giardiello claudio

1. I VIAGGI IN JET PRIVATO, LE NOTTI AL CASINÒ, I ROTOLI DI CONTANTI IN TASCA. "GIARDIELLO ERA UN BRAV'UOMO", MA ERANO ANNI CHE PIANIFICAVA (E RACCONTAVA) LA STRAGE 2. PARLA L'AMICO: "MI DICEVA: VOGLIO AMMAZZARE TUTTI. PER ENTRARE AL TRIBUNALE BASTA ESSERE BEN VESTITO E IL TESSERINO DA AGENTE IMMOBILIARE 3. "ODIAVA IL NIPOTE, I MAGISTRATI, IL COMMERCIALISTA. SI È COMPRATO UNA PISTOLA E ANDAVA SEMPRE AL POLIGONO. MA NON PENSAVO CHE ALLA FINE LO AVREBBE FATTO DAVVERO"

1. L’AMICO DELL’ASSASSINO: “ENTRAVA CON IL TESSERINO DA AGENTE IMMOBILIARE”

Fabio Poletti per "La Stampa"

 

Signor Ermenegildo Gabrielli, ma davvero non aveva capito che Claudio Giardiello faceva sul serio quando le diceva «li ammazzo tutti, mi hanno rovinato la vita...»? Lei era suo amico da dieci anni. Nel suo negozio di brocantage qui in centro veniva quasi tutti i giorni. Lei lo conosceva bene...  

«Claudio che conoscevo io era un brav’uomo, non avrei mai pensato che mettesse in pratica quello che diceva. Era ossessionato dalle sue vicende giudiziarie, dalle liti coi soci. Mi dispiace, mi dispiace tanto per lui e per le persone che ha ucciso». 

 

CLAUDIO GIARDIELLO ARRESTATO A VIMERCATECLAUDIO GIARDIELLO ARRESTATO A VIMERCATE

A lei aveva detto proprio tutto dei suoi propositi...  

«Passava sempre dal mio negozio di brocantage. Aveva l’ufficio qui vicino, in via Mercato. Qui da me si sfogava a lungo... A volte si infervorava, parlava per ore... Anche se è più di un anno che non lo vedevo. Chissà cosa avrà fatto...». 

 

Avrà preparato nei dettagli la strage.  

«Aveva tutto in mente. Mi diceva della pistola, del sistema che aveva escogitato per entrare in Tribunale». 

 

Aveva trovato il metodo per eludere i controlli?  

claudio giardielloclaudio giardiello

«Mi diceva che quando gli toccava andare in Tribunale non amava fare le code. Che gli bastava essere ben vestito per entrare dove passano gli avvocati. Mi spiegava: “Sai Gildo, gli faccio vedere il mio tesserino da agente immobiliare e nemmeno lo guardano...”». 

 

Tutto pianificato nei dettagli. Quasi impossibile non credergli tanto era preciso...  

«Ma il Claudio che ho conosciuto io è un uomo simpatico, elegante. Dieci anni fa abbiamo fatto una vacanza a Cracovia. Me lo aveva presentato il mio amico Mauro che fa il tassista. Abbiamo legato subito. Sono stato a casa sua. Ho conosciuto sua moglie e i suoi figli. Lui veniva da me in campagna nell’Oltrepò Pavese. Mi ha fatto conoscere anche la sua ultima fidanzata, una filippina un po’ più giovane di lui». 

 

CLAUDIO GIARDIELLO CON LA FIGLIACLAUDIO GIARDIELLO CON LA FIGLIA

Un uomo per bene.  

«Aveva un sacco di soldi. Teneva in tasca le banconote a rotoli. Una volta mi ha detto che aveva vinto 900 mila euro al casinò di Campione». 

 

Nessuna preoccupazione?  

«All’inizio no. L’attività gli andava alla grande. Mi aveva portato anche a vedere le villette a schiera che aveva costruito a Legnano. Sette o otto anni fa ha iniziato a lamentarsi. Mi diceva che suo nipote gli fregava i soldi. Che aveva venduto le villette senza dargli niente. “Gildo, mi chiedono i soldi da mettere nella società ma io non ho più niente... Siamo per avvocati ma anche quelli costano...”». 

 

E poi?  

