vincenzo gerardi uccide la moglie teresa stabile

“HO DECISO DI UCCIDERE VOSTRA MADRE E DI FARLA FINITA” – LA LETTERA CHE VINCENZO GERARDI, 56ENNE DI SAMARATE, IN PROVINCIA DI VARESE, AVEVA SCRITTO E MAI SPEDITO AI FIGLI PRIMA DI AMMAZZARE LA MOGLIE TERESA STABILE - LA DONNA DA ANNI SUBIVA SOPRUSI E DA POCO TEMPO LO AVEVA MOLLATO, TRASFERENDOSI A CASA DEI GENITORI: UNA MOSSA CHE AVEVA PORTATO GERARDI A SEGUIRLA E MINACCIARLA. UN MESE FA UNO DEI FIGLI DELLA COPPIA LO AVEVA DENUNCIATO PER VIOLENZA PRIVATA, MA LEI NON…

Estratto dell’articolo di Andrea Siravo per “La Stampa”

 

vincenzo gerardi uccide la moglie teresa stabile 5

La data del 16 aprile scritta a mano in una delle lettere indirizzate ai due figli. Missive mai spedite e che i carabinieri hanno trovato a casa di Vincenzo Gerardi dopo che l'altro ieri sera il cinquantaseienne ha ucciso la moglie Teresa Stabile di un anno più giovane. «Ho deciso di uccidere vostra madre e di farla finita», il senso delle parole dell'uomo. Ha dato seguito solo alla prima affermazione.

 

Da novembre, la donna era andata via di casa e si era trasferita nella casa dei genitori […]  La coppia era sposata da più di trent'anni e dall'unione erano nati due figli maschi, di 27 e 21 anni. Con loro sarebbe stato un padre molto rigido mentre da sempre avrebbe avuto un atteggiamento di sopraffazione e prevaricazione nei confronti della moglie. Per avere controllo su di lei, Gerardi usava anche la leva della mancata indipendenza economica, dopo che la donna aveva perso il lavoro per la chiusura della ditta. Così pretendeva di conoscere i suoi spostamenti e le sue frequentazioni.

 

vincenzo gerardi uccide la moglie teresa stabile 2

Anni e anni di difficile convivenza a cui la donna aveva deciso di dare un taglio. Oltre ad andare via di casa si era rivolta a un'avvocata matrimonialista per avviare l'iter di separazione.

 

[…] la decisione non era stata accettata da Gerardi.

Da mesi la tartassava cercando di farla tornare sui suoi passi con asfissianti minacce di togliersi la vita alternate ad angherie e appostamenti.

 

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Una su tutte la sua auto lasciata davanti al garage dove Stabile parcheggiava la propria, così da obbligarla a chiamarlo per liberare il passaggio.

Un comportamento per il quale il figlio maggiore aveva denunciato circa un mese e mezzo fa il padre per violenza privata. La donna, invece, non aveva fatto alcuna accusa contro il marito. Temeva che questo potesse esacerbare la situazione: «Era terrorizzata quando si è rivolta a me. Voleva chiudere velocemente, le avevo consigliato di lasciare la casa, come ha fatto. Ma non è bastato», ha detto amareggiata la legale Manuela Scalia. Anche con le amiche, Teresa aveva confidato di temere per la propria vita: «Mi ucciderà, me lo sento». Un presentimento che purtroppo si è dimostrato vero.

 

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La cinquantacinquenne è rientrata in auto, una Giulietta grigia, poco prima delle 19. Ad attenderla il marito che ha aperto la portiera e si è infilato. L'ha colpita con un coltello da cucina. Con almeno sei fendenti con cui ha infierito fra torace e addome.

 

Ferite che non hanno lasciato scampo alla moglie, morta pochi minuti dopo l'arrivo all'ospedale di Legnano.

[…] Nei pochi minuti che Gerardi ha avuto prima di essere braccato dai carabinieri in un campo nella vicina via Torino è riuscito a fare alcune telefonate. «Ho fatto una cazzata, l'ho uccisa». Alla suocera un messaggio: «Ho fatto quello che ho fatto. Buona Pasqua». A fatica i militari della compagnia di Busto Arsizio lo hanno bloccato. Brandendo il coltello farfugliava di usarlo contro di sé. L'impossibilità di riportarlo alla calma con le parole ha costretto i carabinieri a usare il taser.

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Anche nell'interrogatorio in caserma con il pm di Busto Arsizio, Ciro Caramore, ha cercato di negare l'agguato: «Ci siamo incontrati per caso, abbiamo discusso e non so perché l'ho colpita. Il coltello? Lo avevo per motivi di lavoro». Una versione non credibile per gli inquirenti che contestano a Gerardi, operaio manutentore per una ditta che produce piscine, l'omicidio con l'aggravante della premeditazione e dell'averlo commesso contro la coniuge. Accuse da ergastolo.

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