elizabeth taylor e richard burton

“IL SEGRETO DI LIZ È CHE INCARNA ANCHE DOPO ANNI LA MAGIA DEL RAPPORTO OCCASIONALE” – LA TUMULTUOSA STORIA D’AMORE, TRA ALCOL, LITI FURIBONDE E TROMBATE DA PRIMA VOLTA TRA LIZ TAYLOR E RICHARD BURTON, TRASFORMATO DALLA BAMBOLINA DAGLI OCCHI VIOLA IN UN CAGNOLINO PRONTO A TORNARE TRA LE SUE LENZUOLA: “CI MISI MENO DI TRE SECONDI PER CAPIRE CHE AVREI RINUNCIATO AL WHISKY E AL FUMO PUR DI PORTARLA A LETTO. LIZ NON È UNA DONNA, È UNA STREGA” – LA STORIA DEL DIAMANTE PIÙ GRANDE DEL MONDO E LA LETTERA SCRITTA DA LUI PRIMA DI MORIRE CHE LIZ LESSE SOLO DOPO IL SUO FUNERALE…

 

Emanuela Minucci per "La Stampa"

 

elizabeth taylor e richard burton 4

 «Lei Cleopatra? È ridicolo: somiglia a una fantesca durante l'allattamento. Spiegami dov' è bella questa piccola sfera, questo batuffolo di grasso. La faccina è passabile, ma scura, troppo scura. Scommetto che si fa la barba tutti i giorni...». Quella mattina del 1963 a Cinecittà, sul set di Cleopatra, Marco Antonio-Richard Burton, appoggiato a una colonna dorica di cartapesta, la corazza aperta sul petto come una camicia a Saint Tropez, era alla ventesima sigaretta e al terzo bourbon.

 

elizabeth taylor e richard burton 12

Ma, soprattutto, non sapeva di stare scrivendo l'incipit del più furioso romanzo d'amore dell'epoca Hollywoodiana. Da quel giorno il copione decise per lui. Antonio e Cleopatra dovevano innamorarsi e lo fecero sul serio. E quella bambolina dagli occhi viola di nome Liz trasformerà per sempre l'imperatore in servus, schiavo della donna più femminile del pianeta. «Il segreto di Liz è che incarna anche dopo anni la magia del rapporto occasionale» confiderà Burton, innamorato come un gatto, a un amico.

elizabeth taylor e richard burton 13

 

La sposerà due volte questa mini-donna di un metro e 58, l'unica ad avere in mano il telecomando per farlo tornare, spesso fra le lenzuola. «Lei è la mia notte in bianco» scrive sul diario Richard, raccontando la loro vita-ottovolante, tra sberle, bottiglie di whisky vuote e alzatine stracolme di caviale grigio arrivate sui jet privati, suite miliardarie distrutte dopo liti furibonde. Botte, insulti, urla, svenimenti e minacce. Una tempesta che diventò presto un rituale che i naufraghi Liz e Richard sapevano come lasciare alle spalle: dissolvenza scandita dal ciak di un abbraccio fuori misura anche per il Cinemascope.

elizabeth taylor e richard burton 5

 

Richard come Lassie Quella bambolina che da piccola entrava nelle case degli americani accarezzando il muso di Lassie, collezionava mariti e figli come figurine Panini. Già, perché prima di sposare Burton, la giovane Liz convolò a nozze con Conrad Hilton junior (1950), erede della dinastia alberghiera, poi Michael Wilding (1952) Mike Todd (1957), e infine - si fa per dire- il cantante Eddie Fisher (1959).

elizabeth taylor e richard burton 7

 

E fu all'ombra del quarto matrimonio e tre figli affidati ad altrettante solerti tate che Liz e Richard finiscono nella centrifuga di un amor-fou destinato a riempire i giornali perché entrambi sposati (lui con l'attrice irlandese Sybil Christopher). «Quando la vidi fu una scossa elettrica, mi avvicinai a lei come un entomologo a una farfalla rara - raccontò anni dopo Burton al Sunday Times, con gli occhi lucidi per l'emozione - ci misi meno di tre secondi per capire che avrei rinunciato al whisky e al fumo pur di portarla a letto. Liz non è una donna, è una strega, ma non chiedetele il segreto, non saprà spiegarvelo, è così e basta».

