vadim ermolaev anna montecarlo monaco

CHI HA FATTO SALTARE IN ARIA LA VILLA MONEGASCA DELL'OLIGARCA UCRAINO VADIM ERMOLAEV, CONSIDERATO IL "IL RE DI DNIPRO"? - DUE LE PISTE: DIETRO L'ESPLOSIONE, CHE HA FERITO IL 58ENNE, SUA MOGLIE ANNA (CHE HA PERSO LE GAMBE) E LORO FIGLIO, CI POTREBBERO ESSERE I SERVIZI SEGRETI UCRAINI. IN PASSATO, ERMOLAEV È STATO ACCUSATO DI CONTINUARE A COMMERCIARE ALCOLICI IN RUSSIA NONOSTANTE LA GUERRA IN CORSO - L'ALTRA IPOTESI E' CHE L'ESPLOSIONE SIA LEGATA ALLE ATTIVITA' DEL FIGLIO MAGGIORE DELL'OLIGARCA, ARTHUR, CHE HA CREATO UNA RETE DI CALL CENTER CHE HA FRODATO I CITTADINI DELL’UNIONE EUROPEA PER 100 MILIONI DI EURO - IL 58ENNE FA PARTE DEL "BATTAGLIONE MONACO", CIOÈ GLI 84 UOMINI D'AFFARI UCRAINI CHE HANNO FATTO SOLDI GRAZIE ALLA FINE DELL'URSS E SONO SCAPPATI NEL PRINCIPATO CON MALLOPPO...

1 - "BATTAGLIONE MONACO" QUELL'ESILIO DORATO DEI SUPER RICCHI DI KIEV

Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo per "la Repubblica"

 

attentato a vadim ermolaev 2

Il "Battaglione Monaco" non è un'unità dell'esercito di Kiev ma è comunque una brigata speciale: quella che dopo la fine dell'Urss ha dato l'assalto ai tesori ucraini. Oligarchi abili e trasversali, capaci di moltiplicare i patrimoni e mettere mano a ogni occasione di profitto: Vadim Ermolaev, il bersaglio dell'attentato, è considerato uno dei più rampanti.

 

Il nome nasce da un'inchiesta giornalistica dell'Ukrainska Pravda, in prima linea nel denunciare la corruzione, anche quella dei circoli più vicini al presidente Zelensky: nell'estate 2022 ha documentato la vita dorata tra Montecarlo e Costa Azzurra di 84 ucraini.

 

Da allora sono diventati il simbolo della razza padrona che ha accumulato ricchezze e si è rifugiata all'estero, evitando di pagare le tasse e sfuggendo alla legge marziale che impone ai cittadini fino a 60 anni di non lasciare il Paese per essere pronti a indossare la divisa.

 

Sono tra i protagonisti del far west di privatizzazioni e speculazioni dilagate dagli anni Novanta tra le macerie dell'economia comunista. La nazione è entrata in una crisi profonda e venti milioni di ucraini sono emigrati in cerca di lavoro; loro invece hanno creato holding attive in tutti i settori – dalle banche agli immobili, dalle miniere alla telefonia, dal grano all'import – con filiali internazionali per trasferire capitali.

vadim ermolaev

 

È un fenomeno identico a quello accaduto in Russia, dove però Vladimir Putin ha poi imbrigliato gli oligarchi in una architettura del potere dominata dalla nuova aristocrazia dei veterani dei servizi segreti: chi non si è sottomesso, è stato incarcerato ed espropriato quando non è ha subito una sorte peggiore.

 

Nel bene e nel male, invece, l'Ucraina è una democrazia e fatica a contenere gli assi di denari che sono stati animatori dei partiti politici e primattori della corruzione. Molti non hanno mai reciso i rapporti con i partner russi neppure dopo l'occupazione della Crimea e nell'esilio extralusso hanno condiviso ville e panfili con i vecchi sodali moscoviti.

ANNA ERMOLAEV

 

[...] Vadim Ermolaev, ad esempio, è stato accusato di avere proseguito il business degli alcolici in Russia dalle fabbriche della Crimea. Lui è il re di Dnipro: ha cambiato il volto della grigia città di acciaierie costruendo grattacieli scintillanti di cristalli e shopping center alla moda, dove ristoranti italiani e francesi sono affollati pure in questi anni di bombardamenti.

 

La sua holding Alef ha generato una banca, industrie di detersivi, di plastica, di infissi, di cemento spesso in collaborazione con società turche e filiali in Estonia o a Praga. Per darsi uno status di filantropo ha aperto una fondazione di beneficenza ed elargito donazioni ai soldati.

