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UN FUNERALE…A PIENO REGIME – IL CORTEO FUNEBRE DELL’AYATOLLAH ALI KHAMENEI, UCCISO NEI RAID AMERICANI E ISRAELIANI DELLO SCORSO FEBBRAIO, DIVENTA UN’OPERAZIONE DI PROPAGANDA PER LA REPUBBLICA ISLAMICA – A TEHERAN PARLANO DI “MILIONI” CHE HANNO PARTECIPATO ALLE ESEQUIE DELLA GUIDA SUPREMA (ANCHE SE ALTRI PARLANO DI CENTINAIA DI MIGLIAIA DI PERSONE) E DURANTE I FUNERALI SONO STATI ESPOSTI SLOGAN CONTRO USA E LO STATO EBRAICO – ANCHE LA SCELTA DEI VERSETTI DEL CORANO NON SAREBBE STATA CASUALE, MA DELLE FRECCIATE AI RIVALI INTERNI, IN PARTICOLARE AI NIPOTI DI KHOMEINI, ACCUSATI DI NON AVER SOSTENUTO ABBASTANZA IL REGIME – E TRA I PARTECIPANTI SPUNTA L’EX PRESIDENTE AHMADINEJAD, DOPO MESI DI ASSENZA E VOCI SU UN PRESUNTO PIANO AMERICANO PER RIPORTARLO AL POTERE… - VIDEO

1 - IRAN, FOLLA E SLOGAN DIETRO AL FERETRO E IL REGIME PROCLAMA: SONO MILIONI

Estratto dell’articolo di Greta Privitera per il “Corriere della Sera”

corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 11

 

Finalmente possono scriverlo. Lo stampano i giornali intransigenti, lo riprendono quelli del mondo: milioni. […] Arriva dritta dai presentatori delle tv: milioni. Gli uomini della Repubblica islamica promettono da settimane che per l’addio alla Guida suprema sarebbe arrivata una marea di fedeli sciiti.

 

Ora, non importa se la cifra sia accurata oppure no, le immagini satellitari restituiscono un fiume umano che attraversa Teheran, […] lungo un asse di dieci chilometri trasformato in corridoio di lutto e propaganda.

 

È il quarto giorno delle celebrazioni e la città si muove a passo lento dietro la bara di Ali Khamenei. Il feretro, insieme a quelli dei familiari uccisi con lui, viaggia su un camion chiuso da pareti di vetro. All’interno, le casse avvolte nella bandiera del regime sono illuminate da una luce lattiginosa che le rende visibili da lontano, mentre una folla vestita di nero stringe i drappi rossi della vendetta. […]

corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 8

 

GLI SLOGAN

Le donne piangono, gli uomini pregano, i giovani filmano. C’è chi urla «Morte all’America, morte a Israele», chi batte il petto secondo il rito sciita, chi distribuisce acqua e datteri. Sull’asfalto compare, enorme, la scritta «Donald Trump», tracciata per essere calpestata. Sotto un cavalcavia, un grande manifesto con il volto del presidente americano viene preso a sassate, in una sorta di lapidazione simbolica: «Gli Stati Uniti hanno ucciso nostro padre, non la faranno franca».

 

[…] Il presidente Masoud Pezeshkian cammina circondato da uomini in giacca scura, l’ex presidente Mahmoud Ahmadinejad riappare dopo mesi di silenzio. Ancora assente la nuova Guida suprema, Mojtaba Khamenei. […]

corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 2

 

Sul terreno, però, al di là delle cifre diffuse dai media di Stato, si parla più prudentemente di centinaia di migliaia di partecipanti, numeri difficili da verificare. Anche perché molte testate internazionali sono rimaste fuori dal Paese. […]

 

CONTRO LA PROPAGANDA

L’altro Iran, quello che vuole la fine della Repubblica islamica, combatte la propaganda dei numeri. E ricorda i pullman pagati dal regime per riempire le piazze, gli statali precettati, i poveri a cui si promettono favori pur di trascinarli in strada. È evidente che la maggioranza del Paese non sta con il sistema, ma è difficile ignorare lo zoccolo duro che la Repubblica islamica conserva, una base di sostegno che molti esperti stimano intorno al 15-20 per cento della popolazione, resiliente, disposta a difendere il regime anche sotto pressione. […]

 

2 - MUSICA E CORANO CONTRO I NEMICI INTERNI: SCATTA LA «VENDETTA» SUI NIPOTI DI KHOMEINI

Estratto dell’articolo di G. Pr. per il “Corriere della Sera”

 

corteo funebre di ali khamenei a teheran foto lapresse 12

Nei salotti iraniani e nei canali Telegram dell’esilio, in questi giorni, scorrono in loop le immagini del «funerale del secolo». Non si commentano solo le folle oceaniche, […] Si pesano i dettagli, che, quando si tratta della Repubblica islamica, dettagli non sono mai.

