emanuele reali

CHI SI RICORDERÀ DI EMANUELE REALI? – GRAMELLINI SULLA MORTE DEL VICEBRIGADIERE TRAVOLTO DA UN TRENO MENTRE RINCORREVA UN LADRO: “I CARABINIERI FINISCONO IN PRIMA PAGINA SOLO QUANDO SALTANO SU UNA MINA O PICCHIANO UN INERME IN QUALCHE CARCERE – I SUOI COLLEGHI SCRIVONO CHE LE AUTORITÀ NON GLI INTITOLERANNO NÉ UNA STRADA NÉ UNA PIAZZA E CHE A BREVE IL SUO NOME NON LO RICORDERÀ PIÙ NESSUNO. INVECE…”

 

1 – LELE, TRAVOLTO DA UN TRENO MENTRE RINCORREVA UN LADRO

Titti Beneduce per il “Corriere della Sera”

 

emanuele reali

È morto per un aspirapolvere e un frullatore. Questo era il bottino del ladro che Emanuele Reali, vice brigadiere dei carabinieri in servizio al nucleo operativo di Caserta, si era messo a inseguire martedì sera. Nel tentativo di raggiungerlo ha scavalcato il muretto della ferrovia, è scivolato sul binario bagnato ed è stato travolto da un treno in transito.

 

Aveva 34 anni e tutti lo chiamavano Lele. Era sposato e padre di due bimbe. La sua tragedia ha colpito Caserta, ma anche Cascia, la città in cui la famiglia Reali vive, e Rieti, dove era nato il sottufficiale. Chi lo conosceva adesso dice che «era un eroe», «uno che pensava sempre agli altri». Lo zio paterno, Piero, consigliere comunale di Cascia, ieri ricordava la «dedizione assoluta» a quella divisa che aveva deciso di indossare.

 

«Non si tirava mai indietro, per questo era un eroe nella vita quotidiana e lo ha dimostrato con questo ultimo gesto». I carabinieri lo hanno voluto onorare in modo insolito. Sul profilo Facebook dell' Arma lo ricordano citando un famoso brano di Francesco Guccini, «La locomotiva».

 

emanuele reali con la famiglia

«È morto schiantato da un treno Emanuele Reali, figlio di genitori che non è naturale siano destinati a sopravvivergli, marito di una donna a cui mancherà come l' aria, padre di due bimbe così piccole che a stento lo ricorderanno - si legge nel post-. La sua fine richiama alla mente "La locomotiva" di Guccini, anche se è proprio un' altra storia.

 

Ma c' è un verso di quella canzone che recita: gli eroi son tutti giovani e belli. Era giovane Emanuele, quanto l' entusiasmo che lo ha spinto a rincorrere un reo senza preoccuparsi delle conseguenze, al buio lungo il binario di una ferrovia. Ed era bello quanto il suo atto coraggioso, unicamente dedito al dovere».

 

Tutto comincia martedì mattina con una operazione di routine. In via Pier Paolo Pasolini, all' interno del parco «La Selva», i carabinieri del nucleo operativo bloccano due ladri; nella loro auto ci sono i «ferri del mestiere», due radio ricetrasmittenti, una pistola giocattolo e la refurtiva: l' aspirapolvere e il frullatore, appunto. Due complici sono riusciti a fuggire con un' altra vettura, ma sono stati identificati rapidamente.

 

emanuele reali 2

Il caso vuole che in serata li intercetti fuori da un bar di via Ferrarecce la pattuglia di cui fa parte Emanuele Reali. Uno dei ladri viene subito ammanettato, l' altro riesce a scappare a piedi dirigendosi verso la ferrovia. Il vice brigadiere si lancia all' inseguimento a piedi, scavalca il muretto, scivola e viene travolto dal treno locale partito da Piedimonte Matese e diretto a Napoli Centrale. Una morte orribile sotto gli occhi dei colleghi che non riescono a far nulla se non costatarne il decesso.

 

Il ladro che inseguiva è ancora in fuga. I colleghi dell' Arma gli danno la caccia, sono certi che riusciranno a scovarlo. Anche questo è un modo per rendere onore al povero Lele. Per lui, ieri, sono arrivate le parole dei vertici dell' Arma e delle istituzioni. A cominciare dal comandante della Legione Campania, Maurizio Stefanizzi.