INGRESSO DEL TRIBUNALE DI MILANOINGRESSO DEL TRIBUNALE DI MILANO

«Poi ha iniziato a dirmi che li voleva uccidere tutti. Mi ha fatto l’elenco: il nipote, gli altri soci e soprattutto il commercialista. “Gildo, quello è il peggiore di tutti”». 

 

E lei?  

«Pensavo che fosse solo uno sfogo. Gli dicevo che così avrebbe passato gli ultimi anni in galera. Invece poteva ricominciare a lavorare, era bravo, ci sapeva fare. “Gildo ma non capisci, quelli mi hanno rovinato, la mia vita è finita”. Era così disperato che ogni tanto mi chiedeva dei soldi. Gli avevo comperato un paio di candelabri di argento, un mobile, per aiutarlo. Una volta mi chiese 800 euro per comperare una pistola». 

INGRESSO DEL TRIBUNALE DI MILANOINGRESSO DEL TRIBUNALE DI MILANO

 

Lei glieli diede?  

«Pensavo che gli servissero ad altro. Poi mi raccontò che quello che gliela avrebbe dovuta vendere, uno di Torino, lo aveva raggirato». 

 

Alla fine la pistola è riuscito a trovarla.  

«Aveva scoperto che chiedere la licenza di tiro sportivo non sarebbe stato difficile. Era ossessionato ma come credere che lo avrebbe fatto davvero?». 

 

Ha ucciso anche un giudice. Poi avrebbe continuato  

«Diceva che dopo suo nipote e i suoi soci a rovinarlo ci avevano pensato i giudici. “Gildo hanno messo all’asta il mio ufficio di via Mercato. Vale 2 milioni di euro e l’hanno messo all’asta per 400 mila. Ma come faccio io? Ci vorrebbero dei bravi avvocati, ma quelli costano...”». 

METAL DETECTOR - TRIBUNALE DI MILANOMETAL DETECTOR - TRIBUNALE DI MILANO

 

E lui non aveva più un euro.  

«Doveva vedere che faccia aveva quando mi chiedeva i soldi. “Gildo non mi aiuta nessuno...”. Era diventato un’ossessione continua. A furia di pensarci per anni poi ha fatto quello che ha fatto. Ma lei lo scriva che Claudio era un brav’uomo. A me dispiace tanto per quello che ha fatto a quelle persone che ha ucciso, alle famiglie che ha rovinato. Ma io non avrei mai pensato che sarebbe stato capace di fare quello che diceva». 

 

 

2. GIARDIELLO, IL KILLER DEL TRIBUNALE: LE OSSESSIONI TRA FALLIMENTI, CASINÒ, VOLI IN JET PRIVATO E TIRI AL POLIGONO

Andrea Galli e Gianni Santucci per il "Corriere della Sera"

 

Anno 2007, quattro amici, Milano-Cracovia, due arrivano in tempo all’aeroporto di Bergamo e si imbarcano, gli altri sono in ritardo e perdono il volo. Sera di quel giorno: i primi due amici si sono sistemati in un albergo a cinque stelle nella città polacca e vedono comparire gli altri, «ma come avete fatto? Non c’erano più voli...». Alzata di spalle, sorriso di chi la sa lunga. «C’è sempre una soluzione». Avevano affittato un piccolo jet privato, un aero-taxi. Uno dei due ritardatari era Claudio Giardiello.

TRIBUNALE DI MILANOTRIBUNALE DI MILANO

 

LE TASCHE GONFIE DI SOLDI, POI I FALLIMENTI

Le tappe della sua ossessione restano scolpite in immagini come questa. Nel passato di serate nei ristoranti più cari e di cene pagate con 3 mila euro in tasca. Un tipo da soldi cash . Che negli ultimi anni s’è ritrovato senza il sorriso da spaccone al cospetto degli amici: «Mi dispiace, sono in difficoltà, avresti 300 euro?». Oppure: «Posso prendere il tuo motorino? Vado in tribunale e giuro che te lo riporto». Da immobiliarista con il conto in banca gonfio a ex immobiliarista con un fallimento addosso. Negli ultimi tempi, al fondo della deriva, ormai poteva permettersi solo il lusso dei pochi spicci alle slot machine, nei bar dei cinesi a Cologno Monzese.

