liliana resinovich sebastiano visintin

IL FIGLIO ABORTITO, I 100MILA EURO IN BANCA, LE CHIAMATE E I DUE GRANDI AMORI: TUTTI I MISTERI ANCORA IRRISOLTI SULLA MORTE DI LILIANA RESINOVICH – IL CADAVERE DI LILLY FU TROVATO IL 5 GENNAIO DEL 2022 IN UN BOSCHETTO DI TRIESTE: IL CASO FU DERUBRICATO SUBITO A SUICIDIO, FINCHÉ L’ANNO SUCCESSIVO L’INCHIESTA NON FU RIAPERTA DA UNA INTERCETTAZIONE DEL MARITO, SEBASTIANO VISINTIN – LA VERTEBRA ROTTA DAL TECNICO DELL’AUTOPSIA, LE VOCI SULLA SEPARAZIONE E I SOLDI…

Estratto dell’articolo di Pier Luigi Vercesi per il “Corriere della Sera”

 

SEBASTIANO VISINTIN LILIANA RESINOVICH

Sette mazzolini di fiori e qualche nastro rosso indicano il luogo dove è stata ritrovata, 22 giorni dopo la scomparsa, Liliana Resinovich, 63 anni, ex dipendente regionale, Lilly per gli amici. La recinzione a protezione del boschetto, all’altezza di via Weiss 21 nel parco di San Giovanni, sui colli triestini, è divelta.

 

Ci spostiamo per lasciar passare due coppie attirate in questo macabro tour mentre rintoccano le campane di San Giusto.

 

Quel pomeriggio del 5 gennaio 2022 il freddo è tollerabile. Alle 16, le ricerche portano alla scoperta del cadavere di una donna esile, rannicchiata in posizione fetale, avvolta in due sacchi della spazzatura con altrettanti sacchetti serrati attorno al collo. Il corpo viene spostato e manipolato nel tentativo di dargli un nome.

 

Liliana Resinovich

Il marito, Sebastiano Visintin, fotoreporter in pensione che arrotonda facendo l’arrotino, volto nervoso e corpo asciutto, ha il telefono silenziato perché è davanti a una troupe televisiva e prima di recarsi al boschetto parla con i giornalisti. È l’inizio di una vicenda che, se fosse un giallo […] ci vorrebbero Simenon o Camilleri.

 

[…] Nelle settimane precedenti il ritrovamento è entrato in scena un comprimario, Claudio Sterpin, all’epoca 82 anni, dieci in più di Sebastiano e venti di Liliana. Lo chiamano l’«etiope di Trieste», un marciatore grondante di medaglie che quarant’anni prima aveva intrecciato una relazione d’amore con Lilly, spezzata all’apparire di Sebastiano Visintin, altro tipo con un piglio epico.

 

Claudio Sterpin

Dall’obiettivo della sua macchina fotografica sono passate immagini memorabili. Correva da una parte all’altra del confine goriziano come a nessun altro era concesso. Aveva coraggio e relazioni. Era il Serpico dei fotoreporter.

 

Liliana è una donna fragile, dolce, attratta da uomini con un carattere pronunciato. È generosa con il marito e con Sterpin, con il quale riallaccia una «tenera amicizia» e lo raggiunge ogni martedì per stirargli le camicie. Pare volesse lasciare Visintin per rifarsi una vita con lui.

 

Così almeno sostiene Claudio, perché Lilly non lo racconta a nessuno, è il suo tormento, e questo potrebbe essere il movente per un omicidio passionale.

 

[…]  Mentre la Tac e l’autopsia non escludono il suicidio, la titolare dell’inchiesta, Maddalena Chergia, travolta dal frastuono di testimonianze rilasciate nei salotti televisivi, si muove con circospezione.

 

Solo due le certezze: alle 8.22 ha telefonato a Sterpin per annunciargli un ritardo dovendo passare al negozio WindTre, pur avendo lasciato a casa i suoi due cellulari e il borsellino; la verduraia l’ha vista passare davanti al negozio tra le 8.15 e le 8.30. Sebastiano era uscito di casa alle 7.45, aveva fatto consegne e alle 12 era andato in bici a provare la fotocamera GoPro.

il post di sebastiano visintin sulla moglie liliana resinovich

 

Un alibi vero o, come sostengono i colpevolisti, costruito ad arte.

 

Un mese dopo entra in scena il fratello di Lilly, Sergio: «Mia sorella è stata uccisa. Il movente è economico». Presenta alla Procura una memoria in cui fa il nome dell’assassino, un parente. Pare che la Resinovich avesse un conto con oltre 100 mila euro.

 

Dai personaggi si passa ai reperti. Pochi. Sul cordino che stringeva i due sacchetti attorno al collo di Lilly ci sono tracce. In una il Dna è della vittima. L’ipotesi del suicidio si fa strada. L’altra lieve traccia organica non porta né a Visintin né a Sterpin. Così la perizia disposta dalla Procura sembra mettere fine all’inchiesta: Liliana si sarebbe suicidata e sarebbe morta poco prima del ritrovamento. E dov’era stata fino ad allora senza soldi?

liliana resinovich 3

 

[…]  Un anno dopo il rinvenimento del cadavere, la Procura di Trieste chiede di archiviare il fascicolo, ma le 2.600 pagine prodotte dagli inquirenti non convincono il gip Luigi Dainotti. Nel frattempo scoppia la bomba di un’intercettazione ambientale: Sebastiano, parlando al telefono con un amico, racconta di aver accompagnato Lilly ad abortire un figlio non suo nel 1991. Azzarda fosse di Sterpin, ma questo è un pettegolezzo, dicono i giudici. E si procede a riesumare il cadavere.

 

La nuova autopsia viene affidata all’antropologa forense Cristina Cattaneo […]

 

[…]  l’anatomopatologa più famosa d’Italia capovolge la storia fin qui accreditata. Lei e il suo staff non hanno dubbi: Lilly è morta tra le 9 e le 12 del giorno in cui è scomparsa, lo testimonia la colazione che ha nello stomaco; dimostra, in alcune centinaia di pagine, che è stata uccisa, e il corpo non è mai stato spostato da dove è stato trovato. C’è anche una frattura alla lamina della seconda vertebra toracica finora non riscontrata. Lilly sarebbe stata strangolata con una mossa da dietro le spalle.

liliana resinovich 4

 

Non resta che inchiodare l’assassino. O gli assassini. Una svolta, non fosse che di lì a qualche giorno si presenta in Procura il tecnico che aveva preparato il cadavere di Lilly per la prima autopsia.

 

«Temo di averla rotta io quella vertebra», sussurra. E anche i triestini insorgono: quel bosco è il regno di cinghiali e topi; in 22 giorni, di Lilly, non sarebbero rimaste che le ossa. Visintin viene iscritto nel registro degli indagati. L’avvocato di Sebastiano, Paolo Bevilacqua, è sereno, solo atti dovuti. Lui è di parte, ma giura di essersi convinto per il suicidio. «Se delitto fosse, sarebbe un delitto più che perfetto».

Claudio Sterpin liliana resinovich

 

E intanto proseguono le analisi sul corpo della povera Lilly, che uccisa o suicidata, è stata comunque vittima di un tormento che solo uno psichiatra potrebbe spiegare. […]

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