elizabeth taylor e richard burton 11

 

La dolce vita Fu l'inizio di una relation dangereuse che assunse presto i contorni di uno scandalo e consolidò la reputazione della Taylor come femme fatale regalando a Burton l'accesso all'Olimpo di Hollywood. Intanto il mondo si sconvolgeva. In anni in cui l'adulterio e il divorzio erano condannati dal comune senso del pudore e dai codici penali (in Italia per esempio, per non dire del Vaticano che additò la coppia come esempio di immoralità) i due amanti cambiavano Stato e continenti come smoking o abiti in lamè.

elizabeth taylor e richard burton 10

 

Trascinando a corredo di un amore contra legem stuoli di bimbi (fra cui Maria, figlia adottiva di Burton nata il 1° agosto 1961 in Germania e da subito molto amata dalla Taylor) e bambinaie, cuochi, parrucchieri e soprattutto - per parte di Liz - centinaia di bauli pieni di abiti e capricci. Sono mesi difficili per la coppia, ma redditizi per i settimanali di gossip.

elizabeth taylor e richard burton 6

 

Ogni fuga, ogni cena, ogni lite pubblica vengono immortalate dai fotoreporter. Secondo Sam Kashner e Nancy Schoemberg autori di Furious Love (Il Saggiatore, 2013) fu proprio la caccia forsennata a Liz e Richard in via Veneto a suggerire a Fellini la figura del paparazzo ne La Dolce Vita.

 

elizabeth taylor e richard burton 14

Dopo aver preteso il proprio divorzio e quello dell'amante (anche lui con prole a seguito, due bambine) da buona collezionista di mariti Liz pretende la quinta fede all'anulare: «Quando amo una persona devo sposarla, tutto qui» spiegò a un giornalista di Usa Today con la sua voce da eterna bambina dagli occhi viola. E l'ancillus Richard ancora una volta obbedì: «Quel che Liz vuole Liz ottiene». Il 15 marzo 1964 al Ritz Carlton di Montreal Antonio e Cleopatra, al secolo Richard Walter Jenkis e Elizabeth Rosemond Taylor, convolano a giuste e tempestose nozze. E lui farà di tutto per stupirla con effetti siderali.

 

elizabeth taylor e richard burton 2

Per esempio regalandole il diamante più grande del mondo, 68 carati di abbagliante purezza a forma di goccia. Peccato che quei 48 grammi costati a Burton un milione e 100 mila dollari fossero troppo pesanti per il ditino mignon di Liz che lo volle trasformare presto in collier. Una piccola, grande e cocciuta decisione, quella di smontare, ancora una volta, qualcosa.

 

Prima le famiglie, poi gli anelli più preziosi. Quindi l'amore più grande del mondo, quello con Richard che dura dieci anni, un'eternità per i parametri usa-e-getta di Liz fino al primo divorzio, arrivato il 26 giugno 1974: dopo due lustri scanditi da film e vita vera che a volte supera per dirompente e autolesionistica energia le sceneggiature più ardite. In realtà si tratta di un matrimonio a tre: lei, lui e l'alcol.

elizabeth taylor e richard burton 3

 

Liz e Richard si ubriacano quasi ogni giorno. Il loro amore affoga in un mare di Martini, bicchieri di Bordeaux e whisky irlandese consumati sin dal primo mattino a bordo delle Rolls Royce bianche. Si amano e litigano come portuali anche in pubblico lui uno e 95 di altezza per 92 chili che bistratta la bambolina irresistibile e lei che lo colpisce a sangue sul viso con la mano «armata» di anelli Cartier.

