemmeno detto a lui; inoltre, un mese dopo è venuta a mancare mia nonna, quindi sono dovuta rientrare in Italia e diciamo che il tutto l’ho abbastanza messo da parte, perché comunque dovevo stare vicino ai miei genitori, c’era altra sofferenza insomma».

 

La studentessa ha deciso di non denunciare anche per un altro motivo: «Non sapevo come si agisse, non sapevo nemmeno troppo il termine violenza a cosa si riferisse, perché quella era avvenuta con quello che reputavo il mio migliore amico. Cioè io, ingenuamente, non sapevo nemmeno che quella potesse essere una violenza, siccome era una persona cosi vicina. Adesso lo so, però, al tempo non sapevo nemmeno come definire il tutto».

DAVID ENRIQUE BYE OBANDO E IL FRATELLO

 

Lo stupro sarebbe avvenuto tra maggio e giugno del 2018. «Eravamo con la mia classe a fare un camping in Norvegia...» racconta Silvia, «i professori ci avevano accompagnato, poi loro se ne erano andati, noi siamo rimasti li, abbiamo tutti bevuto, tranne questo ragazzo, David, perché lui non si sentiva comodo a bere con persone che non conosceva. Io e David eravamo migliori amici in Norvegia».

 

A metterli in quella situazione imbarazzante sarebbe stato il caso. «Io non ero sicura fino all’ultimo di andare al camping perché avevo gli allenamenti di nuoto» continua la ragazza. «Avevano chiesto a tutti di mettersi a coppie per le tende e io ero rimasta fino all’ultimo senza mettermi con qualcuno, quindi ho chiesto a David: “Ti va se segniamo insieme i nostri nomi, poi nel caso, quando siamo li, ci cambiamo, cosi siamo liberi?”. “Okay”. La serata, si beve, si ride, qualsiasi cosa, poi e successo che...». Silvia tentenna: «Devo spiegare tutto? Oppure vado direttamente al punto?».

 

edoardo capitta

Le domande non si fermano e la ricostruzione della presunta vittima prosegue: «Beh, io ho provato ad andare dalle mie amiche, ma loro stavano gia dormendo, non sono riuscita a entrare in quella tenda, allora ho detto: “Vabbè, me ne torno a dormire in quella (di David, ndr)”». E mai scelta fu più sbagliata, almeno a volere credere alla ragazza. «È successo che mentre io stavo dormendo, lui mi ha penetrato e quando poi mi sono svegliata, mi sono accorta che ero da un lato, mi facevano tanto male le parti intime, ho provato a girarmi e lui mi ha coperto il volto e poi l’ho visto finire sul sacco a pelo».

 

Uno dei difensori degli imputati, Antonella Cuccureddu, chiede delucidazioni e Silvia conferma di essere stata violentata nel sonno: «C’è stato un rapporto mentre io dormivo». Il botta e risposta si fa incalzante. Avvocato: «Dentro il sacco a pelo?». Testimone: «Avevamo due sacchi a pelo, lui aveva aperto da un lato il mio e ha fatto questo mentre io dormivo».

 

il video di ciro grillo e vittorio lauria con la ragazza che dorme 3

Avvocato: «L’ha svestita?». Testimone: «Mi ha tirato giù i pantaloni». Il legale va avanti: «Lei con chi ne ha parlato di questo fatto? Con molte persone? Poche?». Silvia risponde tutto d’un fiato. I ricordi si accavallano, la turbano. Rammenta di essersi confidata con le sue due migliori amiche: «Io ne ho parlato con May, ma prima con Shaira […] non sapevo cosa fosse successo, ero molto confusa al riguardo, nel senso che io stavo dormendo e il mio migliore amico mi fa questo e, quindi, ero totalmente scossa.

 

Una volta tornata a casa, ne ho parlato con Shaira e lei mi ha detto: “Ma vogliamo andare dai medici e dalla Polizia”? Io non sapevo nemmeno perché dovessi andare e ho detto: “Sono viva, sono okay, mi e successa questa cosa brutta, però, non vedo perché...”. Nessuno mi ha mai spiegato: devi andare dalla Polizia, devi andare in ospedale.

