antonio casamonica roxy bar

MENARE IL CLAN PER L’AIA  – A ROMA CI SONO PIÙ DI MILLE CASAMONICA, TUTTI PARENTI, IMPEGNATI IN BUSINESS CRIMINALI: USURA, SPACCIO, RACKET, SCOMMESSE CLANDESTINE – E NONOSTANTE LE RUSPE, GLI ARRESTI E LE CONDANNE, CONTINUANO A CONTROLLARE IL QUADRANTE EST DELLA CAPITALE COME SE NIENTE FOSSE – LE INTERCETTAZIONI CHOC: “DEVI AVÈ PAURA PERCHÉ NOI SIAMO TANTI E SE PURE VADO IN CARCERE TE VENGONO A CERCA' IN 100 E NUN CAMPI PIÙ” – VIDEO

 

1 – LA CITTÀ DEI CASAMONICA VILLE ABUSIVE E AFFARI ILLECITI "SONO MILLE, TUTTI PARENTI"

IL TESORO DEI CASAMONICA

Federica Angeli per “la Repubblica – Roma”

 

Si sono fatti anti Stato violenza dopo violenza diventando uno dei clan più temuti della città. Un clan criminale potentissimo, «il più potente e radicato nel Lazio», scrivono i magistrati della Dda. I Casamonica controllano quasi tutto il quadrante Est della città e sono oltre mille, secondo le relazioni della Dia, quelli attivi nei business criminali gestiti.

 

interni delle ville dei casamonica 2

Dall' usura allo spaccio, delle estorsioni al racket delle case popolari, dalle scommesse clandestine al riciclaggio sono tanti i traffici illegali gestiti dalla famiglia sinti arrivata a Roma negli anni 70. Da subito si misero a fare affari con la Banda della Magliana, la più forte organizzazione criminale in quel periodo e per loro di occupavano della riscossione dei crediti. Era Vittorio Casamonica, il boss celebrato col funerale show in piazza Don Bosco nel 2015, a occuparsene.

 

GIUSEPPE CONTE NELLE VILLE CASAMONICA

Gli arresti, le condanne e le inchieste giornalistiche che hanno subìto nel corso degli ultimi anni sembrano però averli solo scalfiti, non battuti. Siamo tornati alla Romanina, uno dei quartieri in dove vivono e comandano. Siamo tornati a una settimana dalla condanna di Antonio Casamonica a sette anni di carcere con l' aggravante del metodo mafioso per l' aggressione al Roxy Bar. Niente è cambiato rispetto a quando, circa un anno fa, avevamo immortalato i loro soprusi.

 

roxy bar casamonica

A cominciare dall' arroganza urbanistica: in via Barzilai, la stessa strada in cui aggredironoi baristi e una donna disabile nel bar Roxy, il muro della villa di uno dei componenti ingombra il marciapiede. La strada si restringe perché, senza alcun permesso, i Casamonica hanno deciso di allargare il perimetro del loro giardino. In via Gregoraci, la strada parallela, al centro dell' incrocio le donne del clan sono sedute e, a quanto un anno fa a Repubblica avevano raccontato alcuni residenti, chi passa di lì è costretto a pagare un pedaggio. Un obolo di 2 o 5 euro oppure un pacchetto di sigarette.

IL TESORO DEI CASAMONICA

 

Un' arroganza che serve solo a ostentare il controllo assoluto della zona. La famiglia ha mandato avanti un ragazzino di non più di 10 anni ad " affrontare" i cronisti colpevoli di fare riprese su una strada pubblica che considerano cosa loro.

 

LA ROMANINA - VILLA SEQUESTRATA AI CASAMONICA

Romanina e non solo. L' impero che sono riusciti a costruire i Casamonica da Ciampino a Porta Furba, da Morena al Tuscolano a colpi di violenza e usura, di spaccio e prepotenza urbanistica, angherie e sodalizi con la ' ndrangheta vale milioni e milioni di euro. « Il loro patrimonio si aggira sui 100 milioni di euro » , scrivono i magistrati del pool Antimafia.

LA ROMANINA - VILLA SEQUESTRATA AI CASAMONICA

 

Nel 2003 la Dia gli sequestra beni per 85 milioni di euro: ville hollywoodiane ( una di 1.500 metri quadrati con 20 stanze) ai Castelli romani e appartamenti in Costa Smeralda (23 immobili verranno definitivamente confiscati), oltre a 75 vetture di lusso (Ferrari, Bentley, Rolls- Royce, Mercedes,Bmw). Nel 2008 sempre la Dia individua il tesoro dei Casamonica a Montecarlo, un conto su cui sarebbero transitate decine di milioni di euro.

casamonica - aggressione a una disabile in una bar in zona romanina

L' ultimo sequestro, con l' operazione "Gramigna" che portò in carcere 37 componenti del clan per associazione a delinquere di stampo mafioso è del luglio scorso: la Dda del procuratore aggiunto Michele Prestipino ha messo i sigilli a 9 milioni di beni mobili e immobili.

