“HO INVESTITO 100 MILA EURO IN VISIBILIA E HO PERSO TUTTO” – AL PROCESSO MILANESE IN CUI DANIELA SANTANCHÉ È IMPUTATA PER FALSO IN BILANCIO CON ALTRE 15 PERSONE, HA TESTIMONIATO IL MACELLAIO CIRO RUSSO, CHE HA RICOSTRUITO IL SUO INVESTIMENTO NELLA SOCIETÀ EDITRICE. UN'OPERAZIONE CONSIGLIATA DA GIUSEPPE ZENO, IL GRANDE ACCUSATORE DELL’EX MINISTRA E FONDATRICE DEL GRUPPO VISIBILIA: “LA SOCIETÀ ERA OTTIMA, PENSAVO FOSSE SIMILE A MEDIASET, CREDEVO NELLA SUA SOLIDITÀ” – RUSSO HA NEGATO DI ESSERE STATO "IL PRESTANOME DI ZENO”. DOPO IL MANCATO RISARCIMENTO DEL DANNO, SI È COSTITUITO PARTE CIVILE…
(Adnkronos) - "Ho investito in Visibilia Editore circa 100mila euro, la metà del mio patrimonio", perché "credevo nella società", pensando che fosse paragonabile per dimensioni "a Mediaset". A raccontarlo durante la deposizione questa mattina è stato Ciro Russo, macellaio di Portici (Napoli), costituito parte civile nel processo per falso in bilancio, che vede tra gli imputati anche l'ex ministro del Turismo Daniela Santanchè (assente in aula).
Il primo acquisto Russo lo fa a febbraio 2021, quando le azioni della società editoriale valgono oltre 10 euro. L'ultimo e più consistente risale a fine agosto, quando ormai il titolo si è più che dimezzato (4,25 euro). A consigliargli l'investimento - ha raccontato Russo sotto giuramento - è stato l'amico di vecchia data Giuseppe Zeno, il finanziere ed ex piccolo azionista di Visibilia Editore, che con la sua denuncia ha fatto partire l'inchiesta.
"Avevo piena fiducia in lui, ci conoscevamo fin da ragazzi", ha spiegato il macellaio, che ha proseguito nell'acquisto di azioni, nonostante il titolo continuasse a perdere, il profilo di rischio fosse elevato e il suo promotore finanziario "non fosse tanto favorevole, ma io lo forzavo dicendo 'compra'".
La "speranza" - ha detto l'ex piccolo investitore costituito parte civile nel processo - era quella di riuscire quanto meno a "dimezzare il prezzo di vendita e poi uscire dall'investimento", ma "è andata male. Ci siamo fermati, perché non avevamo più soldi".
Ai difensori degli imputati che lo incalzavano, il macellaio ha assicurato di non aver acquistato le azioni con l'obiettivo poi di poter partecipare all'assemblea, di non essere "assolutamente" il "prestanome" di Zeno, di non aver ricevuto da questi i 100mila euro investiti, né di essere stato poi risarcito da lui.
Con Russo si è costituita anche la moglie, che - assente giustificata - non ha deposto all'udienza di questa mattina. L'ha fatto invece l'ex amministratore giudiziario nominato dal Tribunale di Milano, Maurizio Irrera.
Il processo riprenderà il 24 settembre e proseguirà in autunno con un fitto calendario: 6, 8, 15, 20, 22 e 27 ottobre. L'auspicio del presidente del collegio, Giuseppe Cernuto, è di concludere la fase istruttoria nella prima metà di ottobre ed entrare nella fase delle conclusioni dal 20 ottobre.
daniela santanche dimitri kunz
DANIELA SANTANCHE IN VERSILIA - 2
GIUSEPPE ZENO