 

pagine facebook dedicate a claudio giardiellopagine facebook dedicate a claudio giardiello

E siccome Giardiello le case le costruiva e le vendeva, la storia del suo disastro umano ed economico gli si presentava ancora davanti: l’appartamento dove vive la moglie, a Brugherio, si trova in un palazzo che aveva tirato su proprio un’azienda di cui era socio. E poi c’è la casa di Milano, in via Mercato, pieno centro. Giardiello ce l’aveva fisso in testa e continuava a passarci sotto e osservava afflitto le grandi vetrate luccicanti dicendo agli amici: «Lo sai quanto vale? Te lo dico io, più di due milioni di euro. Se quando sono andato in difficoltà me l’avessero fatto vendere, avrei messo a posto buona parte dei debiti. Invece hanno dichiarato il fallimento e quella casa è andata all’asta, qualcuno se l’è portata via per un quarto del valore e adesso sono rovinato».

 

UNA MANIA DI PERSECUZIONE CONTRO I MAGISTRATI

spari al tribunale di milano   4spari al tribunale di milano 4

Parole, tante parole che sfociavano sempre su un obiettivo: i giudici. Dal 2008 era un imputato per bancarotta fraudolenta, ma cullava una mania di persecuzione con i magistrati responsabili: «Li odio» diceva e scandiva. «Non sono umani, se quel giudice fosse stato umano mi avrebbe dato la possibilità di salvarmi. Non l’ha fatto. M’ha voluto affossare». Per anni ha impastato nella testa queste frasi col rancore. Giovedì mattina ha aperto la stanza 250 al primo piano del tribunale e ha sparato al giudice Fernando Ciampi, seduto alla sua scrivania.

 

Per ognuno dei morti Giardiello aveva pronta una narrazione deviata. E anche qui, di nuovo, tutto ruotava intorno a un’impresa di costruzioni. Un giorno di qualche anno fa portò un suo amico fino a Melegnano, in macchina lo fece sfilare davanti a una quindicina di villette a schiera, erano state costruite da un’azienda in cui Giardiello era socio, due erano già abitate: «Sul mercato stanno sui 6-700 mila euro. Quei bastardi le hanno vendute sottobanco, senza farmelo sapere; si sono intascati i soldi. Ma quando c’erano le perdite, venivano a chiedermi di ricapitalizzare».

spari al tribunale di milano   5spari al tribunale di milano 5

 

La rete di quei soci, che facevano girare ricchezza (in chiaro e in nero), s’è distrutta in una serie di denunce e accuse incrociate: al centro della lista di obiettivi Giardiello aveva messo però il nipote Davide Limongelli, 41 anni, il primo a cui ha sparato (e che si è salvato). «Lo sai che lo devo ammazzare?» ripeteva all’amico Gildo Gabrielli. «Finirà così perché mi hanno truffato e imbrogliato. Dovrò ammazzare lui e poi i giudici».

 

UN PIANO STUDIATO A FONDO

spari al tribunale di milano   1spari al tribunale di milano 1

Sembravano sfoghi, deflagrazioni di rabbia. Fino a qualche mese fa sembrava che Giardiello volesse provare a salvarsi per vie legali. Denunciava ed era sempre in Tribunale, con un’insistenza paranoica. Le sue frequentazioni al poligono di Milano erano aumentate. Provava la mira, ripeteva i movimenti. Preparava l’epilogo. Con metodo, insistenza. Come sua abitudine. Non è mai stato un uomo da toccata e fuga. S’addentrava piuttosto nelle passioni, nelle manie, ci affondava. Al casinò di Campione d’Italia, per esempio. Cliente così assiduo delle roulette da guadagnare il privilegio dell’accesso al banco fidi, dove in cambio delle fiches e in assenza di garanzie vanno sulla fiducia e chiudono un occhio.

