erdogan bin salman pakistan

EFFETTI NON PREVISTI DEL BULLISMO DI TRUMP E DELLE BOMBE DI NETANYAHU: I PAESI ISLAMICI SI FANNO LA LORO NATO – IL PATTO DI DIFESA COLLETTIVA TRA ARABIA SAUDITA, PAKISTAN E TURCHIA È UN TERREMOTO PER L’ARCHITETTURA REGIONALE DEL MEDIO ORIENTE: ARCHIVIA DI FATTO GLI ACCORDI DI ABRAMO CON ISRAELE E CREA UNA POTENTE SALDATURA TRA I MILIARDI DI BIN SALMAN, LA DETERRENZA NUCLEARE DEL PAKISTAN E L’AVANGUARDIA MILITARE DELLA TURCHIA – UN’ALLEANZA FUNZIONALE CHE SERVE A MBS A STABILIZZARE L’AREA IN VISTA DEI GRANDI EVENTI DEL SUO PIANO “SAUDI VISION 2030”, E FA EMERGERE LA FRATTURA SEMPRE PIÙ VISIBILE CON GLI EMIRATI ARABI UNITI, GIÀ DEFLAGRATA IN YEMEN…

ARABIA-TURCHIA-PAKISTAN: VERSO UNA NUOVA ALLEANZA PER LA NATO ISLAMICA

Estratto dell’articolo di Barbara Carfagna per https://24plus.ilsole24ore.com/

 

Shehbaz Sharif - Mohammed Bin Salman

I media indiani la chiamano già “islamic Nato”. È una nuova architettura di sicurezza regionale che sta prendendo forma lontano dai riflettori occidentali, concentrati altrove.

 

Al centro c’è il patto di difesa collettiva tra Arabia Saudita e Pakistan, che a settembre scorso hanno firmato un accordo di difesa reciproca con una clausola esplicita: un attacco a uno dei due Stati è considerato un attacco a entrambi. Simile all’articolo 5 della Nato.

 

Una novità storica per Riyadh, che per decenni ha fondato la propria sicurezza quasi esclusivamente sull’ombrello statunitense.

 

erdogan bin salman

Ora, secondo Bloomberg, la Turchia sarebbe in fase di trattativa avanzata per aderire all’accordo. Se l’operazione andasse in porto, l’asse diventerebbe triangolare e molto più robusto.

 

La Turchia porterebbe uno dei più grandi eserciti della regione, un’industria della difesa avanzata e la sua esperienza operativa reale, dalla Siria al Caucaso, dove l’ex Presidente armeno Armen Sarkissian attribuisce proprio alla collaborazione tra Azerbaijian e Turchia (Paese con know how Nato) le ragioni della vittoria in Karabakh del 2021 dopo trent’anni di conflitto.

 

benjamin netanyahu, donald trump e i ministri degli esteri di barhein e emirati arabi uniti

Il nuovo patto metterebbe Ankara sotto l’ombrello nucleare di Islamabad, l’unica potenza atomica tra i paesi a maggioranza musulmana, mentre già ora costruisce navi da guerra per il Pakistan e condivide la tecnologia dei suoi droni Bayrakyar TB2. […]

 

L’Arabia Saudita, introducendo nel Golfo una deterrenza nucleare, segnala implicitamente che le garanzie Usa non sono più percepite come automatiche né sufficienti. La Turchia, restando formalmente un Paese della Nato occidentale, costruirebbe per sé un’opzione di sicurezza parallela aumentando l’autonomia.

 

Un’alleanza funzionale: il capitale finanziario e la leadership politica li mette il Principe Bin Salman, la deterrenza nucleare la mette il Pakistan, la forza militare e la conoscenza dei modelli Nato, la Turchia.

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 8

Sarebbe la fine dell’ordine precedente che prevedeva la sua evoluzione con gli Accordi di Abramo e il corridoio IMEC (India, Middle Est, Europe). Ed è qui che emerge una frattura sempre più visibile: quella tra Arabia Saudita ed Emirati Arabi Uniti, già evidente nelle tensioni in Yemen.

 

Per anni il Golfo è stato raccontato come un mercato integrato, dove le imprese occidentali potevano muoversi con agilità tra Dubai, Abu Dhabi e Riyadh, beneficiando di un equilibrio politico dato per scontato. Quell’equilibrio non esiste forse già più. Abu Dhabi ha puntato tutto su una strategia di normalizzazione con Israele, cooperazione tecnologica più difesa high-tech in partnership con Stati Uniti ed Europa. Gli Emirati, in cui più del 70% della popolazione sono expat, vogliono restare ancorati a un ordine regionale basato su alleanze occidentali e integrazione economica.

 

donald trump con mohammed bin zayed ad abu dhabi emirati arabi uniti

L’Arabia Saudita invece, con una popolazione prevalentemente locale e il 70% di giovani sotto i trent’anni, costruisce una deterrenza autonoma anche a costo di abbandonare i piani di normalizzazione con Israele (già sul piano inclinato dall’attacco israeliano a Doha dello scorso 9 settembre), che è in guerra fredda con la Turchia.Riyadh apre voli diretti con la Somalia proprio mentre Israele riconosce il Somaliland.

 

Il Principe Bin Salman sostiene apertamente la Siria (durante lo scorso evento FII a Riyadh il Presidente Al Shara’ ha ringraziato Bin Salman per i primi 70 miliardi offerti per la ricostruzione).

 

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 6

Due modelli diversi divaricano le relazioni tra le due Monarchie. Due visioni diverse che presto potrebbero avere un risvolto inaspettato sulle imprese straniere (anche italiane). Si apre infatti un interrogativo concreto per le imprese internazionali: sarà ancora possibile restare equidistanti tra Arabia Saudita ed Emirati?

 

Finora molte multinazionali hanno beneficiato di una strategia “dual hub” considerando Dubai e Abu Dhabi come piattaforme finanziarie, logistiche e legali e Riyadh come mercato finale e centro dei grandi progetti industriali e infrastrutturali. Ora le scelte industriali, tecnologiche e persino di sede legale possono assumere una valenza geopolitica implicita, soprattutto nei settori sensibili: Intelligenza Artificiale, Datacenter, Cloud sovrano Telecomunicazioni, tecnologie satellitari.

 

benjamin netanyahu donald trump

In questi comparti, la localizzazione delle operations potrebbe influire sull’accesso ai bandi pubblici, le partnership strategiche, la compliance normativa e gli allineamenti politici. Alcune aziende potrebbero essere costrette a scegliere un campo, soprattutto se coinvolte in difesa, dati o sicurezza.

 

La neutralità, nel nuovo Golfo, rischia di diventare sospetta, un lusso che le aziende non si possono più permettere. Il Golfo si sta balcanizzando per blocchi di sicurezza e non per dazi o regole commerciali. Si rende sempre più necessaria per le leadership aziendali una lettura politica delle scelte industriali. Il rischio è l’esclusione silenziosa da gare, partnership, filiere strategiche. La sicurezza, nel mondo multipolare, guida l’economia.

donald trump e mohammed bin salman alla casa bianca foto lapresse 4donald trump scherza sulla moglie di al jolani 3Mohammed bin Salman e Donald Trump alla casa bianca al jolani con la moglie latifa al droubi

 

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