JE SUIS COCORICO’ - FELTRI: “LA LOTTA ALLO SPACCIO VA FATTA NELLA SOCIETÀ, NON NELLE SALE DA BALLO. BISOGNA BLOCCARE QUELLI CHE VENDONO DROGA. PIOMBARE LE PORTE DELLE DISCOTECHE NON SERVE”

Vittorio Feltri per “il Giornale”

 

VITTORIO FELTRI   VITTORIO FELTRI

Senza entrare nei dettagli, poco utili a comprendere il problema, registriamo un' altra morte in discoteca, stavolta nel Salento, dopo quella avvenuta a Riccione. Ci aspettiamo una nuova ondata d' indignazione che si esaurirà entro alcuni giorni, poi tornerà la rumorosa routine a dominare nel Paese e nei locali notturni, luoghi di raduno giovanile dove la droga è invitata di diritto.

 

I soliti moralisti un tanto al chilo sferrano attacchi contro i gestori delle balere e contro gli spacciatori, senza distinguere gli uni dagli altri. Non tengono conto della realtà. Ai miei tempi - molto andati - frequentavamo i dancing e, dato che non ci divertivamo affatto, bevevamo due «americani» e tristemente ci sbronzavamo, o quasi. Con le ragazze c' era poco da fare. I più fortunati di noi strappavano a quelle bruttine il loro numero di telefono.

cocorico di riccione 9cocorico di riccione 9

 

Ballavamo senza entusiasmo il cha cha cha o il twist, qualcuno si scatenava nel rock. A me piacevano i lenti perché fornivano il pretesto per abbracciare legittimamente una fanciulla. Se la stringevo con vigore, garbatamente mi allontanava. Inutile insistere: ero respinto con perdite. Per consolarmi, trincavo un terzo «americano» e, a distanza di dieci minuti, uscivo in giardino a rigettare, sforzandomi di stare in piedi nonostante i capogiri.

 

La storia non cambia mai. Oggi come ieri, i giovani amano le emozioni forti. Oltre all' alcol, garanzia di un alto grado di imbecillità, essi hanno a disposizione l' ecstasy, pastiglie che fanno perdere la testa a chi non ce l' ha. A qualcuno - raramente - fanno perdere anche la vita. Spiacevole, ma normale: sull' enorme quantità di chi le ingoia, non può mancare chi ci rimane secco. La cocaina è roba costosa, solo una minoranza statisticamente irrilevante se la può permettere.

cocorico di riccione 7cocorico di riccione 7

 

Davanti a questo fenomeno - marginale - si levano proteste e proposte assurde: chiudere le discoteche oppure introdurvi cani poliziotto, rigidi controlli, perquisizioni e roba simile. Come se tali provvedimenti fossero attuabili e risolutivi. Scemenze. La lotta allo spaccio va fatta nella società, non nelle sale da ballo che sono lo specchio delle città, delle abitudini invalse, dei vizi diffusi, dell' insoddisfazione adolescenziale oggi uguale a quella di ieri e di cinquant' anni orsono.

 

cocorico di riccione 6cocorico di riccione 6

Insoddisfazione a cui i ragazzini tentano di rimediare cercando nella chimica ciò che non hanno nel loro intimo e che nessuno ha mai avuto: la gioia di vivere. Stare tra le gente comporta anche sofferenze.

 

Quelli che non sopportano i dolorini germoglianti in fondo all' animo si illudono di reprimerli ricorrendo agli stupefacenti o semplicemente alla birra. Sono i più sensibili e i più deboli, forse un po' sciocchi o ingenui, inconsapevoli che campare non è una passeggiata tra gigli e corpi femminili (o maschili) accoglienti.

 

cocorico di riccione 5cocorico di riccione 5

Lottare contro la droga significa impegnarsi a bloccare coloro che la vendono. La vendono dappertutto, mica solo in discoteca: nelle latterie, agli angoli delle strade, dovunque.

Sarebbe sufficiente guardarsi in giro di notte (anche di sera) e sbattere in galera i mercanti. Non si fa. Nessuno è stimolato a farlo. Se un poliziotto lo facesse e ammanettasse un pusher, cosa accadrebbe? Nulla. La giustizia non si occupa di queste fregnacce.

