giacomo celentano

C’E’ UN CELENTANO CHE NON TI ASPETTI - GIACOMO, SECONDO FIGLIO DEL “MOLLEGGIATO”: “ASCOLTA RADIO MARIA, MI SONO AVVICINATO AL MOVIMENTO DI MEDJUGORJE E HO ANCHE RICEVUTO DELLE GRAZIE… - SONO STATO EMARGINATO DAI MEDIA UFFICIALI CHE NON HANNO ACCETTATO QUESTO MIO PERCORSO DI FEDE - “ADRIAN”? NON E’ STATO CAPITO. TEOCOLI E HUNZIKER SONO STATI SCORRETTI A LASCIARE LO SHOW - VEDO BENE L'ACCOPPIATA DI MAIO SALVINI: OGGI VOTEREI PER LORO”

Maurizio Caverzan per “la Verità”

 

GIACOMO CELENTANO

Al secondo piano di una palazzina della Maggiolina, il villaggio dei giornalisti alla periferia nord di Milano, vive Giacomo Celentano con la moglie Katia e il figlio Samuele. 52 anni ben portati, è il secondogenito di Adriano e Claudia Mori, in mezzo tra Rosita e Rosalinda.

All' ingresso dà il benvenuto la statua in bronzo ad altezza quasi naturale di un Cristo benedicente. Qualche immagine religiosa punteggia le pareti, fotografie di famiglia scrutano dalle credenze. Giacomo Celentano ha appena pubblicato La conversione (Dottrinari), suo quarto libro, nel quale, attraverso una riflessione sulla ricerca di Dio racconta il rapporto tra Giacomo e Alberto, credente il primo ateo il secondo.

 

Lei è Giacomo, ma Alberto esiste davvero o è un pretesto narrativo?

«Sono due persone fittizie. Giacomo non sono io e un mio amico che si chiama Alberto in realtà è credente. Più che proporre un manuale di conversione, la mia idea era raccontare un cammino di conversione».

 

GIACOMO CELENTANO

La differenza?

«Un manuale ha ambizioni teoriche e io non mi sarei sentito di scriverlo perché credo di avere ancora molta strada da fare. Il cammino romanzato di conversione spero coinvolga maggiormente il lettore».

 

È una sua riflessione a voce alta, Alberto risulta marginale.

«Ma c' è all' inizio, in mezzo e alla fine».

 

Si sente più cantautore o scrittore?

«Da 5 o 6 anni i miei mestieri sono due. Questo è il quarto libro e anche il prossimo cd sarà il quarto».

 

Come matura questa voglia di comunicare la bellezza del cristianesimo?

giacomo celentano

«Da quando ho conosciuto mia moglie Katia, nel 1997, è iniziato questo cammino: spero di aver fatto qualche passo. Lei è sempre stata credente e anch'io lo sono, sebbene mi sia allontanato nel periodo del militare. Negli ultimi anni ho notato che l'Italia e l'Europa, diciamo tutto l' Occidente, stanno subendo una profonda scristianizzazione. È un'apostasia di massa. Negli anni Ottanta riguardava una élite di intellettuali. Ora investe la maggioranza della popolazione».

 

Che cosa le dà questa percezione?

«Prima di tutto i rapporti: se parli di Dio in generale passa, ma se parli di Gesù figlio di Dio e verbo incarnato vieni emarginato. Poi nei media, nei tg, nelle radio, sul web non c' è traccia di fede, di cristianesimo. Vuole un altro esempio?».

 

Prego.

giacomo e adriano celentano

«Io sono anche cantautore Il fatto che il Festival di Sanremo l'abbia vinto un ragazzo che si chiama Mahmood che significa Maometto, la dice lunga. Anche se la canzone è carina, si parla pur sempre di Ramadan».

 

Altri esempi?

«Nelle scuole sono spariti i crocifissi per non offendere i bambini non cristiani. Nell'Occidente del terzo millennio Gesù è il vero grande assente».

 

Parlando di media e scristianizzazione, ascolta Radio Maria?

GIACOMO CELENTANO jpeg

«Sì, mi capita. Ma da cantautore amo ascoltare tutte le radio che diffondono bella musica, il pop, la classica».

