mikhail astakhov - gavino piras 007

GLI 007 ITALIANI? DELLE PIPPE AL SUGO! - IL CASO DEI DUE TRADITORI CHE VENDEVANO INFORMAZIONI TOP SECRET A MOSCA È SOLO LA PUNTA DELL'ICEBERG, I NOSTRI SERVIZI SEGRETI FANNO RIDERE I POLLI - LA STAMPA: "I DUE EX AGENTI AVREBBERO OPERATO NELL'OMBRA PER BEN 13 ANNI PRIMA DI ESSERE SCOPERTI" - "NELL'ULTIMO ANNO UNO SCANDALO HA TIRATO L'ALTRO. E IN PARTICOLARE L'AISI, L'AGENZIA CHE SI OCCUPA DELLA SICUREZZA INTERNA, SEMBRA UN COLABRODO" (IL CASO "EQUALIZE", "SQUADRA FIORE", "I NERI DI DEL DEO" E LA QUESTIONE PARAGON) - I NOSTRI MALRIDOTTI APPARATI SONO CHIAMATI A DIFENDERE IL PAESE IN UN MOMENTO IN CUI IL CREMLINO LANCIA UN'OFFENSIVA A TUTTO CAMPO CONTRO L'OCCIDENTE - "REPUBBLICA": "LE INFORMATIVE DELL'INTELLIGENCE ITALIANA DESCRIVONO UN'ATTIVITÀ DI RECLUTAMENTO E CORRUZIONE CHE NON SAREBBE RICONDUCIBILE A UN SINGOLO FUNZIONARIO DELL'AMBASCIATA, BENSÌ A UNA VERA E PROPRIA CATENA DI COMANDO DELL'INTELLIGENCE MILITARE RUSSA OPERANTE NEL NOSTRO PAESE" (ANNAMO BENE! MANTOVANO CHE DICE? E SOPRATTUTTO COME FANNO CONTE E SALVINI A NON VEDERE LA MINACCIA DI PUTIN?)

SCONTRO DIPLOMATICO CON MOSCA GLI 007 RUSSI VERSO L'ESPULSIONE

Estratto dell'articolo di G.F. per “la Repubblica”

 

GAVINO RAOUL PIRAS

L'inchiesta della procura di Roma sul presunto spionaggio in favore della Russia non resta più confinata alle aule giudiziarie. È diventata un caso diplomatico destinato ad avere conseguenze immediate nei rapporti tra Roma e Mosca.

 

Nelle prossime ore, infatti, la Farnesina dovrebbe dichiarare persona non grata ed espellere il diplomatico russo Mikhail Astakhov, addetto militare dell'ambasciata e ufficiale dell'intelligence del Gru, formalmente indagato ma protetto dall'immunità diplomatica. [...]

 

Ma il quadro sarebbe ancora più ampio. Le informative dell'intelligence italiana descrivono infatti un'attività di reclutamento e corruzione che non sarebbe riconducibile a un singolo funzionario dell'ambasciata, bensì a una vera e propria catena di comando dell'intelligence militare russa operante nel nostro Paese.

 

Mikhail Astakhov

Di più: come ha detto il ministro della Difesa, Guido Crosetto, è possibile che l'azione russa non si sia fermata soltanto al suo ministero (seppur è evidente che lì ci sono le informazioni più sensibili) ma si siano estese anche ad altri uffici e ambiti di interesse, dalle nuove tecnologie all'Istruzione.

 

Sono tutte operazioni che Aisi (che ha fatto partire l'indagine di Roma) e Aise monitorano da tempo. Ma che ora potrebbe avere un'accelerata. Anche perché è possibile che le espulsioni di diplomatici russi siano più di una, riaprendo quindi un altro caso diplomatico con Mosca.

 

L'inchiesta della procura di Roma, condotta dai carabinieri del Ros, ha portato agli arresti domiciliari due ex appartenenti ai servizi segreti italiani, Gavino Raoul Piras e Vincenzo Di Pasquale, entrambi in pensione da oltre dieci anni. Quattro gli italiani. Piras respinge però ogni accusa. [...]

