flotilla sotto attacco di israele

LA FLOTILLA E’ FINITA IN POLTIGLIA, AGAIN! BLITZ DI ISRAELE VICINO A CRETA: MINACCE VIA RADIO, POI L’ASSALTO (IN ACQUE INTERNAZIONALI) NEI CONFRONTI DELLA MISSIONE NAVALE UMANITARIA PARTITA PER ROMPERE L’ASSEDIO DELLO STATO EBRAICO A GAZA - I MEDIA ISRAELIANI PARLANO DI “CINQUANTA NAVI SEQUESTRATE E 400 ATTIVISTI IN ARRESTO” – I FLOTILLEROS DENUNCIANO DI ESSERE STATI COSTRETTI A METTERSI IN GINOCCHIO SOTTO LA MINACCIA DELLE ARMI: “QUESTA E’ PIRATERIA. LE AZIONI DI ISRAELE SEGNANO UN’ESCALATION PERICOLOSA E SENZA PRECEDENTI: IL RAPIMENTO DI CIVILI IN MEZZO AL MEDITERRANEO” – A BORDO CI SONO 50 ITALIANI, LA FARNESINA CHIEDE SPIEGAZIONI MA ISRAELE TACE. PROTESTE IN TUTTA ITALIA - “L’UE È AL CORRENTE? LA PROSSIMA VOLTA VERRANNO AD ARRESTARCI DIRETTAMENTE A CASA?” - VIDEO

 

 

https://www.rainews.it/articoli/2026/04/israele-abborda-la-global-sumud-flotilla-pirateria-internazionale-creta-farnesina-tajani-fratoianni-1882ce91-31f2-48e4-b5c9-e985cfeea726.html

 

Alessia Candito per repubblica.it - Estratti

 

flotilla

Intercettati e bloccati nel cortile di casa dell’Europa. Accerchiati e fermati a settanta miglia da Creta, in acque internazionali su cui Atene ha competenza. Con un blitz, rivendicato dalle autorità dello Stato ebraico, ancora una voltala Global Sumud Flotilla, la trentasettesima missione navale umanitaria partita per rompere l’assedio israeliano a Gaza e portare aiuti, medicine e professionisti per la ricostruzione, è stata fermata.

 

“La marina – riporta Al Jazeera – afferma di aver sequestrato circa 50 imbarcazioni con a bordo 400 attivisti a centinaia di chilometri dalle coste israeliane e di aver informato le persone a bordo di essere in arresto. Si tratta dell’operazione militare condotta più lontano da Israele che la storia ricordi”, commentano con malcelato orgoglio le autorità israeliane.

 

Che l’equipaggio demonizza con una nota diffusa nella notte, dopo aver fermato il conteggio interno a 22: "Le azioni di Israele di questa sera – si legge – segnano un’escalation pericolosa e senza precedenti: il rapimento di civili in mezzo al Mediterraneo, a oltre 960 chilometri da Gaza, sotto gli occhi di tutto il mondo. Questa è pirateria. Il sequestro illegale di esseri umani in alto mare condotto con totale impunità, ben oltre i propri confini, senza conseguenze".

flotilla sotto attacco di israele

 

 

Che la nuova missione, la più grande in termini di navi e partecipanti mai organizzata, rischiasse di essere fermata prima di raggiungere Gaza, tutti i volontari saliti a bordo delle prime 58 navi della flotta lo sapevano. E molti con preoccupazione avevano letto della riunione straordinaria al quartier generale militare di Kirya, a Tel Aviv, a cui nel pomeriggio di mercoledì 29 ha partecipato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu, dopo aver chiesto e ottenuto di interrompere il controinterrogatorio nel processo a suo carico.

 

Ma nessuno avrebbe mai pensato che l’Idf e la Marina israeliana entrassero in azione così presto, tre giorni dopo la partenza, di fatto alle porte dell’Europa. Un’azione subito rivendicata dalle autorità israeliane, mentre dall’Italia la Farnesina con una nota ufficiale chiede “spiegazioni”.

flotilla sotto attacco di israele

 

 

Sparpagliati sulle navi della flotta umanitaria, partita per portare aiuti necessari per dare respiro alla Striscia sotto assedio, ci sono circa cinquanta italiani. “Il ministro degli Esteri Antonio Tajani ha chiesto immediatamente all'Unità di Crisi, all'ambasciata d'Italia a Tel Aviv e all'ambasciata d'Italia ad Atene di assumere informazioni con le autorità israeliane e greche per definire i contorni dell'operazione in corso e permettere al Governo italiano di mettere in atto le azioni necessarie a tutelare i cittadini italiani imbarcati”, fa sapere con una nota la Farnesina.