 

Nel 2019 però ha rinunciato alla cittadinanza per prendere quella di Cipro e quindi dell'Unione europea. Ha dichiarato di volere «una protezione internazionale» perché «in Ucraina il sistema giudiziario, per usare un eufemismo, non è ideale e il fisco è ingiusto».

 

attentato a vadim ermolaev 3

Gran parte del "Battaglione Monaco" sostiene di essere vittima di «persecuzioni politiche». [...] Il figlio di Ermolaev, Artur, è stato arrestato dall'Interpol mentre saliva sull'aereo per Dubai ed estradato in Estonia, dove è stato processato per una truffa da cento milioni condotta da una rete di call center. Ha patteggiato una pena minima e pagato 8 milioni e mezzo, tornando in libertà. [...]

 

2 - BENTLEY, TRUFFE E YACHT: LA VITA DORATA DI ERMOLAEV E DEGLI OLIGARCHI UCRAINI DEL «BATTAGLIONE MONACO»

Estratto dell'articolo di Marta Serafini per il "Corriere della Sera"

 

[...] Vadim Ermolaev, oggi 58enne. Immobiliarista nato e cresciuto nella città ucraina di Dnipro, molto vicino alla potente comunità ebraica locale, nel 2018 rinuncia al passaporto ucraino e prende la cittadinanza europea di Cipro. Oltre a Monaco, frequenta spesso Londra e Parigi.

 

L’anno successivo, l’Ucraina gli impone sanzioni. Secondo l’Sbu, l’intelligence interna di Kiev, l’oligarca continua a commerciare alcolici nella Crimea occupata e a versare milioni di dollari di tasse al tesoro russo.

 

attentato a vadim ermolaev 1

Nonostante l’interessato neghi e parli di ingenti perdite, nel 2020 la rivista Forbes lo nomina 39° ucraino più ricco, con un patrimonio di 230 milioni di dollari. Nel dicembre 2025, il figlio maggiore di Ermolaev, Artur, 35 anni, viene arrestato a Cipro prima di essere estradato in Estonia. Si dichiara colpevole per aver organizzato una rete di call center di investimenti fraudolenti in criptovalute in Europa e in Turchia, con basi a Kiev e Dnipro. [...]

 

George Woloshyn, editorialista del Kyiv Post , ha commentato: «Queste sono persone che hanno fatto fortuna in uno dei Paesi più poveri d’Europa e stanno aspettando di vedere come finirà la guerra». [...]

 

ANNA ERMOLAEV

In realtà, nonostante gli scandali di corruzione che hanno coinvolto anche figure apicali del governo, pochi provvedimenti sono stati presi contro gli oligarchi, ai quali sono stati imposti solo limiti di trasferimento fondi. Più controllati invece deputati e funzionari, colpiti soprattutto da restrizioni amministrative e politiche ai viaggi all’estero.

 

3 - MONTECARLO, È CACCIA ALL’UOMO «L’ATTENTATORE FORSE IN ITALIA»

Estratto dell'articolo di S. Mon. per il "Corriere della Sera"

 

I pochi agenti del Principato e le forze dell’ordine della Francia stanno ancora dando la caccia all’uomo con i pantaloni chiari e un cappello nero, che lunedì sera è stato ripreso dalla videosorveglianza dopo avere lasciato lo zaino con una bomba davanti alla palazzina dove abita Vadim Ermolaev, 58 anni, ricchissimo uomo d’affari originario dell’Ucraina ma divenuto cittadino cipriota nel 2019. Un furgone della polizia scientifica resta parcheggiato davanti all’ingresso dell’edificio.

 

attentato contro vadim ermolaev montecarlo

[....] Secondo una fonte vicina alle indagini, il ragazzino sarebbe stato scaraventato a 15 metri di distanza dall’esplosione. Sua madre era ancora ieri in condizioni critiche e ha perso entrambe le gambe. Secondo la stessa fonte, le prime analisi suggeriscono che la madre avrebbe cercato di proteggere il figlio al momento dell’esplosione e per questo avrebbe riportato le ferite più gravi.