 

Come mai avverte la secolarizzazione in modo così drammatico?

«Negli ultimi anni mi sono avvicinato al movimento di Medjugorje seguendo i messaggi della Regina della Pace. Ci sono dieci segreti, a Fatima erano tre».

 

Non è contraddittorio che una rivelazione avvenga attraverso dei segreti?

«È una comunicazione che si rivolge a chi ha fede. I segreti sono mediati. Le apparizioni di Medjugorje che avvengono dal 1981 sono il fenomeno più longevo nella storia della Chiesa. Nei suoi messaggi la Regina della pace dice che questa è l'ora di Satana, ma allo stesso tempo che è la sua: lei viene per risvegliare la fede. Avvicino questo fenomeno a ciò che è narrato nell' Antico testamento, quando Dio mandò Mosè a salvare il popolo d' Israele facendogli attraversare il Mar Rosso».

GIACOMO CELENTANO jpeg

 

È andato spesso a Medjugorje?

«Due volte».

 

Con sua moglie?

«Con amici. Conto di tornarci presto con Katia, nostro figlio Samuele e mia suocera.

Voglio far conoscere anche a loro questa bellissima realtà».

 

Diceva degli amici.

TEO TEOCOLI ADRIANO CELENTANO

«La prima volta nel 2010 ci andai su invito di Gatto Panceri, cantautore come me. La seconda, nel 2015, facemmo tre macchine con i City Angels. Ho fatto il pellegrino per quattro giorni. Ho anche ricevuto delle grazie. La domenica della festa della Trinità alla messa all' aperto, mentre ero assorto nell' ascolto dell' omelia, ho avvertito chiaramente una mano appoggiarsi sulla spalla. Mi sono girato, ma la persona più vicina era ad alcuni metri. Così per tre volte: come se ognuna delle persone della Trinità volesse farmi sapere che mi è vicina».

 

Frequenta i gruppi che fanno riferimento a Medjugorje?

«In passato il Rinnovamento nello spirito e i City Angels. Ora mi sono un po' staccato...

Vogliamo che la prossima volta sia un fatto di famiglia. Anche papà quando gliene parlai disse che sarebbe venuto. Ci spero, ne sarei contento».

 

claudia mori ADRIANO CELENTANO

C' è un dialogo su questi temi con suo padre e sua madre?

«Certamente, il terreno è fertile».

 

Anche loro avvertono quella che lei definisce apostasia?

«In modo meno drammatico. Lavorando così tanto non hanno tempo di leggere quanto me. Però vedo che nelle sue produzioni artistiche papà tocca spesso il discorso della fede».

 

Perché secondo lei Adrian ha avuto così tanti problemi?

adriano celentano adrian diventa darian

«Per me non è stato capito da gran parte del pubblico. Nel cartoon dice delle cose e molti non accettano il predicatore. Lo preferiscono come cantante e showman. Poi il cartoon è una bella scommessa perché è un linguaggio giovanile. Credo che si debba aspettare di vederlo tutto prima di dare un giudizio. A me le quattro puntate sono piaciute molto. C' era della poesia e lo stile inconfondibile di papà sui temi dell' ecologia, del contrasto al modernismo, dei migranti e del femminicidio».

 

Cosa pensa del fatto che Teo Teocoli e Michelle Hunziker hanno abbandonato lo show?

«Disapprovo la loro decisione. Mi è parsa una scorrettezza perché quando abbracci un progetto devi sposarlo fino alla fine, affidandoti al regista e agli autori».

medjugorje 5

 

Non sarà perché suo padre è un po' anarchico?

«Più che anarchico ha le idee chiare su quello che vuole fare. Si occupa di tutto, regia, luci, scenografie, un lavoro a 360 gradi per il quale chiede e ottiene carta bianca dalle televisioni».

 

È difficile essere figli di Adriano Celentano?

«È scomodo perché ha una popolarità enorme e se, per esempio, lavora a Mediaset e per qualche motivo litiga con i vertici, è naturale che anche un figlio ne abbia qualche conseguenza».