 

IL PRIMO ARRESTO SALTATO E QUEI DATI CHIESTI SULLA DIFESA DI KIEV

Estratto dell'articolo di Gianluca Di Feo, Giuliano Foschini per "la Repubblica"

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 2

Non è la storia di due ex agenti infedeli. È il racconto di un'operazione di intelligence che, almeno secondo la procura di Roma, nell'indagine coordinata dal procuratore Francesco Lo Voi e dall'aggiunta Lucia Lotti, va avanti da cinque anni e che ha visto cambiare gli uomini ma non l'obiettivo: penetrare gli apparati della sicurezza italiana per ottenere informazioni sull'intelligence, sulla Nato e sul sostegno militare all'Ucraina.

 

Le carte dell'inchiesta descrivono una continuità impressionante. Nel 2021 viene arrestato il capitano di fregata Walter Biot. Nel 2023 il ministero degli Esteri espelle come persona non grata l'addetto militare russo Damir Ravilevich Kurmashov, scoperto a corrompere sempre Piras. Poteva essere fermato ma l'inchiesta viene archiviata proprio perché il diplomatico lascia l'Italia.

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 1

Ma, secondo gli investigatori, il canale non si interrompe. Al posto di Kurmashov arriva Mikhail Astakhov, ufficiale della Marina russa accreditato all'ambasciata di Roma, che eredita gli stessi contatti e riprende gli incontri con l'ex agente dell'intelligence italiana.

 

Uno dei documenti più significativi è un semplice foglietto consegnato dall'ufficiale russo a Piras. Dentro c'è la lista delle informazioni richieste da Mosca: gli effetti degli attacchi contro i siti nucleari iraniani, il Gat Report dell'Osdife, la disponibilità dei missili a lungo raggio Storm Shadow-Scalp, il piano di riarmo di Italia, Unione europea e Nato, le prospettive di sviluppo delle forze armate, le priorità della difesa europea e la possibilità che l'Italia contribuisca alla produzione di missili a lungo raggio in Ucraina.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 4

 

È il promemoria delle priorità del Gru, che gli investigatori ritengono il filo conduttore dell'intera attività di spionaggio. Il foglietto viene consegnato durante un incontro a Santa Marinella e Piras lo legge punto per punto: «Mamma mia... fammi leggere... eeeh bel casino», commenta davanti alla prima richiesta. Sul Gat Report osserva: «Sì lo so cos'è». Poi, arrivato ai programmi di difesa, aggiunge: «Questa è pesante». Quando Astakhov insiste per ottenere informazioni scritte, l'ex agente italiano precisa: «Io posso farlo ma ben inteso io mica posso dare il documento, non ci sono i documenti».

 

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 5

Ma è un altro nome a colpire più di tutti. È il Grifo, il nuovo sistema italiano di difesa aerea basato sui missili Camm-Er, destinato a diventare uno dei pilastri della futura difesa dell'Esercito. Astakhov chiede informazioni proprio su questo programma, ancora poco conosciuto al grande pubblico ma ritenuto strategico anche dall'Ucraina, che da tempo guarda con interesse a quella tecnologia.

 

Accanto al Grifo compaiono le batterie Samp-T, i missili Aster e gli Storm Shadow, già utilizzati nel conflitto. Ma Mosca vuole sapere anche altro: nei colloqui emerge un forte interesse per Avio Cmd, l'azienda italiana che produce motori per droni e missili, già finita nei mesi scorsi nel mirino della propaganda russa.

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 7

 

[...] È lo stesso Astakhov a citare «Grifo» e «Aster», mentre Piras, temendo di dimenticare qualcosa, gli chiede «di scrivere tutti i dettagli desiderati» così da poter reperire le informazioni richieste. Tra gli obiettivi russi c'è anche la missione Nato in Bulgaria, dove è schierato un contingente italiano. Durante uno degli incontri Piras indica la scheda di memoria preparata per Astakhov e spiega che contiene «i dati tecnici della missione»: «Numero dei militari, appartenenza degli stessi, alloggio, mezzi militari a disposizione, linee di penetrazione». Racconta di avere ottenuto quelle informazioni grazie ai contatti con un ex colonnello della Folgore che dirige la missione. [...]

