milena gabanelli baby gang reati minori

CONTRO L’EMERGENZA BABY GANG IL GOVERNO STA SBAGLIANDO: LA REPRESSIONE DA SOLA NON BASTA - OGGI IL 43% DEGLI ADOLESCENTI, QUANDO ESCE DI CASA, TEME DI RIMANERE VITTIMA DI VIOLENZA E BULLISMO. E DAL 2019 SONO RADDOPPIATI I CASI DI MINORI FERMATI CON I COLTELLI IN TASCA E LE PRESENZE IN CARCERE CRESCIUTE DEL 40% – COL "DECRETO CAIVANO" SARANNO MULTATI I GENITORI DEI MINORENNI CHE DELINQUONO, MA INTANTO SI TAGLIANO I FONDI SULLA PREVENZIONE – GABANELLI: “SERVONO INTERVENTI DI POLITICHE SOCIALI, CON IL DIRETTO COINVOLGIMENTO DELLA FAMIGLIA E DELLA SCUOLA. A OGGI, NEL PROGRAMMA SCOLASTICO, L’EDUCAZIONE ALLE RELAZIONI E AFFETTIVITÀ NON È MATERIA OBBLIGATORIA…” – VIDEO

GUARDA QUI LA VIDEO-INCHIESTA DI MILENA GABANELLI SULLE BABY GANG

 

Estratto dell’articolo di Andrea Priante e Milena Gabanelli per il “Corriere della Sera”

 

MILENA GABANELLI - BABY GANG VIOLENZA E CRIMINI DEI MINORENNI - DATAROOM

Si dice che dietro un adolescente che delinque c’è il fallimento degli adulti. A darne le dimensioni ci pensa la cronaca quotidiana. Un’indagine Demopolis per Con i Bambini dice che il 43% degli adolescenti italiani quando esce di casa teme di rimanere vittima di violenze e bullismo e il 26% è convinto che gli episodi di violenza da parte delle baby gang nella sua città siano sempre più frequenti.

 

Fenomeno in mutamento

[…] Dopo il Covid il fenomeno è esploso e ha cambiato pelle. Oggi ad accomunare i membri delle baby gang sono gli abiti che indossano, la musica che ascoltano, l’uso di droghe, i modi strafottenti. I membri del gruppo cambiano di continuo: dentro c’è il minore straniero e quello italiano, quello che arriva dal quartiere disagiato e quello di famiglia benestante, e l’età va dagli 11 ai 17 anni.

 

baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

Si danno appuntamento sui social per poi ritrovarsi nei luoghi della movida, e lo scopo del furto o della violenza è l’atto di prevaricazione sulla vittima, meglio se filmato e postato sul web. La questura di Milano ha analizzato centinaia di commenti a questi video, e rilevato «un preoccupante livello di consenso da parte dei coetanei».

 

L’impennata

Nel 2025 gli adolescenti indagati e seguiti dai Servizi sociali per i minorenni del ministero della Giustizia sono stati 23.862, il 23% stranieri, e rispetto al passato si è abbassata l’età: i 14-15enni che delinquono sono sempre più numerosi.

 

 Stando a un campione esaminato da Transcrime (centro di ricerca della Cattolica di Milano), gran parte dei reati sono commessi in gruppo. Negli ultimi sei anni gli illeciti di cui sono accusati si sono impennati: rissa +93%; rapina +54%; lesioni +53%; violenze sessuali +29%; omicidio +28%; minacce +26%. Quelli finiti nei guai perché trovati a girare con una spranga o un coltello in tasca, sono schizzati del 93,5%.

 

Ormai, spiega Luca Villa, procuratore presso il Tribunale per i Minorenni di Milano, «l’uso dei coltelli è vissuto come una moda, che diventa devastante nelle mani di chi non è in grado di controllare rabbia e frustrazione». […]

 

La risposta dello Stato

baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

Nell’estate 2023 esplode a Caivano il caso di violenza su due bambine. Il 6 settembre l’allora Garante per l’infanzia Carla Garlatti scrive alla premier Giorgia Meloni: «Ogni tentativo di rendere il sistema penale minorile più rigido e orientato alla mera ottica punitiva non appare condivisibile. Tali soluzioni non hanno vantaggio dal punto di vista educativo e di riduzione della recidiva».

 

Pochi giorni dopo, il governo vara il Decreto Caivano, che inasprisce le pene: è possibile arrestare i minori anche per spaccio di lieve entità, furto aggravato, resistenza.

 

MILENA GABANELLI - BABY GANG VIOLENZA E CRIMINI DEI MINORENNI - DATAROOM

A due anni di distanza dall’entrata in vigore del decreto gli effetti si vedono: +90% di ingressi nei Centri di prima accoglienza dove finiscono i minori fermati in attesa di convalida; +40% di presenze nei 19 istituti penali per minorenni (Ipm), dove il 63% è rinchiuso senza che sia intervenuta una condanna definitiva.

