adolf hitler bunker

EI FU-HRER – 75 ANNI FA ADOLF HITLER DECISE DI FARLA FINITA NEL BUNKER DI BERLINO. I DOCUMENTI CHE RACCONTANO QUELLE ULTIME ORE: NEL POMERIGGIO DISTRIBUÌ AMPOLLINE DI VELENO AL SUO PERSONALE E PER VERIFICARNE L’EFFICACIA, LE SOMMINISTRÒ PRIMA AL SUO PASTORE TEDESCO. POI ALL 15.30 L’ATTO FINALE: EVA BRAUN INGERÌ IL CIANURO E HITLER SI SPARÒ – IL RACCONTO DELL’AIUTANTE OTTO GUENSCHE: “ERA SEDUTO SU UNA POLTRONA E..."

 

 

 

Roberto Brunelli per www.agi.it

 

il bunker di hitler

L'ultima settimana del Terzo Reich iniziò all'alba del 30 aprile, nel bunker situato circa 8 metri sotto il giardino della cancelleria a Berlino, ormai contornata dalle macerie. Adolf Hitler ebbe dal generale Wilhelm Keitel, l'ultimo capo dell'Oberkommando della Wehrmacht e successivamente uno dei principali imputati a Norimberga, la notizia che distrusse le sue ultimissime speranze di poter infrangere il sanguinoso l'assedio dell'Armata rossa. "Solo a questo punto il Fuehrer prese la decisione definitiva di mettere fine alla sua vita", dice lo storico Volker Ullrich. Poche ore dopo, era morto, sparandosi, insieme a Eva Braun, sposata li' nel bunker, alla mezzanotte di due giorni prima.

 

adolf hitler adolf hitler

Una settimana dopo, la seconda guerra mondiale era finita, lasciandosi dietro distruzioni, sofferenze e massacri senza precedenti nella storia e un numero di vittime stimate tra i 55 e i 60 milioni, un conteggio dell'orrore che contiene anche l'abisso dell'Olocausto. Febbrili speranze, crolli nervosi ed esplosioni d'ira avevano caratterizzato le ultime settimane di vita del Fuehrer.

adolf hitler eva braun 2

 

La morte di Roosevelt, il 12 aprile 1945, l'aveva indotto a pensare che la coalizione degli Alleati potesse andare a pezzi, per cui insistette a ordinare ai soldati sempre più disperati di continuare a combattere incondizionatamente, pur versando la Wehrmacht in condizioni catastrofiche. Il 20 aprile Hitler dette addirittura il benvenuto ad alcuni ospiti per il suo compleanno, ma già due giorni dopo ebbe un nuovo esaurimento, quando seppe che l'Obergruppenfuehrer delle Ss Felix Steiner si era rifiutato di compiere l'attacco da lui ordinato per "salvare" Berlino, con l'argomento che era "semplicemente impossibile".

adolf hitler eva braun 1il bunker di hitler 5

 

Hitler urlò che tutto era perduto, che anche le Ss l'avevano tradito e licenziò parte del suo stato maggiore. Aveva fatto in tempo a dettare alla sua segretaria Traudl Junge il suo breve "testamento politico", nel quale annunciava il suicidio e nominava l'ammiraglio Karl Doenitz come nuovo presidente del Reich e comandante in capo della Wehrmacht, Goebbels come nuovo cancelliere del Reich, mentre Goering e Himmler - marchiati ome "infedeli" - furono cacciati dall'Nsdap, il partito nazista. Il testo conteneva anche un appello ai tedeschi affinché continuassero la guerra nonché alla prosecuzione dello sterminio ebraico, qui definita "resistenza impietoso". Aveva deciso di suicidarsi per non cadere vivo nelle mani dei soldati sovietici.

 

soldato sovietico nel bunker di hitleradolf hitler leni riefenstahl

Grazie alle testimonianze storiche, le ultime ore del Fuehrer sono ben documentate. Nel pomeriggio del 30 aprile distribui' ampolline di veleno al suo personale: per verificare l'efficacia del veleno lo fece prima somministrare al suo pastore tedesco, decidendo però di non presenziare all'uccisione. Intorno alle 15.30 fu compiuto l'atto finale: Eva Braun ingeri' il cianuro, Hitler si sparò. Furono il suo aiutante Otto Guensche ed il suo cameriere Heinz Linge i primi ad entrare negli appartamenti privati del "Fuehrerbunker", insieme al capo del partito, Martin Bormann. Il racconto di Guensche è il più dettagliato.

adolf hitler al berghofil bunker di hitler 7folla per adolf hitler

 

"Hitler era seduto su una poltrona. La testa pendeva sulla spalla destra, la mano penzolava in basso. Al lato destro c'era il foro del proiettile". Eppure per molto tempo i dubbi sulla fine del Fuehrer sono state dure a morire. Ancora alla conferenza di Potsdam, nel luglio del '45, Stalin continuava a dire di "non sapere" dove Hitler si trovasse, magari "in Spagna o in Argentina".