 

SPARI AL TRIBUNALE DI MILANOSPARI AL TRIBUNALE DI MILANO

Le leggende tramandate dagli amici raccontano d’una vincita esagerata al casinò, un miliardo delle vecchie lire. Le più concrete cronache giudiziarie dicono che una volta a Campione, dopo una perdita, incolpò la casa da gioco. Diede di matto. Lo portarono fuori a forza. Forse li ringraziò. Come giovedì con i carabinieri che l’hanno arrestato: «Meno male che mi avete preso, stavo per ammazzarne un altro». Le ultime frasi. In carcere Giardiello resta zitto. Non ha televisione, non ha i giornali. Rifiuta il cibo. Lo sorvegliano ventiquattro ore al giorno. Per timore che completi il piano: infine uccidersi.

 

spari al tribunale di milano   2spari al tribunale di milano 2

Ultimi Dagoreport

elly schlein giuseppe conte matteo renzi alessandro onorato silvia salis

DAGOREPORT – CON L'ARMATA BRANCA-MELONI TRAVOLTA DAL BOMBASTICO VANNACCI E DA MILLE PROBLEMI IRRISOLTI, CONTINUA L'IRRESPONSABILE TAFAZZISMO DELL'OPPOSIZIONE - LA DISFIDA TRA SCHLEIN E CONTE PER CHI SARÀ IL CANDIDATO PREMIER ALLE POLITICHE 2027: CHE FARE? PRIMARIE ''SECCHE'' O CON BALLOTTAGGIO? - RIPIENA COME UN BIGNÉ DI AMBIZIONE, ELLY SA BENISSIMO CHE SOLO VINCENDO LE PRIMARIE HA LA GARANZIA DI POTER UN DÌ TRASLOCARE A PALAZZO CHIGI. ALTRIMENTI, UNA VOLTA APERTO IL TAVOLO CON I LEADER DEL CAMPOLARGO, FINIREBBE SUBITO MESSA DA PARTE COME PREMIER, A FAVORE DI UNA PERSONALITÀ CON CAPACITÀ DI GOVERNO - RINGALLUZZITA DA FRANCESCO BOCCIA E DAL SUO CIRCOLETTO DEL NAZARENO (I VARI BONAFONI, TARUFFI, BRAGA, FURFARO), ELLY NON SI RENDE CONTO DI POTER VANTARE, COME SUA UNICA ESPERIENZA POLITICA, IL RUOLO DI ‘’ASSESSORE CON DELEGHE AL WELFARE E AL COORDINAMENTO DI UN NUOVO PATTO PER IL CLIMA’’ DELLA REGIONE EMILIA-ROMAGNA: UN PO' POCO PER OCCUPARSI DELLA GOVERNANCE DI UN PAESE ALLA FRUTTA - A FAVORE DI ELLY: L'ALLEANZA CON M5S E LA NECESSITA' DI DAR VITA ALLA ''TERZA GAMBA'' CENTRISTA - IL CASO SALIS - RENZI, "IL MALE NECESSARIO" PER MANDARE A CASA I MELONI MARCI...

legge elettorale giorgia meloni roberto zaccaria vannacci

DAGOREPORT – SALVATE IL SOLDATO MELONI DAL PANTANO DELLA LEGGE ELETTORALE! - SE VUOLE DAVVERO ANDARE AL VOTO NELL’APRILE 2027, MELONI HA UN’UNICA OPZIONE: AFFOSSARE IL SUO MELONELLUM – ANCHE SE VENISSE APPROVATO A FINE LUGLIO, CON IL CONSEGUENTE RICORSO ALLA CORTE COSTITUZIONALE,  I TEMPI TECNICI PER ANDARE ALLE URNE IN PRIMAVERA SONO UN SOGNO – IN PIU’ IL FATTORE VANNACCI HA FATTO SALTARE I PIANI DELLA DUCETTA SUL PREMIO DI MAGGIORANZA - CHE FARE? NIENT'ALTRO CHE ASPETTARE I TEMPI BIBLICI DELLA CONSULTA E VOTARE A OTTOBRE - ALTRIMENTI, TENERSI L'ATTUALE SISTEMA ELETTORALE VUOL DIRE PER GIORGIA E CAMERATI RITORNARE A LEGGERE TOLKIEN A COLLE OPPIO.....

