stefano boeri cino zucchi

“IL PROGETTO SCELTO ERA IL MIGLIORE” – LE ARCHISTAR STEFANO BOERI E CINO ZUCCHI, PER I QUALI LA PROCURA HA CHIESTO I DOMICILIARI PER TURBATIVA D’ASTA E FALSO NELL’INCHIESTA SUL CONCORSO PER LA BIBLIOTECA EUROPEA DI MILANO, RESPINGONO LE ACCUSE DAVANTI AL GIP - BOERI HA NEGATO DI AVER INCONTRATO I CONCORRENTI, A DIFFERENZA DI QUANTO SOSTENUTO DAI PM - SE DALLE CHAT SEQUESTRATE L’ACCUSA TRAE LA CONVINZIONE CHE BOERI E ZUCCHI SAPEVANO CHI AVEVA ELABORATO I SINGOLI PROGETTI, LA DIFESA DELLE ARCHISTAR RIBATTE CHE… - DAGOREPORT

Giuseppe Guastella per il Corriere della Sera - Estratti

 

stefano boeri cino zucchi

Alla fine, il concorso internazionale per il progetto della nuova Biblioteca europea di informazione e cultura di Milano è stato vinto dal migliore elaborato, da quello che lo meritava più di ogni altro, e il fatto che i commissari potessero conoscere gli architetti che lo avevano ideato e quelli degli altri 39 elaborati candidati non ha inciso sulla loro decisione: è la linea di difesa delle archistar Stefano Boeri e Cino Zucchi per i quali la Procura di Milano ha chiesto gli arresti domiciliari per turbativa d’asta e falso.

 

«Ho esposto nel dettaglio le mie considerazioni circa i fatti che mi vengono contestati, attendo con fiducia le valutazioni del gip» dichiara con un sorriso forzato l’ideatore del Bosco verticale di Milano, considerato il più bel grattacielo del mondo.

 

stefano boeri bosco verticale

Null’altro, dopo le due ore che ha trascorso davanti al gip Luigi Iannilli per l’interrogatorio preventivo con il quale il giudice che, come vuole la norma Nordio, deve valutare se c’è il rischio o no che possa reiterare i reati di cui è accusato e, di conseguenza, se metterlo o no agli arresti domiciliari come chiedono i pm Giancarla Serafini, Paolo Filippini e l’aggiunto Tiziana Siciliano.

 

 I magistrati non entrano nella valutazione del progetto, perché vince quello che incontra il gusto insindacabile, tecnico e artistico, dei cinque componenti della commissione giudicatrice nominata dal Comune di cui Boeri è presidente. Ma, ricordano, la legge dice che commissari e concorrenti devono denunciare conflitti di interesse, che tra loro non ci possono essere rapporti di conoscenza o di lavoro ed eventuali contatti durante il concorso.

 

stefano boeri cino zucchi

Dato che, secondo le indagini della Guardia di Finanza, conflitti e interferenze ce ne sono stati, e nessuno è stato denunciato, e che nell’estate 2022 a vincere il concorso è stato il progetto Baukuh-Onsitestudio al quale ha partecipato anche l’architetto Pier Paolo Tamburelli (anche per lui sono stati chiesti i domiciliari), che ha avuto contatti con Boeri e Zucchi, scattano i reati di turbativa d’asta e falso.

 

Nell’interrogatorio, assistito dall’avvocato Francesco Mucciarelli, Boeri ha negato di aver incontrato i concorrenti, per Tamburelli fornendo elementi che a suo parere smentirebbero i pm.

beppe sala stefano boeri

 

Se dalle chat sequestrate l’accusa trae la convinzione che Boeri e Zucchi sapevano chi aveva elaborato i singoli progetti, la difesa delle archistar ribatte che dopo tanti anni di esperienza commissari di tale livello sono in grado di intuire già dallo stile chi ha redatto un progetto senza che per questo vengano violate le regole. I pm sul punto sono irremovibili: la conoscenza del progettista deve far escludere il progetto, anche se è il migliore. Boeri ha anche dato la sua versione su perché alcuni messaggi di chat sono stati cancellati.

 

«C’è stato un comportamento lineare in tutta la giuria», assicura Cino Zucchi dopo aver risposto per un paio d’ore alle domande di gip e pm ai quali è convinto di aver «chiarito tutti i dubbi» dimostrando «il rigore del mio comportamento».

