elly schlein dario franceschini roberto speranza onorato renzi orlando

DAGOREPORT - ELLY SARÀ ANCHE LA "SEGRETARIA DI TUTTI", COME HA DETTO A MONTEPULCIANO, MA NON INTENDE ASCOLTARE NESSUNO - IL "CORRENTONE" DI FRANCESCHINI-SPERANZA-ORLANDO SI E' ROTTO IL CAZZO DEL "QUI, COMANDO IO!" DELLA DUCETTA DEL NAZARENO: CARA SCHLEIN, HAI UN MESE DI TEMPO PER CAMBIARE MUSICA, CONDIVIDENDO CON NOI LA LINEA DEL PARTITO, O ANDIAMO ALLA GUERRA - IN BALLO C'È SOPRATTUTTO LA COMPOSIZIONE DELLE LISTE ELETTORALI 2027, CHE LA SIGNORINA CON TRE PASSAPORTI E UNA FIDANZATA VUOLE RIEMPIRE DI CANDIDATI A SUA IMMAGINE E SOMIGLIANZA, LASCIANDO A TERRA DINOSAURI E CACICCHI D'ANTAN - ANCHE L'ALTRA FRONDA, QUELLA DEI RIFORMISTI GUIDATI DA GUERINI, GORI, SENSI ECC., E' SUL PIEDE DI GUERRA - MENTRE IL NASCENTE PARTITO DI CENTRO, FORMATO DAI CIVICI DI ONORATO-BETTINI E DAI CATTOLICI DI RUFFINI-PRODI, TEME L'ABILITA' MANOVRIERA DI RENZI – LA PROTERVIA DI ELLY, CON L'ASSEMBLEA DEL 14 DICEMBRE PER OTTENERE I "PIENI POTERI", RISCHIA DI FAR SALTARE IN ARIA UN CENTROSINISTRA UNITARIO... 

ELLY SCHLEIN ALLA RIUNIONE DEL CORRENTONE DEM - COSTRUIRE L'ALTERNATIVA - MONTEPULCIANO

DAGOREPORT

Elly Schlein è la "segretaria di tutti", ma non ascolta nessuno. È la sintesi estrema del fine settimana toscano, sull'asse Montepulciano-Prato, delle due correnti che intendono sfanculare definitivamente il "Qui, comando io!" della Ducetta del Nazareno.

 

Nella città in provincia di Siena, è stato battezzato il "Correntone" Franceschini-Orlando-Speranza, nella capitale dei cinesi in Italia, invece, si sono riuniti i riformisti di Guerini, Gori, Quartapelle, Madia, Picierno, Filippo Sensi.

 

Essì, perché il Pd, ormai, è spaccato in tre tronconi: c'è l'ambizione fino alla totale arroganza di Elly con la sua combriccola (il portavoce Flavio Alivernini, Igor Taruffi detto "Taruffenko", capo dell'organizzazione del partito, e poi Marta Bonafoni, coordinatrice della segreteria, Davide Baruffi, delegato agli enti locali); c'è poi il trio del Correntone e infine ci sono i Riformisti.

 

il correntone pd franceschini speranza orlando

In questo contesto di caos totale, come scriveva ieri Carmelo Caruso sul "Foglio", "il più grande errore che Elly Schlein possa fare è restare ferma”. E così, la gruppettara del Nazareno si è materializzata a Montepulciano, nell’orrenda tensostruttura tirata su dai militanti per battezzare il correntone “Costruire l’alternativa”, che riunisce Dario Franceschini, Roberto Speranza e Andrea Orlando.

 

Nella campagna toscana, invisibile dall'esterno, dietro il tendone bianco, Elly ha garantito ai suoi colleghi di partito che li ascolterà, che terrà conto delle loro esigenze, con la solita manfrina del “sarò la segretaria di tutti”.

 

Un modo paraculissimo per fingere comprensione e pluralismo. I capoccioni del "Correntone", che non sono nati ieri, le hanno dato il beneficio del dubbio, ma a microfoni spenti hanno anche consegnato un ultimatum alla signorina Schlein: hai un mese di tempo per "dimostrare" che linea oligarchica del Nazareno cambierà rotta, oppure "succederà qualcosa...".

 

MENAGE ATREJU - MEME BY EMILIANO CARLI PER IL GIORNALONE - LA STAMPA

Nel mirino c'è proprio il circoletto magico di Elly, in particolare Flavio Alivernini, il portavoce complice della disastrosa linea comunicativa di Schlein: dall'esordio con armocromista ai balletti sul carro del gay pride, dalle verbosità linguistiche che non si sono mai "sciolte", al trappolone di Atreju, in cui è caduta con tutte le Stan Smith (le scarpe preferite della segretaria), Elly non ne azzecca una. 

