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HAMAS NON MOLLA: “NON CONSEGNIAMO LE ARMI” – L’ORGANIZZAZIONE TERRORISTICA PALESTINESE NON VUOLE ARRENDERSI: “LE NOSTRE ARMI NON SONO NEGOZIABILI. NESSUNO PUÒ PRENDERCELE SE NON VIENE ISTITUITO LO STATO DI PALESTINA. IN TAL CASO, QUESTE ARMI APPARTERREBBERO ALL'ESERCITO PALESTINESE” – MA IL DISARMO E’ CONDIZIONE ESSENZIALE PER REALIZZARE IL PIANO DI PACE PREDISPOSTO DA TRUMP – HAMAS HA SCHIERATO 7 MILA MILIZIANI NELLE STRADE DI GAZA PER RIAFFERMARE IL SUO CONTROLLO SULLA STRISCIA E FA LEVA SU UNA LUNGA SCHIERA DI RADICALIZZATI CHE VEDONO NELLA LOTTA ARMATA L'UNICA FONTE DI SUSSISTENZA PER LORO E LE LORO FAMIGLIE (IL GRUPPO PAGA GLI STIPENDI A CHI COMBATTE E FORNISCE CIBO) - DA SETTIMANEI MILIZIANI STANNO CHIUDENDO I CONTI CON QUELLI CHE RITENGONO “COLLABORAZIONISTI” D'ISRAELE, UCCIDENDO DIVERSI CITTADINI – MA AUMENTANO LE FAMIGLIE E I CLAN LOCALI CHE SI STANNO RIBELLANDO AD HAMAS…

miliziani di hamas a gaza

HAMAS, RILASCIO DEGLI OSTAGGI INIZIERÀ LUNEDÌ MATTINA

(ANSA-AFP) - GAZA, 11 OTT - Il rilascio dei 48 ostaggi detenuti dai militanti palestinesi a Gaza inizierà lunedì mattina. Lo ha detto un funzionario di Hamas in un'intervista alla Afp,. "In base all'accordo firmato, lo scambio di prigionieri inizierà lunedì mattina come concordato e non ci sono nuovi sviluppi al riguardo", ha dichiarato l'alto funzionario di Hamas, Osama Hamdan.

 

MIGLIAIA DI MILIZIANI DI NUOVO A GAZA DOPO IL RITIRO DELL’ESERCITO ISRAELIANO

Estratto dell’articolo di Nello Del Gatto per “la Stampa”

miliziani di hamas a gaza

 

Hamas alza la voce alla vigilia della scadenza del termine per la consegna degli ostaggi, in un crescendo dello scontro interno tra i falchi contrari all'accordo e l'ala che invece ha detto sì all'intesa. L'ala più estremista non ha alcuna intenzione di mostrarsi sconfitta a seguito dell'entrata in vigore del piano di Trump per la fine della guerra a Gaza che vede, come primo passo, il cessate il fuoco con conseguente liberazione entro domani di tutti e 48 ostaggi israeliani vivi e morti in cambio di 250 ergastolani palestinesi e 1700 gazawi, che ieri sono stati trasferiti dalle carceri israeliane.

il training di hamas

 

«Le nostre armi non sono negoziabili. Nessuno può prendercele se non viene istituito lo Stato di Palestina. In tal caso, queste armi apparterrebbero all'esercito palestinese», ha dichiarato a Rudaw un alto funzionario di Hamas, Fawzi Barhoum, a margine di un incontro di studiosi islamici a Diyarbakir, nel sud-est della Turchia.

 

migliaia di ragazzini al campo estivo di hamas

Sui prigionieri palestinesi da liberare, Hamas insiste che Israele abbia cambiato la lista, parlando di negoziati ancora in corso sui nomi, soprattutto quelli di primo piano. Gerusalemme ha messo il veto su alcuni prigionieri, come l'ex leader di Fatah Tanzim Marwan Barghouti e il leader del Fronte Popolare Marxista-Leninista per la Liberazione della Palestina (Fplp), Ahmad Sa'adat. Niente da fare anche per il direttore dell'ospedale Kamal Adwan, Hussam Abu Safiya e dell'altro medico Marwan Al Hams.

 

centro estivo di hamas

Il nervosismo nei ranghi di Hamas è palpabile. Soprattutto l'ala militare del gruppo, guidata dal capo delle brigate al Qassam, Izz al Din al Haddad, più intransigente, avrebbe preferito continuare, contraria all'accordo perché, oltre a privarla sin dall'inizio dell'unica carta nelle sue mani e unica leva dei negoziati, gli ostaggi, mette in condizioni gli islamisti dinanzi alla loro cancellazione dalla Striscia, che può avvenire o per loro scelta o spinti dalla forza delle armi.

addestramento giovani di hamas

 

Una cosa è certa: non hanno intenzione di disarmarsi, condizione essenziale per il piano di Trump. Già da giorni, soprattutto da Gaza, si smentisce l'abbandono alle armi, ribadito ieri da un esponente di Hamas all'Afp mettendo così a serio rischio la continuazione dell'accordo e il raggiungimento della pace, alla vigilia della prima fase.

 

Il gruppo sta cercando di far sentire la sua forza. Hamas in questi anni è riuscita a rimpiazzare le migliaia di miliziani uccisi durante la guerra con forze nuove, scavando sia tra le file dei radicalizzati, che tra quelle di coloro che vedono nella lotta armata di Hamas l'unica fonte di sussistenza per loro e le loro famiglie, visto che il gruppo di Gaza non solo è ancora in grado di pagare gli stipendi con soldi utili a comprare il cibo, ma anche in derrate alimentari che, nella Striscia, valgono quanto l'oro.

palestinese membro di hamas

 

Sono 7 mila, secondo quanto fonti locali hanno detto alla Bbc, i miliziani che Hamas ha messo su strada in queste ore per riaffermare il controllo sulle aree di Gaza recentemente abbandonate dalle truppe israeliane. Ha anche nominato cinque nuovi governatori, tutti con esperienza militare, alcuni dei quali in precedenza comandavano brigate del suo braccio armato, per supervisionare le operazioni.

 

Nelle strade di Gaza si stanno vedendo alcuni miliziani che, cercando di confermare il loro controllo sulla Striscia, distribuiscono dolci e beni ai passanti. Ma anche pallottole.

Da settimane, infatti, i miliziani stanno chiudendo i conti con quelli che ritengono collaborazionisti d'Israele, uccidendo diversi locali.

tunnel hamas 5

 

E a Gaza è anche aumentato il numero delle famiglie, dei clan locali, che si sta opponendo ad Hamas, segno forse che vedono il gruppo in grossa difficoltà. Dopo il clan dei Shabab a sud, quella di Al-Astal a Khan Yunis e quella di Al-Mansi al nord, la famiglia Al-Majida di Khan Yunis ha avuto uno scontro a fuoco con Hamas nei pressi dell'ospedale locale, dopo che i miliziani avevano attaccato le tende del suo clan. Undici i membri di Hamas uccisi in questo scontro a fuoco la settimana scorsa, i cui corpi sono stati esposti dagli uomini del clan al pubblico ludibrio. […]

 

 

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