 

Per la prima volta, dice il Garante per i detenuti, oltre la metà delle carceri per minori sono andate in sovraffollamento; aumentati i casi di autolesionismo, violenze, tentati suicidi. La soluzione individuata dal governo è stata quella di aprire 3 nuovi Ipm: L’Aquila, Lecce e Rovigo.

 

VIOLENZA BABY GANG

In queste strutture, dove finiscono ragazzi che sono poco più che bambini, c’è una carenza cronica di educatori, assistenti sociali e agenti mentre i programmi di recupero e riabilitazione di fatto si contano sulle dita di una mano. […]

 

 Nel 2025 il Dipartimento giustizia minorile ha subito un taglio al budget per 19 milioni di euro, e nel 2026 è prevista una riduzione del 12% ai fondi per i corsi di istruzione e di reinserimento dei ragazzini arrestati.

 

La repressione

baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

Con il nuovo decreto sicurezza, che sarà varato a giorni, sono previste multe fino a 12mila euro per chi vende coltelli ai minori, e l’ammonimento del questore scatta anche per i 12/13enni se accusati di lesioni, rissa, violenza privata e minacce con l’uso di un coltello. Sanzioni fino a mille euro pure ai genitori di chi viene sorpreso a girare con il coltello nello zainetto.

 

La novità si affianca alla legge sulla «culpa in educando», che già prevede per i genitori il risarcimento dei danni causati dai figli, a meno che non dimostrino di aver fatto il possibile per impartire una sana educazione.

 

Ma come si dimostra di essere bravi educatori? Cristina Maggia, per 32 anni magistrato minorile, è perplessa: «Ci sono famiglie dove la priorità è arrivare a fine mese, non certo controllare le foto che il figlio posta sui social. E da giudice mi chiedo: perché dovrei sanzionare una mamma e un papà, trascurando tutti gli altri adulti che a scuola, per strada, sui social, offrono modelli comportamentali sbagliati? La soluzione non è multare, ma prevenire».

 

La prevenzione

baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

[…]  Prendiamo il Fondo per il contrasto della povertà educativa minorile, nato nel 2016 con uno stanziamento da 100 milioni di euro l’anno: nel 2019 era già sceso a 55 milioni, nel 2022-23 a 45, e ora ridotto a 3 milioni. Il Fondo politiche giovanili, al quale attingono Regioni, Comuni, parrocchie, scuole e società sportive o culturali per finanziare progetti di educazione e inclusione è passato dai 90,8 milioni di euro del 2022 ai 49,9 milioni per il 2026.

 

giorgia meloni in conferenza stampa decreto caivano 1

Il Fondo per l’infanzia e l’adolescenza, che paga progetti di contrasto a violenza ed esclusione sociale nelle grandi città, è sceso da 28,7 milioni a 25,9 milioni. Sui Comuni, sempre a corto di risorse, sono stati scaricati i 17.500 minori stranieri non accompagnati che rappresentano la vera grande emergenza perché sono i più esposti al reclutamento da parte della criminalità. Nel 2025, il solo Comune di Milano ha speso 20 milioni per la loro gestione, e lo Stato, se tutto va bene, ne rimborserà 15.

 

In sostanza: la repressione da sola serve a nulla, se non accompagnata da interventi di politiche sociali, con il diretto coinvolgimento della famiglia e, soprattutto, della scuola. A oggi, nel programma scolastico, l’educazione alle relazioni e affettività non è ancora materia obbligatoria.

 

L’incubatore del male

baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

«L’esposizione continua a contenuti violenti e l’assenza di programmi scolastici di “educazione alle relazioni” genera negli adolescenti disagio e in alcuni casi aggressività», sintetizza Marco Dugato di Transcrime. Lo scrive anche l’Istituto Superiore di Sanità: «L’uso problematico dello smartphone colpisce oltre il 25% degli adolescenti» e gli studi dimostrano che alimenta prepotenza e brutalità.

 

Nel nostro Paese lo sbarramento di accesso ai social è fino ai 13 anni, l’Australia ha avuto il coraggio di alzare il divieto a 16, la Francia si prepara a fissare il limite a 15. La Commissione Ue ha chiesto a tutti i Paesi membri di armonizzare verso l’alto: divieto assoluto sotto i 16 anni, con sanzioni salatissime per le piattaforme che non attivano filtri adeguati.