 

Che Schlein ceda, è tutto da vedere: se c'è una cosa che i vecchi dirigenti del partito democratico hanno imparato in questi anni è che la Ducetta del Nazareno è una tipa tosta e tenace, che è stata molto sottovalutata (Franceschini & co pensavano di poterla manipolare come un burattino, si sono dovuti ricredere).

 

Da qui l'ultimatum: un mese di tempo o si arriva alla resa dei conti e si aprono le ostilità. Come scrive ancora Carmelo Caruso sul "Foglio": “Schlein, da signorina snob, la Franca Valeri di Bologna ha risposto che 'è la segretaria di tutti'. Non vuole legarsi al Correntissimo, ma cosa accade se perde il referendum?

 

dario franceschini roberto speranza foto lapresse

Si moltiplicheranno  le correnti e nei territori inizierà la conta. Se Schlein resta segretaria, e vince, per la prima nella storia del Pd, avrà gruppi parlamentari che rispondono alla sua linea [...]. Montepulciano serviva a misurare la forza, a mostrare a Schlein che “c’eravamo, ci siamo e ci saremo”.

 

 

 

 

Il braccio di ferro, come notava due giorni fa Marcello Sorgi su "La Stampa", non è ideologico o di principio, ma molto materiale: in ballo ci sono le liste elettorali per le politiche del 2027.

 

Come dimostra il caso Campania, il vero potere è di chi scrive gli elenchi dei candidati: Vincenzo De Luca ha dato l'ok a Roberto Fico candidato, ma in cambio ha ottenuto la segreteria campana per il figlio Piero. Che ha piazzato un manipolo di fedelissimi, ottenendo l'elezione di una decina di soldatini del verbo dello Sceriffo al consiglio regionale.

 

fratoianni schlein fico conte bonelli

Scrive Sorgi: "I due convegni di Montepulciano (maggioranza) e Prato (minoranza) del Pd, così ricchi di suggestioni e di proposte, hanno lasciato un sottinteso che era facile cogliere negli occhi e nelle espressioni degli esponenti che si sono fatti intervistare dopo i loro discorsi alla tribuna.

 

Si tratta delle liste, generalmente composte, ai tempi storici dei partiti, con un compromesso tra il 'territorio' e il vertice del partito, e in epoca più recente con un accordo tra correnti e segreteria. [...] Ma chi sperava in una risposta su questo da Schlein, è rimasto deluso".

flavio alivernini foto di bacco

 

La signorina priva di leadership  vuole rifare le liste elettorali con candidati a sua immagine e somiglianza, sfanculando i dinosauri e i cacicchi del Pd.

 

Prosegue Sorgi: "farà di tutto per spingersi in direzione di un forte, fortissimo rinnovamento delle liste, in direzione di candidati giovani che possano attrarre il voto di altri giovani".

 

La Ducetta del Nazareno sembra dunque voler andare avanti come un tank senza freni: come del resto la sua dirimpettaia di Palazzo Chigi, Giorgia Meloni, è ostile a condividere il potere, schifando ogni compromesso che è alla base del successo di ogni buon politico.

 

Ai tempi del Pci c’erano i miglioristi di Amewndola e Napolitano e c’era Ingrao e Longo, poi arrivava Berlinguer che faceva la sintesi tra i due schieramenti all'interno del partito. Schlein e Meloni non comprendono che il potere va gestito trovando la quadra con il resto del partito. Procedere con arroganza e protervia, lasciando macerie intorno a sé, si finisce come i Renzi e i Salvini del passato.

elly schlein paola belloni

 

Certo, sia Elly che Giorgia, dalla loro, hanno un vantaggio in comune: l’assenza di competitor interni validi. Se la Meloni non ha alternativa all’interno di Fratelli d’Italia (l’opposizione sotterranea è in mano ai Fratelli La Russa), la Schlein si è totalmente cotonata il cervello e considera tutti dei ruderi rompicojoni.

 

Anche la fronda dei “riformisti” non sembrano impensierire troppo Elly. Lo scorso weekend, parallelamente alla “mozione Montepulciano”, a Prato si riunivano i moderati dem, guidati dal senatore Filippo Sensi: “Siamo qui per restare e chiediamo rispetto. Il Partito democratico o è riformista o non è”.

