giorgia meloni benjamin netanyahu manifestazioni pro palestina stato palestinese israele

CHE TESTE DI GAZA: LA NUOVA, INUTILE, MOBILITAZIONE DEI SINISTRELLI (SE QUESTO E' "FARE POLITICA", LA MELONI RESTA 20 ANNI AL POTERE) – SCATTA LA RACCOLTA FIRME PER LA DENUNCIA ALLA CORTE PENALE INTERNAZIONALE CONTRO MELONI, TAJANI, CROSETTO E L’AD DI LEONARDO, ROBERTO CINGOLANI, ACCUSATI DI “COMPLICITÀ IN CRIMINI DI GUERRA E CONTRO L’UMANITÀ” COMPIUTI A GAZA – IL DOCUMENTO, VERGATO DALL’ASSOCIAZIONE DI “GIURISTI E AVVOCATI PER LA PALESTINA”, È STATO SOTTOSCRITTO DA DI BATTISTA, DE MAGISTRIS, TOMASO MONTANARI, LAURA MORANTE E MONI OVADIA – E LANDINI APPOGGIA L'INIZIATIVA: “DAL PUNTO DI VISTA POLITICO, LA RESPONSABILITÀ C’È TUTTA” – ALLA CAMERA, PIANTEDOSI LANCIA L’ALLARME: “GLI ATTI DI ANTISEMITISMO SONO IN FORTISSIMO INCREMENTO: 733 SEGNALAZIONI DAL 7 OTTOBRE 2023...”

Estratto dell’articolo di Adriana Logroscino per il “Corriere della Sera”

 

GIORGIA MELONI - BENJAMIN NETANYAHU

Intorno alla vicenda palestinese e all’indomani degli ultimi scontri di piazza, il clima resta caldissimo in Parlamento. Alla Camera, rispondendo a due interrogazioni del centrodestra, il ministro dell’Interno, Matteo Piantedosi, lancia un allarme: «Gli atti di antisemitismo sono in fortissimo incremento: 733 segnalazioni, di cui 189 a Roma, dal 7 ottobre 2023».

 

Di qui l’esortazione alla responsabilità, che fa eco alle parole di Giorgia Meloni sul rischio di fomentare le piazze: «È fondamentale, oltre alla prevenzione e alla vigilanza delle forze di polizia, l’impegno di tutte le istituzioni e delle forze politiche e sociali a mantenere toni appropriati e ispirati all’etica della responsabilità».

 

matteo piantedosi alla camera 4

Nel frattempo «l’autorità giudiziaria accerterà se esiste una regia dietro ai disordini nelle manifestazioni a sostegno della causa palestinese». E «il governo valuterà di adottare eventuali nuovi strumenti come la cauzione (ipotizzata da Salvini, ndr) richiesta agli organizzatori delle manifestazioni».

 

Anche in Senato l’argomento accende gli animi. Stefano Patuanelli, presidente del gruppo M5S, esorta Meloni a riferire in Aula «sugli arresti illegittimi di italiani in acque internazionali», anche riguardo alla operazione per bloccare la nuova Flotilla, la Freedom. Quando provocatoriamente domanda se la premier «sia rimasta a Colle Oppio», Patuanelli viene interrotto dai fischi. [...]

 

maurizio landini sciopero generale per gaza a roma foto lapresse

Resta, agli atti, la richiesta, sottoscritta insieme da M5S, Pd e Avs, perché Meloni affronti la discussione parlamentare sulla vicenda degli attivisti fermati in acque internazionali.

 

Intanto sotto la denuncia alla Corte penale internazionale contro la premier, i ministri Antonio Tajani e Guido Crosetto e l’ad di Leonardo Roberto Cingolani, accusati di «complicità in crimini di guerra e contro l’umanità», quelli di Israele a Gaza ai sensi dello Statuto di Roma, si raccolgono sottoscrizioni.

 

ALESSANDRO DI BATTISTA CON FRANCESCA ALBANESE

Il documento elaborato dall’associazione di «giuristi e avvocati per la Palestina» si prefigge l’obiettivo di «ottenere l’applicazione del diritto internazionale e il riconoscimento dei diritti del popolo palestinese» e conta sulle firme di giuristi, attori, come Laura Morante e Moni Ovadia, politici come Alessandro Di Battista e Luigi de Magistris, storici, come il rettore dell’Università per stranieri di Siena, Tomaso Montanari, e trentamila cittadini comuni. La denuncia sarà trasmessa al procuratore presso la Corte penale internazionale che la valuterà.

