filippo facci vannacci

“IL FEMMINICIDIO, IN SENSO PURO, NON PUÒ ESISTERE: UCCIDERE UNA DONNA NON PUÒ VALERE PENALMENTE PIÙ CHE UCCIDERE UN UOMO” – FILIPPO FACCI COMMENTA L’AFFONDO DI VANNACCI CHE HA DETTO "UN REATO NON È PIÙ O MENO GRAVE IN BASE AL SESSO”: “LO DICO E SCRIVO DA SEMPRE, E HO DALLA MIA LA COSTITUZIONE, IN REALTÀ LO SA QUALSIASI GIURISTA: L’ARTICOLO 3 STABILISCE PARI DIGNITÀ ED EGUAGLIANZA DAVANTI ALLA LEGGE SENZA DISTINZIONE DI SESSO. LA PAROLA MADRE RESTA 'OMICIDIO'. IL RESTO È UNA SOFISTICAZIONE GIURIDICA: OMICIDIO QUALIFICATO DA UN MOVENTE O CONTESTO DI DOMINIO, POSSESSO, CONTROLLO, ODIO O DISCRIMINAZIONE DI GENERE, IN PRATICA UNA FORMA DI AGGRAVANTE COME CE NE SONO ALTRE”

Dall’account Facebook di Filippo Facci

 

filippo facci

AHIA. Ahia che male.  Tremendo imbarazzo. VANNACCI ha detto: «Il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri, uomini e donne sono uguali, non c'è bisogno di proteggere alcuno nei confronti degli altri e quindi devono essere tutti soggetti alle stesse regole. Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità».

 

Ahia, perché io lo dico e scrivo da sempre, e ho dalla mia la Costituzione, in realtà lo sa qualsiasi giurista: l’articolo 3 stabilisce pari dignità ed eguaglianza davanti alla legge senza distinzione di sesso.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 8

Perciò il femminicidio, in senso puro, non può esistere: uccidere una donna non può valere penalmente più che uccidere un uomo. La parola madre resta omicidio.

 

Il resto è una sofisticazione giuridica: omicidio qualificato da un movente o contesto di dominio, possesso, controllo, odio o discriminazione di genere, in pratica una forma di aggravante come ce ne sono altre.

 

Poi sul fatto che «non c'è bisogno di proteggere alcuno» ci sarebbe un lungo discorso da fare, il bisogno talvolta c'è eccome, anche se certo non riguarda certi giornalisti e direttori di giornale con le loro scorte.

 

VANNACCI SENZA FRENI, 'IL FEMMINICIDIO NON ESISTE, UN OMICIDIO COME ALTRI'

Il generale sceglie 'Futura' di Dalla come inno. E in sala il saluto ai 'camerati'

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 12

di Michela Suglia (ANSA) - ROMA, 14 GIU - Incontenibile, orgogliosamente controcorrente e senza peli sulla lingua. E' l'upgrade di Roberto Vannacci da oggi ufficialmente in politica al timone di Futuro Nazionale. Il suo partito, nato a febbraio davanti a un notaio, ora ha un presidente (lui, in carica per 3 anni), un'assemblea nazionale con 120 componenti, un esecutivo e truppe in tutt'Italia. E nel giorno del debutto, il generale sale sul ring. E dall'auditorium della Conciliazione, dove accoglie i Costituenti del partito a due passi dal Vaticano, tira fendenti e non fa sconti a nessuno.

 

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 9

Nemmeno su un'emergenza come il femminicidio. Il reato introdotto in Italia un anno fa è "un'assurdità" - sentenzia Vannacci - perché "è un omicidio come tutti gli altri", convinto che non sia il genere della vittima a poter definire un delitto. "Un reato non è più o meno grave in base al sesso, al colore della pelle o alla religione di chi lo commette o di chi lo subisce: questa è la vera parità", argomenta. E messo alle strette dai cronisti, è definitivo: "Il femminicidio non esiste".

