1.“CON DUE FIALE DI POTASSIO RISOLVIAMO LA SITUAZIONE”, SCHERZA UN GIORNO DANIELA POGGIALI CON UN MEDICO DI FRONTE A UN PAZIENTE CHE DÀ PROBLEMI. MA CON DUE FIALE DI POTASSIO SI VA ALL’ALTRO MONDO, COME ROSA CALDERONI, 78 ANNI, PER LA CUI MORTE “LADY POTASSIO” è ACCUSATA DI OMICIDIO. HA ANCHE ACCUSE PER VILIPENDIO DI CADAVERE E FURTO 2. DURANTE I SUOI TURNI DI NOTTE SONO MORTI IN 93: IL PIÙ VICINO DEI SUOI COLLEGHI SI FERMA A 45 DECESSI, GLI ALTRI A 30. SOLO DAL PRIMO GENNAIO ALL’8 APRILE SCORSI, LA POGGIALI HA AVUTO LA “SFORTUNA” DI SEPPELLIRE 39 PAZIENTI. CON LEI IN CORSIA C'ERA SOLO DA PREGARE 3. TRA QUANDO HA SAPUTO DI ESSERE INDAGATA, IL 14 APRILE, E QUANDO L’HANNO ARRESTATA, L’8 OTTOBRE, L’INFERMIERA DI 42 ANNI HA VISSUTO NORMALMENTE: CENE, FESTE, DISCOTECA. L’HANNO BLOCCATA PRIMA CHE SE NE ANDASSE CON IL COMPAGNO ALL’OKTOBERFEST

Paolo Berizzi per “la Repubblica”

 

Sostiene Lady Potassio, al secolo Daniela Poggiali: «Le fotografie? Colpa della Pausini (Sara, la collega che scatta col telefonino, anche lei indagata). Mi chiese di farmi queste foto in divisa: “dai, fai una posa scherzosa!”. Forse è stata una mia leggerezza farle alla presenza di una persona deceduta. Infatti, dopo che me le inviò sul cellulare, mi premurai di cancellarle».

 

daniela poggialidaniela poggiali

Prima, franosa, bugia. La prima di una lunga serie. Lunga come la conta dei pazienti — 93, un numero inquietante — morti in due anni, dal 2012 al 2014, durante i turni, soprattutto di notte, di Poggiali. L’infermiera di Lugo. Già assurta a espressione idiomatica. «Cancellai le foto, mi sono meravigliata che (Sara) abbia dichiarato che fui io chiedere di scattarle», dice ai magistrati. Non le aveva cancellate. I carabinieri le hanno trovate sul cellulare quando le hanno perquisito casa — lei, una sfinge — e hanno fotografato la schermata per cristallizzare l’abominio in corsia.

 

Le immagini choc. Poggiali compiaciuta con il pollice all’insù accanto alla salma di una donna anziana nella stanza del tanatogramma (la registrazione elettrica protratta dell’attività elettrica del cuore, a documentarne l’assenza) dell’ospedale Umberto I di Lugo. Sprezzante come il soldato torturatore che sottomette i suoi ostaggi. Più spavalda di Sonya Caleffi, l’altro angelo della morte. Un po’ “Misery non deve morire” e un po’ “Arsenico e vecchi merletti” di Frank Capra. L’accusa, per Lady Potassio, è da far tremare i polsi: omicidio pluriaggravato (l’aggravante è il veneficio ai danni della 78enne Rosa Calderoni, l’unica sua vittima finora accertata), vilipendio di cadavere oltre a furto (soldi rubati a pazienti e familiari) e peculato (sottratti medicinali e altro). E lei? Un muro di gomma.

 

daniela poggiali daniela poggiali

«Non mi risulta che nei farmaci somministrati ci fosse del potassio», dichiara l’infermiera, ormai ex, davanti al gip Rossella Materia e al pm Angela Scorza: è il 13 ottobre scorso. Seconda panzana, surreale, della Poggiali. «Alla Calderoni somministrai solo un antibiotico e un altro farmaco protettore gastrico. Ricordo che il dottor Peppi mi disse di darle anche del Konakion, sempre per via endovenosa». Già. Invece è stato accertato che a Calderoni — «ero io in servizio al momento del decesso» — ha iniettato una dose letale di cloruro di potassio. Dalle carte della Procura di Ravenna — in particolare dai verbali degli interrogatori, di cui Repubblica è ora in grado di dare conto — emerge uno scenario horror.

