prato cina cinesi

GROSSO GUAIO A CHINATOWN – ALCUNI MEMBRI DELLA COMUNITÀ CINESE DI PRATO RACCONTANO I RETROSCENA DELLA “GUERRA DELLE GRUCCE”, LA FAIDA TRA BANDE CINESI PER IL CONTROLLO DEL DISTRETTO INDUSTRIALE DELL’ABBIGLIAMENTO CHE HA IL SUO CUORE NELLA CITTÀ TOSCANA: “C’È CHI DETTA LEGGE. SE ABBASSI I PREZZI, VIENI COLPITO” – DIETRO MOLTI DEI NEGOZI, LABORATORI E STIRERIE SI NASCONDE UN SISTEMA CRIMINALE CHE APPLICA IL METODO MAFIOSO E REGOLA UN MERCATO DA CENTINAIA DI MIGLIAIA DI EURO AL MESE: CHI OSA RIBELLARSI VIENE PICCHIATO, MINACCIATO O SABOTATO – GLI OMICIDI DI DAYONG ZHANG E DELLA COMPAGNA A ROMA, L’ATTENTATO A UN DEPOSITO A MADRID E LE AGGRESSIONI A PRATO…

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Estratto dell’articolo di Lirio Abbate per “la Repubblica”

https://www.repubblica.it/cronaca/2025/05/05/news/i_pentiti_di_chinatown_ecco_come_e_scoppiata_la_guerra_delle_grucce-424166052/

lavoratore cinese in un laboratorio tessile a prato

 

Nella comunità cinese di Prato, per la prima volta, qualcuno ha deciso di rompere il silenzio e vuotare il sacco con i magistrati. I primi collaboratori di giustizia svelano i retroscena sulla “guerra delle grucce”: una faida sotterranea per il controllo del redditizio mercato della produzione industriale, condotta con minacce, pestaggi e tentativi di omicidio. I “dichiaranti” descrivono un’organizzazione criminale che usa metodi mafiosi e regola il mercato tessile parallelo della città, con il suo carico di sfruttamento, immigrazione irregolare e riciclaggio di denaro.

MAFIA CINESE

 

[…]  Alcuni membri della comunità cinese, per decenni impenetrabile, decidono di raccontare ai magistrati la guerra sotterranea che insanguina la Chinatown più grande d’Europa che nell’ultimo anno sta mietendo vittime e creando terrore nella comunità di Prato, allargando la violenza fino a Roma e Madrid.

 

I COLLABORATORI

IMPRESE CINESI A PRATO

Meng Chang Zhang, 43 anni, è tra i primi a parlare. Conosce a fondo i clan che controllano il mercato parallelo della produzione industriale. «Nel settore delle grucce c’è chi detta legge. Se abbassi i prezzi, vieni colpito», racconta ai pm. Aggiunge: «Mi hanno aggredito fuori dal Number One di Prato, colpendomi alla testa con una teiera di vetro e poi accoltellandomi all’addome». «Ho una ditta di grucce, ma formalmente il titolare è un’altra persona, mentre io sono di fatto l’amministratore», spiega il dichiarante. «In questa società siamo diversi soci, ma di alcuni non conosco il nome, solo il soprannome », aggiunge.

 

OMICIDIO DI DUE CINESI IN VIA PRENESTINA A ROMA

Oltre a Meng Chang Zhang e al fratello, vi sono altri due imprenditori cinesi e due lavoratori pakistani vittime di azioni violente che hanno scelto di collaborare con la giustizia. Dall’appello del 6 febbraio scorso fatto dal procuratore Tescaroli, sono 56 i lavoratori pakistani, cinesi e del Bangladesh che hanno intrapreso la via della collaborazione o della denuncia con i magistrati di Prato. […]

 

IL SISTEMA CRIMINALE

IMPRESE CINESI A PRATO

Dietro l’apparente innocenza di appendiabiti e stirerie si nasconde un sistema criminale che applica il metodo mafioso e regola un mercato da centinaia di migliaia di euro al mese. Chi osa ribellarsi viene minacciato, picchiato, sabotato. Una guerra economica degenerata in scontri fisici, culminata in una spirale di violenze: tentati omicidi, raid incendiari, pestaggi. E morte. Changyong Zhang, 41 anni, ricorda bene l’inizio della faida: «Quando con mio fratello siamo entrati nel mercato, il prezzo era di 27 centesimi a pezzo. Siamo riusciti ad abbassarlo a 5,8 centesimi. Da quel momento sono iniziate le minacce: “Se non te ne vai ti ammazziamo” ». […]

 

IMPRESE CINESI A PRATO

Il dichiarante mette a verbale che teme le vendette e le ritorsioni anche nei confronti dei familiari e chiede se può a quel punto essere disposta l’espulsione degli indagati in Cina. Il procuratore Tescaroli assicura che il suo ufficio farà tutto quanto nelle sue possibilità per scongiurare i rischi di una ritorsione.

 

PRATO SOTTO ASSEDIO

La città, un tempo simbolo del tessile italiano, oggi è campo di battaglia di una guerra senza quartiere che negli ultimi mesi si è spinta fino a Roma, con due omicidi, e un attentato incendiario a Madrid ad un deposito, sempre collegato ai cinesi di Prato. Al centro, il controllo della produzione di grucce e della logistica dei “pronto moda”. Ma dietro la faida si cela un sistema criminale ben più ampio: traffico di esseri umani, gioco d’azzardo, prostituzione, contraffazione.

 

Negli ultimi dodici mesi, le strade di Prato sono diventate teatro di almeno quindici episodi di violenza documentati. Una scia di sangue e paura che ora inizia a emergere grazie alle prime collaborazioni con la giustizia gestite dal procuratore della Repubblica, Luca Tescaroli. […]

 

OMICIDIO DI DUE CINESI IN VIA PRENESTINA A ROMA

IL DENARO INVISIBILE

Ma la violenza è solo la superficie. Sotto, scorre una fitta rete finanziaria occulta che collega Prato a Hong Kong, Pechino, Wenzhou. Attraverso il “Chinese Underground Bank System”, milioni di euro vengono trasferiti e riciclati fuori dai canali ufficiali. Un sistema parallelo che si avvale di triangolazioni con società fittizie in Ungheria e Slovenia, sfruttando il “Regime 42” dell’Unione Europea, che consente l’importazione sospendendo l’Iva.

 

TRIADI CINESI

Il procuratore Luca Tescaroli ha ricostruito una mappa impressionante: tessuti mai spediti, fatture false, container provenienti dai porti di Capodistria o del Pireo trasformati in bombe fiscali. Passaggi di grosse somme di denaro verso l’estero. Solo nel biennio 2023-2024, oltre 15 milioni di metri di tessuti sono stati sequestrati. E sono stati scoperti centinaia di milioni di euro di evasione fiscale. […] Ogni azienda dura poco più di un anno: il tempo di incassare, eludere i controlli e scomparire, lasciando prestanome ignari o compiacenti. […]

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