 

adolf hitler il bunker di hitler 4

La ricostruzione secondo la quale il suo cadavere e quello di Eva Braun erano stati date alle fiamme veniva continuamente messe in discussione dai funzionari sovietici, tanto che i servizi segreti alleati successivamente disposero ulteriori inchieste. In realtà, stando alle testimonianze raccolte da britannici e americani, furono Bormann e altri membri del seguito di Hitler a bruciare, come loro comandato, i cadaveri nel giardino della Reichskanzlei.

 

il bunker di hitler 6opere di adolf hitler invendute all'asta a norimberga 5

I resti furono sepolti dentro il cratere di una bomba nei pressi (ma poi, secondo ulteriori documenti, spostati varie volte). Il 10 maggiore l'assistente del dentista personale del Fuehrer, Fritz Echtmann, identificò la dentatura di Hitler e di Eva Braun, ma i sovietici decisero di classificare le informazioni come segrete, il che ebbe l'effetto di propagare per anni le teorie cospirazioniste sulla morte del capo del nazismo. Tanto che solo nel 1956 un tribunale dichiarò ufficialmente la morte di Hitler. Il giorno dopo il suicidio del Fuehrer fu la volta di Joseph Goebbels, il ministro alla Propaganda, che si uccise insieme alla moglie Magda e i loro sei bambini, che avevano tra i 4 e i 12 anni.

il bunker di hitler 2il bunker di hitler 1

 

Bormann mise fine alla propria vita il 2 maggio mentre cercava di fuggire da una Berlino assediata, anche lui ingoiando una capsula di cianuro. Nonostante il tentativo da parte di Doenitz di continuare per qualche giorno i combattimenti, la capitolazione totale e incondizionata della Wehrmacht fu questione di pochi giorni: l'8 maggio la seconda guerra mondiale era finita. La Germania era ormai un cumulo di macerie.

adolf hitler nella residenza di berchtesgadenadolf hitler 9adolf hitlermaggiore delle adolf hitler generale jodi e ammiraglio raeder guardano mappe di guerraadolf hitler parkinsonadolf hitleradolf hitleradolf hitler durante la prima guerra mondialeadolf hitleradolf hitleradolf hitlercarl gustaf emil mannerheim, adolf hitler, wilhelm keitel e risto rytiopere di adolf hitler invendute all'asta a norimberga 2il bunker di hitler 3riunione nazista nel 1929MUTANDE DI ADOLF HITLER 2adolf hitler qualche giorno prima del suo suicidiogerarchi al processo di norimbergail bunker a berlinoadolf hitler insieme a una visitatrice fuori dal berghofadolf hitleradolf hitler 7LA STATUETTA DEL PRESEPE DI ADOLF HITLER eva braun e adolf hitleradolf hitler con il re vittorio emanuele iii e benito mussoliniadolf hitler e eva braun al berghofhitler nella folla, nel 1914dipinti di adolf hitler 4adolf hitler 2adolf hitler 4ernst zaske opere di adolf hitler invendute all'asta a norimberga 4adolf hitler 3adolf hitler 7adolf hitler 6rudolf hess 6eva braun 2eva braun 1adolf hitleradolf hitler 1ANGELA MARIA RAUBAL E ADOLF HITLER adolf hitler 8