 

È vero che i ragazzini sono abilissimi a raggirare le barriere, ma alzarle è un dovere, e i controlli — con punizioni esemplari e implacabili verso le piattaforme — un imperativo.

giorgia meloni a caivano 1baby gang - violenza e reati dei minorenni - dataroom

Ultimi Dagoreport

gender club degrado roma pina bausch matteo garrone

25 ANNI FA SPUNTÒ A ROMA UN CLUB IN MODALITÀ DARK-ROOM: AL "DEGRADO", IMMERSO NEL BUIO, SI FACEVA SESSO SENZA IL SENSO DEL PECCATO, IN MEZZO A TUTTI. UNO ‘’SBORRIFICIO” CHE NON HA AVUTO EGUALI E CHE DEMOLÌ I MURI DIVISORI TRA ETERO-BI-GAY-LESBO-TRANS-VATTELAPESCA - PER 9 ANNI, “CARNE ALLEGRA” PER TUTTI. OGNUNO VENIVA E SI FACEVA I CAZZI SUOI, E QUELLI DEGLI ALTRI. IL "DEGRADO'' POTEVA ESSERE RIASSUNTO IN UNA DOMANDA: CHI È NORMALE? - DAGO-INTERVISTA ALL’ARTEFICE DEL BORDELLO: “SCORTATA DA MATTEO GARRONE, UNA NOTTE È APPARSA PINA BAUSCH IMPEGNATA AL TEATRO ARGENTINA. SI ACCENDONO LE LUCI E UNA TRAVESTITA URLO': “AO' SPEGNETELE! IO STAVO A FA’ UN BOCCHINO. NUN ME NE FREGA ‘N CAZZO DE 'STA PINA!”

michele mari ciabatti d orrico

DAGOREPORT! MARI IN TEMPESTA! CI VOLEVA LO STREGA-GATE CON I PRESUNTI GIUDIZI, POI SMENTITI, SU MICHELA MURGIA (“ERA INTRANSIGENTE E VIOLENTA, PERCHÉ ERA BRUTTA E SFOGAVA COSÌ LA SUA RABBIA”) PER SCOPRIRE CHE MICHELE MARI HA UN CARATTERE FUMANTINO. NELLA SOCIETÀ LETTERARIA LA SUA IRACONDIA È UN SEGRETO DI PULCINELLA COME LA SUA IMPULSIVITÀ. LO SCRITTORE, CHE RIVENDICA UN CULTO PER GENE HACKMAN E PER GLI UOMINI “ANCHE UN PO’ CANAGLIE”, RESTA NEGLI ANNALI PER LA REAZIONE CHE EBBE DOPO UNA STRONCATURA RICEVUTA DAL CRITICO DI “SETTE”, ANTONIO D’ORRICO. MICHELE MARI ANDÒ NEGLI UFFICI DEL "CORRIERE". E TROVATOSI FACCIA A FACCIA CON IL RECENSORE, LO COLPÌ CON UNO SCHIAFFO. IL CRITICO NON REAGÌ. E MARI SI CONQUISTÒ LE STELLETTE DI VENDICATORE DEI SOPRUSI DEI CRITICI PREPOTENTI E ARROGANTI…

giorgia meloni donald trump

FLASH! – IL LATO POSITIVO DEGLI INSULTI DI TRUMP A "GIGIORGIA"? POTREBBE TRADURSI IN UN AUMENTO DEI CONSENSI, ESSENDO IL TYCOON ODIATO DA 8 ITALIANI SU 10 - NON A CASO, AL RADUNO DEGLI ALPINI A GEMONA, È STATA ACCOLTA TRA APPLAUSI E STRETTE DI MANO - AL DI LA' DI TRUMP, IL VERO PROBLEMA PER LA DUCETTA RESTA LO SFARINAMENTO DELLA LEGA E LO SBANDAMENTO DI FORZA ITALIA IN VISTA DEL VOTO 2027 - E POI C’È IL BOOM DI VANNACCI A SPESE DEI TRE PARTITI DELLA MAGGIORANZA (E M5S), RICICCIANDO TEMI IDENTITARI CARI ALL'UNDERDOG, ABBONDONATI UNA VOLTA A PALAZZO CHIGI… - VIDEO