 

Fedele alle sue battaglie anti gender e quote rosa, il generale scaglia la sua freccia. E il colpo va segno a sentire gli applausi dei 'suoi', più forti in quel passaggio. Ma non l'unico. I cuori si scadano sulla battaglia madre di FnV: la remigrazione. Qui spesso platea in piedi e sventolio di bandiere. Un popolo che non si offende al richiamo del leader di essere "feccia e scarto" della società, anzi. E che sposa le promesse più sovraniste, con slogan della destra sociale e un programma dominato dall'azione e dalla disciplina militare com'è quello che sciorina il presidente per più di un'ora.

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 11

 

L'Italia promessa da Vannacci è fatta da più figli, zero migranti (perché rimpatriati) o con un tetto massimo del 4% che comunque si assimilino a cultura e valori nazionali, niente più giovani sul divano e sport per tutti perché - spiega a lungo il militare - è un investimento nel benessere personale e garanzia di spendere meno soldi per curare le malattie. Un apprezzamento ricambiato che fa dire a Vannacci: "Io rappresento la speranza degli italiani e non della sinistra" come lo accusano i partiti di maggioranza. Ai potenziali alleati assicura: "Io non voglio fare implodere il centrodestra". Ma tiene il punto: "Le alleanze si fanno prima delle elezioni, ho delle linee rosse e non sono disposto a negoziarle".

 

roberto vannacci e i suoi camerati foto lapresse

L'assemblea sdogana perfino la parola "camerata". A usarla senza imbarazzo è il deputato Domenico Furgiuele, l'ex leghista che così saluta il pubblico. E poco dopo si associa lo pseudo ideologo del partito Lorenzo Gasperini che chiude l'orazione sfoggiando citazioni di Giorgio Almirante ("La destra o è coraggio o non è"), con tanto di cori di apprezzamento. Il mood della giornata cambia anche rispetto ai giornalisti. Non nel botta e risposta con la stampa, da cui Vannacci dice di sentirsi bersagliato, ma sulla logistica.

 

Lo spazio per il punto stampa si allarga e soprattutto si aprono le porte del teatro ai media per seguire gli interventi dei vannacciani poi del comandante. Lui si sbraccia per illustrare il programma e svela il suo pantheon musicale composto da De Andrè per il verso sul "letame da cui nascono i fiori" (proprio come i futuristi) e da Lucio Dalla.

roberto vannacci assemblea costituente di futuro nazionale foto lapresse 1

 

La sua canzone Futura diventa l'inno del Fvn. Altro momento pop è con Laura Ravetto, la deputata che sale sul palco con uno spray per stirare e rivela il gioco: "I giornalisti diranno che vogliamo che le donne stiano a casa a stirare e invece no. La mia proposta é il merito" come il marchio dell'appretto. E aggiunge: "Le donne devono arrivare con il merito e non servono le quote rosa". Ma ora che lo scheletro del partito c'è, la palla passa agli iscritti ed elettori. A loro è rivolto lo sprone del generale: "Futuro nazionale è vostro, io ho fatto il frontman" E da la sua parola: "Questo non sarà il partito dei capi bastone".

giulia bongiorno

 

BONGIORNO CONTRO VANNACCI, 'NOSTALGIA DEL DELITTO D'ONORE?'

Associazioni e opposizioni all'attacco. Papà Ilaria Sula: 'Rispetto, non è come omicidio'

(di Chiara Acampora) (ANSA) - ROMA, 14 GIU - Critiche dalle associazioni e indignazione dai familiari delle vittime, ma le parole più dure per la presa di posizione del generale Roberto Vannacci sul femminicidio arrivano da chi è stato in prima linea per quella legge.

 

"Il punto non è che la morte di una donna 'pesa' più di quella di un uomo, ma la gravità della spinta che porta a uccidere una donna per odio o disprezzo, ritenendola un essere inferiore - tuona la senatrice della Lega Giulia Bongiorno, promotrice del 'codice rosso' ed anche relatrice del disegno di legge che ha introdotto il reato di femminicidio nel codice penale - Ecco perché la critica del leader di Futuro nazionale è totalmente fuorviante. Spero non ci sia nostalgia per il reato previsto fino al 1981, quando venivano concesse attenuanti a chi uccideva una donna per causa d'onore".    

