mohammed asif hafez hafeez mohammed asif hafez

COCA, POLO E… SOFFIATE: L’INCREDIBILE DOPPIA VITA DI MOHAMMED ASIF HAFEEZ, IL “SULTANO DELLA DROGA” CONDANNATO A 16 ANNI DI CARCERE PER NARCOTRAFFICO NEGLI USA – NATO NEL 1958 IN PAKISTAN, GESTIVA UNA COMPAGNIA DI SPEDIZIONI INTERNAZIONALI, UNO STABILIMENTO TESSILE, UN RISTORANTE ITALIANO E UN’AZIENDA DI“SERVIZI EQUESTRI E PER IL GIOCO DEL POLO”, GRAZIE ALLA QUALE RIUSCI’ A INSERIRSI NEI CIRCOLI PIÙ ESCLUSIVI DI LONDRA (NEL 2009 AVEVA PERFINO PARTECIPATO A UN EVENTO DI POLO CON I PRINCIPI WILLIAM E HARRY) – IL 67ENNE SI ERA GUADAGNATO LA STIMA DELLE AUTORITÀ PASSANDO INFORMAZIONI SU NUMEROSI SIGNORI DELLA DROGA. MA IN REALTÀ ERA SOLO UN MODO PER ELIMINARE I SUOI RIVALI – ALLA FINE, È STATO INCASTRATO GRAZIE A…

Estratto dell’articolo di Enrico Franceschini per www.repubblica.it

https://www.repubblica.it/esteri/2025/06/08/news/condannato_sultano_droga_londra_mohammed_asif_hafez-424655367/?ref=RHLM-BG-P10-S1-T1-fattidelgiorno15

 

mohammed asif hafez

Negli ambienti del narcotraffico lo chiamavano “il sultano”: perché a differenza di molti gangster era cresciuto in una famiglia dell’alta società, in Pakistan, dove il padre era proprietario di una fabbrica.

 

Grazie ai modi aristocratici e alla passione per il polo era riuscito a entrare nei circoli più esclusivi di Londra, partecipando perfino a un evento con i principi William e Harry, affettuosamente abbracciati da sua moglie.

 

E le informazioni che passava alla polizia avevano portato all’arresto di numerosi signori della droga, guadagnandoli lettere di ringraziamento e di stima dal ministero degli Interni e dal Foreign Office. Ma in realtà quelle soffiate avevano lo scopo di eliminare i trafficanti rivali.

 

Il vero volto di Mohammed Asif Hafez è venuto fuori soltanto recentemente, grazie a una trappola tesa dalla Dea (Drug Enforcement Agency), l’agenzia americana per la lotta agli stupefacenti; e nei giorni scorsi, dopo un lungo processo per estradizione, ha ricevuto una condanna negli Stati Uniti. Citando fonti pubbliche e anonime, ora la Bbc ha potuto ricostruire una storia che sembra uscita da un romanzo o da un film.

 

il principe harry e la moglie di mohammed asif hafez

[…] Nato nel 1958 a Lahore, mentre bada agli affari di famiglia consegue una licenza per pilotare aerei privati e cargo. Negli anni Novanta fonda una compagnia di spedizioni e trasporti internazionali con uffici in Pakistan, negli Emirati Arabi e nel Regno Unito, con la quale rifornisce di equipaggiamenti le forze di polizia, gli eserciti e i governi in mezzo mondo, un’attività in apparenza legale. Poi diventa anche proprietario di uno stabilimento tessile, di un ristorante italiano a Lahore parte di una catena inglese e di un’azienda specializzata in “servizi equestri e per il gioco del polo”.

 

È quest’ultima che gli permette di ottenere per tre anni il titolo di “ambasciatore” dell’Ham Polo Club, una prestigiosa associazione di Londra, a un evento della quale nel 2009 viene fotografato insieme ad Harry, appena sceso da cavallo al termine di una partita a polo, e a William, presentando sua moglie Sabrina ad entrambi i figli di re Carlo, all’epoca l’erede al trono della regina Elisabetta.

 

mohammed asif hafez con la moglie e il principe william

Nel suo business c’è però qualcosa di strano, tanto da spingere un dipendente a dimettersi, insospettito perché, come racconta adesso alla radiotelevisione pubblica britannica, “tutti i pagamenti avvenivano in contanti”. L’episodio che mette Hafez nei guai risale al 2014, quando due suoi associati si incontrano a Mombasa, in Kenya, con un “narco” colombiano.