 

liz taylor e richard burton

La foto col ghepardo Ma il divorzio dura appena un anno perché già nel 1975 Liz decide di riavvolgere il nastro. E Richard, pur dichiarando di essere contrario alle seconde nozze, farà ancora una volta quello che vuole «quella meraviglia di donna distante come Venere, il pianeta». I due si ripeteranno per la seconda volta Yes I will in gran segreto, il 10 ottobre 1975 in un parco naturale del Botsawa. L'unica foto del matrimonio ritrae i due sposi con in mezzo un ghepardo accarezzato affettuosamente da Liz come fosse già una pelliccia. Il felino come simbolo di un demone che minaccia la loro pirotecnica unione.

 

elizabeth taylor e richard burton 17

Nei ritagli di tempo concessi da questo amore epico, la Taylor vincerà due Oscar come migliore attrice mentre Burton - che quel premio non riuscirà mai ad aggiudicarsi nonostante ben sette candidature - gliene regalerà uno, personale: «Sei la più grande attrice del mondo». Ma in casa Liz non riesce a recitare. Il secondo matrimonio con Richard durerà solo 18 mesi. Nonostante ciò lei continuerà a sposare, in modo seriale e democratico - arrivando a collezionare sette mariti - arruolando dal carpentiere al politico, dall'attore al cantante, passando per il rampollo miliardario. Burton, invece, non divorzierà mai, dentro di sé, da Liz.

 

elizabeth taylor e richard burton 15

Tre giorni prima di morire per una emorragia cerebrale il 5 agosto 1984 a 58 anni, le scriverà una dichiarazione di amore eterno, indicibile, fragilissimo e forte: «Ti amo donna stupenda, se qualcuno ti fa del male mandami un messaggio. Basta che tu scriva "Ho bisogno" o una sola magica parola "Elizabeth" e arriverò più veloce del suono. Sai di certo quanto ti amo. Ma la verità fondamentale e perfida , assassina e immutabile è che io e te ci fraintendiamo totalmente.

 

elizabeth taylor e richard burton 1

Torna da me prima che puoi». Liz leggerà queste parole solo al ritorno dal suo funerale. E sino alla fine dei suoi giorni ripeterà: «Richard è stato il grande amore della mia vita. Ho sempre pensato che ci saremmo sposati per la terza e ultima volta. Ci siamo amati disperatamente». Qualcuno sostiene che per gli eterni innamorati l'Aldilà è una nuvola a due piazze.

elizabeth taylor e richard burton 18richard burton elizabeth taylorliz taylor richard burton 1sophia loren a passeggio con richard burton sul set de il viaggiorichard burton e liz taylorelizabeth taylor e richard burton 19elizabeth taylor e richard burton 9elizabeth taylor e richard burton 8elizabeth taylor e richard burton 20elizabeth taylor e richard burton 16

Ultimi Dagoreport

isola di kharg trump netanyahu hegseth rubio vance

DAGOREPORT – IL MONDO È SULL'ORLO DEL PRECIPIZIO: QUEI DUE GENI DEL MALE NETANYAHU E PETE HEGSETH VOGLIONO SPINGERE TRUMP A BOMBARDARE L'ISOLOTTO DI KHARG, NELLO STRETTO DI HORMUZ, DOVE PASSA IL 90% DEL PETROLIO IRANIANO – SAREBBE UN COLPO FATALE PER L'ECONOMIA DELLA CINA, PRINCIPALE ACQUIRENTE DEL GREGGIO DEGLI AYATOLLAH: IN CASO DI ATTACCO, PECHINO NON POTREBBE NON REAGIRE, SCHIERANDO IL SUO ENORME ARSENALE A FIANCO DI TEHERAN (FINORA XI JINPING HA FORNITO COMPONENTI PER MISSILI, SOLDI E INTELLIGENCE) – SPACCATURA TOTALE ALLA CASA BIANCA SULL'ATTACCO: TRUMP È IN STATO CONFUSIONALE SULLA POSSIBILE OFFENSIVA SULLO STRETTO DI HORMUZ, IL SEGRETARIO DI STATO, MARCO RUBIO, FA LA SOLITA COLOMBA, MENTRE JD VANCE E' AFFETTO DA MUTISMO, IN QUANTO VOLTO DELL’ISOLAZIONISMO “MAGA”, IL VICEPRESIDENTE È CONTRARIO ALLE GUERRE TRUMPIANE - NUOVO ATTACCO DEI PASDARAN IN IRAQ: COLPITA UNA BASE BRITANNICA CON UNO SCIAME DI DRONI...