 

FEMMINICIDIO 3

E non ci sta a sentirsi dire che "il femminicidio è un omicidio come tutti gli altri" chi quel dolore l'ha vissuto in prima persona, perdendo una figlia di soli 22 anni accoltellata a morte dall'ex. "Femminicidio e omicidio sono due cose ben diverse - sottolinea Flamur Sula, il papà di Ilaria, la studentessa di origini albanesi uccisa e messa in una valigia abbandonata in un dirupo alle porte di Roma -. Nostra figlia ci è stata portata via senza un perché, senza un motivo. Le leggi devono essere severe per chi fa del male alle donne. Solo chi ci passa può capire cosa vuol dire, parlare per gli altri è troppo facile". Il papà di Ilaria è categorico: "Bisogna portare rispetto a mia figlia e a tutte le altre donne che per colpa di un uomo non ci sono più".   

 

FEMMINICIDIO

Sul piede di guerra anche le associazioni. Per la presidente Differenza donna, Elisa Ercoli, è "totale" la "gravità" delle parole di Vannacci pronunciate sul palco dell'Assemblea costituente del partito Futuro Nazionale, e sono "pari alla responsabilità di chi nega le vittime di mafia nella loro specificità". Sulla stessa scia Cristina Carelli, presidente D.i.Re - Donne in Rete contro la violenza: "La deriva fascista della società, pericolosa per le libertà di tutte e tutti - dice - è una vera maledizione per la libertà delle donne, per il contrasto alla violenza e per un futuro in cui i diritti siano effettivamente rispettosi delle differenze".    

 

Le dichiarazioni di Vannacci hanno, inevitabilmente, innescato numerose reazioni politiche. "E' negazionismo patriarcale - sostiene a senatrice del Pd Cecilia D'Elia - non vede l'esistenza della violenza maschile contro le donne, e il carattere proprio dei femminicidi". Categorica Mara Carfagna, segretario di Noi Moderati: "Il raglio di un asino non cancellerà una battaglia di civiltà".

femminicidio

 

Mentre le senatrici di Italia Viva Daniela Sbrollini, capogruppo in commissione Femminicidio, e Dafne Musolino, vicecapogruppo al Senato ritengono le parole del generale "gravissime e offensive nei confronti delle tante donne vittime di violenza e delle loro famiglie". Angelo Bonelli, deputato AVS e co-portavoce di Europa Verde, parla di "silenzio colpevole della presidente del consiglio" che considera "uno schiaffo a tutta Italia".

 

La senatrice del Partito Democratico Valeria Valente, invece, nota una "contraddizione che non si può tacere: il reato di femminicidio è stato approvato all'unanimità, anche con i voti dei parlamentari dell'allora maggioranza, oggi migrati in Futuro nazionale".

 

E non si è lasciata attendere la posizione di Laura Ravetto, ex leghista e ora deputata di Futuro Nazionale: "Il generale ha detto che i reati non si devono costruire sulla sessualità del reo perché sennò passa al principio che la vita di un uomo abbia un valore diverso. Io sul femminicidio avevo fatto tutte le mie osservazioni interne sul fatto che era incostituzionale proprio perché c'era questo problema. Poi naturalmente è stata votata all'unanimità, si è scelta questa strada. Però la riflessione del generale la ritengo assolutamente condivisa".

Ultimi Dagoreport

sigfrido ranucci valter lavitola giampaolo rossi

DAGOREPORT - MARTEDÌ PROSSIMO CALERÀ IL SIPARIO SU RANUCCI: A OTTOBRE, QUANDO RITORNERÀ IN ONDA “REPORT”, L’AMICO FRATERNO” DI WALTERINO LAVITOLA NON SARÀ PIÙ ALLA CONDUZIONE - IN SEGUITO ALLE VERIFICHE INTERNE (“AUDIT) SUL RISPETTO DEL CODICE ETICO DELLA RAI E IN ATTESA DELLE DECISIONI DEGLI INQUIRENTI E DEI MAGISTRATI SULLA MA-LAVITOLA ALLE VONGOLE SGUSCIATE, L'AMMINISTRATORE DELEGATO GIAMPAOLO ROSSI COMUNICHERÀ A RANUCCI IL CAMBIO DI CONDUZIONE (SOSTITUZIONE CHE È NEL PIENO DIRITTO DELLE PROCEDURE AZIENDALI) - QUINDI, A DISPETTO DI QUANTO PIÙ VOLTE SCRITTO, IL DIPENDENTE RAI RANUCCI SIGFRIDO NON VERRÀ ASSOLUTAMENTE “SOSPESO” DAL RUOLO DI VICE-DIRETTORE, IL SUO STIPENDIO CORRERÀ TRANQUILLO COME OGNI MESE, MA VERRÀ SPOSTATO DAL RESPONSABILE DEI PROGRAMMI DI APPROFONDIMENTO, PAOLO CORSINI, AD ALTRI IMPORTANTI INCARICHI - FINE DEL PRIMO TEMPO....