 

giorgio gori lorenzo guerini filippo sensi marianna madia pina picierno lia quartapelle

L'ex portavoce di Renzi, in un'intervista al "Foglio", ha aggiunto: "Qualcuno, lassù avrebbe voluto incoronare Schlein ‘capocorrentone’. Invece lei ne è uscita da segretaria, con un intervento per così dire di allargamento. Insomma, Montepulciano probabilmente ha cambiato di segno".

 

Le intenzioni di Sensi sono senz’altro nobili, ma devono fare i conti con la realtà di un partito che Elly ha inclinato demagogicamete a sinistra e che se ne fotte di tutti.

 

Ma ora la segretaria col naso ad apriscatole deve fare i conti con il “correntone” sanitario Orlando-Speranza-Franceschini che vale quasi la metà dei delegati al Congresso e con il plotone dei riformisti.

alessandro onorato silvia salis progetto civico italia foto lapresse

 

Intanto, l’ipotesi di far nascere un contenitore esterno al Pd, che funzioni da gamba moderata ai dem, si è scontrata con risultati modesti alle regionali (in Campania il listone centrista di Casa Riformista, che doveva fare sfraceli, si è fermato al 5,8%, superato dai socialisti di Avanti e dalla lista di De Luca, “A testa alta”) e con la prudenza dei suoi registi.

 

I gruppi cattolici attivati da Ernesto Maria Ruffini, sponsor Prodi e Gentiloni, e i civici chiamati a raccolta da Alessandro Onorato (sostenuto da Goffredo Bettini), temono l’attivismo e l'abilità manovriera di Matteonzo Renzi.

matteo renzi elly schlein

 

Come nella favola della rana e dello scorpione (in un fiume lo scorpione punge l’altro animale e condanna entrambi alla morte, giustificandosi con “È la mia natura”), Renzi non cambierà mai carattere e diventi un alleato affidabile.

 

Intanto, continua la sfida con Giuseppe Conte, che aspetta la segretaria sulla riva del fiume per sfidarla a eventuali primarie di coalizione, rallegrato dal fatto che i sondaggi lo danno vincitore sulla gruppettara bolognese.

FRANCESCO SAVERIO GAROFANI

 

Peppiniello nei giorni scorsi è stato co-protagonista del trappolone ordito da Giorgia Meloni contro la politica democratica: invitata a parlare ad Atreju, Schlein ha preteso un confronto diretto con la premier, che ha invitato anche l’ex avvocato del Popolo, ben felice di partecipare e mostrare di essere un “pari-grado” con la segretaria.

 

Per uscire dall'angolo in cui si è messa, Schlein ha convocato un'assemblea per domenica 14 dicembre. Un appuntamento in cui, come nota il “Foglio”, “è un mezzo congresso, [..] un’assemblea dove si chiedono ‘pieni poteri’. I delegati Pd dovrebbero incoronare Schlein candidata premier e accettare di posticipare il congresso a dopo le elezioni. Si congelerebbe il Pd fino alle politiche”.

 

michela di biase elly schlein

La scelta di andare all'assemblea per "forzare" la mano non è certo il segnale di apertura che il "correntone" di maggioranza si aspettava. E non toglie dal tavolo l'ipotesi congresso: riformisti e "correntonisti" lo vorrebbero tra un anno, e avvisano Elly Schlein di non forzare la mano sulla candidatura a premier. "Se sei tu la candidata - è il ragionamento che fanno franceschiniani e compagnia -, sappi che Conte si chiamerà fuori dall'alleanza. Senza una figura terza per unire il 'campo largo'.

 

Lo spirito di Montepulciano è tutto qui: diffidenza, avvertimenti, ultimatum e minacce. Pronti alla resa dei conti finale...

ELLY SCHLEIN E FRANCESCO BOCCIACARICATURA DI ELLY SCHLEIN DISEGNATA DA FRANCESCO FEDERIGHI PER IL FATTO QUOTIDIANOfrancesco boccia elly schlein

gaetano manfredi alessandro onorato progetto civico italia alessandro onorato progetto civico italia elly schlein - foto lapresse

 