leonardo maria del vecchio milleri marisa del vecchio

DAGOREPORT - MENTRE LEONARDINO VA OLTRE LUXOTTICA E LANCIA IL GIN SHIRABI (IN MEMORIA DELLA ''GINTONERIA'' DI LACERENZA?), SI ACCAVALLANO LE VOCI SU FRANCESCO MILLERI – IL SISTEMA NERVOSO DEL CEO DI DELFIN PARE CHE NON ABBIA PER NULLA GRADITO DI ESSERE ISCRITTO NEL REGISTRO DEGLI INDAGATI IN COMPAGNIA DI CALTAGIRONE E LOVAGLIO PER “CONCERTO OCCULTO” PER LA SCALATA DI MPS A MEDIOBANCA - E SI RACCONTA CHE CON GLI AMICI FIDATI SI SFOGHI DICENDO CHE ASPETTERÀ ANCORA UN ANNO: O LEONARDINO PORTERÀ A CASA LE QUOTE DEI FRATELLI LUCA E PAOLA E ARRIVARE A QUEL 37,5% CHE GLI PERMETTERÀ DI GESTIRE L’HOLDING (E FINALMENTE INTASCARE LA SUA QUOTA DI TESTAMENTO), OPPURE MOLLERÀ GLI OTTO LITIGIOSI EREDI AL LORO DESTINO E IMBOCCHERÀ LA PORTA DI USCITA…

iran donald trump benjamin netanyahu petrolio

DAGOREPORT – LA NOTIZIA PIÙ IMPORTANTE DELLE ULTIME ORE È QUELLA PUBBLICATA DA “CNBC”: L’IRAN, ALLA FACCIA DI TRUMP E NETANYAHU, STA CONTINUANDO A ESPORTARE PETROLIO TRAMITE LO STRETTO DI HORMUZ, CHE HA MINATO E BLOCCATO ALLE NAVI STRANIERE. TEHERAN HA VENDUTO 11,7 MILIONI DI BARILI DI GREGGIO ALLA CINA DALL’INIZIO DEL CONFLITTO – L’EUROPA VALUTA DI ALLEGGERIRE LE REGOLE CONTRO IL GAS RUSSO: PER GARANTIRE SCORTE SUFFICIENTI E SICUREZZA ENERGETICA PER L’INVERNO, L’UNIONE EUROPEA NON VERIFICHERÀ SE IL GAS NATURALE LIQUIDO VENDUTO DA TERZI PROVENGA DA MOSCA….

matteo salvini giorgia meloni antonio tajani

DAGOREPORT – ALL'ARMI, SIAM GIUSTIZIALISTI! - OGGI ALLE 18, ANNUNCIATA DAI GORGHEGGI DI SAL DA VINCI, GIORGIA MELONI SALIRA' SUL PALCO MILANESE DEL TEATRO PARENTI PER METTERE LA FACCIA A UN REFERENDUM CHE E' SEMPRE STATO MALDIGERITO (EUFEMISMO) DA GRAN PARTE DEI FRATELLI D’ITALIA, FEDELI ALLA VECCHIA LINEA MISSINA PRO-MAGISTRATI E PRO-BORSELLINO – LO SCARSO IMPEGNO DEI MELONIANI STA FACENDO GIRARE I COJONI A FORZA ITALIA, PER CUI LA SEPARAZIONE DELLE CARRIERE (E DEL CSM) È LA “MADRE DI TUTTE LE RIFORME” – SALVINI FA LO STRUZZO: LA LEGA, CHE HA VISTO SFUMARE L’AUTONOMIA, HA CHIESTO UN “MAGGIOR COINVOLGIMENTO DELLA MELONI”, MA SENZA TROPPA CONVINZIONE - LA GOCCIA CHE HA FATTO TRABOCCARE L'IRA FUNESTA DELLA MELONA CONTRO LE TOGHE E' STATO IL FALLIMENTO DEI CENTRO MIGRANTI IN ALBANIA, BOCCIATI DAI TRIBUNALI ITALIANI ED EUROPEI - VIDEO: QUANDO AD ATREJU L'UNDERDOG SI STROZZO' URLANDO: "FUNZIONERANNO! FUNZIONERANNO! DOVESSI PASSARCI OGNI NOTTE DA QUI ALLA FINE DEL GOVERNO" (SONO ANCORA VUOTI...)