giorgia meloni e primo ministro etiope abiy ahmed sem fabrizi

DAGOREPORT – COME SI È ARRIVATI AL CLAMOROSO SCAZZO DIPLOMATICO CON L’ETIOPIA? BISOGNA TORNARE AL 2024, QUANDO IL PREMIER DI ADDIS ABEBA, ABIY AHMED, AIUTA GIORGIA MELONI A CONVINCERE L’UNIONE AFRICANA A FIRMARE IL PIANO MATTEI. GLI ALTRI LEADER DEL CONTINENTE NERO ERANO SCETTICI (EUFEMISMO) E AHMED TIRA FUORI DAL CILINDRO IL COINVOLGIMENTO DELL’UE – SOLO CHE IL GOVERNO ETIOPE SI ASPETTAVA QUALCHE “VANTAGGIO” CHE, EVIDENTEMENTE, NON È ARRIVATO. RISULTATO? LA “RITORSIONE” CONTRO SEM FABRIZI, OTTIMO AMBASCIATORE, CHE DOPO DIECI MESI È STATO RICHIAMATO IN ITALIA PER EVITARE L’UMILIAZIONE DI ESSERE DICHIARATO “PERSONA NON GRATA"

ceuta migranti spagna francia pedro sanchez giorgia meloni emmanuel macron

FLASH – IN POCHI SOTTOLINEANO QUALI SONO GLI UNICI DUE GRANDI PAESI DELL’UE A NON ACCODARSI AI “RESPINGIMENTI” DEI DUBLINANTI VERSO L’ITALIA: FRANCIA E SPAGNA – MACRON E SANCHEZ SE LA RIDONO DI FRONTE ALLE DIFFICOLTÀ DI GIORGIA MELONI, E MOSTRANO ORGOGLIOSAMENTE MA SENZA PUBBLICIZZARLA LA LORO POSIZIONE: NOI SIAMO PER L’ACCOGLIENZA, NON RIMANDIAMO INDIETRO NESSUNO, ANCHE SE POTREMMO. UNA MOSSA POLITICA CHE MANDA FUORI GIRI GLI OTOLITI DELLA “SIRENETTA DEL COLLE OPPIO”

giorgia meloni antonio tajani matteo salvini

DAGOREPORT – I FRANCHI-TIRATORI PER IL “MELONELLUM” INIZIANO A ESSERE TANTI, FORSE TROPPI – SE LA LEGA VA DRITTA VERSO LA RESA DEI CONTI, ANCHE FORZA ITALIA È IN TUMULTO - DOPO LA “FRONDA” DELLE DONNE, GUIDATE DALLA BERLUSCHINA DEBORAH BERGAMINI, SU PREFERENZE E PARITÀ DI GENERE, ORA È IL MINISTRO DELLA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE, PAOLO ZANGRILLO, A INCAZZARSI CON TAJANI PER IL MANCATO COINVOLGIMENTO NELL’INIZIATIVA ANTI-BUROCRAZIA DEL PARTITO – IL GUAIO PIÙ GROSSO PER LA DUCETTA, PERÒ, RESTA QUEL CARTOCCIO DEL CARROCCIO: CON IL 6% CHE GLI ATTRIBUISCONO I SONDAGGI (DI CUI QUASI LA METÀ “CONTROLLATO” DAI GOVERNATORI DEL NORD), LE TRUPPE DEL PARTITO DI SALVINI SI SGONFIERANNO. DEGLI ATTUALI 95 TRA DEPUTATI E SENATORI, E SARÀ UN MIRACOLO SE RESTERANNO UNA TRENTINA - IN CASO DI VITTORIA DEL CENTROSINISTRA, LA SITUAZIONE POTREBBE ESSERE ANCORA PEGGIORE: DUE LEGHISTI SU TRE RISCHIANO DI NON ESSERE RIELETTI - CHISSA' COSA SUCCEDERA' A SETTEMBRE, QUANDO ALLA CAMERA I DEPUTATI DI LEGA E DI FORZA ITALIA (MA ANCHE FRANGE DI FDI) SARANNO CHIAMATI A VOTARE (CON SCRUTINIO SEGRETO) LA NUOVA LEGGE ELETTORALE, UNICA RIFORMA RIMASTA IN PIEDI DEL GOVERNO MELONI....

