hamas miliziani striscia di

A GAZA LA GUERRA AVRÀ ANCHE ANCHE DISTRUTTO TUTTO, MA LE DIVISE E I PICK-UP DI HAMAS SONO INTATTI E SEMPRE SCINTILLANTI – I TERRORISTI PALESTINESI HANNO IMBASTITO UN MAXI SHOW DELL’ORRORE PER LA LIBERAZIONE DEI PRIMI TRE OSTAGGI ISRAELIANI: DISMESSI GLI ABITI CIVILI, SONO TORNATI A INDOSSARE LE MIMETICHE E HANNO MARCIATO CON ARMI E FURGONCINI NUOVI DI PACCA, PER DIMOSTRARE A NETANYAHU CHE NON SONO STATI SCONFITTI MANCO PER IL CAZZO – A CIRCONDARLI, ALI DI FOLLA E TANTI BAMBINI, ALIMENTATI A PANE E ODIO SOTTO LE BOMBE DI “BIBI”, CHE DIVENTERANNO I COMBATTENTI DI DOMANI – VIDEO

Estratto dell’articolo di Guido Olimpio per il “Corriere della Sera”

 

miliziani di hamas tra la folla festante di gaza

I militanti della Unità Shadow hanno indossato di nuovo la divisa scura, hanno aggiunto la fascia verde attorno al capo e hanno smesso di essere le «ombre». C’erano loro a gestire il passaggio delle tre israeliane alla Croce Rossa a Gaza. Attorno la folla che ondeggiava, tenuta a bada non senza fatica dallo scudo del reparto speciale di Hamas.

 

Creato molto tempo fa per gestire anche i prigionieri, simboleggia lo «stato delle cose» di un movimento che ha perso falangi di uomini, ha assistito alla eliminazione dei capi ma è rimasto operativo. E sta giocando, con rialzi tattici, la carta degli ostaggi per ricavarne il massimo vantaggio. Non c’è mai stata una valutazione univoca su quanti fossero i miliziani nell’ottobre 2023, all’inizio della guerra.

 

 

miliziani di hamas tra la folla festante di gaza

Le stime — riviste di recente — hanno ipotizzato 20-30 mila combattenti, forse anche di più. Uno schieramento al quale dovevano essere aggiunti (non in modo scientifico) 4 mila elementi della Jihad e 7-10 mila appartenenti a fazioni minori, clan autonomi, membri di network coinvolti nei traffici.

 

Quanti sono ancora in vita? I bilanci dell’esercito israeliano hanno oscillato tra i 13 e i 18 mila, calcoli sempre teorici che implicherebbero la metà del «contingente» neutralizzato.

 

EMILY DAMARI CON IL CERTIFICATO DI LIBERAZIONE DI HAMAS

[…] «Mordi e fuggi» Un giudizio, rilanciato da commentatori occidentali e attribuito a fonti ufficiose di Tel Aviv, ha offerto la seguente tesi: Hamas ha smesso di avere una struttura organica con brigate e battaglioni in quanto sono stati smantellati dall’offensiva nemica.

 

Secondo questa interpretazione il posto dell’esercito guerrigliero è stato rimpiazzato da nuclei più piccoli, che muovono con maggiore autonomia affidandosi alla tattica, meno dispendiosa, del «mordi e fuggi[…]

 

Sembra che le scorte di munizioni non manchino — l’ipotesi che è i depositi fossero stati preparati con cura — e in alcuni casi hanno riciclato bombe inesplose sganciate dai caccia dell’Idf. La vera consistenza potrà essere misurata solo nelle settimane a seguire, le osservazioni sono basate su dati parziali. E Hamas punta a smentire queste teorie.

Per dimostrare di essere in controllo assoluto ha mandato in giro i suoi poliziotti per dire «siamo qui, governiamo». Paradossalmente — ma non troppo — fornisce munizioni a chi in Israele vuole continuare la guerra.

 

MIGLIAIA DI PERSONE CIRCONDANO I VAN DELLA CROCE ROSSA - RILASCIO DI BRITON EMILY DAMARI - ROMI GONEN - DORON STEINBRECHER

[…] Molti degli attacchi dei mujaheddin arrivano attraverso i tunnel che permettono di avvicinarsi a postazioni fisse o mezzi corazzati in attesa.

 

I video hanno mostrato che sono sufficienti pochi istanti per sbucare fuori, piazzare un ordigno magnetico sul retro di un carro e fuggire. I giornali israeliani, riportando dati offerti dallo stato maggiore, hanno scritto che il 40% delle gallerie scavate dai palestinesi nella Striscia è ancora funzionante. […]

 

[…]  Mohammed Sinwar, il fratello di Yahya, è oggi il numero uno a Gaza, comanda il braccio militare e avendo in mano le pedine israeliane può avere una leva di potere in più. 49 anni, originario di Khan Younis, è definito scaltro, intransigente, determinato. Esperti intervistati dal Washington Post hanno invitato a non sottovalutare il ruolo di Khalil al Hayya, il dirigente che ha partecipato alla mediazione in Qatar con Ghazi Ahmed e Mohammed Darwish.

 

La sua importanza sarebbe cresciuta nonostante sia in esilio, lontano dal «fuoco» della Striscia. Più defilati ma sempre «in campo» Khaled Meshaal e Musa Abu  […]

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