 

CIRO GRILLO

Quindi le ho detto di no, mi sono messa la cosa alle spalle… successivamente ne ho parlato anche con May, perché lei era venuta in Italia…». La Cuccureddu le chiede se quell’esperienza le abbia lasciato dei segni e Silvia rivela: «All’inizio avevo un po’ di problemi a dormire, ma poi subito dopo sono tornata in Italia… comunque anche il fatto di lasciare per l’estate la Norvegia… poi appunto e morta mia nonna… quindi non ha influito tantissimo quanto questa vicenda…».

 

Il confronto con il presunto stupro al centro del processo è inevitabile:

«Per me sono due cose completamente diverse, siccome in una stavo dormendo, l’altra l’ho proprio vissuta con gli occhi aperti». Il difensore insiste, domandando se avesse sentito il bisogno di parlarne con uno psicologo.

 

Risposta: «Allora, io non ho avuto l’esigenza, ma al mio compleanno, sempre nel 2018, l’ho detto a mia madre, mi sono confidata con lei e lei mi aveva consigliato di parlare, di vedere qualcuno. Io ho visto una dottoressa una volta o forse due, pero, non mi piaceva, non vedevo perché dovessi andare e non l’ho più sentita, preferivo parlare con una persona vicina, tipo un’amica. Mi sentivo scomoda .Era anche molto più adulta di me. Era un po’ anziana, quindi non mi sentivo comoda».

 

FRANCESCO CORSIGLIA ARRIVA AL PALAZZO DI GIUSTIZIA DI TEMPIO PAUSANIA

(…) L’avvocato chiede anche se abbia provato a parlare del vecchio stupro con il suo istruttore di kite surf in Sardegna, Marco G., e la studentessa conferma: «Con lui si, perché si era aperto con me su certe cose della vita passata. Io volevo un’opinione su questo, siccome non avevo denunciato […] gli ho raccontato cosa era successo».

 

E con l’allenatore ha affrontato anche la questione della notte da incubo a casa di Ciro & C., perché in quel momento era «l’unica figura “vicina” adulta» e la giovane voleva «capire come agire in questa situazione»: «Mi ricordo di aver iniziato a raccontare un po’ la vicenda, soltanto che lui si stava fumando una canna e quindi non lo vedevo molto attento e mi e passata la voglia di raccontare e quindi alla fine gli ho detto qualcosa, ma non sono entrata troppo nei particolari». L’uomo le avrebbe dato un suggerimento che l’aveva fatta sentire ancora più sola: «Era molto schivo e in più diceva di lasciar perdere perché poi magari si complicavano le cose o ci sarei rimasta io male, mi sarei trascinata una cosa dietro, insomma. Questo e stato il suo consiglio». Che lei non ha seguito.

il caso ciro grillo la ragazza alla lezione di kitesurf

Ultimi Dagoreport

giorgia meloni marina berlusconi matteo salvini antonio tajani roberto vannacci sergio mattarella

DAGOREPORT- SONDAGGIO DOPO SONDAGGIO, SONO MOLTI GLI ANALISTI CHE LO DANNO PER CERTO: L’IRRUZIONE SULLA SCENA POLITICA DI ROBERTO VANNACCI E DELLA SUA ‘’SPORCA DOZZINA”, ALTRIMENTI DETTA FUTURO NAZIONALE, NON È UN FUOCO DI PAGLIA, NON È UNA CARICATURA, NON È UN MERO FENOMENO DI PASSAGGIO DESTINATO A BALLARE UNA SOLA ESTATE - SE VA AVANTI COSÌ, GUADAGNANDO 1 PUNTO OGNI 15 GIORNI, A SETTEMBRE VANNACCI SOTTERRERÀ NON SOLO LA LEGA, SPROFONDATA AL 5/6%, MA ANCHE FORZA ITALIA, GALLEGGIANTE AL 7/8% - A QUEL PUNTO, CON I DUE ALLEATI IN STATO COMATOSO, RIUSCIRÀ GIORGIA MELONI, COL SUO 28%, AD OTTENERE IL 42% DEI CONSENSI, COME VUOLE LA NUOVA LEGGE ELETTORALE TARGATA CENTRODESTRA, SENZA IMBARCARE ANCHE L’ULTRA-DESTRA DI FUTURO NAZIONALE? - MA IN TAL CASO, L'USCITA DI FORZA ITALIA BY MARINA DALLA COALIZIONE, PER TOTALE INCOMPATIBILITÀ COL “MONDO AL CONTRARIO”, OMOFOBO E RAZZISTA, DI VANNACCI, VIENE DATA PIÙ CHE PROBABILE...

