manifestazione pro pal torino

E GIRA TUTTO INTORNO AI MARANZA – IDENTIFICATI GLI 8 RAGAZZI, TUTTI FIGLI DI IMMIGRATI, RITENUTI RESPONSABILI DELLA GUERRIGLIA URBANA DURANTE LA MANIFESTAZIONE PRO-PAL A TORINO DELLO SCORSO 3 OTTOBRE – I GIOVANI, TRA CUI 5 MINORENNI, AVREBBERO LANCIATO BOTTIGLIE E BASTONI CONTRO LE FORZE DELL'ORDINE, INCENDIATO CASSONETTI E AGGREDITO I PASSANTI – GIORNI DOPO IL CORTEO, ALCUNI DI LORO AVREBBERO ANCHE RAPINATO DEI COETANEI SOTTO LA MINACCIA DI BOTTIGLIE DI VETRO E COLTELLI: “SE NON CI CONSEGNI IL MONOPATTINO TI ACCOLTELLIAMO” – MA PER I COLLETTIVI E LE ORGANIZZAZIONI STUDENTESCHE, SI TRATTA DI “UNA VENDETTA DEL GOVERNO MELONI” (CHIAMATE LA CROCE VERDE!)

Estratto dell’articolo di Caterina Stamin,Giuseppe Legato per “la Stampa”

 

i ragazzi ritenuti responsabili dei disordini durante la manifestazione pro pal a torino

Le pistole, i bastoni, i coltelli. I Pitbull tenuti stretti al guinzaglio, gli sguardi arrabbiati verso la telecamera. E poi i borselli, le felpe con i cappucci, i monopattini. Eccoli qua, i ragazzi di seconda generazione. Giovani che qualcuno chiama in modo sprezzante «maranza».

 

A Torino otto di loro sono ritenuti tra i responsabili della guerriglia urbana nel cuore della città, davanti alla Prefettura. Di aver lanciato bottiglie e bastoni contro le forze dell'ordine, incendiato cassonetti e costruito barricate con tavole di legno per bloccare gli agenti. Quella sera, era il 3 ottobre scorso, i "giovani incappucciati" hanno anche aggredito alcuni passanti, colpevoli di essersi ritrovati nel posto sbagliato al momento sbagliato.

torino, corteo pro palestina e protesta alle ogr foto lapresse 7

 

Violenze che alcuni di loro hanno poi ripetuto giorni dopo: in città ma anche in provincia, dove hanno preso di mira loro coetanei, accerchiati e rapinati sotto la minaccia di bottiglie di vetro o lame: «Se non ci consegni il monopattino ti accoltelliamo».

 

[…] In piazza scendono oltre 20 mila persone: pensionati, lavoratori, studenti, antagonisti, i militanti di Askatasuna. Poi, qualcosa cambia. In mattinata un gruppo tenta l'irruzione alle Ogr e alla Leonardo. Ma è al corteo serale che si scatena la vera guerriglia urbana. Quando alla galassia pro Pal si aggiungono i giovani di seconda generazione, ragazzi tra i 15 e i 20 anni che subito prendono la testa del corteo.

 

manifestazione pro pal a torino 2

Sono la frangia estrema e lo mettono in chiaro: si scagliano contro le forze dell'ordine schierate davanti alla stazione di Porta Susa, e poi ancora in piazza Castello, davanti alla Prefettura. […] In poche ore le forze dell'ordine sparano 743 lacrimogeni per respingere i violenti, il bilancio sarà di 12 agenti feriti. Uno dei giovani, un 19enne accusato di essere tra i responsabili dei disordini, viene fermato la notte stessa. Una volante lo riconosce perché indossa ancora la tuta rossa con il cappuccio e le sneakers con cui, poche ore prima, aveva lanciato bottiglie di vetro contro le forze dell'ordine.

 

Gli altri vengono fermati nei giorni a seguire. Alcuni, una settimana dopo, aggrediscono tre ragazzi in monopattino a Torino. Li avvicinano, sono anche loro a bordo di monopattini: «Ci date indicazioni su come possiamo raggiungere Grugliasco?». Una scusa per farli fermare, accerchiarli e minacciarli: «Se non mi dai il monopattino ti accoltello».

manifestazione pro pal a torino 3

 

Colpiscono con una bottiglia di vetro sulla fronte una delle vittime, che fortunatamente riesce a scappare. Il copione si ripete la notte tra il 15 e il 16 ottobre, a Grugliasco. In un parco lo stesso gruppo aggredisce dei coetanei, derubandoli di tutto ciò che avevano con sé: borselli, soldi, AirPods. Li prendono a pugni e, ancora una volta, li minacciano: «Dateci il denaro o vi buchiamo».

 

In questi mesi gli investigatori hanno analizzato le immagini delle telecamere e guardato tutti i social. Così sono risaliti agli otto giovani, ritenuti tra i responsabili dei disordini in piazza Castello e poi, alcuni di loro, anche delle rapine. Ieri gli agenti della Digos - coordinati dalla Procura, guidata da Giovanni Bombardieri, e della Procura per i minorenni, diretta da Emma Avezzù - hanno eseguito le misure cautelari: due minorenni sono finiti in carcere e tre in comunità, mentre per i maggiorenni sono scattati due arresti domiciliari e un divieto di dimora a Torino.

 

amici dei ragazzi ritenuti responsabili dei disordini durante la manifestazione pro pal a torino

[…] Ma per i collettivi e le organizzazioni studentesche, che avevano preso parte alla manifestazione del 3 ottobre, le misure sono «una vendetta del governo Meloni» che «colpisce alcuni per spaventare tutti».

manifestazione pro pal a torino 4

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