 

DISCOTECA GUENDALINADISCOTECA GUENDALINA

Libera subito il delinquente, e festa finita. Se incarcerassimo tutti i farabutti in circolazione, d' altronde, saremmo costretti a trasformare in prigioni il 50 per cento degli edifici urbani.

Piombare le porte delle discoteche non serve. È come vietare all' umanità di essere umana, piena di difetti, di paure, presa eternamente dall' esigenza di evadere da se stessa, dalle proprie angosce. Un ricordo personale che non riguarda la mia giovinezza, bensì quella dei miei figli. I quali, quando erano sui 16-17 anni, mi imploravano con insistenza: facci uscire la sera, anzi la notte.

DISCOTECA GUENDALINADISCOTECA GUENDALINA

 

Domandavo loro perché avessero bisogno del buio pesto per divertirsi.

La loro risposta era disarmante: le discoteche aprono a mezzanotte. Non sapevo come comportarmi.

 

Riluttante, finivo per acconsentire, però mi tremavano le ginocchia. Non ho mai capito perché un qualsiasi negozio abbassi le saracinesche - obbligatoriamente - alle 19.30, mentre alle balere sia concesso di fare baldoria fino alle 4 di mattina. Confondere le tenebre con la luce è sintomatico di un mondo capovolto e impazzito. Dal quale è paradossale pretendere equilibrio e ragionevolezza.

DISCOTECA GUENDALINA DISCOTECA GUENDALINA

 

Non sono quindi quattro stupidotti di 18 anni da curare, ma milioni di adulti idioti che hanno ridotto la convivenza a controsenso organizzato. Invece di eliminare la musica assordante diamoci regole diverse da quelle che ci hanno annientato.

Ultimi Dagoreport

fabio rampelli giorgia arianna meloni

DAGOREPORT: FRATELLI DEL KAOS - IL DISGREGAMENTO DI FRATELLI D’ITALIA, DOPO TRE ANNI DI MELONISMO SENZA LIMITISMO, SI AVVICINA SEMPRE PIÙ ALLA SOGLIA DELL’IMPLOSIONE - AL ROSARIO DI FAIDE ALLA FIAMMA, ORA SI AGGIUNGE UN’ALTRA ROGNA DI NOME FABIO RAMPELLI, FONDATORE NELLE GROTTE DI COLLE OPPIO DELLA SEZIONE “I GABBIANI”, CHE AGLI INIZI DEGLI ANNI ‘90 HA SVEZZATO, TRA CANTI DEL CORNO E ANELLI MAGICI, L’ALLORA QUINDICENNE GIORGIA CON LA SORELLINA ARIANNA, FAZZOLARI, MOLLICONE, GIULI, LOLLOBRIGIDA, ROSSI, SCALFAROTTO E MOLTI ALTRI CAPOCCIONI OGGI AL POTERE – MITO RINNEGATO DI MELONI, CHE HA PREFERITO CIRCONDARSI DI YES-MEN, RAMPELLI OGGI SI AUTOCANDIDA A SCENDERE IN CAMPO NELLA PRIMAVERA DEL ’27 CONTRO IL BIS CAPITOLINO DI ROBERTINO GUALTIERI - E ORA CHE FARANNO ‘’PA-FAZZO’’ CHIGI E VIA DELLA SCROFA CHE LO VEDONO COME IL FUMO NEGLI OCCHI? CONTINUERANNO A SBATTERE LA PORTA IN FACCIA AL LORO EX IDEOLOGO DI COLLE OPPIO? 

vladimir putin colpo di stato soldati militari.

DAGOREPORT – ORA PUTIN È DAVVERO TERRORIZZATO: PIÙ CHE I DRONI UCRAINI CHE BUCANO LE DIFESE AEREE OGNI GIORNO, A TORMENTARE IL CAPOCCIONE DEL “MACELLAIO RUSSO” (COPYRIGHT BIDEN) È UN POSSIBILE COLPO DI STATO – QUESTA VOLTA A INSORGERE NON SAREBBE UN GRUPPO DI SCALMANATI MERCENARI COME LA WAGNER GUIDATA DA PRIGOZHIN, MA L’ESERCITO. I COLONNELLI GLI RINFACCIANO L’UMILIAZIONE SUBITA IN UCRAINA (AVEVA PROMESSO DI CONQUISTARE KIEV IN TRE SETTIMANE, È IMPANTANATO DA 4 ANNI), E LUI REPLICA DANDO LA COLPA AI SOLDATI – L’OCCASIONE PERFETTA PER UN GOLPETTO? POTREBBE ESSERE DIETRO L’ANGOLO. DOMANI “MAD VLAD” PARTE PER LA CINA. E AL SUO RITORNO…