PINA PICIERNO FRANCESCO SAVERIO GAROFANI

Ultimi Dagoreport

messina orcel donnet generali

DAGOREPORT - FINITO IL PRIMO TEMPO DEL RISIKO, CON LO STRAORDINARIO SUCCESSO DELL’OPAS DI INTESA SU MONTE DEI PASCHI DI SIENA, SI APRE IL SECONDO ROUND, QUELLO DECISIVO PER ESPUGNARE IL “FORZIERE D’ITALIA”, ASSICURAZIONI GENERALI - L’UNICO ISTITUTO BANCARIO CHE POTREBBE FAR SALTARE IL PIANO INTESA DI CARLO MESSINA E COMPAGNI È UNICREDIT, CHE HA CONVOCATO PER OGGI UN CDA STRAORDINARIO – PARE CHE IL BERSAGLIO DI ANDREA ORCEL SIA LA CONQUISTA DI BANCA GENERALI, DI CUI IL LEONE HA IN TASCA IL 51% - NESSUNO ESCLUDE CHE DOMANI ORCEL POSSA SPEGNERE I SOGNI DI GLORIA DI MESSINA, PORTANDO LA PARTECIPAZIONE DI UNICREDIT NEL LEONE, DAL 9 AL 29,9%, MAGARI RILEVANDO LA QUOTA DEL 10,15% DETENUTA DAL GRUPPO DEL VECCHIO/DELFIN IN GENERALI - NON È NEMMENO DA GETTARE NEL CESTINO L’OPZIONE DI UNA FUSIONE UNICREDIT-GENERALI PER DARE VITA A UNA BANCA-ASSICURAZIONE - NON È FINITA. SI ACCAVALLANO LE VOCI DI INTERLOCUZIONI A IOSA TRA UNICREDIT E CRÉDIT AGRICOLE…

meloni schlein calenda richetti bonetti rosato conte

“IL CAMPO LARGO È UN GRAVE PERICOLO PER L’ITALIA” – CARLO CALENDA RIBADISCE IL SUO NO ASSOLUTO ALL’ALLEANZA CON IL CENTROSINISTRA: “NON SIAMO MAI STATI NÉ SAREMO MAI NEL CAMPO LARGO”. VA BENE CARLETTO, MA CHE FAMO? “AZIONE” FARÀ LA TERZA GAMBA PER GIORGIA MELONI? O CORRERÀ DA SOLA CON IL RISCHIO DI ESSERE ININFLUENTE? - DAGOREPORT: NEL PARTITO DEL “CHURCHILL DEI PARIOLI”, RICHETTI A PARTE, SAREBBERO GIÀ PRONTI A LANCIARSI TRA LE BRACCIA DELLA MELONI. BONETTI, ROSATO E COMPAGNIA SPERANO CHE IL CENTRODESTRA RESTI SOTTO AL 42% PER OFFRIRSI COME STAMPELLINA. MA GLI ELETTORI “AZIONISTI” SOFFRIREBBERO UN PASSAGGIO A DESTRA: SI FIDANO PIÙ DI RENZI CHE DI MELONI, SCHLEIN E CONTE...

malara corsini monteleone

DAGOREPORT - ANTONINO, CHE TIPINO! - IL DIRETTORE DEGLI APPROFONDIMENTI PAOLO CORSINI S'E' STUFATO DI MONTELEONE, IL CUI PROGRAMMA "FILOROSSO" INANELLA UN FLOP DIETRO L'ALTRO - NEL TENTATIVO DI ALZARE GLI ASCOLTI, CORSINI HA CONSIGLIATO ALL'EX "IENA" DI CAMBIARE ROTTA: PIÙ SERVIZI, PIÙ INCHIESTE "ON THE ROAD" E MENO CHIACCHIERE INUTILI IN STUDIO. PECCATO CHE IL CONDUTTORE, IN VERSIONE TORTELLONE RIPIENO DI SÉ, ANZICHÉ DARE ASCOLTO AI CONSIGLI, VADA DRITTO PER LA SUA STRADA - SE GLI ASCOLTI NON MIGLIORERANNO, LA RAI CHIUDERA' "FILOROSSO" A FINE ANNO E POTREBBE SILURARE IL CONDUTTORE, PAGANDO UNA PICCOLA PENALE - LO SCAZZO TELEFONICO IN DIALETTO CALABRESE TRA MALARA E MONTELEONE E LA LUNGA LISTA DI FLOP BY ANTONINO...

