IL COMUNISMO DENTRO CASA - A LONDRA UN PARAGURU UN PO’ MAOISTA E MOLTO PARANOICO RIDUCE IN SCHIAVITÙ 3 DONNE – UNA DELLE VITTIME: “MI SENTIVO COME UNA MOSCA IN UNA RAGNATELA”

Claudio Gallo per "La Stampa"

«Il comunismo non è amore - diceva Mao Zedong, che negli Anni Settanta si chiamava Mao Tsetung - il comunismo è un martello che usiamo per sbriciolare gli avversari». Di amore sembra che nella vita di Aravindan Balakrishnan, per tutti il compagno Bala, non ce ne sia stato molto, se non nella forma di una fede nella giustizia assoluta, pronta ad ogni occasione a voltarsi in odio per l'umanità concreta.

Dal comunismo in un paese solo, Aravindan adesso settantatreenne e sdentato, è scivolato, lungo la china di una lucida follia, al comunismo in un appartamento solo, regredendo nel dispotismo orientale.

Di origine indiana, di Singapore, piccolo, grassottello e con i baffoni, il guru maoista, insieme alla moglie tanzaniana Chanda, di 67 anni, esercitava la sua spietata dittatura del proletariato su tre (ma forse più) povere donne ridotte in schiavitù. Nel corso degli anni, il collettivo di Aravindan aveva ottenuto diverse case popolari, fino a tredici, e adesso la polizia sta allargando le indagini, riconsiderando anche il caso di Sian Davis, morta nel 1997 dopo essere caduta dalla finestra del bagno di una casa del gruppo. Le lettere di Sian alla cugina sono tutte un «compagno Bala qui, compagno Bala là».

La casa del leader è a Brixton, area con una grande densità di africani e caraibici, a sud del Tamigi, nel quartiere di Lambeth, neanche troppo lontano dalla City. Uno dei posti che s'incendiò nella rivolta del 2011. Peckford Place è una piazzetta intorno a un'aiuola circolare con le case a raggiera.

Davanti all'1C ci sono un paio di operai che portano via dei mobili. Spicchio verticale in un complesso di dignitosa modestia, ha la parabola satellitare nera appesa al balcone. Il guru e la moglie, liberi su cauzione fino a gennaio, non possono tornarci. Le tre donne sono in un centro di accoglienza della Freedom Charity, l'Ong che le ha salvate, raccogliendo una loro chiamata.

Di loro, tutte fedeli del culto maoista cadute nella rete del guru, si sa ormai qualcosa. La più anziana, una malese di 69 anni dovrebbe chiamarsi Aishah Mautum. Così almeno giura la sorella da Kuala Lumpur, agitando una foto tessera in bianco e nero. Venne a studiare a Londra nel 1969, prese a frequentare i circoli rivoluzionari. Per seguire il compagno Bala lasciò il fidanzato, poi di lei si persero le tracce. Le altre due sono una irlandese di 57 anni e una britannica di 30, nata «in cattività», quasi certamente figlia del guru. Secondo il «Daily Mail» sarebbe Rose Davis, figlia della donna caduta dalla finestra.

Negli ultimi anni ha scritto molte lettere e poesie a un vicino di casa. In una diceva di sentirsi «come una mosca in una ragnatela», in un'altra di provare «un'oppressione indicibile». Charlotte Watts, che tra gli anni 80 e gli anni 90 abitava due porte più in là, ricorda di aver visto spesso la ragazza stare per ore alla finestra con dei foglietti che però «non si riuscivano a leggere».

Il compagno Bala e la compagna Chanda non erano affatto ignoti alla polizia, che li aveva arrestati nel 1975 e nel 1979 per resistenza a pubblico ufficiale. Hanno abitato nell'allora abbastanza celebre Mao Tse-tung Memorial, in Abre Lane, con annessa una libreria, sempre a Brixton. Adesso è diventato un ristorante. Si dice che la sit-com della Bbc «Citizen Smith», che parodiava gli estremisti di sinistra degli Anni Settanta, avesse preso spunto da loro.

La carriera da santone politico s'era iniziata nel 1974 dopo l'espulsione dal partito comunista d'Inghilterra (Marxista-Leninista). Una dichiarazione del comitato centrale del partito accusa lui e «la sua piccola cricca» di «attività scissioniste», di aver voluto aggregare un suo gruppo intorno a una linea personale piuttosto che a quella del partito. Il compagno Bala si mette in proprio e fonda il «Circolo operaio marxista-leninista del Mao Tsetung-pensiero» da dove ciclostila infuocati volantini: «Denunciamo con profonda indignazione e odio di classe le stato fascista britannico...».

L'ex attivista che tiene il blog «The Progressive Contrarian», li ricorda come un mucchio di fanatici svitati, in guerra non solo contro lo stato, ma anche con tutte le altre sigle dell'estrema sinistra. «Erano i più paranoici che avessi mai incontrato. La seconda volta che entrai nel loro negozio - racconta - passò di lì un camion dei vigili del fuoco. Sirene spente, tutto normale. Uno di quelli che stava al banco mi guardò e mi disse che era un episodio della guerra psicologica che il governo inglese stava conducendo contro di loro. Non ci tornai mai più».

Si dice che allora il compagno Bala vaticinasse che alla fine degli Anni Ottanta l'esercito popolare cinese avrebbe conquistato la Gran Bretagna. Con il crollo di quelle speranze folli, il collettivo cominciò a somigliare ogni giorno di più alla Fattoria degli Animali di Orwell. Come lucidamente dice «Progressive Contrarian»: «Più che un caso di moderna schiavitù, o di traffico umano, siamo davanti a una setta di sinistra implosa e collassata dentro di sé».

 

 

ROSIE DAVIES LA DONNA TENUTA SCHIAVA A LONDRA ROSIE DAVIES LA DONNA TENUTA SCHIAVA A LONDRA ROSIE DAVIES LA DONNA TENUTA SCHIAVA A LONDRA MAO ZEDONG MEMORIAL CENTRE A LONDRA LA CASA DI LONDRA DOVE LE DONNE ERANO TENUTE SCHIAVE JOSEPHINE HERIVELA UNA DELLE SCHIAVE DI LONDRA Aravindan Balakrishnan Aravindan Balakrishnan LA MOGLIE CHANDRA SULLA SEDIA A ROTELLE SPINTA DA AISHAH UNA DELLE SCHIAVE DI LONDRA Aravindan Balakrishnan E LE TRE SCHIAVE DI LONDRA JOSEPHINE HERIVELA ROSIE DAVIES E AISHAH

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