 

Il tentato omicidio ha scosso la tranquillità del solitamente molto sicuro micro-Stato di due chilometri quadrati e appena 40.000 abitanti, con una popolazione internazionale e spesso molto facoltosa. Il principe Alberto II ha denunciato in un comunicato «un crimine odioso» che rappresenta «uno choc per tutta la comunità monegasca».

attentato contro vadim ermolaev montecarlo

 

Molti miliardari dell’Est hanno scelto il Principato per la sua reputazione di luogo tranquillo. Tra loro c’è Seyar Kurshutov, un uomo d’affari originario della Crimea, vicino a Vadim Ermolaev. Il suo amico era «ossessionato» dalla propria sicurezza, ha raccontato Kurshutov dal bordo di una piscina monegasca tramite una videochiamata su WhatsApp con Le Monde .

 

«Vadim viveva sul filo del rasoio». Secondo fonti della polizia ucraina, l’attentato commesso nel Principato è collegato al mondo delle truffe dei call center, una rete di raggiri finanziari su vasta scala a livello europeo in cui la famiglia Ermolaev è fortemente coinvolta.

ANNA ERMOLAEV

 

Tra il 2019 e il 2022, queste strutture hanno estorto oltre 100 milioni di euro a migliaia di risparmiatori europei, in particolare in Germania, Estonia e Ucraina, tramite falsi investimenti in criptovalute o anche consulenze in materia di divorzio.

 

L’attentatore ha fatto perdere le sue tracce a Beausoleil, in territorio francese, e viene ricercato con l’aiuto di due elicotteri. Nelle ultime ore l’ipotesi ritenuta più plausibile dagli investigatori è che abbia raggiunto l’Italia, distante solo una dozzina di chilometri. [...]

 

Accanto a un regolamento di conti nell’ambito delle truffe dei call center, gli investigatori seguono anche la pista di un’operazione orchestrata dall’Sbu, i servizi segreti ucraini, che potrebbero avere lanciato un avvertimento agli uomini d’affari considerati traditori dell’Ucraina e vicini per interesse personale al potere russo.

attentato contro vadim ermolaev montecarlo

Ultimi Dagoreport

calamucci del deo striano

FLASH! – DURANTE L’ERA MELONI SONO ACCADUTI TRE SCANDALI POLITICI GRAVISSIMI DI CYBER-SPIONAGGIO E DOSSIERAGGIO ILLECITO: IL "CASO STRIANO", CHE HA TRAVOLTO LA DIREZIONE NAZIONALE ANTIMAFIA (DNA); IL "CASO EQUALIZE", SOCIETÀ CHE RACCOGLIEVA INFORMAZIONI RISERVATE E SENSIBILI PER CONTO DI AZIENDE, MANAGER E PRIVATI; IL CASO "SQUADRA FIORE", COMPOSTA DA EX 007, HACKER E IMPRENDITORI, CHE HA COINVOLTO GIUSEPPE DEL DEO, EX NUMERO DUE DEI SERVIZI SEGRETI – COME MAI, DOPO LA FIAMMATA INIZIALE, I GIORNALONI NON NE PARLANO PIÙ? CHE FINE HANNO FATTO LE TRE INCHIESTE?

monte dei paschi di siena mps banco bpm luigi lovaglio giuseppe castagna hugues brasseur

DAGOREPORT - LA FUSIONE MPS-BPM È DAVVERO FINITA NEL CESTINO? PER SALVARSI DALL’OPAS DI INTESA, LOVAGLIO E CASTAGNA POTREBBERO AGGRAPPARSI A DUE SALVAGENTI: ANTI-TRUST E CREDIT AGRICOLE - INCORPORANDO IL 13% DI GENERALI, IL DESTINO CINICO E BARO VUOLE CHE IL PRIMO COMPETITOR DEL LEONE DI TRIESTE NEL MERCATO ASSICURATIVO, SIA PROPRIO INTESA - CON UNA QUOTA COSÌ IMPORTANTE IN GENERALI, L’ANTI-TRUST POTREBBE CONSIDERARE INTESA IN GRADO DI CONDIZIONARE ASSEMBLEE, INFLUENZARE NOMINE E SCELTE STRATEGICHE - IL FUTURO DI CASTAGNA È NELLE MANINE DEI FRANCESI DI CREDIT AGRICOLE, CHE DETIENE IL 29,9% DI BPM - VISTO L’OTTIMO RAPPORTO DI GIORGETTI E CASTAGNA CON LA “BANQUE VERTE”, C’È CHI IPOTIZZA CHE IL GOVERNO MELONI POTREBBE DARE L’OK A UNA FUSIONE DI BPM CON CRÉDIT AGRICOLE ITALIA, SETTIMO GRUPPO BANCARIO ITALIANO - MA C’È CHI VA OLTRE: NULLA VIETEREBBE A CREDIT AGRICOLE DI LANCIARE UN'OPAS SU SIENA CONTRO L'OPAS DI INTESA…

