birra per terra

LA MOVIDA DEGLI ABUSIVI - “VENDERE BIRRA È MEGLIO DELLA DROGA, PIÙ SOLDI E MENO RISCHI": E’ BOOM DI SPACCIATORI DI ALCOLICI - COMPRANO AL DISCOUNT E RIVENDONO AL TRIPLO, TANTO AL MASSIMO SI BECCANO UNA MULTA (“NON LE PAGO MAI”) 

Franco Vanni per “la Repubblica”

 

BIRRA ILLEGALE 2BIRRA ILLEGALE 2

Per i clienti è John. I ragazzi che come lui vendono birra in bottiglia lo chiamano «Akh»: in arabo significa «fratello». La polizia locale lo conosce con almeno cinque nomi diversi, mutati di controllo in controllo. «Vendo birra per non finire in galera. Con il fumo vai a San Vittore, con le bottiglie non succede niente. E in certe serate guadagni anche di più», dice, in sella alla sua bicicletta. Compra nei discount a 60 centesimi o anche meno, vende sulle sponde della darsena dei Navigli a due euro.

 

«Vivo con altri otto ragazzi in un appartamento vicino alla stazione Centrale. Lavoriamo di notte, di giorno riposiamo». John dice di essere egiziano e di avere 19 anni. Parla italiano con fatica, ma conosce le parole che servono: multa, domicilio, foglio di via, espulsione. «Mi hanno dato almeno dieci multe, ma non pago - sorride - Mi hanno fatto il foglio, devo uscire dall' Italia, ma non me ne vado». A mezzanotte e mezza pedala lungo gli argini del bacino artificiale, cuore della movida milanese. Raggiunge gli studenti seduti per terra, prende i soldi, consegna la birra, riparte.

 

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Se vede vigili urbani in divisa, gira al largo. Se incrocia facce da vigile in borghese, fischia e fa gesti a beneficio dei colleghi. Un martedì sera di vento fresco, i fattorini della birra senza licenza sono sei o sette, tutti in bici, tutti giovani nordafricani. Il Comune di Milano dà la caccia agli abusivi con multe da tremila euro. Un impegno aumentato dopo la notte folle della finale di Champions League a Torino, con i 1.527 feriti nella calca di piazza San Carlo, sfregiati dal tappeto dei cocci in terra, e la morte di Erika Pioletti. E dopo gli scontri fra giovani e forze dell' ordine nel quartiere Vanchiglia, durante i controlli contro la vendita di alcol da asporto nei bar.

 

 BIRRA BIRRA

La statistica del Comune a Milano parla di 478 bottiglie di birra sequestrate negli ultimi tre weekend, con 15 abusivi multati, molti alla darsena. L' evidenza dice che è impossibile allontanare i ciclisti della birra a due euro da un' area non recintata grande quanto lo stadio di San Siro. Alessandro Bottari, agente di polizia locale del Nucleo antiabusivismo e delegato del sindacato Sulpm, spiega: «La vendita di birra non è reato penale. Operiamo in zone in cui ci sono migliaia di giovani ogni sera. Facciamo servizio in modo discreto, evitando problemi di ordine pubblico.

 

L' unico strumento efficace è il sequestro ». Dieci birre al discount costano 6 euro. Per chi se le vede portar via, significa quantomeno dover raggiungere i cespugli usati come nascondiglio per prenderne altre. In tutta Italia, le amministrazioni provano a frenare la vendita di bottiglie di vetro da asporto, aspettando i regolamenti attuativi del "daspo urbano" annunciato dal ministero dell' Interno che alla terza multa prevede, per gli abusivi, il divieto di frequentare alcune zone. I provvedimenti dei Comuni puniscono soprattutto bar e piccoli negozi take-away.

 

BOLOGNA ORDINANZA BIRRA CALDABOLOGNA ORDINANZA BIRRA CALDA

La giungla delle ordinanze, non di rado azzerate dai Tar (l' ultimo caso a Palermo nel 2015) e subito riproposte, è vasta quanto la mappa delle città metropolitane. A Genova, nei caruggi e a Sampierdarena, il vetro da asporto è vietato dopo le 22. Stop anche in centro a Firenze, in nome del regolamento Unesco. E se a Napoli chi vende bottiglie in vetro dopo le dieci di sera rischia una multa da 50 euro, a Palermo dovrebbe pagare dieci volte tanto. Divieti spesso solo teorici, che producono un effetto paradossale: nelle città in cui i locali non rispettano le regole, e vendono alcolici in bottiglia, gli abusivi non hanno mercato. Dove invece i baristi vengono multati, il commercio illegale trova spazio. È il caso di Milano. E di Bologna, dove sul fenomeno dei venditori di birra senza licenza la procura ha aperto un' inchiesta.

BIRRA CALDA BOLOGNABIRRA CALDA BOLOGNA

 

A denunciare è stato il gestore di un locale in piazza Verdi, nel quartiere universitario, aggredito da almeno tre abusivi. Si indaga per tentata estorsione in concorso. Dietro ai bengalesi che sgattaiolano di notte fra i portici ci sarebbe la stessa organizzazione che gestisce lo spaccio di droga. Nelle prime perquisizioni, in appartamenti in centro, sono stati trovati frigoriferi pieni di bottiglie, brande, borse frigo.

 

Il legame fra vendita illegale di alcol e spaccio, per i baristi delle Colonne di San Lorenzo, a Milano, è un' evidenza. Pino Contessa, da 25 anni titolare del Lucas' Bar, la spiega così: «Fra i gruppi c' è passaggio. Riconosco le facce. I ragazzini che tre anni fa vendevano Heineken, ora rischiano di più e offrono hashish».

 

Succede anche che gli spacciatori vogliano invece tenere lontani gli abusivi della bottiglia, che «portano sbirri», con la sintesi di un carabiniere dell' antidroga milanese. Potrebbe essere questa la lettura di una grande rissa scoppiata proprio alle Colonne la scorsa settimana. Un episodio di violenza, l' ennesimo, che l' associazione dei commercianti Epam ha segnalato a prefettura e forze dell' ordine.

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