maurizio martina francesco lollobrigida elly schlein giorgia meloni

DAGOREPORT – LA STORIA DELLA CANDIDATURA DI MAURIZIO MARTINA ALLA FAO È STATO UNO “SCHERZETTO” BEN CONGEGNATO DALL'AZZOPPATA MELONI CON L'EX COGNATO LOLLOBRIGIDA, PER METTERE IN DIFFICOLTÀ ELLY SCHLEIN: LA SPAGNA HA PUNTATO DA TEMPO LA POLTRONA, TANTO CHE SANCHEZ HA PROPOSTO UN SUO MINISTRO, FEDELISSIMO, LUIS PLANAS. È QUI CHE I FRATELLI D’ITALIA HANNO INTRAVISTO L’OPPORTUNITÀ: SAPENDO CHE L’ITALIA HA POCHE CHANCE, HANNO MESSO SUL PIATTO IL NOME DI MARTINA, PER SPACCARE IL PD E ACCUSARE SCHLEIN DI “SUBALTERNITÀ” RISPETTO AL BEL PEDRO – VORACI COME SONO DI CARICHE E INCARICHI, TI PARE CHE RINUNCIANO A UNA POLTRONA PER DARLA A UN EX SEGRETARIO DEL PD? ERA TUTTO “SPIN”, E I RIFORMISTI DEM HANNO ABBOCCATO…

elkann lapo ginevra john gianni agnelli margherita agnelli poteri

DAGOREPORT - MENTRE LAPO SI RIAVVICINA ALLA MADRE MARGHERITA AGNELLI (“VOGLIO RICOMPORRE UN RAPPORTO DI AFFETTO E DI SERENITÀ”), SI AVVICINA L’UDIENZA DEL 22 GIUGNO A TORINO CHE POTREBBE PORTARE A UN RINVIO A GIUDIZIO PER JOHN ELKANN PER TRUFFA AI DANNI DELLO STATO - NELLO STESSO TEMPO COMINCIA A DIPANARSI L’INTRECCIO DELLE VARIE CAUSE CIVILI INCASTRATE L’UNA CON L’ALTRA TRA ITALIA E SVIZZERA CHE VEDE CONTRAPPORSI MARGHERITA AI SUOI TRE PRIMI FIGLI, AL FINE DI TOGLIERE AL PRIMOGENITO JOHN LA GUIDA DELL’IMPERO EXOR - MA DAGOSPIA PUBBLICA UN ATTO UFFICIALE RELATIVO AI POTERI DELLA "DICEMBRE", LA SOCIETA' CHE HA LA QUOTA PRINCIPALE DEL GRUPPO CHE CONTROLLA EXOR, SOTTOSCRITTO NEL 1999 DALLA STESSA MARGHERITA, IN CUI SI LEGGE: "QUALORA GIOVANNI AGNELLI MANCASSE O PER QUALSIASI RAGIONE FOSSE IMPEDITO, L'AMMINISTRAZIONE NELLA SUA IDENTICA POSIZIONE CON GLI STESSI POTERI E PREROGATIVE SARA' ASSUNTA DA JOHN PHILIP ELKANN..."

marina berlusconi antonio tajani giorgia meloni

FLASH – COM’È FRICCICARELLO ANTONIO TAJANI IN QUESTI GIORNI: PRIMA HA FATTO USCIRE SUI GIORNALI L'IPOTESI DI UNA POSSIBILE “MANOVRA CORRETTIVA”. POI HA RINFACCIATO ALL’OPPOSIZIONE LO STALLO IN COMMISSIONE VIGILANZA RAI, CHE BLOCCA LA NOMINA DI SIMONA AGNES A PRESIDENTE DELLA TV PUBBLICA (CANDIDATURA A CUI ORMAI NON CREDE NEMMENO LEI). IL MOTIVO DI TANTO PENARE? MARINA BERLUSCONI: TAJANI DEVE DIMOSTRARE ALLA “PADRONA” DI FORZA ITALIA DI NON ESSERE IL MAGGIORDOMO DI GIORGIA MELONI…

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...