fertitta meloni

"BENVENUTA A BORDO, GIORGIA!", COSÌ E STATA ACCOLTA LA PREMIER DELLA SGARBATELLA DALL’AMBASCIATORE USA A ROMA, TILMAN FERTITTA, CHE NELL’ULTIMO WEEKEND L'HA OSPITATA SUL SUO MEGA-YACHT "BOARDALK" DI 117 METRI, CHE HA GETTATO L'ANCORA ALL’ARGENTARIO DAVANTI ALL’''HOTEL PELLICANO", IMPEGNATO A COSTEGGIARE IL BELPAESE ("COASTAL DIPLOMACY", LA CHIAMA) - DOPO IL RENDEZ-VOUS, UNA VOLTA SBARCATA A PORTO ERCOLE, LA EX "GIORGIA DEI DUE MONDI" NON HA DOVUTO "IMPLORARE" PER UN SELFIE, COME AD EVIAN CON IL TRUMPONE, METTENDOSI IN SORRIDENTE POSA CON I VILLEGGIANTI - DOPO ESSERE STATA SPUTTANATA E INSULTATA VIA SOCIAL DAL SUO EX AMICO COL CIUFFO, LA CAMALEONTICA "GIGIORGIA" FORSE SPERA ANCORA DI RIALLACCIARE UN RAPPORTO COL DEMENTE DELLA CASA BIANCA AL CONVEGNO NATO DI ANKARA DEL PROSSIMO 7 LUGLIO - NEL DUBBIO DI QUALE SARA' LA REAZIONE DI TRUMP VERSO DI LEI (BUFFETTO O SCHIAFFETTO?), LA DUCETTA AZZOPPATA È STATA BEN ATTENTA A NON FAR SAPERE ALLE GAZZETTE DEL SUO INCONTRO CON FERTITTA - LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI: "MELONI NON È STATA SULLO YACHT DI FERTITTA. NOTIZIA INVENTATA"

mark rutte giorgia meloni donald trump giuseppe conte

DAGOREPORT - L’ITALIA È ENTRATA (A SUA INSAPUTA) NEL CONFLITTO USA-IRAN? - AL SEGRETARIO GENERALE DELLA NATO, MARK RUTTE, CHE HA SPIFFERATO A TRUMP CHE “CINQUECENTO AEREI AMERICANI SONO DECOLLATI DALLA BASE DI SIGONELLA” (DI CUI L'ITALIA HA LA PIENA SOVRANITÀ TERRITORIALE), MELONI HA RISPOSTO NEGANDO SECCAMENTE LA PARTECIPAZIONE DEL BELPAESE AL CONFLITTO - OVVIAMENTE, UNO DEI DUE MENTE: RUTTE O MELONI? - IN SOCCORSO DI "GIGIORGIA", ARRIVA IL RETROSCENISTA DEL ‘’CORRIERE’’, FRANCESCO VERDERAMI: “LA PROVA CHE RUTTE HA DICHIARATO IL FALSO È IL ROTTAME DI UN DRONE DELL’AERONAUTICA CHE GIACE IN KUWAIT” - FORSE IGNARO CHE UNO STATO PARTECIPA A UNA GUERRA ANCHE SENZA FAR ALZARE IN VOLO DRONI MA SUPPORTANDO ATTIVITÀ MILITARI, DOPO IL "FALSARIO" RUTTE, VERDERAMI PASSA A GIUSEPPE CONTE, REO DI ACCUSARE MELONI DI AVER VIOLATO L'ART. 78 DELLA COSTITUZIONE: “ERA IL 2020, LE BASI ITALIANE NON FURONO UTILIZZATE SOLO PER LA LOGISTICA, MA ANCHE PER MISSIONI NON AUTORIZZATE NÉ DALL’ONU NÉ DALLA NATO: IN SIRIA E IN LIBIA”. E CHIUDE: “ALLORA A WASHINGTON C’ERA SEMPRE TRUMP E A GERUSALEMME C’ERA SEMPRE NETANYAHU. A ROMA INVECE C’ERA CONTE” - IL SERVIZIEVOLE RUTTE HA SPUTTANATO COSÌ PESANTEMENTE MELONI PER SALVARSI LA SUA POLTRONA NATO DAL TRUMP IRACONDO…