 

In realtà il colombiano lavora per la Dea e l’incontro viene filmato clandestinamente. I soci di Hafez sono notori capi di un cartello della droga: il padre di uno dei due, un temuto criminale, era stato assassinato nel 2000 nel quartiere a luci rosse di Amsterdam in un regolamento di conti. Al colombiano dicono di potergli fornire regolarmente grossi quantitativi di droga da parte del Sultano.

 

Quando qualche tempo dopo gli consegnano i primi 100 chilogrammi di eroina, la Dea fa scattare le manette, i due confessano tutto quello che sanno e la polizia britannica corre ad arrestare Hafez, che in quel momento si trova a Londra, nel suo lussuoso appartamento nel quartiere di St. John’s Wood.

 

mohammed asif hafez

Chiuso in un carcere di massima sicurezza, all’inizio il Sultano nega risolutamente di essere un narcotrafficante. In sua difesa mostra le lettere ricevute dall’Home Office e dal Foreign Office britannico per le informazioni utili ad arrestare varie persone coinvolte nel traffico di droga in Pakistan e altrove. Ma la polizia e i magistrati di Londra scoprono il trucco: gli arrestati erano suoi rivali nel narcotraffico, Hafez facendoli arrestare aveva il monopolio della droga. […]

 

Nel maggio 2023 viene estradato in America. A quel punto gioca un’ultima carta: patteggiare. E questa mossa, almeno in parte, funziona: si riconosce colpevole, collabora con la giustizia, evita un processo, cavandosela con una pena un po’ più mite del previsto, una condanna a 16 anni. Avendone già serviti in Gran Bretagna e negli Usa, potrebbe tornare libero nel 2033. […]

mohammed asif hafez

Ultimi Dagoreport

netanyahu bin salman donald trump ghalibaf iran xi jinping

DAGOREPORT – TRUMP HA DETTO UNA MEZZA VERITÀ NEL SOLITO MARE DI STRONZATE: UN NEGOZIATO CON L’IRAN C’È ED È BEN AVVIATO. IL GUAIO È CHE DOVEVA RIMANERE SEGRETO, COME SEMPRE QUANDO CI SONO TRATTATIVE COSÌ DELICATE – IL RUOLO DEL MEDIATORE SPETTA AL PAKISTAN, POTENZA NUCLEARE IN OTTIMI RAPPORTI CON L’ARABIA SAUDITA DI BIN SALMAN (CHE VUOLE ANNIENTARE IL REGIME IRANIANO) – IL TYCOON È PRONTO A SPEDIRE IL VICE JD VANCE: SAREBBE UN MESSAGGIO ALLA BASE CONTRARIA ALLA GUERRA (VANCE È UN’ISOLAZIONISTA) – NETANYAHU HA ABBASSATO LE PENNE DOPO CHE I MISSILI BALISTICI DEGLI AYATOLLAH HANNO BUCATO L’IRON DOME E SONO ARRIVATI A UN PASSO DALL’IMPIANTO NUCLEARE DI DIMONA, SU INDICAZIONE DELL’INTELLIGENCE CINESE …

putin trump orban zelensky droni ucraina

DAGOREPORT – IL MONDO È CONCENTRATO SULLE BOMBE DI TRUMP E NETANYAHU IN IRAN E SI È DIMENTICATO DEI POVERI UCRAINI: IERI PUTIN HA LANCIATO MILLE DRONI SU TUTTO IL PAESE, GLI USA CONTINUANO CON IL LORO PRESSING SU KIEV PER LA RESA E IL PRESTITO DA 90 MILIARDI DALL'UNIONE EUROPEA È BLOCCATO PER IL VETO DI ORBAN (IL 12 APRILE SI VOTA A BUDAPEST E FINO A QUEL GIORNO NON SE NE PARLA) – ZELENSKY SI SBATTE COME UN MOULINEX PER FAR CAPIRE AL TYCOON CHE IL FRONTE È UNICO (RUSSIA E IRAN SONO ALLEATI) MA QUELLO NON CI SENTE – L’ESERCITO UCRAINO IN QUATTRO ANNI DI GUERRA È DIVENTATO UNO DEI PIÙ AVANZATI AL MONDO: È L’UNICO CHE SA COME ABBATTERE I DRONI IRANIANI, E STA ADDESTRANDO I PAESI DEL GOLFO...