 

Anche il ministro dell' Interno, Matteo Salvini, ha inviato un messaggio di cordoglio. Intorno alla famiglia si sono stretti gli abitanti di Bellona, dove Emanuele viveva con la moglie e le due figlie. I funerali si svolgeranno domani a Piana di Monte Verna, in provincia di Caserta, di cui è originaria la moglie di Emanuele Reali.

emanuele reali 1

 

Il sindaco del capoluogo, Carlo Marino, ha proclamato un giorno di lutto cittadino.

«Non è soltanto un atto formale o dovuto - dice - ma l' esigenza di trasformare in qualcosa di concreto un sentimento comune dell' intera cittadinanza».

 

2 – SI CHIAMAVA EMANUELE

Massimo Gramellini per il “Corriere della Sera”

 

Si chiamava Emanuele e stava facendo il lavoro più inutile del mondo. Arrestare un ladro di appartamenti che, ai sensi del comma x della norma y, il giorno dopo sarebbe tornato in libertà. Si chiamava Emanuele e indossava la divisa di vicebrigadiere dell' Arma. Aveva intercettato il malvivente in un parco.

 

MASSIMO GRAMELLINI

Nella concitazione dell' inseguimento, aveva scavalcato un muretto ed era scivolato sui binari bagnati della stazione di Caserta, accanto a un passaggio a livello, proprio mentre irrompeva un treno regionale che non aveva potuto evitare l' impatto. Erano le otto di sera. Faceva buio. Si chiamava Emanuele e aveva trentaquattro anni, due figlie piccolissime, una moglie giovane e due genitori invecchiati di colpo. I carabinieri finiscono in prima pagina solo quando saltano su una mina in qualche guerra o quando picchiano un inerme in qualche carcere. Simboli estremi del bene e del male.

 

Emanuele, così si chiamava, aveva inseguito e arrestato tanti ladri, ma in prima pagina non c' era finito mai. Anche la sua morte, in fondo, è stata così assurdamente ordinaria da meritare poco più di un trafiletto nelle cronache locali. I suoi colleghi scrivono che le autorità non gli intitoleranno né una strada né una piazza e che a breve il suo nome non lo ricorderà più nessuno. Invece si chiamava Emanuele Reali e così si chiamerà per sempre. Finché ci sarà un carabiniere che insegue un ladro al buio, su una strada bagnata.

Ultimi Dagoreport

nicola fratoianni elly schlein vladimir putin gaetano manfredi

DAGOREPORT - CON L'ARMATA BRANCA-MELONI SOTTO SCHIAFFO DEL VANNACCISMO, IL CENTROSINISTRA RIESCE A MOSTRARE SOLO UN CAMPOLARGO SGARRUPATO E PIENO DI BUCHE - LA MANIFESTAZIONE DI NAPOLI HA FATTO INCAZZARE DI BRUTTO ELLY SCHLEIN PER LE INTEMERATE DI FRATOIANNI E DI CONTE CONTRO L'AUMENTO DELLE SPESE PER LA DIFESA: PER I LEADER DI AVS E M5S, DOPO QUATTRO ANNI DI GUERRA, L'EUROPA SI E' INVENTATA LA "MINACCIA PUTIN" - ANCHE IL LANCIO DEL SINDACO DI NAPOLI, GAETANO MANFREDI, COME LEADER DELLA "GAMBA CENTRISTA", HA INFIAMMATO I NEURONI DI ELLY - IL TIMORE DELLA SEGRETARIA CON L’ESKIMO È CHE IL NUOVO AGGREGATO, ANZICHÉ GUIDATO DA PERSONALITÀ NUOVE CAPACI DI ATTIRARE GLI ELETTORI MODERATI, SIA FORMATO DA POLITICI PD, COL RISULTATO DI FARLA PRECIPITARE NEI SONDAGGI...