 

Nel reparto di Medicina interna dell’Umberto I operava un’infermiera 42enne, “svelta”, “forte”, “spigliata”, come dice la madre, che teneva sotto scacco colleghe e pazienti. In ospedale faceva ciò che voleva. «Anche togliere la vita. Si sentiva onnipotente come un Dio. Questo è stato il suo errore», ragiona il procuratore capo di Ravenna, Alessandro Mancini.

 

daniela poggiali  7daniela poggiali 7

Sara Pausini: «Quando le spiegavo che alcuni pazienti mi avevano impegnato molto mi rispondeva: tranquilla ci penso io, lasciando intendere che li avrebbe sedati». Ci andava giù pesante, coi sedativi, Lady Potassio. «Anche in assenza di prescrizioni mediche — rilevano i pm — con sprezzante incuria somministrava tranquillanti e lassativi ai pazienti ritenuti più impegnativi». I lassativi servivano per «mettere in difficoltà le colleghe dei turni successivi». I tranquillanti per avere meno scocciature. «Cosa vuoi che sia un goccino in più o un goccino in meno», tagliava corto.

 

Una paziente un giorno finisce in rianimazione. Settant’anni. Quattro meno della Calderoni. Le era stata rifilata una dose di sedativi da cavallo. «L’hanno salvata per miracolo con il Narkan», raccontano gli inquirenti. Non è escluso che, per questo secondo caso, si possa procedere per tentato omicidio. Perché di turno c’era sempre lei, la Daniela. «Di indole cinica, priva di freni inibitori, disprezza le più elementari regole civili e morali», annota l’accusa. Anche «una tipa vendicativa», secondo la Pausini, «io ne avevo soggezione fino a temerla».

 

daniela poggiali  6daniela poggiali 6

Quanti ne ha spediti in cielo l’infermiera killer? «Novantatrè pazienti morti in due anni durante i suoi turni sono una percentuale mastodontica — spiega Alessandro Mancini — . Il più vicino dei suoi colleghi a quella cifra si ferma a 45 decessi. Gli altri a 30. Non abbiamo prova che questi 93 pazienti siano stati assassinati, ma il numero fa paura». Ne aggiungiamo uno parziale: 39. Sono gli anziani curati dall’indagata e seppelliti dal 1 gennaio all’8 aprile 2014.

 

La faceva facile Daniela Poggiali. Un giorno davanti a un medico (tre sono indagati per omissione di referto e atti d’ufficio, ndr ) che parla di una paziente “difficile”, fa la battuta: «Con due fiale di potassio risolviamo la situazione». Quel che pensava ha fatto. Alla lettera. Due fiale di potassio mancano dal carrello la mattina che Rosa Calderoni smette di vivere. «Il cloruro di potassio non l’ho mai visto somministrare per via endovenosa perché può essere pericoloso, va sempre diluito», afferma candidamente Poggiali. «Lo tenevamo in un armadio, ma non era chiuso a chiave... Non so perché quella mattina nel carrello non c’era la scatola, a meno che non fosse nel cassettino e qualcuno l’abbia persa ».

 

daniela poggiali  5daniela poggiali 5

L’hanno inchiodata le tracce trovate nel corpo vitreo dell’anziana uccisa (perizia affidata dalla Procura al professor Franco Tagliaro, che si occupa anche del caso Pantani). E poi 200 testimoni. Hanno raccontato dei continui furti nelle camere, furti per i quali Poggiali andrà a giudizio. Anche qui, ovvio, lei non c’entra. «Da tutti era stata rilevata la frequenza di furti da circa due anni — si tira fuori — . Il problema era stato segnalato dalla direzione sanitaria e i pazienti erano stati avvertiti di non tenere con sé i valori». Già: quando lei era di turno, però. L’hanno vista portare via piatti, lenzuola, medicinali, detergenti intimi.

