polizia new york

GRANDE MELA, ZERO PRIVACY - IL “NEW YORK TIMES” SPUTTANA L’INQUIETANTE SORVEGLIANZA DIGITALE MESSA IN PRATICA DALLA POLIZIA DI NEW YORK, CHE HA SPESO 4 MILIONI DI DOLLARI PER OTTENERE INFORMAZIONI SUI CITTADINI – UN SISTEMA DI PROFILAZIONE METTE A DISPOSIZIONE DEGLI AGENTI 18 MODI DIVERSI PER ACQUISIRE DETTAGLI SUI SINGOLI SENZA ALCUNA AUTORIZZAZIONE DELLA MAGISTRATURA - COSÌ LA POLIZIA SA DOVE SEI, CON CHI E COSA HAI FATTO…

Estratto dell'articolo di Alessandro Trocino per www.corriere.it

 

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inquietante è leggere quel che accade ai cittadini di New York.  Che sono spiati fisicamente da migliaia di telecamere di sicurezza e droni, e controllati nei loro social network. 

 

La polizia ha di fatto schedato tutti i cittadini e sa esattamente dove sei andato, e perché e con chi. Lo racconta nel dettaglio un articolo del New York Times. Che la sorveglianza digitale fosse un problema per la nostra privacy era noto. Ma il livello a cui siamo arrivati forse non è del tutto chiaro. 

 

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Le forze di polizia di New York hanno speso 4 miliardi di dollari per ottenere informazioni sui cittadini. Che acquisiscono senza nessuna autorizzazione speciale dei magistrati. Scrive Elizabeth Daniel Vasquez: «Se ti sposti in auto, gli algoritmi della polizia possono prevedere a che ora probabilmente tornerai a casa un mercoledì qualsiasi e quali strade prenderai per arrivarci. I computer della città elaborano costantemente e passivamente queste informazioni nel caso in cui possano essere utili in seguito, una versione del film "Minority Report" resa reale».

 

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La profilazione è mirata, il che rende il tutto ancora più inquietante. Se sei un adolescente che vive nelle case popolari di Brooklyn, puoi finire dritto nel database delle gang (13 mila persone, al 99 per cento neri). E una volta che ci finisci, entri in un incubo. Se scrivi sui social, potresti essere contattato via messaggio da «amici» sconosciuti, che cominceranno a farti domande strane e che sono poi agenti sotto copertura.

 

Essendo una persona sospetta, sarai fermato spesso e anche portato in centrale per interrogatori. In quel caso ti sequestreranno il cellulare: solo nel 2024 è successo 24 mila volte. Qui troveranno di sicuro altre informazioni compromettenti. Potrebbero anche farti un tampone, per ottenere il tuo Dna. Se sei sospetto, gli altri ragazzini cominceranno a girare alla larga. I genitori ti isoleranno. E così, scrive Vasquez, «la paranoia si sta diffondendo come un contagio».

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Henry Jelani fu arrestato a New York con l'accusa di doppio omicidio. Le prove? Era «un maschio nero e alto», descrizione che combaciava perfettamente con il sospetto. Non solo: ad aggravare la sua posizione, aveva messo alcuni mi piace su Facebook a una crew locale, che gli investigatori ritenevano essere una gang. Dopo 19 mesi di carcere, e 9 di isolamento, Henry fu rilasciato e il suo caso fu archiviato. Nella sua scheda, naturalmente, resterà traccia di tutto questo.

 

[…]

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Altro esempio. Se sei dello Utah, uno Stato di cui si parla molto in questi giorni, e vuoi abortire, non puoi. Potresti andare a New York, però, dove l'aborto è legale. Lo Stato in cui risiedi, in quel caso, potrebbe richiedere alla polizia di New York, e ottenere senza problemi, l'accesso ai dati per sapere se sei andato nella clinica (e con chi).

 

La tua scheda si arricchirebbe di nuovi particolari. Se eri quel ragazzino a rischio, diventerai un adulto ricattabile. Chiunque potrebbe entrare in possesso della tua scheda, dove ci sarà scritto che da ragazzo facevi parte di una gang, che hai abortito, che hai scritto sui social qualcosa di negativo sul capo dello Stato, che hai partecipato a una manifestazione di protesta.

 

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Si è scritto che negli ultimi tempi sempre più persone partecipano ai cortei lasciando i cellulari a casa, per paura di essere identificati. Ma le fonti di controllo sono ormai infinite. E non ci sono leggi o regole che ne stabiliscano i limiti. Inutile dire che l'amministrazione Trump ha incentivato questa forma di controllo. Il Dipartimento per l'efficienza governativa quest'anno ha spinto per l'abolizione delle barriere tra i vari archivi già esistenti, nell'obiettivo di arrivare a una schedatura più completa. E il governo federale ha di molto ampliati i contratti con Palantir, l'azienda fondata da Peter Thiel (l'uomo ossessionato dall'Anticristo), che rappresenta il nuovo, potentissimo, deep state tecnologico.

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