giorgia meloni roberto vannacci pedro sanchez paolo mieli donald trump

DAGOREPORT - ALLA SCAZZO COATTO, SEGUIRA' VENDETTA, TREMENDA VENDETTA DEL TRUMPONE? QUANTO RISCHIA "GIGIORGIA" PER AVER PRESO IN GIRO, CON SORRISI E PROMESSE, IL DISTURBATO MENTALE DELLA CASA BIANCA? – PAOLINO MIELI NE E' CERTO: “A MELONI VERRÀ PRESENTATO IL CONTO. FARANNO L’IMPOSSIBILE PER FARLE PERDERE LE ELEZIONI, PER SPUTTANARLA” – “USERANNO ANCHE VANNACCI. LO POSSONO ALIMENTARE, DA UNA PARTE GLI AMERICANI, DA UNA PARTE PUTIN. LO POSSONO GONFIARE, DANDOGLI AUTOREVOLEZZA” –  PER CAPIRE QUANTO È “VENDI-CATTIVO” TRUMP, BASTA GUARDARE COSA È SUCCESSO A PEDRO SANCHEZ: PRIMA È SBUCATO UN DOSSIER PER CORRUZIONE SUL SUO “PADRINO” ZAPATERO. POI È ARRIVATO IL RINVIO A GIUDIZIO PER LA MOGLIE DEL PREMIER SPAGNOLO… - VIDEO

domenico centrone leonarda alberizia giovanni caravelli meloni nordio bartolozzi almasri mantovano

DAGOREPORT – CHE CURIOSA COINCIDENZA: IERI LE AUTORITÀ LIBICHE HANNO LIBERATO IMPROVVISAMENTE I DUE ATTIVISTI DELLA FLOTILLA, LEONARDA ALBERIZIA E DOMENICO CENTRONE, INGABBIATI DA UN MESE - E CHI ERA ATTERRATO IN LIBIA NEI GIORNI SCORSI, UFFICIALMENTE PER UN INCONTRO “ISTITUZIONALE” CON IL PREMIER DI TRIPOLI, ABDULHAMID DABAIBA? GIOVANNI CARAVELLI, DIRETTORE DELL’AISE, I SERVIZI SEGRETI ESTERI ITALIANI, UNO DEI PROTAGONISTI DEL CASO ALMASRI, IL TORTURATORE LIBICO ARRESTATO IN ITALIA CHE, MALGRADO FOSSE INSEGUITO DA UN MANDATO DI CATTURA INTERNAZIONALE, FU COMODAMENTE RIACCOMPAGNATO A TRIPOLI A BORDO DI UN JET DELL'INTELLIGENCE – QUESTA VOLTA, LA MATASSA CHE CARAVELLI AVEVA DA SBROGLIARE IN LIBIA ERA LA SCARCERAZIONE DEI DUE FLOTILLEROS? - CONOSCENDO GLI USI E GLI ABUSI DELLE TRIBU' LIBICHE ("PAGARE MONETA, VEDERE CAMMELLO"), CHISSA' QUANTO SARA' COSTATO AL GOVERNO MELONI RIPORTARE A CASA I DUE ATTIVISTI... - VIDEO

nicole minetti giuseppe cipriani sigfrido ranucci carlo nordio giampaolo rossi francesco spadafora