giorgia meloni trump cairo

FLASH! - A PALAZZO CHIGI, DOPO LE MAZZATE DI TRUMP CONTRO GIORGIA MELONI, E' INIZIATA LA CACCIA ALLE STREGHE (CON QUALCUNO SI DEVONO SFOGARE) - E CON CHI SE LA SONO PRESA? CON URBANO CAIRO! - IL MOTIVO? A PUBBLICARE IL PRIMO AFFONDO DI TRUMP ("SONO SCIOCCATO, MELONI NON CI VUOLE AIUTARE SULLA GUERRA IN IRAN. PENSAVO AVESSE CORAGGIO") FU IL "CORRIERE DELLA SERA" A FIRMA DI VIVIANA MAZZA - IL SECONDO SFOGO DEL TYCOON ("MELONI MI FA PENA") E' STATO RIPORTATO DAL PROGRAMMA "L'ARIA CHE TIRA"  DA DANIELE COMPATANGELO SU LA7 (ANCORA EDITORE CAIRO!) - PER DARE UN SEGNALE DI "BUONA FEDE", IL "CORRIERE" IERI HA PUBBLICATO UN'INTERVISTA A MARY L. TRUMP, NIPOTE DI "THE DONALD", CHE DESCRIVE LO ZIO COME UN DISTURBATO MENTALE FUORI CONTROLLO...

andrea giambruno giorgia meloni renato de angelis

SE GIORGIA MELONI VOLESSE IMBASTIRE UNA VERA OPERAZIONE SIMPATIA, DOVREBBE SCRIVERE UN’AUTOBIOGRAFIA SENTIMENTALE – BARBARA COSTA: “MI SONO SORBITA LA NUOVA EDIZIONE DI ‘IO SONO GIORGIA’ E…CHE DELUSIONE! ZERO RIFERIMENTI ALLO ‘SCANDALO THREESOME’, E ZERO VITA SENTIMENTALE. COME SE A GIAMBRUNO SI FOSSE ARRIVATI INTATTI, SENZA EX, PASSIONI E GELOSIE, MA ANDIAMO, SIGNORA PRESIDENTE! COME È POSSIBILE? E INFATTI NON È VERO. MELONI HA AVUTO I SUOI AMORI, AI QUALI NEL SUO LIBRO NON DESTINA MEZZA RIGA” – CHI È ALESSANDRO GIOMBINI DETTO MANOLO, GIÀ MILITANTE DI CASA POUND? PERCHÉ NON RICORDARE LA RELAZIONE CON RENATO DE ANGELIS, CON AMOREGGIAMENTI IN GOMMONE A PONZA? – L’INCONTRO CON GIAMBRUNO, “BELLO COME IL SOLE”: “È STATA LEI A RIMEDIARE IL NUMERO E A..."

frocinema carocci rocca gualtieri

DAGOREPORT - MASSÌ, NEL PAESE CHE SI È INVENTATO IL “COMPROMESSO STORICO” E LE “CONVERGENZE PARALLELE” E IL “GOVERNO DELLA NON SFIDUCIA”, PRIMA O POI, DOVEVA CAPITARE DI TROVARSI DAVANTI A NUOVA MACHIAVELLICA DIAVOLERIA: BENVENUTI AL CINEMA “FASCIO E MARTELLO” - IL COMUNE DI ROMA GUIDATO DA ROBERTO GUALTIERI (PD) E LA REGIONE LAZIO CAPITANATA DA FRANCESCO ROCCA (FDI) SI SONO INASPETTATAMENTE ALLACCIATI IN UN TANGO CHE LI HA TRASCINATI ALL’ORGASMO DI STANZIARE UN DOVIZIOSO FINANZIAMENTO DI 250.000 EURO (IL CAMPIDOGLIO) E 300.000 EURO (LA REGIONE), AMBEDUE EROGATI SENZA UNO STRACCIO DI GARA E DESTINATI – FIATE ALLE TROMBETTE! RULLO DI TAMBURI! - AL PROGETTO ‘’FROCINEMA” DELLA ‘’FONDAZIONE PICCOLO AMERICA’’, CAPITANATA DAL MITOLOGICO ‘’PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, VALERIO CAROCCI – E' SUCCESSO CHE QUANDO IL COMUNE E LA REGIONE HANNO APPROVATO LA RICONVERSIONE DEL METROPOLITAN, L'EX CINEMA DI VIA DEL CORSO CHIUSO DAL 2010, IN UN MEGA-STORE, IL DIABOLICO CAROCCI HA CAPITO CHE CON UNA FAVA POTEVA PRENDERE DUE PICCIONI: OLTRE AL COMUNE DE SINISTRA ANCHE LA REGIONE DE DESTRA CHE, UNA VOLTA IN MANO A FDI AVEVA CHIUSO IL RUBINETTO DEI FINANZIAMENTI - AL GRIDO: “SALVARE IL METROPOLITAN! FERMARE QUESTO NUOVO SACCO DI ROMA!’’ IL COCCO DI ZINGARETTI HA MONTATO UN PANDEMONIO MEDIATICO, ACCOMPAGNATO DA UNA BATTAGLIA LEGALE, FINO A QUANDO ROCCA HA SMOLLATO ED ORA I CAMERATI D’ITALIA POTRANNO GODERSI “FROCINEMA”…