 

Il clan ha puntato tutta la sua forza sulla struttura criminale familistica, molto simile a quella della ' ndrangheta. La gestione degli affari è riservata solo ad appartenenti all' etnia rom, compresi quindi i cugini Spada, Di Silvio, Spinelli. A poche persone esterne hanno permesso l' accesso. Questo gli ha garantito per anni l' impunità, vista anche l' impossibilità di trovare interpreti disposti a tradurre la loro lingua.

 

centro commerciale la romanina

I primi " pentiti" sono appunto due che non appartengono alla famiglia: l' ex moglie del boss Giuseppe, ora in località protetta, e una vittima trasformata in socio per i lavori sporchi di riscossione credito. E' stato grazie alle loro confessioni che gli inquirenti sono riusciti a trovare un varco in quel mondo chiuso in cui il silenzio di vittime è stato l' alleato numero uno dei padroni di Roma Est.

 

La strategia della paura "Se t' incontro te massacro"

Federica Angeli per “la Repubblica – Roma”

 

salvini sulla ruspa alla demolizione della villa dei casamonica 6

«Dei Casamonica devi avè paura perché noi siamo tanti e se pure vado in carcere te vengono a cerca' in 100 e nun campi più». Ancora. «Io non conosco a Roma una persona sulla faccia terra che se mette a fa la guerra contro de noi, perché sa che perde. Perché quando dici Casamonica a Roma sai che hai un problema, a noi 6 milioni qui ce conoscono tutti».

 

Le intercettazioni delle conversazioni tra Giuseppe Casamonica, il boss dell' organizzazione smantellata con 37 arresti per mafia lo scorso 17 luglio dalla Dda, non lasciano margini di dubbi sulla consapevolezza del potere che questa famiglia ha ed esercita in molti quartieri della capitale.

GIUSEPPE CASAMONICA

Nessuno della famiglia sinti ha dubbi sulla forza che hanno e che esercitano in pezzi della città. E laddove qualcuno, esterno alla famiglia, dovesse mettere in discussione la loro forza, subito viene puntualizzato che «a Roma semo i più forti. È uscito mai un discorso che la gente parla di noi per farti capire? E che dice? Che siamo intelligenti? Ma hanno anche paura di noi».

 

Nell' ordinanza dell' operazione "Gramigna" la tracotanza del clan emerge in maniera netta. Come è assodato l' uso di minacce rivolte a chi si permetteva di sgarrare nei pagamenti o a un comando dato. «Te do 5 minuti pe' chiamamme dopo de che te vengo a cercà e te faccio male», scrive uno della famiglia in un sms a una vittima; «tu prega i morti tua che nun te incontro che te massacro»; «non piagne poi quando te incontro».

 

gli interni delle ville dei casamonica 13

Terrore puro. Questo incutevano i componenti della famiglia Casamonica nelle vittime di usura, di estorsione e nei commercianti dei quartieri dove spadroneggiano. Tanto da essersi guadagnati il silenzio e l' omertà che sono il nutrimento della criminalità organizzata. «Un gruppo di romani davanti ai Casamonica non sono nessuno, anche se sparano. Perché sono tanti», racconta un testimone di giustizia membro di una famiglia di 'ndrangheta.

 

la demolizione delle ville dei casamonica 4

«Manco sotto tortura denuncerò la famiglia più pericolosa d' Italia. Sono veramente animali che squartano le persone. Me sparano in testa. So' zingari, so' tanti e so' dappertutto», conferma una delle vittime. Una paura dettata dal fatto che alle minacce sono sempre seguiti i fatti: pestaggi, case e negozi sfilati a chi si era indebitato con loro, intimidazioni pesantissime per non farli andare a testimoniare in aula, persino sequestri di persona. Le carte raccontano di punizioni corporali eseguite, ad esempio, in una delle loro roccaforti, inaccessibili alle forze dell' ordine. «Andò stamo noi, nessuno viene a rompe er c... o» .

 

FERRARI E FIORI AL FUNERALE CASAMONICA

Vicolo di Porta Furba è uno di questi. E' lì che le vittime di usura in ritardo con i pagamenti venivano portate e picchiate per ore dai membri della famiglia sinti . A raccontare quelle violenze al telefono tra loro sono un figlio al padre al quale confida, disperato, di essere stato convocato lì e di sapere già quello che lo aspetta, perché in ritardo con il pagamento di una rata del debito contratto. Una volta viene portato lì un ragazzo che aveva venduto al clan una partita di cocaina di bassa qualità. Anche per lui botte e insulti, al termine dei quali il giovane ha perso la casa che aveva ad Anzio, diventata del clan.