meloni schlein lovaglio messina donnet

DAGOREPORT – A FERRAGOSTO UN COLPO DI “SOLE” CI STA. FIRMATO DAL DIRETTORE DEL QUOTIDIANO DELLA CONFINDUSTRIA, FABIO TAMBURINI ANNUNCIA CHE PER CONTRASTARE L’OPAS DI INTESA SU MPS NELLA MENTE DI LUIGI LOVAGLIO FRULLEREBBERO NON UNA, MA ADDIRITTURA DUE OPS (OFFERTA PUBBLICA DI SCAMBIO). UNA PER PRENDERE IL CONTROLLO SUL BANCO BPM E L’ALTRA PER ACQUISIRE BANCA GENERALI – NON FINISCE QUI: IN BALLO CI SAREBBE ANCHE LA POSSIBILE VENDITA DEL 13,2% DI GENERALI POSSEDUTO DA MEDIOBANCA, VERO OBIETTIVO DEL RISIKONE BANCARIO – A INGARBUGLIARE LA PARTITA, SI È AGGIUNTA LA PRESA DI DISTANZA DALL’OPAS DI INTESA, LA “BANCA DI SISTEMA” GUIDATA DA CARLO MESSINA, DA PARTE DEL POTERE POLITICO AL COMPLETO, CON MELONI E SCHLEIN PER UNA VOLTA SULLO STESSO FRONTE – ‘STA MEGA-OPERAZIONE DELL’IRRIDUCIBILE LOVAGLIO, CHE DOVREBBE ESSERE ANNUNCIATA NEL CDA DI MPS CONVOCATO PER DOMANI, PUÒ AVERE TANTI VARIABILI DA SCHEDINA: 1-2-X – IN TALE LABIRINTO DI SPECCHI, C’È UN ‘’CONVITATO DI PIETRA’’ CHE TUTTI NOTANO MA CHE NESSUNO NOMINA: IL CEO DI GENERALI, PHILIPPE DONNET, CHE OVVIAMENTE NON FA SALTI DI GIOIA AL PENSIERO DELLA POSSIBILE ACQUISIZIONE VIA OPAS SU MPS DI BANCA INTESA DEL 13,2% DEL COLOSSO ASSICURATIVO…

classifica universita shanghai ranking consultancy politecnico milano torino corgnati donatella sciuto

DAGOREPORT – LE LUSINGHE ALLA CINA NON RI-PAGANO – LE UNIVERSITA’ ITALIANE, IN PARTICOLARE I POLITECNICI DI MILANO E TORINO, HANNO STRETTO DA ANNI CONVENZIONI CON GLI ATENEI CINESI PER SCAMBI DI STUDENTI (PIUTTOSTO ASINI) E DOCENTI, CON APERTURE DI SEDI E PROGRAMMI DI RICERCA COMUNI (TANTO GLI STIPENDI LI PAGA LO STATO) – MA LA CINA NON RICAMBIA TANTO AFFETTO: NELLA CLASSIFICA DELLE UNIVERSITA’ PIU’ PRESTIGIOSE PUBBLICATA DALL’ORGANIZZAZIONE “SHANGHAI RANKING CONSULTANCY” I NOSTRI ATENEI LI VEDI CON IL BINOCOLO! PER IL POLITECNICO DI MILANO, IL PIU’ ATTIVO CON LA CINA, DEVI ARRIVARE AL TRECENTESIMO POSTO...