 

«Dal punto di vista politico, la responsabilità c’è tutta», sostiene Maurizio Landini, segretario della Cgil —. Un governo che non ha fatto né detto niente si rende indirettamente complice del governo che sta commettendo il genocidio, perché non ha chiesto il riconoscimento dello Stato di Palestina né interrotto i rapporti economici con Israele».

 

MONI OVADIA ALLA MANIFESTAZIONE PRO PALESTINA DI MILANO

«È una cosa senza senso — contesta il ministro Luca Ciriani (FdI) — un’enormità di chi pensa si faccia politica aizzando il fuoco». Nella denuncia ministri e premier sono accusati di «omissioni» «in ordine alla cooperazione militare e di sicurezza con Israele e all’autorizzazione delle forniture di armi». Cingolani per «il trasferimento di armamenti, nonché all’attuazione di progetti di cooperazione con Israele».

 

Dunque si contesta di non aver interrotto le forniture militari e di «scelte politiche e finanziarie» tra cui l’interruzione dei finanziamenti all’Unrwa (agenzia delle Nazioni unite per il soccorso dei profughi palestinesi).

BENJAMIN NETANYAHU E GIORGIA MELONI A PALAZZO CHIGIlaura morante e lino musella maurizio landini sciopero generale per gaza a roma foto lapresse

Ultimi Dagoreport

leonardo maria del vecchio fedez selvaggia lucarelli fedez

DAGOREPORT – DIETRO ALL’OPA (FALLITA) DI LEONARDO MARIA DEL VECCHIO SUL “FATTO QUOTIDIANO”, C’È FORSE LO ZAMPONE DI FEDEZ? – L’EX MARITO DI CHIARA FERRAGNI VEDE NEL QUOTIDIANO DI TRAVAGLIO, E NELLA FIRMA DI SELVAGGIA LUCARELLI, UN NEMICO DA ABBATTERE: SOGNA DI DIVENTARE UN MAGNATE DELL’EDITORIA (VUOLE TRASFORMARE IL SUO "PULP PODCAST" IN UNA TESTATA GIORNALISTICA) E CONTROLLARE LA “NARRAZIONE” SULLE SUE GESTA (DAGLI AFFARI ALLE RISSE IN DISCOTECA) – IL RAPPORTO CON "LENNY" DEL VECCHIO È CONSOLIDATO. E LA SOCIETÀ DI FEDEZ, “DOOM”, SAREBBE ANCHE DIETRO LO SBARCO DI LMDV SU “X” 

daniele piervincenzi paolo corsini

DAGO-“REPORT” FLASH! - A UNA SETTIMANA DALL'INIZIO DEL “REPORT” DE-RANUCCIZZATO, PARE CHE DANIELE PIERVINCENZI NON ABBIA ANCORA CAPITO CHE A LUI SPETTERÀ CONDURRE LA PARTE MENO CENTRALE, EX “LAB”, ORA “REPORT PLAY”, CON PREGEVOLI INCHIESTE SU TARTUFI E MICROPLASTICHE – GLI “ADDETTI AI LIVORI” DELLA REDAZIONE RACCONTANO CHE, DURANTE LE PROVE, L’EX RUGBISTA CHIEDE IN CONTINUAZIONE: "COME VADO?". PERCHÉ IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI RAI, PAOLO CORSINI, EX COMPAGNO DI SQUADRA DI PIERVINCENZI NELLA “PRIMAVERA RUGBY”, MOLTO PRESENTE NEGLI STUDI DURANTE LE REGISTRAZIONI, NON COMUNICA A DANIELONE IL SUO RUOLO EFFETTIVO?