ARRESTO DI ANTONIO CASAMONICAFERRARI E FIORI AL FUNERALE CASAMONICAla culla d'oro del piccolo casamonicaFERRARI E FIORI AL FUNERALE CASAMONICAgli interni delle ville dei casamonica 7gli interni delle ville dei casamonica 9gli interni delle ville dei casamonica 18gli interni delle ville dei casamonica 19la culla d'oro del piccolo casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 8gli interni delle ville dei casamonica 6blitz contro i casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 12gli interni delle ville dei casamonica 3gli interni delle ville dei casamonica 2gli interni delle ville dei casamonica 1gli interni delle ville dei casamonica 5gli interni delle ville dei casamonica 4gli interni delle ville della casamonica 8ottavio spada 4ottavio spada 3

 

gli interni delle ville della casamonica 7

Ultimi Dagoreport

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)

beatrice venezi

DAGOREPORT! UNA NOTTE CON "BEATROCE" VENEZI: LA "FU BACCHETTA NERA" RICICCIA NEL RUOLO DI PRESENTATRICE DEL PROGRAMMA DI ''SKY ARTE", “RINASCIMENTI SEGRETI” - NON STIAMO SCHERZANDO, MEGLIO DI UNA DILETTA LEOTTA, LA VENEZI, CHIODO DI PELLE NERA E PANTA ADERENTI, RIPRESA PIÙ DA DIETRO CHE DA DAVANTI, HA VOCE SUADENTE, LEGGE IL GOBBO CON CAPACITÀ E GUARDA IL TELESPETTATORE CON UNA CERTA INNATA MALIZIA - ALLA VENEZI ANDREBBE AFFIDATO UN PROGRAMMA PER LA DIVULGAZIONE DELLA MUSICA CLASSICA, NON LA FENICE! SAREBBE DI AIUTO PER LA SOLITA TIRITERA DI “AVVICINARE I GIOVANI ALLA MUSICA CLASSICA”. L’AMICHETTISMO FA SCHIFO, MA SE INOLTRE GLI AMICI LI METTI FUORI POSTO, DALLA BACCHETTA AL PENNELLO… - VIDEO

buttafuoco giuli arianna giorgia meloni emanuele merlino elena proietti fazzolari

DAGOREPORT - UTERINO COM'È, GIULI NON HA RETTO ALL'ELEVAZIONE DI BUTTAFUOCO A NUOVO IDOLO DELLA SINISTRA LIBERALE E DELLA DESTRA RADICALE: VUOLE ANCHE LUI DIVENTARE LO ‘’STUPOR MUNDI’’ E PIETRA DELLO SCANDALO. E PER DIMOSTRARE DI ESSERE LIBERO DAL ‘’CENTRO DI SMISTAMENTO DI PALAZZO CHIGI’’, HA SFANCULATO IL SUO “MINISTRO-OMBRA”, IL FAZZO-BOY MERLINO – IL CASO GIULI NON È SOLO L’ENNESIMO ATTO DEL CREPUSCOLO DEL MELONISMO-AFTER-REFERENDUM: È IL RISULTATO DEL FALLIMENTO DI RIMPIAZZARE LA MANCANZA DI UNA CLASSE DIRIGENTE CAPACE CON LA FEDELTÀ DEI CAMERATI, FINO A TOCCARE IL CLIMAX DEL FAMILISMO METTENDO A CAPO DEL PARTITO LA SORELLINA ARIANNA, LA CUI GESTIONE IN VIA DELLA SCROFA HA SGRANATO UN ROSARIO DI DISASTRI, GAFFE, RIPICCHE, NON AZZECCANDO MAI UNA NOMINA (MICHETTI, TAGLIAFERRI, GHIGLIA,  SANGIULIANO, CACCIAMANI, DI FOGGIA, MESSINA, ETC) - FINIRÀ COSI': L'ALESSANDRO MIGNON DELL'EGEMONIA CULTURALE SCRIVERÀ UN ALTRO LIBRO: DOPO “IL PASSO DELLE OCHE”, ‘’IL PASSO DEI CAPPONI’’ (UN POLLAIO DI CUI FA PARTE...)

nigel farage keir starmer elly schlein giuseppe conte

DAGOREPORT – “TAFAZZISMO” BRITISH”! A LONDRA, COME A ROMA, LA SINISTRA È CAPACE SOLO DI DARSI LE MARTELLATE SULLE PALLE: A FAR PROSPERARE QUEL DISTURBATO MENTALE DI FARAGE  È LA SPACCATURA DELLE FORZE “DI SISTEMA”, CHE NON RIESCONO A FARE ASSE E FERMARE I SOVRANISTI “FISH AND CHIPS” - È MORTO E SEPOLTO IL BIPARTITISMO DI IERI E LA FRAMMENTAZIONE È TOTALE, TRA VERDI, LIB-LAB, LABOUR, TORY E CORNUTI DI NUOVO E VECCHIO CONIO – IL CASO MELONI INSEGNA: NEL 2022, LA DUCETTA VINSE SOLO PERCHÉ IL CENTROSINISTRA SI PRESENTÒ DIVISO, PER MERITO DI QUEI GENI DI ENRICO LETTA E DI GIUSEPPE CONTE – APPUNTI PER FRANCIA E GERMANIA, DOVE SI SCALDANO LE PEN E AFD (E L’EUROPA TREMA…)