LA GUERRA CHE PECHINO NON PUÒ VINCERE? QUELLA CONTRO LA CHIRURGIA ESTETICA – DOPO IL BOOM DI INTERVENTI, LE AUTORITÀ CINESI PROVANO A METTERE UN FRENO ALLE CLINICHE ILLEGALI, RAFFORZANDO I CONTROLLI SUI MEDICI E I LORO PERCORSI DI FORMAZIONE - MA, NONOSTANTE LA STRETTA SULLE PUBBLICITÀ CHE GENERANO ANSIA DA ASPETTO FISICO, NEL PAESE È BOOM DI RITOCCHINI: I MEDIA RACCONTANO CHE IL GIRO D'AFFARI È ARRIVATO A 300 MILIARDI DI YUAN (36 MILIARDI DI EURO) NEL 2025, QUASI CINQUE VOLTE I 65 MILIARDI DI YUAN DEL 2015. E I RISCHI SONO DIETRO L’ANGOLO VISTO CHE…
Estratto dell’articolo di Gianluca Modolo per "la Repubblica"
Influencer che si sottopongono a tre operazioni in un giorno solo - due liposuzioni e una mastoplastica - fatali. Attrici che dopo una rinoplastica si ritrovano il naso rovinato. Pazienti che escono dalle cliniche con volti gonfi e pieni di macchie.
Dopo le segnalazioni di questi ultimi anni di interventi mal riusciti, in qualche caso mortali, ultimamente Pechino è tornata a lanciare l'allarme sul boom della chirurgia estetica: una volta considerata pratica esclusiva di ricchi e famosi, l'industria è esplosa nell'ultimo decennio. Troppo in fretta e troppo selvaggiamente, però.
E le autorità provano a mettere un freno.
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Nove anni fa Pechino fece partire una campagna per dare un giro di vite alle cliniche illegali. Poi nel 2021 diede una stretta alle pubblicità che generano «ansia da aspetto fisico».
Nel 2023 vennero rafforzate le procedure di verifica delle qualifiche dei chirurghi e le norme sulla formazione. A maggio dello scorso anno sono uscite nuove linee guida per imporre alle piattaforme Internet di regolamentare ancor più rigorosamente la pubblicità.
In tutta questa campagna, anche i media statali stanno facendo la loro parte.
Nel corso del 2025 ci sono stati vari articoli di denuncia: su personaggi che lavorano come agenti con lo scopo di attirare clienti per le cliniche, e sui corsi intensivi di appena tre giorni dove si insegna a persone che non hanno alle spalle studi medici a fare iniezioni di botox.
Con l'aumento dei redditi della classe media la chirurgia è diventata più accessibile e non più un tabù. In particolare tra i giovani (il 60% di chi si sottopone a interventi ha tra i 26 e i 35 anni) per avere maggiori opportunità di trovare un partner o un lavoro, sostengono gli analisti. E pure tra i giovanissimi tra i 18 e i 20 anni. […]
«Sebbene la percentuale della popolazione cinese che ricorre a queste procedure sia ancora relativamente bassa», scrive il Washington Post, i media cinesi raccontano che il giro d'affari è arrivato a 300 miliardi di yuan (36 miliardi di euro) nel 2025, quasi cinque volte più dei 65 miliardi di yuan del 2015. […]
Secondo un rapporto di iResearch, ormai un po' datato ma l'ultimo disponibile, nel 2019 in Cina 80mila strutture non avevano una licenza e ogni giorno, sempre secondo quel report, 110 pazienti lasciavano la sala operatoria con danni estetici permanenti.
Ecco perché il Partito continua a promettere la linea dura contro questo mercato: spesso selvaggio e a volte pure pericoloso.