mario orfeo mirja cartia dasiero theodore kyriakou

DAGOREPORT – PERCHÉ MARIO ORFEO HA DETTO ADDIO A “REPUBBLICA”? DIETRO ALLE DIMISSIONI C’È UNA FRATTURA INSANABILE CON IL NUOVO EDITORE, IL GRECO THEO KYRIAKOU, E LA NUOVA AD, MIRJA CARTIA D’ASERO – “PONGO” SI È OFFESO PERCHÉ I NUOVI PADRONCINI DI LARGO FOCHETTI HANNO DATO MANDATO AI CACCIATORI DI TESTE DI INDIVIDUARE UN PROFILO ADATTO A GUIDARE LA “CNN ITALIANA” CHE SOGNA IL MAGNATE GRECO. MA COME, È STATA LA RAMPOGNA DI ORFEO, IO SONO STATO DIRETTORE DI DUE TG (TG1 E TG3) E DG RAI, E QUELLI MI IGNORANO? SENTITOSI SCAVALCATO IRRIMEDIABILMENTE, ORFEO VOLA TRA LE MUNIFICHE BRACCIA DI LEONARDINO DEL VECCHIO – PER LA “CNN” DI KYRIAKOU DOVREBBE ARRIVARE IL DESTRISSIMO ANDREA PUCCI, ALLA FACCIA DEL CDR SOVIET DI “REP”…

marco bucci gianluigi aponte michele brambilla andrea malaguti il secolo

FLASH! - ALL'INDOMANI DEL VIOLENTO SCAZZO CON QUERELA TRA IL GOVERNATORE DELLA LIGURIA MARCO BUCCI, CHE HA UN'IDEA DELLA LIBERTA' DI STAMPA PARI A QUELLA DI TRUMP, E IL DIRETTORE DEL "SECOLO XIX", MICHELE BRAMBILLA, ANCHE IL RAPPORTO DELL'EDITORE DEL QUOTIDIANO GENOVESE, L'ARMATORE DEI 7 MARI GIANLUIGI APONTE CON IL GOVERNATORE HA COMINCIATO A DECLINARE - PER RISOLVERE LA SITUAZIONE, APONTE HA INCARICATO IL GENERO PIERFRANCESCO VAGO, PRESIDENTE DI MSC CROCIERE, DI PROPORRE LA DIREZIONE ALL'EX DIRETTORE DE "LA STAMPA", ANDREA MALUGUTI (CORTEGGIATO ANCHE DA LEONARDINO DEL VECCHIO PER IL POLO EDITORIALE QN)....

lirio abbate mario orfeo la repubblica

FLASH! – LIRIO ABBATE LASCIA “REPUBBLICA”! - CON LA DIREZIONE DI MARIO ORFEO, NON CI SAREBBERO PIÙ LE “CONDIZIONI PROFESSIONALI” PER CONTINUARE IL LAVORO NEL GRUPPO: “UNA DECISIONE DOLOROSA, MA CHE CONSIDERO INEVITABILE” – NELLA LETTERA DI DIMISSIONI, L'AUTORE DI BOMBASTICHE INCHIESTE ANTI-MAFIA, GIA' DIRETTORE DE “L’ESPRESSO”, FA CAPIRE CHE NON C’È PIÙ SPAZIO PER UN PROGETTO PROFESSIONALE COERENTE CON IL SUO LAVORO - NON C’ENTRA IL CAMBIO DI EDITORE (AL GRECO INTERESSA SOLO LA TV), MA LA DIREZIONE DI ORFEO CHE HA  AZZERATO LO SPAZIO PER INCHIESTE, APPROFONDIMENTI E LAVORI PIÙ STRUTTURATI…

gualtieri rocca metropolitan zingaretti carocci

DAGOREPORT - QUELLO CHE CAROCCI NON DICE! CI SONO PASSAGGI SOTTACIUTI, OMISSIONI E CLAMOROSI “NON DETTI” NEGLI AFFONDI DI VALERIO CAROCCI SULLA QUESTIONE DELLA RICONVERSIONE DELL’EX CINEMA METROPOLITAN, CHIUSO DAL 2010, CHE DIVENTERÀ UN'ATTIVITÀ COMMERCIALE. QUELLA CHE VIENE DESCRITTA PIGRAMENTE COME “UNA SPECULAZIONE”, PREVEDE IL MANTENIMENTO DI UNA SALA DA 100 POSTI, IL RECUPERO DI DUE CINEMA STORICI COME "L'AIRONE" E "L'APOLLO" E GARANTISCE 60 NUOVI POSTI DI LAVORO - ALLA FACCIA DELL’IDEOLOGIA, QUI SI PARLA DI CREARE LAVORO, RIQUALIFICARE AREE DEL CENTRO STORICO, TEMI CHE IL “PRINCIPE ROSSO SUL PISELLO”, ORA CHE SI CANDIDA A UN RUOLO POLITICO SFIDANDO GUALTIERI, DOVREBBE AVERE A CUORE - VA INOLTRE RICORDATO CHE…