Ultimi Dagoreport

stefano benigni marina berlusconi antonio tajani

LA “SFI-DUCETTA” ALLA LEGGE ELETTORALE HA APERTO IL VASO DI PANDORA: IN FORZA ITALIA SIAMO ALLA NOTTE DEI LUNGHI COLTELLI! SI VOCIFERA CHE IL SEGRETARIO, ANTONIO TAJANI E STEFANO BENIGNI PASSASSERO FRA I BANCHI A DIRE AI DEPUTATI COME VOTARE. MA HANNO FALLITO: IL LORO OBIETTIVO ERA INFATTI FAR PASSARE L’EMENDAMENTO SULLE PREFERENZE, IN PARTICOLARE IL SUPERAMENTO DELLA REGOLA DEL 60/40 (L’ALTERNANZA DI GENERE) - L’EX MONARCHICO VORREBBE LIBERARSI DEI PARLAMENTARI STORICAMENTE LEGATI A SILVIO BERLUSCONI, E OGGI A MARINA – IL SEGRETARIO È CONVINTO CHE LA “CAVALIERA” NON METTERÀ BOCCA SULLE LISTE PERCHE' SI SAREBBE GIÀ STANCATA DEL "GIOCATTOLO” FORZA ITALIA...

naike rivelli

DAGOREPORT – ORA SÌ CHE TI RICONOSCIAMO, NAIKE! LA RIVELLI DEDICA UN ALTRO VIDEO COATTO A DAGOSPIA E FINALMENTE TORNA LA BURINELLA CHE ABBIAMO SEMPRE AMATO – DALLE LEZIONI SULL’INGOIO DELLE BANANE ALLA FOTO CON LA TESTA NEL CESSO FINO ALLA “VULVA ART” E ALLA MEGA-HIT “DEFAILLANCE”, ABBIAMO SEMPRE ADORATO LA NAIKE FUORI CONTROLLO, TRA AVVENTURE LESBO, FOTO IGNUDA E APPELLI PRO-GNOCCA – CARISSIMA NAIKE, ABBIAMO UN CONSIGLIO: LASCIA PERDERE I DISSING, GLI SCONTRI VERBALI, LE POLEMICHE. NON SONO PER TE. NON AFFATICARE LE SINAPSI, LASCIALE LIBERE DI SINTONIZZARSI CON L’UNIVERSO. SPALANCA I CHAKRA, CHISSÀ CHE L’ENERGIA COSMICA NON ENTRI A FARE UN SALUTO. NON PRENDERTI TROPPO SUL SERIO. NOI NON L’ABBIAMO MAI FATTO...

giorgia meloni salvini tajani legge elettorale

DAGOREPORT – GIORGIA MELONI ERA CONVINTA DI AVER TROVATO UN ACCORDO CON SALVINI E TAJANI: PER AMMANSIRE I SUOI DUE ALLEATI, CONTRARISSIMI ALLE PREFERENZE, LI AVEVA ACCONTENTATI CON LE NOMINE DI STRISCIUGLIO A FERROVIE E STAZI ALLA CONSOB. OTTENUTO TUTTO QUESTO, NON SI METTERANNO MICA A ROMPERE I COJONI, PENSAVA LA DUCETTA. E INVECE… - IL GUAIO È CHE IL “FU TRUCE DEL PAPEETE” E L’EX MONARCHICO DI FERENTINO NON GOVERNANO PIÙ I LORO PARTITI, ORMAI SFARINATI – DENTRO FRATELLI D’ITALIA, MICA VA TANTO MEGLIO: QUANDO FRANCESCO LOLLOBRIGIDA PARLA DI “VIGLIACCHINI” CHE HANNO VOTATO NO, CE L’HA ANCHE CON I SUOI CAMERATI DI VIA DELLA SCROFA (IL PARTITO GRANITICO E COMPATTO DIETRO “IO SO’ GIORGIA’ NON ESISTE PIÙ

giorgia meloni roberto vannacci

DAGOREPORT- MENTRE LA RIFORMA ELETTORALE APPRODA IN PARLAMENTO, GIORGIA MELONI È TORMENTATA DA DUBBI E PERPLESSITÀ - ALL’EPOCA DELLA STESURA DEL NUOVO SISTEMA DI VOTO, NESSUNO DELLA FIAMMA MAGICA AVEVA PRESO IN SERIA CONSIDERAZIONE IL GENERALISSIMO VANNACCI E L'INARRESTABILE ASCESA DEL SUO PARTITO FUTURO NAZIONALE - E ADESSO SI CORRE IL FORTE RISCHIO CHE NESSUNA DELLE DUE CONTRAPPOSTE ALLEANZE RIESCA A INCAMERARE QUEL 42% CHE PORTEREBBE A UN PREMIO DI MAGGIORANZA DI 70 DEPUTATI E 35 SENATORI - UN BONUS TALMENTE ESAGERATO CHE LA CORTE COSTITUZIONALE NON AVREBBE IL MINIMO DUBBIO NEL BOCCIARLO - NON SOLO: A FINIRE SOTTO GLI ARTIGLI DELLA CORTE SPICCA ANCHE L’INDICAZIONE DEL CANDIDATO PREMIER NEL PROGRAMMA, UNA SORTA DI PREMIERATO IN VERSIONE DIETOR CHE VA A CONFLIGGERE CON LA COSTITUZIONE CHE VUOLE CHE SIA IL CAPO DELLO STATO A INDICARE IL PREMIER…