 

daniela poggiali  4daniela poggiali 4

Niente, rispetto all’accusa di omicidio commesso col veleno. «Non ho mai fatto nulla di male, è tutto un complotto messo in piedi da colleghe con cui non andavo d’accordo», dice l’infermiera di Lugo. Successo niente. La vita tranquilla dopo la morte. Attenzione alle date. Il 14 aprile i carabinieri del reparto operativo di Ravenna (guidati dal colonnello Antonio Sergi) le consegnano l’avviso di garanzia: omicidio volontario. Non schiamazzi notturni: omicidio. L’8 ottobre la arrestano. Che cosa fa in questi sei mesi l’infermiera accusata di omicidio? Cene, feste, discoteca. Tutto a posto, solo la «scocciatura» dell’obbligo di firma: ogni giorno alle 12.30, in caserma. Al telefono con le colleghe “buone” Monica e Angelica si lamenta per la perquisizione a casa. «Erano in cinque, dovevi vedere... neanche fossi una criminale... Vabbè, stasera che si fa?». Attenta a non parlare della vicenda. La chiama la madre, preoccupata: «Ne parliamo quando vieni qui, meglio». Il 10 ottobre, 48 ore dopo l’arresto, Lady Potassio doveva volare con il compagno a Francoforte e poi spostarsi a Monaco per l’Oktoberfest. Dice l’investigatore: «Non era certo che sarebbe tornata».

daniela poggiali  1daniela poggiali 1

 

Ultimi Dagoreport

elly schlein vincenzo de luca piero

VINCENZO, SCENDI IN CAMPO! - DE LUCA E' STUZZICATO ALL'IDEA DI CANDIDARSI ALLA PRIMARIE DEL "CAMPO LARGO", MA AL MOMENTO DELLA VERITA’ SI FRENA PER NON DANNEGGIARE IL FIGLIO PIERO, DEPUTATO DEM E COORDINATORE DEL PD IN CAMPANIA - RENZI IMPLORA IL SINDACO DI SALERNO DI PROPORSI COME FRONTMAN DI ITALIA VIVA (“DA SOLO VALE DUE PUNTI PERCENTUALI”) MA LO SCERIFFO HA DECLINATO (PER ORA) PER IL “BENE” DI PIERO, E CHIEDE AI SUOI FEDELISSIMI DI IMPEGNARSI PER ELLY SCHLEIN ALLE PRIMARIE - RISULTATO: I SUOI STORICI AMICI LO STANNO MOLLANDO PERCHE' NON LO RICONOSCONO PIU'... - VIDEO!

vetrine rotte maranza giorgia meloni youssef siher

DAGOREPORT - A GUARDARE I TIGGÌ RAISET, E LEGGERE I GIORNALONI PRO-MELONI, CON IL FERMO DI YOUSSEF SIHER L’ITALIA HA RISOLTO TUTTI I SUOI PROBLEMI: “MARANZA” SCONFITTI, ADDIO SACCHEGGI! - OVVIAMENTE È UNO SPECCHIETTO PER GLI ALLOCCONI: LA SENSAZIONE È CHE SIHER, CHE ERA NEL CASSETTO DEI SERVIZI DA TEMPO, ABBIA COLTO AL VOLO L'OCCASIONE DI INFILARSI NELLA BOLGIA SOCIAL, PER MAGARI DIVENTARE IL LEADER DELLA ''RIVOLTA MARANZA'' - UNA "RIVOLTA" CHE, GUARDA IL CASO, HA "COPERTO" LE PROTESTE NEL SUD DEI TIR PER IL CARO-BENZINA E I SUPERMERCATI MEZZI-VUOTI – LA DESTRA “ORDINE E SICUREZZA” È AL GOVERNO DA QUATTRO ANNI, AVREBBE DOVUTO PREVENIRE GLI SCONTRI DI MILANO, NON INTERVENIRE A VETRINE SFASCIATE - SORGI: “SE NON VOGLIAMO RITROVARCI COME LA FRANCIA CON LE SUE PERIFERIE INGOVERNABILI, BISOGNA CHE ACCANTO ALLA MACCHINA DELL'ORDINE PUBBLICO SE NE MUOVA UN'ALTRA CAPACE DI INTERVENIRE NELLA SOCIETÀ PER AFFRONTARE LA GRANDE CRISI SOCIALE...”