 

Ci saranno anche vantaggi...

medjugorje 4

«Certo. Il cognome fa aprire porte che per uno sconosciuto rimangono chiuse. Ma se questa opportunità non è supportata dal talento, quelle porte si richiudono rapidamente».

 

Un altro libro s'intitolava La luce oltre il buio. Il buio era quello del periodo del servizio militare?

«Durante e dopo il militare ho vissuto da ateo. Il buio è stato una malattia che provocava insufficienza respiratoria. Avevo già pubblicato un disco prodotto da Mario Lavezzi per la Cgd di Caterina Caselli e temevo di non poter più cantare. Fino all' incontro con mia moglie nel 1997 ho attraversato un periodo difficile».

 

Come ha conosciuto sua moglie?

«Tutte le mattine sentivo una ragazza che passava sotto casa cantando a tutta voce.

medjugorje 2

Una volta mi affacciai: "Chi ha questa bella voce?". Lei si girò e già nello scambio di sguardi è successo qualcosa. Poi parlando abbiamo scoperto di avere molti interessi in comune, la musica, l' arte, la lettura».

 

Come vive il fatto che il Papa è dubbioso su Medjugorje?

«Amo molto Francesco, credo sia il Papa di cui c' è bisogno oggi, semplice e affabile. Su Medjugorje ha detto che "la Madonna non è una postina". Per tradizione, la Chiesa si pronuncia quando il veggente è morto o le apparizioni cessano. Intanto lascia ai pellegrini la libertà di andarci. Penso che prima o poi la Chiesa esprimerà le sue parole di saggezza.

Che credo non deluderanno».

ROSANNA BRICHETTI E VITTORIO MESSORI

 

Se lo facessero?

«La penso come Vittorio Messori che ha detto che se la Chiesa sconfesserà le apparizioni "rischia lo scisma"».

 

Il cristianesimo però non coincide con Medjugorje.

«Certo che no, ma chi ci è andato sa quanto importante sia il fenomeno. I pellegrini arrivano da tutto il mondo, un giudizio negativo sarebbe rischioso».

 

Che rapporto ha con il mondo della musica, le case discografiche, le radio?

«Sono stato emarginato, soprattutto da quando con mia moglie e un amico pugliese teniamo delle serate-testimonianza intitolate Uno sguardo dal cielo. I media ufficiali non hanno accettato questo mio percorso di fede».

 

Non sarebbe più stimolante una testimonianza in ambienti laici?

PAPA BERGOGLIO

«Non sono io ad aver fatto questa scelta. Io e la mia musica siamo stati esclusi. Se incidessi un brano rap o trap che parla di droga, sesso e mode varie sono sicuro che mi riammetterebbero».

 

Nel tempo libero

«Sono un accanito lettore, soprattutto di saggistica. Ultimamente mi sono piaciuti: il Catechismo della Chiesa cattolica, un volumone così. Poi Gesù mi ha detto di Aldo Maria Valli sulla mistica Madre Speranza, e l'enciclica Gaudete et exultate di papa Francesco».

 

La musica?

«È sia lavoro che hobby. Sono cresciuto con Michael Jackson, Prince, Stevie Wonder, Diana Ross, Lionel Ritchie e tuttora ascolto soprattutto pop americano e black music».

 

salvini di maio

Segue la politica?

«Vedo bene l'accoppiata Di Maio Salvini, se dovessi votare oggi voterei per loro».

 

Anche se si registrano i primi dissidi?

«Quando si riuniscono in tre con il premier Giuseppe Conte trovano sempre un accordo. Sono fiducioso che accada anche sulla Tav. Apprezzo questa ventata giovanile che può portare a un cambiamento positivo».

 

Nel libro parla molto del diavolo, ma lei è sempre stato un bravo ragazzo, non una rockstar dalla vita dissoluta. Non crede che sia la felicità a generare la virtù?

«Per me è il contrario: è la virtù a generare contentezza. L'uomo d' oggi crede di essere padrone del mondo e di salvarsi da solo, dimenticando che Gesù Cristo è e rimarrà sempre il salvatore. Mi soffermo sul potere del diavolo e del peccato perché non ne parlano più neanche i sacerdoti. La furbata di Satana è proprio far credere di non esistere».

matteo salvini luigi di maio

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