giorgia meloni tajani nordio salvini delmastro bartolozzi conte schlein santanche la russa

DAGOREPORT - LA CADUTA DEI MELONI NEL VOTO (A PERDERE) - DOPO UNA SCONFITTA, PER UN LEADER SI APRONO DUE STRADE: O SI DIMETTE O RAFFORZA LA SUA LEADERSHIP - MELONI HA SCELTO DI RESTARE INCOLLATA ALLA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI, MA ANZICHÉ GUARDARSI ALLO SPECCHIO E AMMETTERE L’ARROGANTE BULIMIA DI POTERE DOMESTICO E IL VASSALLAGGIO ESTERO-TRUMPIANO, HA DECISO DI FAR PIAZZA PULITA DEGLI INDAGATI BARTOLOZZI, DELMASTRO, SANTANCHE’ - E METTENDO AL MURO LA PANTERATA MINISTRA DEL TURISMO, IL BERSAGLIO NON PUÒ ESCLUDERE IL VOLTO MEFISTOFELICO DEL CO-FONDATORE DI FRATELLI D’ITALIA, NONCHE' BOSS DELLA PRIMA REGIONE ITALIANA PER PIL, IL SICULO-LOMBARDO LA RUSSA (CHI SCEGLIERÀ NEL ’27 IL CANDIDATO A SINDACO DI MILANO, ‘GNAZIO O GIORGIA?) - AL TEMPO STESSO, IL VOTO DI LUNEDÌ FA RIALZARE LA CRESTA AI DUE GALLETTI DEL “CAMPOLARGO”, SCHLEIN E CONTE, CHE S’ILLUDONO CHE I “NO” INCASSATI AL REFERENDUM SI POSSANO TRASFERIRE IN BLOCCO SUL CENTROSINISTRA - MA IL DRAMMA È UN ALTRO: 'STA ELLY CON ESKIMO È IN POSSESSO DELLE CAPACITÀ DI FARE LA PREMIER? E COME VIENE PERCEPITA DALL’OPINIONE PUBBLICA UNA CHE GRIDA SLOGAN CICLOSTILATI NEGLI ANNI ’70 INVECE DI PROPORRE L’IDEA DI UN “PAESE NORMALE”?

piperno stefanelli sala

DAGOREPORT: L’IRAN E LE ANIME BELLE DELLA SINISTRA - UN TEMPO C’ERANO I GRANDI MAÎTRE À PENSER FILOARABI E PRO RIVOLUZIONE ISLAMICA. CINQUANT’ANNI DOPO ABBIAMO LE VARIE ALESSIA PIPERNO, CECILIA SALA, BARBARA STEFANELLI CHE CI INONDANO SU “CORRIERE” E “FOGLIO” DI ARTICOLI, LIBRI, POST E PODCAST SULLE RIVOLUZIONARIE RAGAZZE IRANIANE OPPRESSE DAL VELO E DAL REGIME, PRONTE ALLA RIVOLUZIONE…  SCOPPIA LA GUERRA E IN PIAZZA, A TEHERAN, CI SONO SOLO DONNE VELATE CHE INNEGGIANO AI GUARDIANI DELLA RIVOLUZIONE, BRUCIANO BANDIERE USA E DI ISRAELE E INNEGGIANO AI MARTIRI DELL’ISLAM - MA LE RAGAZZE IRANIANE DOVE SONO?

edmondo cirielli marta schifone gennaro sangiuliano

DAGOREPORT – LA PIU’ GRANDE BATOSTA PER FRATELLI D’ITALIA AL REFERENDUM E’ ARRIVATA IN CAMPANIA, DOVE IL “NO” E’ ARRIVATO AL 65,2% - UNA REGIONE NON “ROSSA” (IL CENTRODESTRA HA VINTO CON RASTRELLI E CALDORO) DOVE SPADRONEGGIANO EDMONDO CIRIELLI E GENNARO SANGIULIANO – I DUE, CONSIDERATI INTOCCABILI NONOSTANTE LE SCARSE PERFORMANCE ELETTORALI, FANNO GIRARE I CABASISI ALLA DESTRA NAPOLETANA CHE LI VEDE COME CORPI ESTRANEI (E INFATTI NON VA A VOTARE) – AI DUE SI E’ AGGIUNTA MARTA SCHIFONE, CARA AD ARIANNA MELONI, DIVENUTA COMMISSARIO PROVINCIALE DEL PARTITO...