giorgia meloni cateno de luca

FLASH! MELONI S-CATENATA: ACCORDO FATTO CON "SUD CHIAMA NORD", IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA. A LEGGE ELETTORALE APPROVATA, GIORGIA PUNTA ANCHE SU CATENO, QUOTATO ALL’1,5%, PER RAGGIUNGERE QUOTA 42 SENZA VANNACCI - IL SINDACO DI TAORMINA, ALLE REGIONALI SICILIANE DEL 2022, HA PRESO (DA SOLO) PIU’ DI MEZZO MILIONE DI VOTI - LA PROSSIMA SETTIMANA SI FORMERA’ LA COMPONENTE ALLA CAMERA: A FRANCESCO GALLO SI UNIRANNO UN ALTRO PAIO DI DEPUTATI, TRA I QUALI MANLIO MESSINA, CHE RIENTRA IN “AREA MELONI” DOPO AVER LASCIATO IL GRUPPO DI FDI NEL 2025…

urne voto schede elezioni giorgia meloni antonio tajani matteo salvini elly schlein donald trump benjamin netanyahu pedro sanchez

DAGOREPORT – LA CONFUSIONE POLITICA ITALIANA HA RAGGIUNTO LA QUINTA DIMENSIONE, OLTRE LO SPAZIO-TEMPO: QUANDO SI VOTA? - MOLTI SONO CONVINTI CHE LA DATA DA CERCHIARE SIA GIUGNO 2027 (SALVINI E TAJANI PERMETTENDO) - MA CI SONO TROPPE VARIABILI, IN ITALIA E ALL’ESTERO, CHE POSSONO INFLUENZARE IL CALENDARIO ELETTORALE – LE TRE DATE CHIAVE PER IL FUTURO DELL'UNDERDOG DI COLLE OPPIO SONO: LE ELEZIONI IN ISRAELE DEL 27 OTTOBRE, QUELLE DI MEDIO MANDATO NEGLI STATI UNITI DEL 3 NOVEMBRE E LE POLITICHE IN SPAGNA DEL 29 NOVEMBRE - I DESTINI DI NETANYAHU, TRUMP E SANCHEZ SONO IN QUALCHE MODO LEGATI A QUELLO DELLL'ARMATA BRANCA-MELONI. I PRIMI DUE PERCHÉ GRANDI ALLEATI, AL NETTO DI QUALCHE “VAFFA”, IL TERZO PERCHÉ GRANDE NEMICO E PRINCIPALE RAPPRESENTANTE DEL PARTITO SOCIALISTA EUROPEO IN UE - NEL CASO DI UNA SCONFITTA DI TRUMP, SIA ALLA CAMERA SIA AL SENATO, BISOGNA CAPIRE CHE POTRA' SUCCEDERE: IL RISCHIO CHE GLI PARTA L'EMBOLO È ALTISSIMO...

giuseppe conte elly schlein franceschini bonaccini nardella

DAGOREPORT - PERCHÉ ELLY NON HA INFORMATO NESSUNO DEL PD DELLA PROPOSTA DI CONTE DI DARE AL CENTROSINISTRA UN "PAPA STRANIERO"? - PERCHÉ LASCIARE CHE L'AZZECCAGARBUGLI A 5 STELLE DIVULGASSE L’IPOTESI DEL “TERZO UOMO”, METTENDOGLIELO IN QUEL POSTO? - DIVORATA DA UN'AMBIZIONE AI CONFINI DELLA REALTÀ - POGGIARE IL SEDERINO SULLA PRIMA POLTRONA DI PALAZZO CHIGI - OGGI, LA DUCETTA DEL NAZARENO VEDE I GAZEBO COME UNA CAMERA A GAS, CONSAPEVOLE CHE LE VARIE ANIME DEL CORPACCIONE DEM, FINITO NELL'ULTIMO SONDAGGIO IPSOS DI PAGNONCELLI SOTTO IL 20%, NON ASPETTANO ALTRO DI ENTRARE NEI GAZEBO PER UCCELLARLA E RIMANDARLA A FARE L'ASSESSORE IN EMILIA ROMAGNA - PER EVITARE DI FINIRE SOTTO LA MANNAIA DELLE PRIMARIE, ELLY HA PENSATO BENE DI ATTACCARSI ALL'ULTIMO SALVAGENTE: LA CORTE COSTITUZIONALE - SE ENTRO FEBBRAIO 2027, LA CONSULTA BOCCERÀ, TRA L'ALTRO, L’OBBLIGO DI INDICARE NEL PROGRAMMA IL CANDIDATO PREMIER DELLA COALIZIONE, A QUEL PUNTO VERREBBE MENO L’ESIGENZA DELLE PRIMARIE. E SCHLEIN POTREBBE COSÌ ANDARE AL VOTO INVOCANDO PALAZZO CHIGI PER IL PARTITO CHE PRENDE PIÙ VOTI, CIOÈ IL SUO… - VIDEO