 

NELL'ULTIMO ANNO UNA SEQUELA DI SCANDALI HA COLPITO L'AGENZIA PER LA SICUREZZA INTERNA

Estratto dell'articolo di Francesco Grignetti per "la Stampa"

 

giuseppe del deo

Gli anticorpi funzionano, si potrebbe dire, perché è dall'Aisi che quattordici mesi fa parte la segnalazione che porta all'arresto dei due ex infedeli in affari con i russi. «Voglio vedere il bicchiere mezzo pieno», dice un dirigente dei nostri servizi segreti, ormai in pensione, che non ha perso la curiosità di sapere che cosa accade in quel mondo. Ma si potrebbe dire che il bicchiere è mezzo vuoto o anche peggio.

 

Non soltanto i due ex agenti accusati di essersi venduti ai russi avrebbero operato nell'ombra per ben 13 anni prima di essere scoperti, ma nell'ultimo anno uno scandalo ha tirato l'altro. E in particolare l'Aisi, l'agenzia che si occupa della sicurezza interna, sembra un colabrodo.

 

È quello che emerge dall'inchiesta milanese su "Equalize", avviata dai carabinieri dopo che avevano scoperto strani incontri tra specchiati (fin lì) uomini dello Stato e malavitosi: un'agenzia di investigatori privati accedeva impunemente e a volte attraverso hacker alle banche dati delle forze di polizia e alle informazioni dei servizi segreti. Confezionavano dossier e li usavano per farci soldi.

 

A volte falsificavano il tutto per ricattare, come nel caso di Leonardo Maria Del Vecchio. Cercavano anche clienti con spregiudicatezza: una proposta di monitoraggio informatico era stata avanzata al Mossad attraverso tal Vincenzo De Marzio, ex carabiniere del Ros con trascorsi nel Sismi.

 

giuseppe del deo

Dagli accertamenti milanesi discese una seconda inchiesta, questa a Roma, sulla "Squadra Fiore", che era un'altra accolita di ex poliziotti ed ex 007. Dalle carte è emersa un'intercettazione tra uno in servizio nell'intelligence e tal Rosario Bonomi, ex finanziere, ai Servizi tra 2011 e 2015, indagato: i due si riferiscono ad "episodi criminosi connessi ad attività parallele di componenti dei servizi di sicurezza, menzionate con linguaggio prudente ed allusivo".

 

Venne fuori che dentro l'Aisi esisteva un gruppo spregiudicato chiamati "i neri di Del Deo". Di qui, uno scandalo pazzesco. Giuseppe Del Deo era stato infatti un dirigente importante dei nostri servizi segreti, salito velocemente alle vette della carriera, e però bruciato con l'arrivo di Alfredo Mantovano a palazzo Chigi, pensionato giovanissimo con beneplacito a lavorare per il settore privato.

 

alfredo mantovano ricevimento a villa taverna indipendence day 2026 - FOTO LAPRESSE

Qui interessa soprattutto che "i neri di Del Deo" si muovevano border-line tra l'interesse istituzionale e l'interesse di bottega. E quando si tirarono le reti, tutti quelli che erano legati a Del Deo per precauzione vennero restituiti alle amministrazioni di partenza.

 

«È perfino ovvio – ragiona il dirigente anonimo di cui sopra – che nei servizi segreti si conviva con il rischio della mela marcia. Fa parte della fisiologia dell'organizzazione, anche se è una patologia esecrabile. Per questo motivo ci sono delle regole da rispettare. E c'è un meccanismo di controllo interno sul personale». È ciò che successe con l'ufficiale di Marina Walter Biot, ad esempio, che aveva dato motivo di sospettare per violazione di regole interne. [...]

ex 007 italiani spiavano per conto di mosca 6SAMUELE CALAMUCCI CON VINCENZO DE MARZIO NEGLI UFFICI DI EQUALIZE A VIA PATTARI, MILANOex 007 italiani spiavano per conto di mosca 3nicola piacentecaso equalize - carmine gallo enrico pazzali samuele calamucci - illustrazione di politicospioni e spionaggio - accesso abusivo a banche dati Il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano

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