Articoli correlati

DAGOREPORT! LA POLITECNICO CONNECTION MILANESE CHE HA PORTATO ALLA RICHIESTA DI ARRESTO PER BOERI E

 

(…)

emilio battisti articolo del fatto quotidiano agosto 2022 boeri zucchipier paolo tamburelli

 

Ultimi Dagoreport

pier silvio berlusconi barbara d'urso

LA D’URSO VUOLE LA GUERRA? E GUERRA SIA – PIER SILVIO BERLUSCONI HA INCARICATO DUE AVVOCATI DI PREPARARE UNA CONTROFFENSIVA LEGALE ALLA POSSIBILE CAUSA INTENTATA DA “BARBARIE” - IL “SILENZIO” DI MEDIASET DI FRONTE ALLE SPARATE DELL’EX CONDUTTRICE SI SPIEGA COSÌ: MEGLIO EVITARE USCITE PUBBLICHE E FAR LAVORARE I LEGALI, POI CI VEDIAMO IN TRIBUNALE – A FAR INCAZZARE “PIER DUDI” COME UNA BISCIA, ANZI, UN BISCIONE, È STATO IL RIFERIMENTO DELLA CONDUTTRICE A PRESUNTE “CHAT” E CONVERSAZIONI PRIVATE, COME SE VOLESSE LASCIAR INTENDERE CHE CI SIANO REGISTRAZIONI E ALTRO... – I POSSIBILI ACCORDI DI RISERVATEZZA E LE LAGNE DELLA D’URSO, CHE DA MEDIASET HA RICEVUTO 35 MILIONI DI EURO...

marco gaetani claudia conte matteo piantedosi

FLASH! – ALLORA GIOVANNI DONZELLI, CAPO DELL’ORGANIZZAZIONE DI FDI, NON HA CACCIATO A CALCI IN CULO MARCO GAETANI, AUTORE DELL’INTERVISTA A CLAUDIA CONTE CHE HA SPUTTANATO L’IMMAGINE DEL MINISTRO PIANTEDOSI E DEL GOVERNO MELONI - ESILIATO PER UN PAIO DI MESI IN PUGLIA PER FAR SCEMARE LE POLEMICHE, IL 25ENNE PRESIDENTE DI GIOVENTÙ NAZIONALE A LECCE, LAUREATO IN SCIENZE POLITICHE CON UNA TESI SULLA COMUNICAZIONE DIGITALE DI DONALD TRUMP, HA RIPRESO LA SUA TRASMISSIONE SU "RADIO ATREJU", COME SE NULLA FOSSE – A QUESTO PUNTO, VIEN IL SOSPETTO CHE LO 'SCOOP' SIA STATO PILOTATO DA VIA DELLA SCROFA (MAGARI PER ANTICIPARE RIVELAZIONI ANCOR PIÙ DIROMPENTI? AH, SAPERLO…)

gian marco chiocci giorgia meloni palazzo chigi

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA NON SERVE A UN CAZZO –  LE MODIFICHE ALLA GOVERNANCE DELLA RAI, IMPOSTE DALL’UE, AVREBBERO DOVUTO ESSERE OPERATIVE ENTRO GIUGNO. E INVECE, IL GOVERNO SE NE FOTTE – SE IERI PALAZZO CHIGI SOGNAVA UNA RIFORMA “AGGRESSIVA”, CON L’OBIETTIVO DI “MILITARIZZARE” VIALE MAZZINI IN VISTA DELLE ELEZIONI DEL 2027, L’ESITO DISASTROSO DEL REFERENDUM SULLA GIUSTIZIA HA COSTRETTO LA “FIAMMA TRAGICA” DI MELONI A RICONSIDERARE L’EFFICACIA DI RAI E MEDIASET – SOLO IL TG1 DI CHIOCCI FUNZIONA COME STRUMENTO DI PROPAGANDA: GLI ALTRI NON SONO DETERMINANTI, O PERCHÉ NON LI VEDE NESSUNO (RAINEWS) O PERCHÉ NON CONTROLLABILI (IL TG5-AFTER-MARINA, MA ANCHE TG2 E TG3) - INOLTRE, È IL “MODELLO” STESSO DEL TELEGIORNALE A ESSERE ORMAI OBSOLETO, QUANDO SI HA IN TASCA UN TELEFONINO SPARA-SOCIAL O UN COMPUTER SUL TAVOLO CHE INFORMA IN TEMPO REALE...

giorgia meloni riforma legge elettorale stabilicum

DAGOREPORT: ‘STA RIFORMA ELETTORALE, DITEMI A CHI CAZZO CONVIENE? – LA MELONA AZZOPPATA DAL REFERENDUM SAREBBE PRONTA A RITOCCARE IN BASSO L'ABNORME PREMIO DI MAGGIORANZA DELLO “STABILICUM” PUR DI FAR CONVERGERE IL SI' DELL’OPPOSIZIONE – MA LA FU DUCETTA HA DAVANTI DUE OSTACOLI: NON È SICURA DEI VOTI, A SCRUTINIO SEGRETO, DI LEGA E DI FORZA ITALIA CHE TEMONO UN TRAPPOLONE SUI SEGGI - IL SECONDO PROBLEMA SERPEGGIA IN FDI: IN CASO DI SCONFITTA, MOLTI DI LORO RISCHIANO DI FINIRE TROMBATI PROPRIO A CAUSA DEL PREMIO DI MAGGIORANZA – A SINISTRA, SE IL M5S E' ABBASTANZA FAVOREVOLE ALLA RIFORMA, IL DUPLEX PD-AVS E' DI AVVISO CONTRARIO (IL SOLITO ''DIVIDI E PERDI'', NON CONOSCENDO LA REGOLA DI OGNI COALIZIONE DI SUCCESSO: “PRIMA SI PORTA A CASA IL POTERE, POI SI REGOLANO I CONTI”)