cateno de luca luigi marattin sindaci d italia giorgia meloni

DAGOREPORT – MARATTIN S-CATENATO! IL DEPUTATO EX RENZIANO POTREBBE APPRODARE NEL CENTRODESTRA ATTRAVERSO IL MOVIMENTO DI CATENO DE LUCA, EVITANDO COSI’ DI DOVER RACCOGLIERE SEIMILA FIRME A COLLEGIO PER PRESENTARSI ALLE PROSSIME ELEZIONI – L’INCONTRO TRA MARATTIN E DE LUCA IN UN RISTORANTE DI ROMA NORD – GIORGIA MELONI DOVREBBE ESSERE PRESENTE ALLA CONVENTION DELLA PROSSIMA SETTIMANA DI “NORD CHIAMA SUD”, CHE CAMBIERA’ NOME E SIMBOLO: DIVENTERÀ “SINDACI D’ITALIA”, PER FARE CONCORRENZA AL MOVIMENTO CIVICO DI ALESSANDRO ONORATO –  “SCATENO” È PRONTO AD ACCOGLIERE ANCHE I LEGHISTI NON “BLINDATI” DA SALVINI – VERSO UNA LISTA UNICA FORZA ITALIA-NOI MODERATI. LA MELONI “TIFA” TAJANI, CONSIDERATO PIU’ AFFIDABILE DI OCCHIUTO…

marine le pen giorgia meloni vannacci

DAGOREPORT - GIORGIA D'ARABIA, PRIMA DI DECOLLARE PER IL SUO BLITZ IN KUWAIT (A CACCIA DI PETROLIO, GAS E INVESTIMENTI), AVREBBE ANNUNCIATO AI "FRATELLINI" DELLA FIAMMA: SI VOTA A MAGGIO! - RINGALLUZZITA DAI DECRETINI SICUREZZA E DAL PUGNO DI FERRO CONTRO I MARANZELLI IN RIVOLTA, RASSICURATA DAI SONDAGGISTI "AMICI" CHE DANNO FDI AL 29% E IMPANTANATA LA MARCIA SU ROMA DI ROBERTO VANNACCI, ALLA DUCETTA NON CONVIENE ASSOLUTAMENTE DI STARE TROPPO CON LE MANI IN MANO - IL VOTO IN ESTATE È ESCLUSO: CON LE VACANZE CHE DIVENTANO UN MIRAGGIO E IL PORTAFOGLI VUOTO, MEJO EVITARE - PEGGIO ANCORA LE URNE A OTTOBRE, CON UNA FINANZIARIA DAVANTI - INOLTRE, BISOGNA SCHIVARE CHE L'INTERNAZIONALE PUTINISTA BY LE PEN-AFD SI PRENDA L'EUROPA - LA NUOVA ATTITUDINE SECURITARIA CHE HA PORTATO MELONI A FARE L'ENDORSEMENT ALL'AMAZZONE LEGHISTA SILVIA SARDONE A MILANO... - VIDEO!

mentana cairo

FLASH – PRENDETE I POPCORN: IL 9 NOVEMBRE CI SARÀ LA RESA DEI CONTI FINALE TRA URBANO CAIRO E ENRICO MENTANA – IL PROPRIETARIO DI LA7 E IL COMPAGNO DI FRANCESCA FAGNANI TROVERANNO L’ACCORDO, COME FANNO OGNI ANNO DOPO IL SOLITO TEATRINO DI CHICCO, OPPURE QUESTA VOLTA SANCIRANNO IL LORO DIVORZIO UNA VOLTA PER TUTTE? MENTANA CI È ANDATO GIÙ DURO IN DIVERSE OCCASIONI, DOGLIANDOSI A DOGLIANI DEL RADICAL-SINISTRISMO DELLA RETE: “È UNA TV ANTI-MELONI”. NON AVENDO TROVATO UNA POLTRONA ALTERNATIVA, FINIRÀ ANCHE STAVOLTA A TARALLUCCI E VINO?