sballo chem sex

“HO RISCHIATO DI MORIRE NEL VORTICE DEL CHEM SEX” - IL RACCONTO DEI FESTINI A BASE DI SESSO NON PROTETTO E DROGHE SINTETICHE - MOLTI DEI PARTECIPANTI SONO SIEROPOSITIVI: QUINDI METTI IN CONTO IL RISCHIO DI CONTRARRE L’HIV

SBALLOSBALLO

Nadia Galliano per www.corriere.it

 

Alberto è un architetto bolognese, ha 35 anni, una buona posizione ed è sieropositivo dal 2010. Qualche anno fa incontra un ragazzo via chat, Hiv e Hcv positivo, si innamora profondamente. Non solo. «All’inizio credevo di poter resistere, finché ci sono cascato anch’io» così Alberto, nome di fantasia, spiega l’inizio della sua esperienza col chem sex, festini a base di sesso non protetto e sostanze sintetiche psicoattive.

 

Rimane incastrato nel vortice degli stupefacenti per circa otto mesi, trascinato dal compagno, addicted da più tempo: «Dormivo e non dormivo, non avevo più fame, non provavo emozioni, mi stavo annullando dentro».

 

La dipendenza si impossessa di lui per otto mesi, poi qualcosa cambia: «Ho avuto paura di morire e ho smesso» ammette con note amare nella voce, ripensando all’ex compagno, ancora nel giro, e alla morte di un amico malato di tumore allo stomaco, dipendente dal chem sex durante e dopo la chemioterapia.

CHEM SEX - 1CHEM SEX - 1

 

I festini casalinghi

«“Smetto quando voglio” è lo slogan che accompagna chi è nel giro, ma anche “non riesco più a stare senza” - spiega Alberto, raccontando i dettagli dei party al chem sex -. Le feste durano 24 ore, si svolgono soprattutto in casa. Ma abbiamo frequentato anche saune in cui ci offrivano gli stupefacenti e locali di “cruising”, circoli privati con darkroom.

 

Ricordo che in un locale nel Padovano un ragazzo usò il “G” (GHB, Gamma-idrossibutirrato) ed ebbe una reazione avversa, i buttafuori lo accompagnarono in macchina abbandonandolo al suo destino». Situazioni di ordinaria amministrazione: «Ho visto gente collassare, lasciata a dormire in una stanza senza sapere se è viva o morta».

 

CHEM SEXCHEM SEX

Particolari agghiaccianti, rimasti impressi nella mente di Alberto. «In questi festini invitano gente abbiente che paga la droga. Metanfetamine, ketamina, GHB, Popper, Viagra, ghiaccio spray. Ogni tanto cocaina. Chi la porta la infila nei pacchetti di sigarette, nelle mutande, nelle caramelle.

 

Si hanno rapporti sessuali non protetti e quando la serata incomincia a scemare, si chiama altra gente via social per ravvivare l’atmosfera. A fine serata si è stanchi, si diventa irritabili ed è facile che scattino battibecchi. Una volta uno degli invitati mi ha preso a pugni».

 

Il passaparola è soprattutto interattivo tra app come Grindr, Hornet e sms. «Nei social abbiamo dei codici per riconoscerci: nomignoli come “KMS”, chems; “Fun”; maialini o scritte “Bareback”, che significa senza preservativo». Gli invitati sono accomunati da un fil rouge. «Tutti professionisti rispettabili: insegnanti, medici, politici, direttori di locali in voga, giovani di buona famiglia. Il 98% ha rapporti sessuali non protetti e molti dei partecipanti sono sieropositivi. Quindi quando entri in un gruppo “bareback” metti in conto il rischio di contrarre l’Hiv».

il chemsex puo portare ad overdose e probelmi mentaliil chemsex puo portare ad overdose e probelmi mentali

 

I rischi per la salute

Come avverte Andrea Gori, direttore dell’Unità Operativa Malattie infettive dell’Azienda ospedaliera San Gerardo di Monza: «Molte delle nuove infezioni da Hiv hanno come fattore di rischio il chem sex. Nelle comunità gay milanesi, bolognesi e romane si stima che l’8% lo pratichi, percentuale in aumento».

 

I rischi sulla salute sono tangibili: «Associare farmaci antiretrovirali e chems può far diminuire l’efficacia dei farmaci, aumentare gli effetti collaterali così come la tossicità degli stupefacenti». Lo conferma Andrea Calcagno, uno dei “super” ricercatori under 40 recentemente premiato a Seattle con il CROI-Icar Adwards 2017: «Gli studi confermano come un alto numero di persone sieropositive pratichi chem sex, un fenomeno particolarmente diffuso a Londra e Berlino, in aumento in Italia».

metanfetamina prediletta nei festini chemsexmetanfetamina prediletta nei festini chemsex

 

Dalle ricerche cliniche emerge come i tre chems più utilizzati siano il “G”, il “Crystal Meth” e il “Mefedrone”, spesso associati tra loro, quasi sempre uniti al “Viagra”. «Il G stimola la libido, ma associato al Viagra aumenta il rischio di tossicità sistemica (dolore toracico, tachicardia, cefalea, fame d’aria, ndr). Il Crystal Meth invece è uno psicostimolante, utilizzato per prolungare i rapporti sessuali. Il rischio è lo sviluppo di psicosi con allucinazioni e paranoia, crisi d’ansia, alterazioni del ritmo sonno-veglia».

 

i pornoshop spesso vengdono popper e prodotti illegalii pornoshop spesso vengdono popper e prodotti illegali

Infine il Mefedrone, venduto con la terminologia “sali da bagno”: «Richiede multiple somministrazioni per mantenere l’effetto stimolante e crea forte dipendenza, come il Crystal Meth». E se al cocktail di sostanze si associano i farmaci antiretrovirali, il risultato può mettere a rischio la vita: «Molti farmaci antiretrovirali agiscono sui citocromi, enzimi del metabolismo, rallentando il loro funzionamento. Questo può portare a un sovradosaggio dei chems, metabolizzati più lentamente, col rischio di incorrere nell’arresto respiratorio, coma e morte».

KETAMINAKETAMINAPOPPER FOTO BY TERRY RICHARDSON POPPER FOTO BY TERRY RICHARDSON

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