chiusura negozi

GIU’ LA SARACINESCA - I CONSUMI DELLE FAMIGLIE CROLLANO (29 MILIARDI IN MENO RISPETTO AL PERIODO PRE CRISI) E I NEGOZI DI QUARTIERE CONTINUANO A CHIUDERE A TUTTO VANTAGGIO DEI GRANDI CENTRI COMMERCIALI - L’ALLARME DELLA CONFESERCENTI: SE SI CONTINUA COSÌ TRA 10 ANNI NON AVREMO PIU’ NEGOZI SOTTO CASA

NEGOZI CHIUSI 2NEGOZI CHIUSI 2

Giulia Cazzaniga per Libero Quotidiano

 

Nel 2016 i consumi delle famiglie sono ancora inferiori di quasi 29 miliardi di euro rispetto al 2011, prima della fase più acuta della crisi finanziaria e della grande recessione. È una sfilza di segni meno, l' elaborazione di Confesercenti per Libero sulla spesa degli italiani.

 

La federazione di categoria ha assistito alla chiusura di 25mila 469 negozi in quest' anno che volge al termine. E i dati pubblicati nell' infografica qui a fianco, che confrontano le vendite dal 2010 ad oggi, certificano che l' attesa ripresa ancora non si vede, anzi è lontana.

 

I numeri delle vendite, elaborati su dati Istat, mostrano infatti anni di profonda crisi, soprattutto per le imprese del commercio tradizionale e per il comparto non alimentare in genere. Il commercio su piccole superfici cumula tra il 2010 e il 2016 una riduzione del venduto in valore di 10 punti percentuali e sebbene gli alimentari siano in calo dell' 1,9%, a influire maggiormente in negativo sono i generi non alimentari: -7,9%.

 

Non è la grande distribuzione, non tutta, ad essersi accaparrata quella diminuzione a scapito dei negozi di quartiere. I dati dimostrano infatti che anche per i grandi negozi nel non alimentare la contrazione delle vendite è rilevante, pari al -5,4% dal 2010 a oggi.

NEGOZI CHIUSINEGOZI CHIUSI

Se si guarda alla vendita di cibo, sono solamente i discount a segnare un segno più significativo: +13,9% è l' aumento cumulato, con percentuali di crescita sempre maggiori ogni anno fino al 2015. Un altro segno della propensione e della necessità del risparmio degli italiani.

 

LE ECCEZIONI Passando alla vendita per prodotti, gli unici ad aver visto la ripresa dopo il 2010 sono i servizi (+1,7%) e i beni durevoli (+0,6%). Gli italiani sono tornati, dopo anni, a fare quindi le grandi spese che non potevano più essere rimandate, come l' automobile o l' arredamento.

 

Ma la spesa di tutti i giorni è al palo, come evidente dal tracollo di beni semidurevoli, come abbigliamento, calzature e libri (-9,5%) e beni non durevoli, come i detergenti o i medicinali (-7,4%). In particolare, i segni negativi più pesanti nel confronto dal 2010 a oggi sono segnati da libri giornali e riviste (-17,7%), seguiti da elettrodomestici, radio, tv e registratori (-15,6%). Spendiamo meno, poi, per la telefonia o l' informatica (-12,8%), per le calzature (-11,1%), per la fotografia (-10,7%).

 

Leggo in questi giorni analisi che parlano di ripresa: sono come il chewingum, denuncia Massimo Vivoli, presidente di Confesercenti: Un giorno va tutto bene, il giorno dopo il Pil è in contrazione, e poi torna ancora positivo Sono tutte valutazioni che andrebbero invece analizzate nel dettaglio: quello che registriamo quotidianamente tra i nostri associati è che le piccolissime imprese soffrono oggi come non mai.

 

negozi chiusi negozi chiusi

I negozi continuano a chiudere a ritmi vertiginosi, continua Vivoli, che spiega come anche chi è sul mercato non riesce a guadagnare. I costi di gestione delle attività, come gli affitti, incidono notevolmente. E il costo del personale è troppo alto. Per questo quando sento le critiche ai voucher in questi giorni mi domando se sia davvero chiaro alla politica che ad oggi in settori come il nostro non si possono fare assunzioni a tempo indeterminato, finché non si interviene sulla pressione fiscale e sul costo del lavoro.

 

Per i nostri commercianti, in questo momento, i voucher stanno diventando una necessità. Senza gli incentivi, i problemi per le assunzioni sono tornati ad essere gli stessi di tre anni fa.

 

Nel 2016 quasi 15mila negozi di commercio al dettaglio hanno abbassato la serranda nel centro-nord dello Stivale, 10 mila nel Sud e nelle isole. Dal 2007 ad oggi il numero di esercizi commerciali è diminuito di quasi 91mila unità: ha chiuso per crisi un negozio su dieci. Se si continua così, afferma Vivoli, tra 10 anni l' Italia sarà un Paese senza i negozi di vicinato, di servizio: spariranno, verranno sostituiti da uffici.

 

negozi chiusi   negozi chiusi

Lasciando le città buie e spingendo le persone verso i centri commerciali in periferia per gli acquisiti. I canali dell' e-commerce certamente incidono sulle nostre vendite. Così come incidono le liberalizzazioni selvagge fatte sugli orari per la grande distribuzione. Per le piccole e piccolissime imprese in questo Paese non si è mai fatto nulla. E sì che siamo il tessuto di questo Paese, quello che potrebbe portare vera ricchezza, crescita economica, occupazione.

 

Senza tutela si rischia di perdere un settore che portava qualità e immagine al made in Italy, penso soprattutto all' abbigliamento ma non solo.

 

negozi  chiusi negozi chiusi

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”