 

Ma Israele tace, l’account del ministero degli Esteri si limita a postare un video che denigra la missione: “ecco cosa portava la trovata pubblicitaria della Flotilla, preservativi e droga”.

 

Proteste in tutta Italia

global sumud flotilla

Dal centro di coordinamento a terra della missione, che per la giornata del 30 aprile ha convocato manifestazioni in tutta Italia, parte invece la protesta. “L’Unione europea è al corrente di quanto sta accadendo? La prossima volta verranno ad arrestarci direttamente a casa?”, attacca la portavoce italiana, Maria Elena Delia, mentre le operazioni sono ancora in corso e i social si riempiono dei video degli attivisti che raccontano il blitz.

 

L’attacco a sorpresa in acque internazionali

Tutto è iniziato attorno alle 21.30. Mentre le 58 barche della flotta umanitaria navigano in acque internazionali a circa settanta miglia da Creta, dalle prime vele della formazione scatta l’allarme.

 

le navi della flotilla abbordate dagli israeliani 5

“Alcune motovedette che si sono identificate come israeliane hanno bloccato le prime barche”, è il messaggio passato rapidamente da barca a barca. Subito, uno sciame di droni inizia a volare sempre più basso sulla flotta, mentre le comunicazioni radio diventavano impossibili, le frequenze vengono intercettate e disturbate.

 

Rapidamente, a bordo si diffonde il panico. Corre rapida la notizia di un’intercettazione in corso, di equipaggi costretti a inginocchiarsi davanti a mitra spianati, c’è chi ricorda quando i reparti speciali dell’Idf a settembre hanno bloccato la flotta in acque internazionali, catturando tutti gli attivisti poi portati ad Ashdod e da lì in un carcere nel Negev.

 

Droni a bassa quota e radio fuori uso

“La situazione è molto confusa – spiegava in serata Dario Salvetti, del collettivo di fabbrica Gkn – di certo la comunicazione è resa estremamente difficile, le comunicazioni sono disturbate, persino il canale 16 delle emergenze salta. Sulla nostra testa sentiamo diversi droni che sorvolano la flotta”.

 

la nuova flotilla intercettata dagli israeliani

Passa poco tempo perché il timore diventi certezza. Da diverse barche gli attivisti lanciano l’allarme: “le motovedette sono sempre più vicine, ci sono uomini armati che ci puntano contro laser e armi“. Nel giro di un’ora, undici barche spariscono dal tracker, il segnale radio si spegne. Diventeranno ben presto cinquanta.

 

Le minacce via radio di Idf

Chi è a bordo racconta di droni che volano a bassa quota e barche piccole e veloci che tagliano la rotta alle vele. Poi via radio arriva una comunicazione: “Se il vostro intento è portare aiuti a Gaza, dirigetevi verso Ashdod, altrimenti desistete”, si sente dire in inglese a un uomo con marcato accento israeliano. “Qualsiasi tentativo di proseguire verrà considerato azione ostile”, afferma, nonostante le navi veleggino in acque internazionali di competenza greca, su cui – almeno sulla carta – la Marina israeliana non ha sovranità.

le navi della flotilla abbordate dagli israeliani 3

 

Fucili puntati e equipaggi in ginocchio

“Se continuerete a tentare di violare il blocco marittimo, fermeremo la vostra imbarcazione e cercheremo di confiscarla. Siete pienamente responsabili delle vostre azioni". Poi le telecamere di bordo, iniziano a mostrare le immagini in diretta del blitz: equipaggi con le mani alzate, davanti a uomini armati, che urlano e prendono rapidamente il controllo delle barche.

 

“I governi devono agire ora per proteggere la Flotilla e ritenere Israele responsabile di queste flagranti violazioni del diritto internazionale e del genocidio in corso contro il popolo palestinese", è uno degli ultimi messaggi che arriva dalla flotta in mare. Un messaggio che viene subito rilanciato dai cosiddetti equipaggi di terra. "Con una spregiudicata azione militare le forze armate israeliane hanno intercettato alcune navi della Global Sumud Flotilla", confermano dal centro di coordinamento a terra della Flotilla. "Si tratta di una ulteriore escalation del metodo repressivo e della violazione delle norme internazionali da parte di Israele”.

 

(...)

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