 

Uno di questi è la colonna sonora che accompagna le delegazioni mentre sfilano davanti alla bara del leader ucciso. Per ognuna, un versetto diverso del Corano, cantato dal muezzin di corte. Non una scelta casuale, ma una scaletta politica, spiegano gli esperti: a ogni Paese, a ogni gruppo di potere, un messaggio in codice.

 

Quando davanti al feretro passa la famiglia Khomeini — i nipoti Hassan, Yasser e Ali con i figli — parte il versetto 95 della sura An-Nisa, «Le donne». Un passo che contrappone i credenti rimasti a casa a chi «si sforza nella causa di Dio con i suoi beni e la sua vita». Gli stanno dicendo: non avete combattuto con noi, in questi mesi di guerra non siete stati al fianco del Paese.

 

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Lo storico iraniano Arash Azizi racconta che i Khomeini, in blocco, lasciano il palco subito dopo l’inizio della recitazione. Per qualcuno è la prova che si sono offesi. Per altri, solo una messa in scena confezionata dagli oltranzisti e dai media di Stato per denigrare un casato che oggi, nella base conservatrice, non scalda più i cuori.

 

Eppure, quel cognome è la radice di tutto. Ruhollah Khomeini, il fondatore della Repubblica islamica, negli ultimi giorni di vita — morì nel 1989 per un cancro — quando il compagno di lotta che poi diventerà presidente, Akbar Hashemi Rafsanjani, gli chiede «chi può davvero sostituirti?», risponde «Ali Khamenei».[…]

 

A non piacere dei Khomeini jr, in particolare, è Hassan, il nipote più noto, bersaglio favorito degli intransigenti. Lo accusano di tradimento, lo sfottono per l’auto di lusso, lo dipingono come il religioso che pensa ai ricchi e dimentica i poveri.

 

Hassan KHOMEINI

Hassan, in realtà, paga il peccato di essere vicino al fronte «riformista». È un chierico di rango intermedio, un hojjatoleslam, amico degli ex presidenti Mohammad Khatami e Rafsanjani, aperto a un allentamento delle restrizioni sociali, critico verso l’intervento dei pasdaran in politica. […]

 

Negli ultimi anni il suo nome è comparso più volte nelle liste dei possibili successori di Khamenei. Ma Hassan cammina su un crinale stretto: abbastanza «Khomeini» da parlare a una parte del clero, abbastanza «progressista» da risultare indigesto ai fondamentalisti. Per chi non supporta la Repubblica islamica pensa che sia «come tutti gli altri, solo con meno potere».

 

3 - AL FUNERALE DI KHAMENEI RIAPPARE AHMADINEJAD IL FALCO CHE PIACE AGLI USA

Estratto dell’articolo di Gabriella Colarusso per “la Repubblica”

 

mahmoud ahmadinejad al corteo funebre di ali khamenei

Guarda a terra mentre cammina, ha la mascherina bianca abbassata sotto il mento, i capelli ingrigiti, gli occhiali da vista, una giacca lisa chiara sulla camicia nera. Entra nel corteo con passo dimesso Mahmoud Ahmadinejad, l'ex presidente iraniano il cui nome è finito al centro di mille storie, intrighi e complotti durante la guerra americana contro l'Iran. Fino a essere indicato come l'uomo su cui Washington e Tel Aviv addirittura puntavano per il cambio di regime a Teheran.

 

Lo scrisse a maggio il New York Times, raccontando che c'era un piano per liberarlo con le bombe dagli arresti domiciliari a cui di fatto era costretto e riportarlo al potere. L'operazione andò storta, Ahmadinejad rimase ferito e decise di tirarsi indietro.

 

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[…] Ieri è ricomparso alla processione funebre di Khamenei, con cui pure aveva avuto diversi dissidi negli anni in cui era al vertice della piramide e dopo, fino a diventare una voce anche apertamente critica del sistema. Un paradosso per l'uomo che è passato alla storia per il suo estremismo, il negazionismo dell'Olocausto, l'ossessione sul programma nucleare, la repressione senza sconti del grande movimento riformista dell'Onda verde. […]

 

Ieri la bara dell'ayatollah è stata portata in corteo per chilometri da una marea umana che ha riempito l'intera piazza Azadi e le strade intorno. La salma è stata poi trasportata in elicottero a Qom. C'erano tutti i potenti che oggi contano in Iran, non solo i chierici più influenti, ma anche l'ex ministro dell'Intelligence dei pasdaran, Hossein Taeb, e il capo dei Guardiani Ahmed Vahidi che è arrivato in motocicletta con l'autista, come pure Araghchi, il ministro degli Esteri. […]

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