antonio marano simona agnes roberto sergio giampaolo rossi rai meloni

DAGOREPORT – RAI, CHE BORDELLO! COME SI E' ARRIVATI ALLE DIMISSIONI IN BLOCCO DEI COMPONENTI DELLA COMMISSIONE VIGILANZA? - È STATO SOLO L’ULTIMO TASSELLO DI UN DOMINO CHE NASCE CON IL PENSIONAMENTO, PREVISTO A NOVEMBRE, DEL DIRETTORE GENERALE ROBERTO SERGIO - LA DESTRA AVEVA CONVINTO LA GIANNILETTA-DIPENDENTE SIMONA AGNES A PRENDERE IL SUO POSTO, DIMETTENDOSI DAL CDA RAI - MOSSA CHE AVREBBE PERMESSO A TELEMELONI DI POTER FARE BINGO PRENDENDO, DOPO L'AD ROSSI, ANCHE IL PRESIDENTE - FIUTATA L’ARIA DI FREGATURA, I PARLAMENTARI DELLA VIGILANZA HANNO RIMESSO IL LORO MANDATO – PALINSESTI THRILLER: DOMANI SARANNO PRESENTATI I PROGRAMMI DELLA NUOVA STAGIONE, MA MOLTI CONTRATTI ANCORA NON SONO STATI NEMMENO FIRMATI…

giorgia meloni carabinieri

FLASH – I MARANZA SCATENANO IL PANICO NELLE STRADE DI ROMA, GLI APPARTAMENTI VENGONO SVALIGIATI E LE STAZIONI SONO UN SUK DOVE NON SI PUÒ GIRARE DA SOLI. E IL GOVERNO TUTTO LEGGE E SICUREZZA CHE FA? A FEBBRAIO IL COMANDANTE GENERALE DEI CARABINIERI, SALVATORE LUONGO, LANCIÒ L’ALLARME: “C’È UNA CARENZA DI QUASI 10.200 UNITÀ, CORRISPONDENTE ALL'8,5% DELLA FORZA PREVISTA DALLA LEGGE”. SONO PASSATI 5 MESI: COSA HA FATTO GIORGIA MELONI? AVRÀ ASSUNTO I MILITARI CHE SERVONO A CONTRASTARE L’EMERGENZA SICUREZZA? L’HA CAPITO CHE LE PROSSIME ELEZIONI SI GIOCANO SU QUESTO TEMA?

friedrich merz afd cdu

FLASH – COSA SUCCEDERÀ IN GERMANIA, ORA CHE LA LOCOMITIVA TEDESCA È DERAGLIATA? CI SONO I 100MILA LICENZIAMENTI DI VOLKSWAGEN, SIEMENS TAGLIERÀ ALMENO 6MILA POSTI DI LAVORO E IL GOVERNO DI QUELLO STOCCAFISSO DI FRIEDRICH MERZ È IN BAMBOLA. LA POPOLARITÀ DEL CANCELLIERE È IN CADUTA LIBERA E I POST-NAZISTI DI AFD SONO ORMAI IL PRIMO PARTITO – AD ANGOSCIARE IL GOVERNO DI BERLINO C’È ANCHE IL DOSSIER COMMERZBANK: VISTA L’ARIA CHE TIRA, SI TEME CHE LO SFORBICIATORE ANDREA ORCEL, ORA CHE UNICREDIT HA IL CONTROLLO DELLA BANCA TEDESCA, MANDI A CASA MIGLIAIA DI PERSONE…

donald trump benjamin netanyahu

FLASH – LA STRATEGIA ELETTORALE DI NETANYAHU? BOMBARDARE! “BIBI” CONTINUA A MARTELLARE IL LIBANO PER RISALIRE NEI SONDAGGI, IN VISTA DELLE ELEZIONI DI OTTOBRE, MA ORMAI IL SUO DESTINO SEMBRA SEGNATO – ANCHE DONALD TRUMP GLI HA CONSEGNATO UN BEL “VAFFA”: IL TYCOON HA CAPITO CHE DEVE PUNTARE LE SUE FICHES SU UN GOVERNO DI CENTRODESTRA CHE ABBIA UN PREMIER MENO COMPROMESSO DI “BIBI”. LO SPARTIACQUE CHE HA PORTATO TRUMP A SCARICARE NETANYAHU È STATO IL NO ALLA GRAZIA DA PARTE DEL PRESIDENTE ISAAC HERZOG…