DAGOREPORT – A TELE-MELONI HANNO TROVATO IL PRETESTO CHE CERCAVANO DA TEMPO PER METTERE IN GINOCCHIO SIGFRIDO RANUCCI E RAGGIUNGERE L’OBIETTIVO FINALE: ACCOMPAGNARLO ALL’USCITA DI VIALE MAZZINI – LA RAI GUIDATA DA GIAMPAOLO ROSSI HA INFATTI NEGATO LA TUTELA LEGALE AL CONDUTTORE DI "REPORT" PER LA QUERELA DA 2 MILIONI DI EURO DI GIUSEPPE CIPRIANI SUL CASO DELLA "GRAZIA" A NICOLE MINETTI - DURANTE UNA PUNTATA DI “È SEMPRE CARTABIANCA”, SU MEDIASET, SIGFRIDO SE N'E' USCITO CON L’IMPROVVIDA FRASE: “UNA FONTE CI HA DETTO DI AVER VISTO CARLO NORDIO IN URUGUAY NEL RANCH DI GIUSEPPE CIPRIANI. UNA PISTA CHE STIAMO VERIFICANDO” (FRASE DI CUI HA CHIESTO SCUSA A NORDIO) – LA MAIL DI FUOCO INVIATA DA RANUCCI A ROSSI: COME LA MELONI CON TRUMP, SCRIVE DI NON ESSERE “ABITUATO A IMPLORARE”, E CHE SI DIFENDERÀ DA SOLO, PRECISANDO CHE “I FATTI CHE MI VENGONO CONTESTATI, PUR DETTI IN ALTRA EMITTENTE, SONO STATI RIPORTATI NELLA MIA FUNZIONE DI CONDUTTORE DI ''REPORT''. E IN TALE FUNZIONE AVREI DIRITTO ALLA TUTELA LEGALE…” - VIDEO

elly schlein festa unita

DAGOREPORT - DRAG QUEEN, "POLPETTE DEMOCRATICHE" E IL PIPPARDONE SULL’ANTIFASCISMO: L'APPARIZIONE DI ELLY SCHLEIN ALLA FESTA DELL’UNITA’ DI ROMA E' UN ASSIST AI SUOI DETRATTORI -LA SEGRETARIA DEM RICICCIA I SOLITI TEMI MINORITARI E IDENTITARI (DIRITTI, ANTIFASCISMO E CONFORMISMI ASSORTITI): ANCHE STAVOLTA DIMENTICA ALCUN DEI TEMI CHE STANNO A PIÙ CUORE AGLI ITALIANI: LA SICUREZZA E IL CONTROLLO DELL'IMMIGRAZIONE - ELLY SI LAMENTA CHE UN PEZZO DI ESTABLISHMENT NON LA VUOLE A PALAZZO CHIGI MA SE CONTINUA COSI' SARA' L'INTERO PAESE A DARLE IL BENSERVITO - AVVISO AI NAVIGATI: DOPO TRE ANNI E MEZZO DI GESTIONE ELLY, IL PD NON SI SCHIODA DAL 21-22%...

bernardino zapponi libro dino risi dario argento federico fellini tinto brass

IL LIBRO DEI GIUSTI: L’INEGUAGLIABILE ZAPPONI - LETTORE E SCRITTORE INSTANCABILE, CAPACE DI DARE UN SENSO, PROFONDO, A COSE MOLTO DISTANTI: DAI FUMETTI ALLA STAMPA EROTICA, DALLE SCENEGGIATURE PER FELLINI, RISI, ARGENTO, BRASS, MONICELLI, CORBUCCI, SORDI AGLI SKETCH PER “CAROSELLO” E VARIETÀ TV  IN LIBRERIA VI ASPETTA “CARISSIMO BERNARDINO…”, A CURA DI ROCCO MOCCAGATTA E ALBERTO PEZZOTTA, UN LIBRONE DI OLTRE 500 PAGINE CHE, IN QUESTO TEMPO DI FREGNACCE E CORIANDOLI, APPARE NON UN GIOCO INTELLETTUALE, MA UN MODO DI INTENDERE IL PENSIERO COME TESSITORE DI FILI E DI VOGLIA DI CONTAMINAZIONE, FIGLIA DI CURIOSITÀ E PERSINO UMILTÀ, TIPICA DI UN’ITALIA MERAVIGLIOSA CHE CHISSÀ DOVE SARÀ FINITA...