elezioni israele isaac herzog netanyahu eisenkot

DAGOREPORT – IN ISRAELE, DOPO LE ELEZIONI, CI SONO SOLO TRE SCENARI PLAUSIBILI: UN GOVERNO DI UNITÀ NAZIONALE, UN ACCORDO DELL’OPPOSIZIONE CON GLI ARABI O NUOVE ELEZIONI – UNA GRANDE COALIZIONE È IL SOGNO DEL PRESIDENTE HERZOG E DEGLI STATI UNITI: PERMETTEREBBE DI RIMUOVERE QUEI MEZZI CRIMINALI ESTREMISTI DI BEN GVIR E SMOTRICH, CHE OSTACOLANO IL PIANO DI TRUMP PER GAZA E ROMPONO IL CAZZO IN CISGIORDANIA. MA EISENKOT ESIGE CHE “BIBI” NON SIA PREMIER, E PER ACCONTENTARLO, HERZOG DOVREBBE CONCEDERE LA GRAZIA AL PREMIER – L’ACCORDO CON LE LISTE ARABE È COMPLICATO: NESSUNO SI VUOLE ACCOLLARE IL RISCHIO DI GOVERNARE CON I MUSULMANI – UN RITORNO ALLE URNE SAREBBE UN REGALO PER “BIBI” – LA POSSIBILE NUOVA ESCALATION IN IRAN E LA PAURA DI EISENKOT DI FINIRE TRITURATO DA QUEL VECCHIO VOLPONE DI NETANYAHU, CHE HA GOVERNATO 19 DEGLI ULTIMI 30 ANNI...

marina pier silvio berlusconi soldi profitti denaro

FLASH – MARINA O “MARETTA”? SEMBRA CHE STIA MONTANDO UN PO' DI TENSIONE TRA I FRATELLI BERLUSCONI - MARINA, CHE IN QUANTO PRESIDENTE DI FININVEST È LA CAPA DI “PIER DUDI”, È PREOCCUPATA DAL FUTURO ECONOMICO DI MEDIASET. E NON SOLO PER L'IMPERO ITALIANO: TEME CHE L’ACQUISIZIONE DI PIER SILVIO DELLA TV TEDESCA PROSIEBENSAT SIA STATA UNA MOSSA  AZZARDATA E CHE POSSA METTERE A RISCHIO LA TENUTA DEI CONTI DEL BISCIONE - (A COLOGNO ANCORA SCOTTA IL RICORDO DEI 900 MILIONI DI EURO BUTTATI NEI DIRITTI TV E IL FLOP DI MEDIASET PREMIUM, CHE STAVANO PER FAR SCHIOPPARE L’AZIENDA...)

cateno de luca vannacci meloni

DAGOREPORT - “VANNACCI E’ IL GENERALE DELLE STRONZATE. OGNI COSA CHE DICE È UNA STRONZATA!”- VIDEO-BOOM! CATENO DE LUCA, NEO-ALLEATO DI GIORGIA MELONI, AVRÀ IL RUOLO DI BASTONARE VANNACCI PER CONTO DELLA DUCETTA: “AL SUO PARTITO DEI CAZZARI, OPPONGO IL PARTITO DEL PRAGMATISMO” - L’ACCORDO TRA LA MELONI E "SCATENO" E’ STATO CHIUSO DA LA RUSSA E DAL SUO FEDELISSIMO GAETANO GALVAGNO, PRESIDENTE DELL’ARS. GLI ESPONENTI SICILIANI DI FDI SONO SCONCERTATI, MA TACCIONO PER PAURA DI NON ESSERE RICANDIDATI: DE LUCA LI HA FATTI A PEZZI - QUANDO DE LUCA SI SCAGLIAVA CONTRO LA RAI: “È DIVENTATA TELE-MELONI, VESPA STABILISCE CHI È MAGGIORANZA E CHI È OPPOSIZIONE. È UN SISTEMA ASSERVITO A UN’OLIGARCHIA” – LA REPLICA DI VANNACCI A DE LUCA: “CONOSCO LE CATENE E LE CATENARIE, ALTRI CATENI NON NE CONOSCO. NON MI OCCUPO DI COSE DI POCO CONTO” - VIDEO 

leonardo maria del vecchio

FLASH! - SIAMO QUASI A NOVEMBRE E TUTTE LE SOCIETÀ, QUOTATE E NON, HANNO COMPILATO E RESO PUBBLICI I LORO BILANCI 2025 – SEBBENE IL CODICE CIVILE PREVEDA CHE SIANO PRESENTATI ENTRO 120/180 GIORNI DALLA CHIUSURA DELL’ESERCIZIO (31 DICEMBRE), LMDV CAPITAL DI LEONARDINO DEL VECCHIO, NON L’HA ANCORA RESO DISPONIBILE, PUR ESSENDO LA SUA HOLDING DI PARTECIPAZIONI (TWIGA, QN, IL GIORNALE, LEONE FILM GROUP, IMPREDO, ACQUA FIUGGI, ETC.) AL CENTRO DEL FAMILY-OFFICE DELL’EREDE LUXOTTICA – COME MAI TALE RITARDO? FORSE TROPPO IMPEGNATO A FARE LE PULCI AL “FATTO QUOTIDIANO”?