baroni universitari

DAGOREPORT - TRUFFE, FAVORI, ABUSI DI POTERE: MA COME SI FA A DIRE AI RAGAZZI DI STUDIARE E A CREDERE NELL’UNIVERSITÀ ITALIANA? - IL PRIMO ATENEO IN CLASSIFICA, IL POLITECNICO DI MILANO, TIENE PER TRENT’ANNI UN PROFESSORE PRECARIO A MILLE EURO CIRCA ALL’ANNO, MENO DI UN PAKISTANO CHE RACCOGLIE POMODORI! - CONTRO GLI ESITI, PILOTATI, DEI CONCORSI UNIVERSITARI, GIACCIONO CENTINAIA DI CAUSE DI RICORSO, POICHÉ L’ITALIA È L’UNICO PAESE DOVE PRIMA SI SCEGLIE IL CANDIDATO, POI SI RITAGLIA IL CONCORSO - IL CELEBRATO ERASMUS E' TANTO DIVERTENTE PER GLI STUDENTI (ANCHE PER ACCOPPIARSI) QUANTO INUTILISSIMO PER LO STUDIO: LO SANNO TUTTI CHE LO STUDENTE ERASMUS LO SI FA PASSARE PERCHÉ TANTO POI SE NE TORNA NELLA SUA UNIVERSITÀ - IN PARLAMENTO HANNO FATTO SALTARE L’ABILITAZIONE NAZIONALE (CHE FU INTRODOTTA DALLA GELMINI): I CONCORSI PER NUOVI DOCENTI SARANNO LOCALI, CIOE’ CONSEGNATI, COMPLETAMENTE, NELLE MANI DEI ‘’BARONI’’: TANTO LA MAGISTRATURA DORME (OPPURE LI ASSOLVE) - E PER FORTUNA CHE È IL GOVERNO DELLA MERITOCRAZIA, PRESIEDUTO DA UN “UNDERDOG”…

tommaso cerno lirio abbate sigfrido ranucci giuliano ferrara valter lavitola

DAGOREPORT - SE C'È UN FILO DI CONTINUITÀ NELLA STORIA DELL’ITALIETTA, UN ELEMENTO CHE RIMBALZA DA UN SECOLO ALL'ALTRO, È IL TRASFORMISMO - SE ALL’EPOCA SULLA VOLATILITÀ DI GIULIANO FERRARA SCESE UNA SORTA DI CONDANNA MORALE, OGGI SI VEDONO COSE CHE DIECI ANNI FA SI POTEVANO IMMAGINARE SOLO IN UN FANTAFUMETTO - L'"AMICIZIA FRATERNA" CHE LEGA L’EX GALEOTTO LAVITOLA CON IL GIORNALISTA DI PUNTA DELL’ANTI-POTERE, SIGFRIDO RANUCCI - L’EX DIRETTORE DELL’''ESPRESSO” LIRIO ABBATE CHE È IN ATTESA DI ASSUMERE LA VICE-DIREZIONE DEL ‘’GIORNALE’’, DOVE L’ATTENDE IL ‘’CERNO-BYL’’ DEL TRASFORMISMO: IL GAIO TOMMASINO, NEL BREVE GIRO DI UN LUSTRO, È STATO DIRETTORE DELL’’’ESPRESSO’’, VICEDIRETTORE DI ‘’REPUBBLICA’’, SENATORE PD SOTTO L’ALA DI RENZI, FINO A QUANDO, TRAFITTO DAL RAGGIO DI GIORGIA MELONI, E' PLANATO NELLA STAMPA DI DESTRA - TI BUTTI NELLA VITA DI MARIO ORFEO E SALTA FUORI DI TUTTO: DA CALTAGIRONE ALLA RAI, DA “REPUBBLICA” A LEONARDINO DEL VECCHIO…