pietrangelo buttafuoco giorgia meloni alessandro giuli padiglione russia

DAGOREPORT - FINIRÀ COSÌ: IL MUSULMANO SCIITA GIAFAR AL-SIQILLI, ALIAS PIETRANGELO BUTTAFUOCO, PUÒ RIVENDICARE QUANTO VUOLE L'INDIPENDENZA E L'AUTONOMIA DELLA BIENNALE CHE LASCIA "CHIUSURA E CENSURA FUORI DALL'INGRESSO", MA IL PADIGLIONE RUSSO RESTERÀ SBARRATO - PUR COSTRETTO A RINCULARE, BUTTAFUOCO NON SI DIMETTERÀ. DEL RESTO, DELLA DECISIONE DI RIAPRIRE I BATTENTI AL PADIGLIONE RUSSO, NE AVEVA INFORMATO NON SOLO AMICI E CAMERATI VICINI MA ANCHE, DICONO, GIORGIA MELONI, DA SEMPRE SUA GRANDE SUPPORTER - AMMESSO CHE SIA AVVENUTO IL COLLOQUIO E ABBIA OTTENUTO IL SEMAFORO VERDE ALLA PRESENZA DEL PADIGLIONE RUSSO, VA ANCHE IMMAGINATO LO STATO DEGLI OTOLITI DELLA MELONA PER STAR LÌ A SBROGLIARE I PERIODI E LE SUBORDINATE DELL’ELOQUIO BAROCCO-SICULO DI BUTTAFUOCO - COMUNQUE VADA, A DIECI GIORNI DAL TERRIBILE VOTO SUL REFERENDUM DELLA GIUSTIZIA, CON UNA GUERRA CHE TIRA L’ALTRA E L’ECONOMIA CHE VA A PUTTANE, DI DIMISSIONI NON SE NE PARLA ASSOLUTAMENTE. BASTA UN NIENTE PER FAR CROLLARE IL CASTELLO DI CARTE…

marco bucci silvia salis il secolo xix gianluigi aponte

DAGOREPORT – LA ‘’SCOMPARSA DELLE NOTIZIE’’ NON BASTA PIÙ AL MINCULPOP DELL’ERA MELONONIANA - ECCO LE ASSURDE PRETESE E LE SFACCIATE PROPOSTE DEL PRESIDENTE DELLA REGIONE LIGURIA, MARCO BUCCI, ALL’EDITORE DEL ‘’SECOLO XIX’’, IL GRUPPO APONTE, PER OSTACOLARE LA CORSA DEL CANDIDATO DEL CENTROSINISTRA A SINDACO DI GENOVA, SILVIA SALIS, CONTRO LO SFIDANTE DEL CENTRODESTRA, PIETRO PICIOCCHI – DAGOSPIA SVELA LA “NOTA” DEL GOVERNATORE BUCCI DA SOTTOPORRE AL DIRETTORE, MICHELE BRAMBILLA: “IL CONTESTO È LA CAMPAGNA ELETTORALE ED IL BILANCINO POLITICO DEL SECOLO, COME È FACILE DA CAPIRE ANCHE PER IL LETTORE, PENDE CON STRATEGICA EVIDENZA DALLA PARTE DELLA SALIS - POCHI GIORNI PRIMA, VISITA DEL MINISTRO E VICEPREMIER SALVINI A GENOVA, MENZIONATO ALLA PARI DELLA SALIS. OPPURE NELL’INTERVISTA PERSONALE AL GOVERNATORE BUCCI, SI TROVA IL MODO DI INFILARE LA SALIS NEL TITOLO DELLA STESSA INTERVISTA…”