banksy al goma di glasgow

NON CI SONO PIÙ GLI ANTI-ESTABLISHMENT DI UNA VOLTA: PURE BANKSY CEDE ALL’AUTOCELEBRAZIONE – DA NOMADE DEI MURALES LO STREET ARTIST SI ACCASERÀ AL GOMA DI GLASGOW PER UNA MOSTRA UFFICIALE – UNA SCELTA PARACULA PER L’ARTISTA CHE HA PASSATO ANNI A SPERNACCHIARE LE ESPOSIZIONI CHE TENTAVANO DI "COSTRINGERE" IN UNA STANZA LE SUE OPERE – ORMAI ANCHE GLI ANTICAPITALISTI SI FANNO PAGARE IL BIGLIETTO…

Estratto di Giulia Zonca per La Stampa”

 

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È colpa di un cono di plastica se Banksy, lo street artist con il nome famoso senza neppure bisogno di una identità e al centro del sistema da militante dell'antipotere, è andato in deroga con se stesso e ha approvato una mostra. È colpa di un cono bianco e arancione, di quelli usati da spartitraffico, se i suoi disegni che non si possono possedere o comprare, ma solo rubare e trafficare, entrano in un museo con il suo permesso, la tutela ufficiale, la firma.

 

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Sembra quasi uno scherzo, invece domenica si inaugura al GoMa di Glasgow Cut and Run, 25 anni di lavori usciti dal segretissimo studio dell'uomo più sfuggente che ci sia e apparecchiati in quattro sale, ridotte al minimo dell'illuminazione, dove non si possono scattare fotografie.

 

Banksy, che non è mai stato da nessuna parte e si muove anonimo, ha scelto proprio quel posto perché fuori c'è una statua simbolo che lui definisce «il monumento più importante del Regno Unito». È il duca di Wellington, quello che ha definito Waterloo, l'uomo che ha sconfitto Napoleone, difeso la Gran Bretagna e pure dato al fallimento il senso di voragine, la profondità dell'abisso. Forse per sdrammatizzare, sulla sua testa, da 40 anni o giù di lì, c'è un cappello buffo, uno scherzo, uno gioco: un cono di plastica. È comparso negli Anni 80, rimosso e rimpiazzato a cadenza settimanale […]

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[…]da nomade dei murales si è accasato nell'establishment, sicuro che un bronzo dissacrante lo protegga dalla corruzione. Lui, l'anticapitalista che fa staccare biglietti per vedere la sua carriera esposta. Non capitava da 14 anni e allora era un'altra epoca per la sua arte e non si trattava certo di questo progetto in grande stile.

 

Ci sono plurime mostre ogni anno su Banksy, alcune comprendono pezzi di muri originali, staccati dai luoghi dove ha deciso di lasciare critica sociale a getti di spray, ma Banksy non ha mai approvato nulla, ha deriso ogni inaugurazione via Instagram, si è dissociato, ha invitato a disertare ed evitare mentre ora apparecchia lo scaffale con le bombolette e cataloga le prove carattere stese ad asciugare e svela il meccanismo con cui ha tritato La ragazza con il palloncino nell'istante in cui è stata venduta in asta.

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[…]

 

Dentro il GoMa si viaggia su scala ridotta dalle prime tracce lasciate a Bristol, si suppone città di origine del writer, a Betlemme dove lui possiede un albergo e i muri sono pieni del suo attivismo. Si vede la politica, la denuncia, i due poliziotti che si baciano, la coppia abbracciata che fissa il telefono: lei oltre le spalle di lui e viceversa, il casco degli agenti antisommossa incastrati nella palla argento da discoteca, la Union Jack pugnalata che è finita su un vestito sopra il palco di Glastonbury. Pezzi famosi che fino a qui erano riproduzioni, furti e adesso sono prestiti, racconti in prima persona.  […]

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L'artista più sfuggente si addomestica da solo […]

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